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È disponibile da venerdì 25 settembre 2026 per Record-Y il disco d’esordio degli Hibaku Jumoku

È disponibile da venerdì 25 settembre 2026 per Record-Y il disco d’esordio degli Hibaku Jumoku, trio vicentino composto da Paolo Inserra alla batteria, Antonio Gallucci al sax tenore e Francesco Bucci al basso tuba.

Il gruppo parte da una rilettura del piano-less jazz contemporaneo, sostituendo il basso con il basso tuba e costruendo un sound che attraversa nu jazz, rock, punk ed elettronica, con influenze afro e mediterranee. Sax, batteria e basso tuba vengono arricchiti da pedali ed effetti, dando vita a una musica fisica, pulsante e profondamente legata all’interplay tra i tre musicisti. Il disco arriva dopo un anno e mezzo di lavoro e una ventina di concerti nei club del Nord Italia, dove gli Hibaku Jumoku hanno sviluppato un’identità live intensa e personale. Un debutto che nasce dalla volontà di superare i confini del jazz senza rinunciare alla ricerca, e che apre ora una nuova fase per il trio, già al lavoro su nuovi brani.

Il nome Hibaku Jumoku, che indica gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, racchiude la stessa idea di resistenza e di libertà che attraversa il progetto: proporre musica nuova senza lasciarsi condizionare da cliché o categorie prestabilite.


 

APPUNTAMENTI LIVE:
20 ottobre @ Milano, Cascina Cuccagna
30 ottobre @ Vittorio Veneto (TV), Trattoria alla Cerva



SCOPRI IL DISCO: https://www.record-y.com/hibakujumoku



Francesco Bucci: basso tuba, fx (Ottone Pesante, Zobibor)
Paolo Inserra: batteria (Baustelle, Uppertones, Giuliano Palma)
Antonio Gallucci: sax tenore, fx (Vertical, Stellari)


BIO: 

Nato a Vicenza da un’idea del batterista Paolo Inserra, Hibaku Jumoku è un trio che reimmagina la formula del piano-less jazz contemporaneo sostituendo il basso con il basso tuba, creando un suono che unisce nu jazz londinese, energia punk, radici afro e una sensibilità mediterranea. Una miscela diretta, fisica, che vive a metà fra jazz e rock, in un vero e proprio crossover jazz-rock.

Il nome del gruppo deriva dal termine giapponese che indica gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima: simboli di resistenza e resilienza. Una metafora che il trio abbraccia per raccontare il coraggio di proporre musica nuova, libera da cliché e da etichette, in un panorama sempre più complesso per chi crea.

La formazione vede Paolo Inserra alla batteria, Antonio Gallucci al sax tenore e Francesco Bucci al basso tuba. I fiati sono potenziati da elettronica, pedali ed effetti, che ampliano la tavolozza timbrica e spingono il trio verso territori ipnotici e pulsanti. Pur provenendo da percorsi differenti, i tre musicisti condividono un’attitudine comune: una ricerca sonora coerente, personale, che mette al centro groove ostinati, interplay e un’estetica ruvida ma profondamente espressiva.

Dopo un anno e mezzo di lavoro sul repertorio, il trio ha portato la propria musica in una ventina di concerti nei club del Nord Italia, costruendo un’identità live intensa e coinvolgente. Con l’uscita del primo album per Record-Y, Hibaku Jumoku guarda ora oltre i confini nazionali, con il desiderio di portare il proprio sound ovunque, anche all’estero, pur consapevole delle sfide del settore. Parallelamente, il trio è già al lavoro su nuovi brani che daranno vita al prossimo capitolo discografico.

https://www.instagram.com/hibaku_ju

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“controluce” è il primo album dei sokind

controluce è il primo album dei sokind ed è anche il primo lavoro del progetto interamente in italiano. Dopo le prime uscite in inglese, Massimiliano incomincia a scrivere nella propria lingua perché gli permette di essere più preciso nei testi. L’elettronica rimane alla base della produzione, ma entra in rapporto con una scrittura più vicina alla canzone italiana.

«controluce è il primo disco in cui abbiamo scritto tutto in italiano – raccontano i sokind –. Molti brani partono da esperienze reali, ma durante il lavoro cambiano parecchio: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda e alla fine non ci interessa ricostruire i fatti in modo fedele. Ci interessa che la canzone funzioni e che resti qualcosa in cui possa riconoscersi anche chi non conosce la storia da cui è partita».

I brani parlano soprattutto di relazioni, intese in senso ampio. Ci sono rapporti finiti, legami rimasti sospesi, attrazione, distanza e difficoltà nel capire quando avvicinarsi o lasciare spazio. Altri pezzi si concentrano invece su solitudine, identità, lutto, memoria e sul modo in cui si prova ad andare avanti dopo un periodo difficile. Non c’è una storia unica che attraversa il disco: ogni traccia parte da una situazione diversa.

Molte canzoni nascono da esperienze reali, soprattutto di Massimiliano. Durante il lavoro con Lorenzo, però, quegli episodi vengono riscritti e modificati: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda fino alla versione definitiva. Il punto non è documentare ciò che è successo, ma usare un’esperienza concreta come punto di partenza per una canzone.

«Abbiamo dei punti di partenza diversi, ma poi i brani passano continuamente da entrambi. Un beat può far cambiare una frase e una frase può far cambiare un arrangiamento. Per questo è difficile dire che uno si occupa solo di una parte e l’altro di un’altra: la versione finale arriva dopo parecchi passaggi tra tutti e due».

La stessa impostazione vale per la parte visiva. Artwork, fotografie e i dieci Official Visual sono stati realizzati internamente dal duo. I Visual sono girati nello stesso set, con camera fissa e azioni diverse per ogni traccia; i testi compaiono sincronizzati con un effetto macchina per scrivere.

