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Comunicato stampa Pop rock

Secondo e il coraggio di guardare dentro “La Scatola”

Più che un semplice EP, “La Scatola” si presenta come un attraversamento lucido e senza protezioni dentro quella zona d’ombra che accompagna l’ingresso nell’età adulta. Non c’è alcuna ricerca di ordine: al contrario, il lavoro accoglie il disallineamento, le contraddizioni e le fratture personali come parte integrante del processo di crescita. Il tempo che avanza, i rapporti che mutano pelle e il peso silenzioso delle aspettative diventano materia narrativa, insieme a quel confronto continuo – e spesso scomodo – con la propria coscienza. Il racconto di Secondo si muove tra insonnie, frasi rimaste sospese e ritorni ciclici del senso di colpa, restituendo l’immagine di un’identità in costruzione che prova, inciampa e riparte, cercando una forma possibile di autoassoluzione mentre tutto intorno pretende certezze. La scrittura alterna dettagli quotidiani e derive mentali, confessioni quasi domestiche e flussi interiori più inquieti, dando voce a una generazione bloccata tra il desiderio di essere compresa e la difficoltà di raccontarsi davvero.

Fragilità e autocritica convivono con la paura di crescere e la necessità di restare fedeli a ciò che si è. Non c’è alcuna consolazione facile in queste tracce: il nuovo EP sceglie piuttosto la strada dell’ammissione, del riconoscere i propri limiti, del chiedere scusa, del restare svegli a fare i conti con sé stessi quando tutto tace. In questa prospettiva, “La Scatola” diventa un luogo mentale chiuso ma indispensabile: un contenitore di ricordi, errori, affetti e rimpianti che non chiede di essere svuotato subito, ma di essere aperto solo quando si trova il coraggio di guardare davvero cosa custodisce.

Secondo nasce da un gioco di significati: è il secondogenito, ma anche la figura che resta nell’ombra, indispensabile e silenziosa, come un secondo nel tempo – fugace, invisibile, eppure essenziale. Il progetto prende vita nel 2018, quando, dopo anni da corista e musicista al servizio di altri artisti, sceglie di mettersi in primo piano per scoprire sé stesso attraverso la musica. Le sue canzoni nascono dal desiderio di dare voce a emozioni comuni ma spesso taciute, con parole semplici che diventano universali. Musicalmente, il suo mondo intreccia cantautorato classico, rock, suggestioni popolari napoletane e una certa solennità liturgica, in un equilibrio tra immediatezza e profondità.

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Fonte: RC Waves

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“Vivi la vita degli altri” è il nuovo singolo di Alessandro Aruta

Alessandro Aruta torna con il nuovo singolo dal titolo “Vivi la vita degli altri:un nuovo brano che anticipa il nuovo capitolo musicale di Alessandro, confermando la sua capacità di coniugare sensibilità cantautorale e sonorità contemporanee, senza compromessi. Il brano, disponibile su tutte le piattaforme digitali da martedì 3 marzo 2026, è un invito a liberarsi dagli schemi e a ritrovare se stessi: è proprio questo il cuore del nuovo singolo prodotto da Molla – produttore che è riuscito ad esaltare l’animo rock di Alessandro, inquadrandolo in un brano sentito che non rinuncia ad innegabile e trascinante piglio pop.Qui Alessandro Aruta racconta con sincerità il conflitto tra conformismo e autenticità, esplorando il coraggio di vivere secondo le proprie regole in un mondo che spesso ci spinge a imitare la vita degli altri.

Caratterizzato da un sound intenso e diretto, il pezzo fonde atmosfere emotive con arrangiamenti raffinati, in cui la chitarra di Alessandro guida l’ascoltatore attraverso un percorso di introspezione e liberazione. Il testo è un appello alla verità personale, un invito a riscoprire ciò che davvero conta: la propria libertà e identità.

 

Non è facile vivere a pieno la nostra vita. Spesso finiamo per vivere quella degli altri. Un brano diretto e sincero sul conflitto tra conformismo e autenticità, che invita a liberarsi dagli schemi per vivere a modo proprio. (Alessandro Aruta)



SCOPRI IL BRANO: 
https://li.sten.to/vivi-la-vita-degli-altri

Musica: Alessandro Aruta
Parole: Alessandro Aruta, Ilenya Smedile
Producer: MOLLA
 

BIO:

Cresciuto tra le contraddizioni di una periferia dura e la sensibilità artistica della sua famiglia, Alessandro Aruta ha sempre vissuto la musica come un’ancora e un richiamo costante. Suona la chitarra fin dall’adolescenza, ispirato dal rock viscerale degli anni ’70 e dal grunge degli anni ’90, epoche che hanno plasmato la sua visione artistica e il suo modo di sentire il mondo.