«La parte visiva la sviluppiamo mentre lavoriamo alla musica, non alla fine. Per controluce abbiamo scelto di dare ai dieci Official Visual una struttura comune: stesso set e camera fissa, con azioni diverse per ogni brano e i testi sincronizzati nell’immagine. Ci interessava che fossero riconoscibili come parti dello stesso disco senza renderli tutti uguali»

Track by track

01 — Respirare

La distanza giusta dentro una relazione

Respirare parla della difficoltà di capire quale sia la distanza giusta dentro una relazione. Due persone possono volersi bene e, allo stesso tempo, non sapere quando avvicinarsi, quando lasciare spazio o quando parlare. Il brano parte da quel tipo di quotidianità in cui anche un gesto semplice può essere letto nel modo sbagliato. Non racconta necessariamente una relazione finita: racconta piuttosto il tentativo di stare insieme senza annullare lo spazio personale di nessuno dei due.

FRASE DAL TESTO Restiamo fermi / come fotografie / che provano a respirare.

02 — Fantasmi

Quando non si hanno ancora risposte su di sé

Fantasmi riguarda il rapporto con sé stessi più che una relazione di coppia. Parte dalla pressione di dover sapere sempre chi si è, cosa si vuole e dove si sta andando. I “fantasmi” sono aspettative, vecchie versioni di sé e pensieri che continuano a riemergere. La canzone non arriva a una definizione conclusiva: accetta l’idea che alcune cose possano restare incerte e che non avere subito una risposta non significhi necessariamente essere persi.

FRASE DAL TESTO Non ogni vuoto va riempito / alcuni spazi vanno solo sentiti.

03 — Neve

Una relazione che resta nel possibile

Neve racconta due persone tra cui c’è qualcosa di evidente, ma che non riescono mai a trasformarlo in una relazione vera. Il problema non è necessariamente l’assenza di sentimento: possono mancare il momento giusto, le circostanze o il coraggio di esporsi. Rimane quindi soprattutto ciò che avrebbe potuto succedere. Il contrasto tra il caldo dell’estate e la neve “dentro” serve a descrivere questa distanza tra quello che appare normale all’esterno e quello che continua a rimanere irrisolto.

FRASE DAL TESTO Ora siamo due canzoni diverse / che usano le stesse parole.

04 — Lontano da te

Guardare indietro senza voler tornare

Lontano da te nasce dal momento in cui una relazione finita può essere guardata con più distanza. Durante la fine e nel periodo subito successivo restano soprattutto il dolore e la mancanza; col tempo, però, il ricordo cambia. Si può arrivare a sorridere pensando a ciò che è stato e riconoscere che quella relazione ha avuto un valore, pur sapendo con chiarezza che non si vorrebbe ricominciare. Il brano sta proprio in questa distinzione tra conservare un ricordo e desiderare di tornare indietro.

FRASE DAL TESTO A volte lasci andare / per non farti mancare.

05 — Sale nell’acqua

Accettare che continuare farebbe peggio

Sale nell’acqua parla del momento in cui ci si rende conto che una relazione è arrivata alla fine e che insistere non migliorerebbe le cose. Non c’è necessariamente un episodio preciso che chiude tutto: il rapporto può consumarsi lentamente, fino a non essere più quello di prima. Il “va bene così” del ritornello non è indifferenza, ma il tentativo di accettare che separarsi sia la scelta più sensata e che continuare rischierebbe di far stare peggio entrambi, o di far perdere parti di sé che non vale la pena sacrificare.

FRASE DAL TESTO Ci siamo persi come si perde una lingua / che parlavi da bambino e adesso taci.

06 — Temporale

La distanza tra quello che si mostra e quello che si prova

Temporale parla di solitudine e della sensazione di non essere davvero visti. Il centro del brano è la distanza tra ciò che succede dentro e ciò che gli altri percepiscono: si può continuare a parlare, uscire e rispondere che va tutto bene mentre si sta vivendo qualcosa di molto diverso. Anche la produzione lavora su questo contrasto, evitando di seguire in modo ovvio il peso del testo. La frase “la solitudine è un temporale” riassume un’esperienza che per chi la vive può essere molto forte, anche quando dall’esterno quasi non si nota.

FRASE DAL TESTO La solitudine è un temporale.

07 — Errori ben riusciti

Un rapporto che funziona nell’attrazione, non nel resto

Errori ben riusciti racconta un rapporto molto fisico in cui l’attrazione continua a funzionare anche quando il resto della relazione non regge. I due protagonisti sanno di non costruire qualcosa di stabile e capiscono che continuare a cercarsi può complicare le cose, ma questo non basta a interrompere il legame. Il titolo nasce da questa contraddizione: qualcosa può essere chiaramente un errore dal punto di vista razionale e, in alcuni momenti, sembrare comunque riuscire benissimo.

FRASE DAL TESTO Forse siamo un errore ben riuscito.

08 — Controvento

Uscire da un periodo di autosvalutazione

Controvento parla di un cambiamento nel rapporto con sé stessi dopo un periodo segnato da dubbi, paura del giudizio e scarsa fiducia. Non c’è un momento di svolta netto e non c’è una rivincita verso qualcuno: il brano descrive piuttosto il lavoro graduale di smettere di trattarsi come il proprio principale avversario. Andare “controvento” significa continuare a muoversi anche quando alcune difficoltà rimangono, con un rapporto un po’ più equilibrato con i propri limiti.

FRASE DAL TESTO Ho fatto pace con la mia parte scura / le do la mano e non mi fa più paura.

09 — Allora ciao

Quando la decisione arriva prima dell’accettazione

Allora ciao racconta il periodo dopo una separazione in cui si sa razionalmente che chiudere è stata la scelta giusta, ma le emozioni non sono ancora arrivate allo stesso punto. Il testo alterna continuamente “non mi importa” e “mi importa” proprio perché le due cose possono convivere. Non è necessariamente il desiderio di tornare insieme: è la difficoltà di abituarsi all’assenza di una persona che, fino a poco prima, faceva parte della quotidianità. Il saluto finale arriva quindi mentre quella decisione è ancora in fase di elaborazione.

FRASE DAL TESTO Quando ti penso non mi importa / quando ti vedo mi importa.

10 — Ricordi

Il lutto dentro le abitudini quotidiane

Ricordi nasce da una storia reale vicina a Massimiliano ed è dedicata alla sua migliore amica, che ha perso da poco la nonna a cui era molto legata. Il brano osserva il lutto attraverso le cose quotidiane: una stanza, un rumore, un’abitudine o un gesto possono continuare a richiamare una persona proprio perché non c’è più. Non prova a spiegare come si supera una perdita e non cerca una conclusione consolatoria. Racconta piuttosto come l’assenza entri nella vita di tutti i giorni e come i ricordi continuino a cambiare significato nel tempo.

FRASE DAL TESTO Forse chi se ne va davvero / cambia solo posizione.

Crediti

Artista

PROGETTO sokind
COMPONENTI Massimiliano Lorenzin / Lorenzo Milan
ORIGINE Vicenza, Italy
ATTIVO DAL 2023
AREA MUSICALE canzone italiana / elettronica
LINGUA italiano (controluce); prime uscite del progetto in inglese

Release

TITOLO controluce
FORMATO album
DATA DI USCITA 25 settembre 2026
TRACCE 10
DURATA TOTALE 32:34
DISTRIBUZIONE DistroKid
COLLECTING Soundreef

Crediti musicali

Scrittura, composizione, produzione, arrangiamento, registrazione, voci, strumenti/programmazione, mix e master: Massimiliano Lorenzin / Lorenzo Milan.

Crediti visual

Artwork, fotografie e Official Visual: Massimiliano Lorenzin / Lorenzo Milan. I materiali visivi vengono sviluppati internamente durante la lavorazione del disco.

Processo di lavoro

Lorenzo produce musica da anni; Massimiliano scrive e canta. I ruoli non sono però separati in modo rigido: i brani passano più volte da entrambi e testo, melodia, produzione e arrangiamento possono cambiare durante il lavoro.

Visual system di controluce

OFFICIAL VISUAL 10, uno per traccia
IMPOSTAZIONE stesso set / camera fissa / azioni diverse
TESTI sincronizzati con effetto macchina da scrivere
PRODUZIONE VIDEO interamente interna

Contatti

EMAIL weplay.sokind@gmail.com
INSTAGRAM @sokind__
SMARTLINK ffm.to/controluce

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Le cose che sanno ancora di te: “Sapore” è il nuovo singolo dei Morama

“Sapore” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 25 settembre 2026. In “Sapore”, i Morama raccontano una distanza che il corpo sembra rifiutarsi di accettare. L’assenza continua a sopravvivere nelle cose più piccole: un odore rimasto sul cuscino, il sapore del sale, una luce oltre lo schermo, la memoria di un tocco. Frammenti capaci di rendere vicino ciò che non possiamo più raggiungere. Con una ballad intima e sospesa, il brano abita così quello spazio fragile in cui il ricordo diventa quasi fisico e qualcuno può continuare a mancarci proprio perché, in qualche modo, non se n’è mai andato davvero.

Foto: Morama

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«Prosegue il percorso elettro-pop dei Morama con “Sapore”, quarto e ultimo singolo estratto dal secondo EP del duo, “Marea d’Amore”. Un brano intenso ed emozionale che rappresenta il capitolo finale di un progetto capace di raccontare le diverse sfumature dell’amore attraverso sonorità contemporanee e una scrittura profondamente evocativa.
“Sapore” racconta il peso di una relazione a distanza, dove l’assenza della persona amata si trasforma in una presenza costante nei pensieri. La nostalgia, il desiderio e la mancanza, tanto fisica quanto emotiva, si intrecciano fino a sfiorare l’ossessione, dando vita a un racconto sincero e vulnerabile.
Ballad dell’EP, il brano mette al centro un’interpretazione vocale intensa, fragile e al tempo stesso potente, capace di trasmettere tutta la forza delle emozioni raccontate. Un pianoforte delicato e malinconico apre e sostiene la composizione, mentre una produzione moderna e incisiva accompagna la crescita del pezzo, esaltandone la profondità emotiva senza rinunciare all’identità elettro-pop che contraddistingue i Morama.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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DEIRA ci regala un antidoto al malessere sociale con “Cani Randagi”

Esce su tutte le piattaforme digitali venerdì 25 settembre 2026 il nuovo singolo di Erica Meneguzzo, in arte DEIRA. “Cani Randagi”, questo il titolo della canzone, parla di tutti noi: anime che vagano, a volte desolate, insieme ma allo stesso tempo sole, come le “acque mosse” evocate dalla cantautrice vicentina.

Siamo “cani randagi” distanti che prima hanno paura della notte, ma poi smettono di temere la solitudine e la accettano. È la disillusione che segna il passaggio dall’età giovanile all’età adulta, necessaria e naturale, ma a volte spaventosa. È il periodo in cui cambiano le responsabilità, i ruoli sociali e le aspettative, così come cambiano il lavoro, le priorità, le amicizie e i rapporti, a volte senza accorgersene. E, come in Giacomo Leopardi, la disillusione è il passaggio doloroso ma consapevole  dalle “pie illusioni” alla cruda verità della natura indifferente e del dolore esistenziale.
 
Siamo sempre vicini grazie ai social… ma allo stesso tempo siamo sempre più distanti. Vediamo “i trofei” delle vite degli altri in un continuo confronto tossico, e abbiamo la percezione che mentre gli altri corrono (“i lupi”), noi siamo sempre fermi allo stesso punto. 

Viviamo in una società che è un inno alla produttività e all’efficienza, sempre portati a produrre qualcosa, sempre orientati verso un fine da raggiungere. “Cani Randagi”, invece, è un invito a fermarsi con se stessi uscendo da questa ruota automatizzata, staccarsi dagli stimoli esterni, proteggersi e prendersi del tempo per stare bene.
 
“Cani Randagi” è un inno alla noia e, come dicevano gli antichi, la noia è il prerequisito per creare, perché è proprio in quel vuoto che si scopre la pienezza del nostro io. “Cani Randagi” ci invita quindi a creare degli spazi nella nostra vita per attraversare la noia, perché è solo in questa condizione, in questa parentesi in cui non cerchiamo di raggiungere nulla e di non ottimizzare niente, di fare qualcosa solo per il piacere di farlo, che troviamo la connessione con noi stessi e con gli altri.
  
“Cani Randagi” è un antidoto al questo malessere sociale. È un grido di speranza, una presa di coscienza in una società conformista.
 