Nel 2021 pubblica il primo album da cantautore, “Tempo e Rimedi”, un viaggio intimo tra i generi che lo hanno formato, dove le canzoni raccontano il tempo che scorre, le scelte che ci definiscono e i rimedi che cerchiamo. La sua voce trasmette esperienze vissute, amori, perdite e rinascite, trasformando ogni emozione in suono e parola.

Tra il 2022 e il 2023 torna sulle scene partecipando a THE COACHEMERGENZA LIVE e SANREMO ROCK, apre le date italiane del tour “Indoor Garden Party” di Russell Crowe, e appare su Rai2 a “E…viva il videobox”. Attualmente lavora al nuovo EP, continuando a costruire un ponte sincero tra passato e futuro e a cercare una connessione autentica con il pubblico. Come dice lui stesso: “Non so se la musica mi ha salvato, ma di sicuro mi ha ritrovato.

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The Last Confidence: Lei è il nuovo singolo

Dopo il singolo Botta uscito alla fine del 2025, i The Last Confidence pubblicano un secondo brano intitolato Lei, fuori martedì 24 febbraio. Entrambe le canzoni faranno parte del prossimo album del gruppo bergamasco, in arrivo nel corso della primavera, prodotto da Luca Incerti (Ince) dei WEL.

Lei è indubbiamente il brano più pop, accattivante e immediato del disco: su questa traccia i The Last Confidence spingono meno su distorsioni e ritmi incalzanti per favorire un approccio più semplice e spensierato, in quello che è un brano d’amore in versione punk rock, con un ritornello di facile presa.

Staccando per un attimo dalle tematiche più impegnate di buona parte delle loro canzoni, i The Last Confidence dimostrano ancora una volta di saper scrivere brani più pop e memorabili anche restando ampiamente nell’alveo delle sonorità punk. Il testo è composto da poche parole, ma quante bastano per ritrovarsi in fretta a cantare “è un anti-social” a qualche live del gruppo, sempre molto attivo anche sul fronte concerti.

Ascolta Lei:

I prossimi concerti dei The Last Confidence:
21 marzo 2026 @ Rock’n’Roll Club, Milano

Autore e compositore: Marco Cosentino

Produzione: Luca Incerti

ISRC: QZDA62635856

I The Last Confidence sono:
Marco Cosentino – Voce e chitarra
Hélio Gomes – Chitarra
Francesco Cosentino – Basso
Diego Facchi – Batteria

BIO

In giro dal 2013, i The Last Confidence mescolano le sonorità del punk con melodie spensierate. Direttamente dalla provincia di Bergamo, raccontano in ogni pezzo i problemi della quotidianità e le sfide del diventare adulti. 

Il gruppo pubblica un paio di EP iniziali per l’etichetta indipendente Loserkid Records: questi primi lavori sono molto influenzati dalle radici punk rock e pop punk del gruppo, ma è con il disco This Mess Is a Place (2017) che il progetto prende davvero forma e comincia a farsi notare nel panorama alternativo italiano.

Dopo un’intensa attività dal vivo in tutta la penisola, che porta il quartetto ad aprire anche i concerti di band internazionali come Mayday Parade e Stand Atlantic, il gruppo torna in studio e decide di concentrarsi su nuovi pezzi in lingua italiana.

Nel 2018 uniscono le forze per creare insieme agli amici WEL il brano T.A.S.A. che diventerà subito un classico dell’underground.

Dove sei ora (2020) mostra una band più matura con voglia di sperimentare. L’onestà nei testi continua a contraddistinguerli in pezzi come Ceali grazie alle abilità liriche del frontman Cose. 

Per festeggiare il decimo anniversario della band, viene rilasciato 10 YEARS (2023) contenente sia pezzi inediti che singoli usciti tra il 2021 e 2022. Degno di nota il feat. insieme agli WEL in Male Male.

Il gruppo torna in studio insieme al producer di fiducia Luca Incerti e sforna otto pezzi che rilasciano una “BOTTA” d’energia, affrontando sempre temi vicini alla realtà di chi ancora non ha trovato un posto al mondo. Così nasce Persone piccole con lingue gigantiil quarto disco dei The Last Confidence. 