Scopri il brano: https://distrokid.com/hyperfollow/deira1/cani-randagi

Autore: Erica Meneguzzo 
Compositori: Erica Meneguzzo, Damiano Ferrari, Alessandro Marton 
Basso: Filippo Rinaldi 
Produzione artistica: Erica Meneguzzo, Alessandro Marton, Damiano Ferrari 
Produzione esecutiva: Luca Stefani, Alessandro Marton
Mixato e masterizzato presso Firstline Studio da Alessandro Marton
Foto cover di Simone Bressello


BIO:

Un’artista che sa arrivare in profondità. DEIRA, progetto artistico della cantautrice vicentina Erica Meneguzzo, porta un universo fatto di parole essenziali, emozioni autentiche e sonorità delicate. Una scrittura intima e incisiva che scava, accarezza e continua a sfuggire a ogni definizione. Nel suo percorso artistico ha partecipato a numerose esibizioni e aperto i concerti di Damien Mc Fly, Elisa Erin Bonomo e Chiamamifaro. Alcuni suoi brani sono stati selezionati per la serie The Kardashians su Disney+. La sua è una musica intensa e delicata, dove parole e suoni si intrecciano in perfetto equilibrio: l’ambiente sonoro non invade, ma accompagna, lasciando spazio all’emozione.

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Il 14 e 15 novembre arriva IArt, lo strumento AI che vuole rendere gli artisti più autonomi

Luca Red: «La rivoluzione non sarà sostituire gli Artisti, ma permettere loro di costruire senza aspettare continuamente il permesso di qualcuno»

Rimini, 14 e 15 novembre 2026 — Arriva IArt — Intelligenza Artistificiale, uno strumento di Intelligenza Artificiale specializzato nell’industria musicale, pensato per mettere la potenza dell’AI al servizio di Artisti e Professionisti. Non per sostituirli ma per renderli più autonomi.

Da quando l’Intelligenza Artificiale è entrata nella musica, una delle domande più ricorrenti è diventata: l’AI finirà per sostituire Artisti, Autori, Musicisti e Professionisti? IArt nasce da una tesi opposta. La vera rivoluzione dell’AI nella musica potrebbe non essere la sostituzione dell’Artista, ma la sua autonomia.

Autonomia significa poter lavorare sul proprio progetto, mettere alla prova un’idea, costruire una strategia, comprendere meglio i dati, individuare problemi e opportunità e preparare decisioni senza essere costretti ad aspettare continuamente che qualcuno abbia tempo, creda nel progetto o indichi la prossima direzione. Non significa eliminare Manager, Producer, Discografici o Professionisti. Significa non rimanere bloccati quando quelle figure ancora non ci sono e arrivare al confronto con loro più preparati e consapevoli.

IArt non è un AI che scrive le canzoni o le produce, nulla di legato strettamente alla scrittura della canzone o alla sua produzione è presente in IArt

«Per anni ho visto Artisti aspettare. Un Manager, un’etichetta, qualcuno che credesse in loro, qualcuno che avesse tempo per il loro progetto. Lavorando con l’AI ho capito che la rivoluzione potrebbe essere l’opposto di quella che temiamo: darci più strumenti per iniziare a costruire senza aspettare continuamente il permesso di qualcuno.»

Da questa visione nasce IArt — Intelligenza Artistificiale.

NON UN NUOVO MODELLO AI MA UN STRUMENTO SPECIALIZZATO PER L’INDUSTRIA MUSICALE

IArt non è un nuovo modello di Intelligenza Artificiale e non è un corso per imparare a utilizzare ChatGPT, Gemini o altre piattaforme.

Utilizza la potenza di modelli AI compatibili attraverso IArt DNA, un sistema di conoscenza, istruzioni, Metodo e protocolli progettato specificamente per lavorare sulle dinamiche dell’industria musicale. L’AI mette a disposizione una capacità di elaborazione enorme. Ma avere accesso a un’AI potentissima non significa automaticamente sapere come utilizzarla per costruire una carriera o sviluppare professionalmente un progetto musicale.

«Puoi avere davanti uno strumento potentissimo e continuare a non sapere dove andare. L’AI può darti mille risposte. Ma senza esperienza, contesto e Metodo rischiano di diventare semplicemente mille direzioni diverse.»

Per questo IArt lavora attraverso il Metodo Industria Musicale 2030, costruito sull’esperienza reale del settore e organizzato intorno a quattro competenze fondamentali.

ARTIST IDENTITY
Identità, autenticità, linguaggio, posizionamento e riconoscibilità.

MANAGER 2030
Decisioni, priorità, investimenti, rischi, opportunità e sostenibilità del progetto.

PRODUCER 2030
Visione musicale, repertorio, emozione, riferimenti, originalità e direzione artistica.

ARTIST STRATEGIST
Pubblico, dati, comportamenti, segnali e strategia.

Quattro competenze differenti che permettono di affrontare un progetto mettendo continuamente in relazione identità, il progetto, mercato, pubblico, strategia e obiettivi reali.

Non è necessario che sia l’Artista a sapere quale competenza utilizzare. IArt riconosce il problema e può far entrare in gioco la competenza necessaria. Quando il problema attraversa più aree, può lavorare attraverso il Dream Team, mettendo a confronto professionisti e  prospettive differenti prima di riportare la decisione alla persona.

L’Artista porta In IArt il proprio progetto, le domande, i problemi, i dati disponibili, le decisioni da prendere e i risultati ottenuti. IArt confronta, mette alla prova, costruisce scenari, chiede informazioni quando servono, evidenzia rischi e opportunità e può anche contestare una convinzione dell’Artista quando i fatti disponibili raccontano qualcosa di diverso.

L’obiettivo non è produrre più risposte. È aiutare a prendere decisioni migliori. 

E soprattutto fare in modo che l’Artista impari progressivamente a riconoscere quali domande fare, quali elementi gli mancano e come mettere alla prova le proprie convinzioni.

IL PRIMO EVENTO IArt SARÀ A RIMINI IL 14 e 15 NOVEMBRE 2026
 

Il primo evento ufficiale IArt si terrà sabato 14 e domenica 15 novembre 2026 a Rimini, presso la sala congressi dell’Hotel Savoia, Viale Vespucci 44.

Sarà il primo momento pubblico dedicato a IArt e al Metodo Industria Musicale 2030, con un massimo di 80 partecipanti.

La giornata partirà dalla situazione che viviamo quotidianamente nel settore musicale: cosa è cambiato, dove si trova oggi il mercato, perché molti progetti non riescono a svilupparsi, quali errori continuano a ripetersi e soprattutto cosa viene richiesto oggi a un Artista che vuole trasformare la propria musica in un progetto professionale credibile.

Poi entrerà in azione IArt. Attraverso confronto, dimostrazioni e applicazione del Metodo, i partecipanti vedranno come utilizzare IArt sui problemi e sulle decisioni che accompagnano la costruzione quotidiana di un progetto artistico.

Il secondo giorno i partecipanti potranno inserire il proprio progetto dentro IArt e scoprire quante cose ancora potranno fare usando questo strumento.

L’obiettivo sarà imparare un modo di lavorare che possa continuare anche dopo l’evento.

La partecipazione è a pagamento e i posti disponibili per il primo appuntamento sono 80.

Informazioni e disponibilità su ⁠lucared.com.
 

ALLA FINE DELL’EVENTO TUTTI RICEVERANNO GRATUITAMENTE IArt

Ai partecipanti non verrà consegnato semplicemente il link a una chat.

Riceveranno IArt DNA, insieme al Protocollo corrispondente al proprio percorso e ai materiali digitali del Metodo Industria Musicale 2030.

IArt DNA contiene le istruzioni, la conoscenza e il Metodo necessari per permettere a un’Intelligenza Artificiale compatibile di configurarsi e lavorare secondo IArt.

La struttura è semplice:

IArt DNA = COME lavorare.
Protocollo = IN QUALE MODALITÀ lavorare.
Documento Evolutivo = CON CHI lavorare e DA DOVE continuare.

Il Documento Evolutivo permette infatti di conservare nel tempo ciò che viene realmente costruito: identità, visione, obiettivi, decisioni, risultati, correzioni, strategie, apprendimenti e priorità.

La versione di IArt DNA consegnata al partecipante non richiederà un abbonamento a IArt. 

Per utilizzarla sarà invece necessario disporre di un account personale su una piattaforma AI compatibile; ChatGPT, GEMINI o Claude. L’utilizzo di un piano in abbonamento alla piattaforma scelta è consigliato per disporre di funzionalità e limiti più adeguati.

Account ed eventuali abbonamenti alle piattaforme AI restano personali e non sono inclusi nel costo dell’evento.

Il progetto mette così insieme tre elementi: la potenza dell’AI;
la specializzazione e la conoscenza di IArt;
l’esperienza umana del Metodo Industria Musicale 2030.


DALLE LAB A IArt

Nel 2025 centinaia di giovani provenienti da tutta Italia hanno partecipato alle Luca Red Lab, incontri dedicati alla comprensione dell’industria musicale contemporanea: discografia, identità, numeri, contratti, talent, sostenibilità economica e costruzione delle carriere.

Da quell’esperienza Luca Red ha continuato a porsi una domanda:

«Cosa succederà il giorno dopo a questi ragazzi? Sono stato davvero in grado di trasferire qualcosa che possano continuare a utilizzare quando non sarò più nella stanza con loro?»

Un incontro può cambiare una prospettiva.

Ma un progetto artistico richiede mesi e anni di decisioni.

IArt nasce anche da questa esigenza: trasformare ciò che accade durante un incontro in qualcosa che possa continuare. Non soltanto informazioni da ascoltare per qualche ora. 

Ma uno strumento e un Metodo con cui continuare a lavorare quando si torna a casa.


IL 14 E 15 NOVEMBRE È SOLO L’INIZIO

Rimini sarà il punto di partenza. Dopo il primo evento del 14 e 15 novembre 2026, IArt arriverà nei primi mesi del 2027 a Milano, Padova, Verona, Roma e Napoli.

Le date saranno pubblicate dopo l’appuntamento di novembre.



BIO — LUCA RED

Artista, autore, produttore, discografico, editore e manager musicale, Luca Red lavora nella musica da quasi trent’anni, attraversandone direttamente le trasformazioni: dalla gavetta artistica degli anni Novanta alla partecipazione nel 2009 al Festival di Sanremo nella categoria Giovani Web, fino alla gestione strategica, artistica e contrattuale di progetti nel mercato contemporaneo.

Nel corso della carriera ha scritto per artisti come Francesco Renga e Nina Zilli e collaborato con figure della musica italiana come Maurizio Fabrizio, Fio Zanotti e Piero Cassano. È Label Manager di Andrea Sannino e Manager Italia di Virginio e ha seguito artisti arrivati, attraverso il suo lavoro, in contesti nazionali come Festival di Sanremo, X Factor e Amici.

Con i propri artisti e progetti ha raggiunto quattro dischi di platino, oltre a diversi dischi d’oro.

Una parte significativa del suo lavoro è oggi dedicata alla strategia e al valore economico dei progetti musicali: affianca Artisti, Manager e Professionisti nella valutazione e negoziazione di contratti discografici, nella costruzione delle strategie e nello sviluppo sostenibile delle carriere.

Parallelamente ha costruito una community Instagram di oltre 30.000 persone, attraverso la quale affronta senza filtri carriera, discografia, contratti, numeri, errori e trasformazioni del mercato musicale. Nel solo 2025 ha ricevuto e ascoltato attraverso il proprio scouting oltre 1.200 progetti di Artisti emergenti e ha portato centinaia di partecipanti alle Luca Red Lab.

Da quasi trent’anni di esperienza nell’industria e dal lavoro quotidiano con Artisti e Professionisti nasce oggi un progetto che prova a mettere autonomia, conoscenza e Metodo nelle mani di chi deve costruire il proprio futuro.


IArt — INTELLIGENZA ARTISTIFICIALE
14 e 15 novembre 2026 — Rimini. Il primo giorno di IArt.

Sito ufficiale: lucared.com
Instagram: @luca___red

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“N” è il nuovo album di Naesh prod. RameBiz

É disponibile su tutte le piattaforme digitali da giovedì 24 settembre 2026 un nuovo capitolo musicale di Naesh che torna dunque con “N”, il nuovo album prodotto da RameBiz, in distribuzione Believe Music Italy.