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Comunicato stampa Indie Pop rock

Maree in quattro atti: “A due passi dal presente” è il nuovo EP di Sergio Russo

“A due passi dal presente” è il nuovo singolo di Sergio Russo, uscito venerdì 20 febbraio 2026. Quattro brani come quattro stagioni interiori, quattro stanze attraversate a piedi nudi: amori evaporati, cadute che spaccano il fiato, risalite che hanno il passo lento delle maree, metamorfosi che avvengono senza rumore, come crepe che si allargano nella notte. Dolore che brucia, perdita che scava, speranza che filtra, luce che ritorna come un’alba ostinata. È una narrazione in musica sull’imperfezione dell’essere umani, sull’arte fragile del perdono, su quella scintilla che permette di rialzarsi quando ogni fine sembra murata, irrevocabile. E allora il presente non è più un muro distante, ma una soglia sottile. La distanza si accorcia, si assottiglia, quasi scompare: siamo già lì, a due passi dalla possibilità di ricominciare.

Foto: Bianca Puleo

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«Con “A due passi dal presente”, Sergio Russo firma un ritorno autentico e intenso, un viaggio tra memoria e rinascita, dove ogni brano è una confessione trasformata in musica. Attraverso canzoni che parlano di amori finiti, di cadute e di risalite interiori, il cantautore milanese apre il cuore a un pubblico che si riconosce nei sentimenti più universali: il dolore, la perdita, la speranza, la luce che ritorna. Da “C’è bisogno di andare via”, ispirata a una storia reale di separazione e coraggio, al diavoletto innamorato di “Povero diavolo”, simbolo della trasformazione che l’amore può generare, fino all’introspezione lucida di “A due passi dal presente” e alla nostalgia romantica di “Sarebbe bello”, questo EP è un mosaico di emozioni vere, sospese tra passato e presente.
Un lavoro suonato e arrangiato con la sensibilità di chi conosce il peso delle parole e la potenza del silenzio: un racconto musicale che parla di umanità, di perdono, e della forza di rinascere sempre, anche quando tutto sembra finito.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Cantautore milanese, Sergio Russo porta avanti da sempre un percorso musicale guidato dal cuore e dalla sua autenticità, intrecciando esperienze personali e racconti di vita in una veste pop – dalla scorza rock – dal respiro moderno ma intriso di tradizione.
In uscita nel 2026 il suo nuovo EP, prodotto da Marco Zangirolami e Diego Montinaro: quattro brani che segnano un ritorno maturo e introspettivo.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

Stazione interiore: “Regionale Veloce 26354” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti

“Regionale Veloce 26354” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 20 febbraio 2026. Il brano è un viaggio sciamanico dentro la perdita e la possibilità. Dice che per ritrovarsi bisogna talvolta sparire, dissolversi tra i binari; che per brillare insieme occorre prima frantumarsi, diventare schegge di luce. È una mappa rovesciata dove il passato non è un archivio ma una costellazione in anticipo, un futuro già inciso nelle pieghe degli errori. Gli sbagli non sono cicatrici: sono trampolini elastici, sono comete che ti rilanciano nello spazio condiviso. L’amore diventa così un territorio in movimento, una rotta dove la meta non supera la strada e la strada non tradisce la meta – entrambe pulsano, entrambe chiedono fede.

Foto: Lorenzo Ciuffatelli (CIUFFA)

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Regionale Veloce 26354, ore 7:20 di una mattina nella provincia di Torino: biglietti chilometrici obliterati di ferite, sedili occupati da destini, finestrini appannati di scelte e capolinea sbarrati nel nostro cuore. Tutto questo s’incontra tra gli strumenti distorti dei Senza Coloranti Aggiunti, le trombe di Stefano Cocon e la penna di Luigi Iaropoli, in sei strofe come sei fermate: S. Ambrogio (TO) – Bussoleno (TO), la tratta percorsa per anni verso i banchi di scuola. Con questo viaggio, gli autori vogliono portare chi ascolta dentro al treno delle proprie vite. Due dialoghi, quattro vite, due storie differenti. Perché soltanto andando verso un’altra persona è possibile scoprire chi siamo.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

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Fonte: Costello’s Agency

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SYNTHALIA 2026: ecco la giuria del contest

Proprio nella “settimana santa” della musica italiana, quella del Festival di Sanremo, c’è chi guarda avanti: Synthalia 2026 presenta la propria giuria, a pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni.

Negli ultimi anni la musica realizzata con strumenti di intelligenza artificiale sta smettendo di essere un esperimento estemporaneo da laboratorio e sta entrando progressivamente nella pratica quotidiana di molti autori e artisti: non ascoltiamo più soltanto demo tecniche o contenuti virali di dubbio gusto, ma brani compiuti inseriti anche in percorsi artistici già esistenti.