“N” nasce ancora una volta dal ritrovato incontro artistico tra Naesh e RameBiz, un sodalizio che affonda le proprie radici in una conoscenza lunga oltre vent’anni. Dopo un periodo lontano dalla musica, Naesh ha ripreso infatti a scrivere e a lavorare a nuovi brani, ritrovando proprio in RameBiz il compagno di viaggio con cui costruire questa nuova fase del percorso. Il disco arriva dopo i singoli “Vita Lenta”, “Re Carlo” e “California”, tre anticipazioni che hanno progressivamente mostrato la direzione del progetto. Al centro di “N” ci sono il tempo che passa, il rapporto con il proprio territorio, le esperienze accumulate e la necessità di tornare a fare musica partendo da una consapevolezza diversa rispetto agli inizi.

Quello di Naesh non è però un semplice ritorno al passato: “N” guarda alla storia personale e musicale dell’artista per trasformarla in qualcosa di nuovo. La scrittura rimane legata all’osservazione della quotidianità e a una dimensione profondamente personale, mentre le produzioni di RameBiz accompagnano il progetto mantenendo saldo il legame con l’hip hop e con le radici artistiche dei due. Il nuovo album diventa così il punto d’incontro tra ciò che è stato e ciò che Naesh e RameBiz sono oggi, con la libertà di ripartire senza dover dimostrare nulla se non a loro stessi.


SCOPRI IL DISCO: https://bfan.link/n-2

Scritta da Naesh
Prodotta da RameBiz
Mix, Master e arrangiamenti di Riccardo Moio per RMB Studio
Grafiche di MALEdicola
 

BIO:

Naesh, all’anagrafe Giacomo Viale, nato a Ventimiglia nel 1987, è un rapper ligure che ha costruito il proprio percorso artistico tra radici locali e attitudine underground, mantenendo sempre un forte legame con il territorio e con la scena hip hop della Riviera. L’esordio ufficiale arriva nel 2006 con l’album “Là fuori, qua fuori”, realizzato in collaborazione con Royal Frenz, cantante e beatmaker di Lugano. Il progetto segna l’ingresso di Naesh nella scena locale, mettendo in luce uno stile diretto, crudo e profondamente legato al vissuto di provincia, tra introspezione e osservazione sociale. Negli stessi anni entra a far parte della crew ventimigliese Porro Inc, collettivo composto da Dj Smooth, Redix e Wise XL. Con loro consolida la propria identità artistica e partecipa attivamente al “Grizzly Mixtape” di Smooth e Redix, rafforzando la sua presenza nella scena hip hop ligure.

Nel 2009 pubblica “SMAESH”, progetto interamente prodotto da Dj Smooth. L’album rappresenta un passo avanti in termini di maturità artistica: le produzioni compatte e coerenti valorizzano una scrittura più consapevole, che alterna punchline, riflessioni personali e storytelling urbano. Negli anni successivi Naesh collabora con numerosi rapper della zona, diventando una figura di riferimento nella scena di provincia. Nel 2014 pubblica “Maschere Mixtape”, un progetto che coinvolge rapper provenienti da tutta la Liguria e che si sviluppa interamente su strumentali di J Dilla. Il mixtape è un omaggio dichiarato alla tradizione hip hop più autentica e mette in evidenza la sua capacità di muoversi su sonorità classiche senza perdere identità.

Nel 2020 esce “Neorealismo”, un album che segna una nuova fase del suo percorso. Per la prima volta Naesh lavora con più produttori, tra cui RameBiz, Roggy Luciano e Dalo, ampliando il proprio spettro sonoro e sperimentando nuove atmosfere. Tuttavia, la pubblicazione coincide con il periodo della pandemia da Covid-19, che compromette la promozione e soprattutto la dimensione live del progetto. La mancanza di concerti e di riscontro diretto con il pubblico rappresenta una forte delusione, tanto da spingerlo a decidere di interrompere il proprio percorso musicale.

Nel 2024, però, arriva una svolta inattesa: Amado, cantante indie locale, lo contatta per un featuring. La collaborazione riaccende in Naesh l’entusiasmo e la voglia di scrivere, riportandolo gradualmente alla musica. Da questa rinnovata energia nasce la reunion con l’amico e produttore Rame Biz, che costruisce l’intero tappeto musicale di “N”, il suo ultimo lavoro. Il progetto rappresenta una sintesi del suo percorso: maturità, consapevolezza e un ritorno alle radici, ma con uno sguardo più adulto e riflessivo. 

https://www.instagram.com/goodboynaesh/
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Comunicato stampa Indie Pop

Quando non c’è più nessuno da convincere: “Body” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“Body” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito martedì 22 settembre 2026. In “Body”, Adriano Saponaro esplora la distanza sottile tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare. Il corpo diventa insieme rifugio e superficie, qualcosa da abitare ma anche da riconoscere quando ogni rappresentazione comincia a cedere. Tra dettagli quotidiani e immagini sospese, il brano si muove nell’intimità di un risveglio, quando la notte lascia spazio a una luce più difficile da evitare. E forse è proprio lì, senza più ruoli da interpretare, che resta la domanda più semplice e vertiginosa: cosa rimane di noi quando non c’è più nessuno da convincere?

Foto: Francesca Pazienza

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Ci sono dei vestiti che anche se provi a gettarli sul pavimento restano in piedi come sculture in un museo. Sono gli abiti delle persone importanti, come la giacca di tuo nonno o il montgomery di tua mamma. Allo stesso modo, un mattino, un body color grigio tenue ti fissa, mentre il mondo si sveglia e tu cerchi di aprire gli occhi. È un indumento che non hai mai visto prima, eppure è già nel tuo museo, vicino all’angelo che ti dorme accanto, mentre sotto al letto un bar di piccole creature sta sfornando brioches per tutti i turisti della tua mente. Un brivido luccicante ti taglia in due. Hai subito l’impressione che questa mattina non si andrà a scuola, nonostante la scuola sia finita già da molti anni.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

THERA, giovane artista pop ceca in rapida ascesa, inaugura un nuovo capitolo della sua carriera con l’uscita dell’attesissimo singolo “Heartless Romance”

THERA, giovane artista pop ceca in rapida ascesa, inaugura un nuovo capitolo della sua carriera con l’uscita dell’attesissimo singolo “Heartless Romance”, disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 18 settembre 2026. 

Ascolta “Heartless Romance“

Oscuro, seducente e pervaso da una nuova consapevolezza, il brano segna una significativa evoluzione nel sound dell’artista, che si allontana dal pop emozionale delle sue prime produzioni per abbracciare sonorità più audaci, sensuali e pensate per la pista da ballo.

Animato da un ipnotico synth ipnotico e sinuoso, beat ispirati all’hip hop e tastiere dalle atmosfere avvolgenti, “Heartless Romance” è stato scritto in collaborazione con il celebre produttore internazionale Jakke Erixson (David Guetta, Charli XCX, Ava Max). Primo brano estratto dal suo attesissimo secondo album, il singolo costruisce una tensione ritmica irresistibile, che esplode in ritornelli potenti e immediati.

Al centro della produzione spicca la voce inconfondibile di THERA, capace di muoversi tra vulnerabilità e una nuova, decisa padronanza di sé. Il brano esplora il confine sfumato tra desiderio e impegno, raccontando la tensione di essere intensamente desiderati da qualcuno che, tuttavia, si rifiuta di sceglierti davvero. Una relazione dal potere inebriante, dalla quale sembra impossibile allontanarsi, anche quando si intuisce che l’altra persona potrebbe tornare a cercarti soltanto nei momenti di solitudine.

Con “Heartless Romance”, THERA presenta una nuova identità sonora: più dark, più audace e orgogliosamente pop. Se le sue precedenti pubblicazioni hanno messo in luce la capacità di trasformare le emozioni personali in una scrittura intima e coinvolgente, questo nuovo capitolo spinge quelle stesse emozioni verso una dimensione più energica, fisica e trascinante.

Il nuovo singolo arriva dopo “Everywhere, All At Once”, l’EP live di THERA composto da sette tracce e nato per immortalare l’energia autentica del suo primo tour nelle arene. Registrato in diverse tappe della tournée europea al seguito di Jason Derulo, il progetto restituisce l’atmosfera senza filtri delle sue esibizioni dal vivo e celebra un momento decisivo della sua rapida ascesa.

“The goal of this EP was to create an honest, living memory—not just for me, but for the fans who made those nights so special and for anyone who wants to experience the energy of my live shows from afar”,spiega THERA.

La tracklist include anche la personale reinterpretazione di “Break the Rules” di Charli XCX, diventata rapidamente una delle preferite dai fan e uno dei momenti più coinvolgenti del tour, conquistando anche il pubblico che si avvicinava per la prima volta all’artista. Il brano anticipava inoltre la direzione musicale audace che oggi prende forma con “Heartless Romance”.

THERA si sta rapidamente affermando come una delle nuove artiste più interessanti della scena musicale europea. Con oltre 11 milioni di stream complessivi su tutte le piattaforme, ha conquistato l’attenzione internazionale grazie al successo virale di “Guardian Angel”, che ha superato gli 8 milioni di visualizzazioni su TikTok e oltre 1 milione di stream su Spotify, entrando nelle playlist New Music Friday ed EQUAL.

La sua ascesa inarrestabile l’ha portata a fare la storia come prima ambassador ceca della campagna globale EQUAL di Spotify, che l’ha vista protagonista dell’iconico Billboard di Spotify a Times Square, New York. Il suo album di debutto, “I Wish I Called”, ha inoltre raggiunto direttamente il primo posto nella classifica iTunes della Repubblica Ceca.

Artista dalla solida esperienza live, THERA ha condiviso il palco con importanti nomi della musica internazionale. È stata opening act ufficiale del tour europeo di Jason Derulo, culminato alla O2 Arena di Praga, e ha aperto i concerti della vincitrice svedese dell’Eurovision Loreen in diverse città, tra cui Londra, Manchester, Dublino e Zurigo. Ha inoltre accompagnato in tour la band britannica Remember Monday.

Queste importanti esperienze hanno contribuito ad ampliare significativamente il suo pubblico, in Repubblica Ceca e all’estero. Attualmente THERA è impegnata in studio nella lavorazione del suo attesissimo secondo album, un progetto che presenterà una nuova direzione artistica, capace di unire sonorità dance e sad pop.

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Oltre lo schermo e la distanza: la verità delle relazioni in “Alla Luna” di Mauro Cesaretti

Quando l’incomunicabilità prende il sopravvento, anche la vicinanza fisica rischia di ridursi a un guscio vuoto. È da questo cortocircuito emotivo che muove i suoi passi “Alla Luna”, il nuovo singolo del cantautore Mauro Cesaretti, in uscita su tutte le piattaforme digitali dal 18 settembre 2026. Al centro della narrazione non c’è la scossa improvvisa di un addio urlato, ma la lenta ed inesorabile erosione dei sentimenti che si consuma nell’apatia, spesso schermata dalla luce fredda di un cellulare.

Con l’amarezza di un verso che fotografando il presente recita “sarà che ormai dentro quel cellulare abbiamo perso la voglia di amare”, Cesaretti mette a nudo una delle fragilità più diffuse della contemporaneità: la tendenza a scambiare l’iper-connessione con l’empatia reale. L’antica metafora dell’“abbaiare alla luna” diventa così la rappresentazione viscerale di una richiesta d’aiuto lanciata a vuoto verso chi si è ormai trincerato dietro segreti, rancori e silenzi.

Eppure, la sensibilità del brano sta nel non consegnarsi al disincanto. Tra le pieghe del testo emerge la possibilità di una rinascita, che passa per il gesto rivoluzionario di ammettere le proprie responsabilità e ritrovare il coraggio di guardarsi negli occhi. Un lavoro profondo, frutto di una gestazione iniziata nel 2019 e affinata negli anni attraverso tappe fondamentali come il CET di Mogol.

A completare questo universo interiore interviene un concept visivo originale firmato dalla sua agenzia PAROT: un pianeta desolato e un lupo bianco, generati sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale, che proiettano la canzone in un’atmosfera sospesa e cinematografica. Nella nostra intervista abbiamo esplorato con Mauro le dinamiche e i significati di questo ritorno.

In “Alla Luna” lo smartphone diventa quasi un terzo elemento della relazione, fino a occupare lo spazio che un tempo apparteneva al dialogo. Perché hai scelto proprio il cellulare come simbolo dell’incomunicabilità? 

Perché è probabilmente l’oggetto che più rappresenta la nostra quotidianità. È sempre con noi e spesso diventa quasi una presenza fisica all’interno delle relazioni. Mi interessava il contrasto: abbiamo un dispositivo che ci permette di parlare con chiunque nel mondo, ma contemporaneamente possiamo usarlo per evitare di parlare con la persona che abbiamo accanto. In questo senso il cellulare diventa una metafora molto potente.

La tecnologia ci permette di essere costantemente connessi, ma il brano racconta una situazione paradossale: essere vicini fisicamente e lontanissimi emotivamente. È questa, secondo te, una delle contraddizioni più forti delle relazioni contemporanee? 

Sì, sicuramente. Forse è proprio una delle contraddizioni più evidenti del nostro tempo. Essere connessi non significa essere in relazione. Possiamo sapere continuamente cosa fa una persona, dove si trova, cosa pubblica, con chi parla, e allo stesso tempo non sapere più come sta realmente. “Alla Luna” nasce anche da questa contraddizione: la distanza non è più necessariamente geografica. Può esistere anche a pochi centimetri di distanza.

Nel testo compaiono segreti, gelosia, rancore e messaggi mancati. Ti interessava raccontare una storia individuale oppure costruire un ritratto più ampio delle dinamiche sentimentali di oggi? 

La storia individuale è il punto di partenza, ma l’obiettivo era sicuramente arrivare a qualcosa di più ampio. Quando scrivo una canzone cerco di partire da un’immagine concreta e poi trasformarla in qualcosa in cui possa entrare anche l’ascoltatore. Per questo “Alla Luna” non vuole spiegare chi ha ragione e chi ha torto. Racconta un meccanismo nel quale entrambi possono avere una responsabilità.

Quanto è difficile affrontare temi molto attuali senza trasformare una canzone in una semplice critica sociale? Qual è il confine che hai cercato di mantenere tra racconto personale e riflessione sul presente? 

Il rischio c’è. Se avessi voluto fare una semplice critica alla tecnologia, avrei scritto un testo molto diverso e più diretto. Invece il cellulare è soltanto uno degli elementi della storia. Il vero tema è l’incapacità di comunicare. La tecnologia può amplificarla, ma non la crea necessariamente. Ho cercato quindi di non dare una risposta, ma di raccontare una situazione e lasciare che fosse l’ascoltatore a riconoscersi dentro quella dinamica.

Il brano sembra suggerire che il problema non sia tanto la tecnologia in sé, quanto il modo in cui scegliamo di usarla. Quale sarebbe, secondo te, il gesto più semplice per tornare a comunicare davvero con una persona che abbiamo accanto? 

Probabilmente mettere da parte il telefono e guardarsi negli occhi. Sembra banale, ma forse è proprio la cosa più difficile: accettare le contraddizioni dell’altro, le insicurezze, gli schemi mentali sedimentati negli anni. E poi avere il coraggio di parlare senza cercare immediatamente di avere ragione. A volte comunicare significa anche ascoltare qualcosa che non vogliamo sentirci dire.

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Comunicato stampa

Salvo Lupo racconta 5 storie di lotta contro la mafia nell’EP “Cu avi lingua passa u mari”

“Cu avi lingua passa u mari” è il primo EP del cantautore siciliano Salvo Lupo, disponibile su tutte le piattaforme digitali da mercoledì 23 settembre 2026 (distr. Believe Music Italia).

Cinque brani in siciliano che sono cinque storie di lotta: dalle vicende più note di Peppino Impastato e di sua mamma Felicia Bartolotta, il disco attraversa le figure di Pippo Fava e Rita Atria, fino ad arrivare alla più recente storia delle sorelle Pilliu.

Gli arrangiamenti del disco richiamano le sonorità degli anni ’70, ’80 e ’90 fondendole con elementi più contemporanei. Questa scelta non è per nulla casuale: ogni brano cerca infatti di evocare la musica dell’epoca in cui si svolgono i fatti narrati. I testi, scritti interamente in dialetto siciliano, alternano strofe essenziali e incisive a ritornelli più aperti, delicati e sognanti.

Il file rouge dell’EP non è soltanto la lotta alla mafia, ma anche la denuncia dello strapotere dei potenti (“Pippo”), la devozione verso i propri ideali (“Onda pazza”), e il coraggio delle donne (“A Picciridda”, “Testa rutta”, “Leoni”). Storie che, in una società sempre più sopita e omologata, vogliono scuotere le coscienze e risvegliare chi ascolta dalla rassegnazione e dall’indifferenza.

 

“A ispirare questo lavoro sono stati i personaggi delle storie raccontate, credo mi abbiano proprio tuppuliato (bussato) alla porta. La semplicità e la grandezza dei loro gesti mi hanno messo di fronte alla potenza dei loro ideali, all’urgenza del cambiamento e della resistenza.”

(Salvo Lupo)

Scopri il disco: https://bfan.link/cu-avi-lingua-passa-u-mari

Voce e chitarre: Salvo Lupo
Synth e tastiere: Oscar Mapelli
Basso: Ivo Barbieri
Batteria: Andrea Cocco
Cori: Sarah Stride
Fisarmonica: Andrea Lentullo
Tastiera: Nicolò Barozzi
 
Mix: Oscar Mapelli
Master: Simone Pavan
 
Foto: Sindhi Annamaria Santoro
Illustrazione: Tw Illustrart
Progetto grafico: Sindhi Annamaria Santoro


BIO:

Salvatore Lupo è un cantautore siciliano che da ormai qualche anno vive a Milano. Inizia la sua carriera musicale suonando nelle band milanesi Lambrate Noise Exp. e Vinci e i Lupi, con le quali pubblica alcuni singoli, facendo concerti tra Milano e provincia. Nel 2023 inizia a lavorare al progetto Salvo Lupo in cui, lasciandosi ispirare dal cantautorato siciliano, propone inediti scritti prevalentemente in dialetto. “Testa rutta” è il primo singolo pubblicato, che ha anticipato l’uscita dell’EP “Cu avi lingua passa u mari”.

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