In questo scenario si colloca Synthalia, progetto culturale e contest musicale dedicato alle opere nate in cooperazione, anche parziale, con modelli generativi. 

Con la chiusura delle candidature prevista per il prossimo 28 febbraio, Synthalia 2026 entra nella sua fase più delicata: l’ascolto e la valutazione selettiva dalla quale verranno scelti venti brani per la fase finale (dieci in italiano, dieci in lingua straniera). 

E’ qui che entra in gioco la giuria artistica, il cui compito non è valutare la qualità generativa di una “macchina”, ma individuare dove risiede davvero l’autorialità: nell’intenzione, nella direzione strutturale, nella scelta di melodie e strumenti. 

Insomma, il modo in cui lo strumento è guidato, e non semplicemente utilizzato, è parte focale della gara. In un contesto in cui produrre musica è sempre più semplice, almeno apparentemente, la vera sfida diventa interpretarla e renderla propria.

I sette giudici di Synthalia 2026

Tutti i giurati vantano un’esperienza musicale pluriennale e, allo stesso tempo, familiarità con le tecnologie contemporanee, spesso impiegate direttamente nei propri progetti. Il loro punto di incontro non è un genere specifico o il percorso artistico, ma la capacità di distinguere tra automatismi meccanici e direzione autoriale, senza pregiudizi né approcci ideologici.

I giudici di Sythalia 2026 sono sette: il team leader del gruppo, con il nome d’arte Synthetic Jester e vincitore dell’edizione 2025 con gli Elyra Veyra, porta con sé un approccio da producer, maturato nel workflow classico con produzioni realizzate tramite DAW, VST e strumenti reali, e considera l’intelligenza artificiale una prosecuzione dell’immaginazione più che una scorciatoia. 

Andrea Vocaturo, con una formazione tra composizione e didattica, ricerca invece il pensiero artistico prima  di tecnica o suono in senso stretto, cercando la struttura che sostiene il brano. 

Tony Tomasicchio, chitarrista proveniente dal metal sinfonico con gli Elegy of Madness e oggi attivo con i progetti Voryntha e Next Domination, dichiara: «Cerco di lasciare fuori le preferenze personali e valutare attitudine, personalità e coerenza artistica. Però una cosa non si può spegnere: l’emozione. Se un brano mi colpisce allo stomaco, se mi lascia qualcosa addosso, allora ha fatto centro».

Yanez Servadei osserva invece i brani dal lato opposto, quello dell’imprevedibilità, cercando ciò che resta umano anche quando nasce da modelli statistici. 

Gigi Burdo e Claudio, con esperienze diverse ma complementari, tengono legate sperimentazione musicale e rapporto con il pubblico, due dimensioni che la produzione contemporanea tende spesso a separare.

Palchi, fonico e produttore, guarda al contesto delle opere e alla loro collocazione in una storia musicale più ampia. 

Infine Erika Buzzo, creatrice del progetto musicale MAIA, concentra l’attenzione sulla creatività, cercando di capire quando una scelta tecnica diventa davvero linguaggio.

Le opere sono state fornite ai giudici in forma completamente anonima, accompagnate dai testi, per evitare qualsiasi tipo di condizionamento. I risultati delle votazioni saranno resi pubblici al termine del concorso.

Le prossime tappe

Le iscrizioni a Synthalia 2026 resteranno aperte fino al 28 febbraio 2026. Terminata la fase di candidatura inizierà il lavoro di ascolto e selezione: entro il 20 marzo 2026 saranno annunciati i progetti ammessi alla fase successiva della competizione. 

L’edizione entrerà ufficialmente nel vivo il 21 giugno 2026, su Youtube, in occasione del solstizio d’estate. Il percorso si concluderà con la cerimonia finale prevista per il 12 luglio 2026, quando verranno presentati i risultati combinando voti della giuria con quelli del pubblico.

Cos’è Synthalia

L’associazione culturale Synthalia è un progetto dedicato alla produzione audiovisiva realizzata con il supporto dell’intelligenza artificiale, nato inizialmente come esperimento goliardico e progressivamente trasformato in un ecosistema strutturato. Partecipare al concorso annuale significa prendere parte a una riflessione collettiva sul futuro della musica: non stabilire se la tecnologia sostituirà l’artista, ma comprendere come stia già influendo sul modo di pensare e creare.

Link

https://www.youtube.com/@Synthalia
https://www.synthalia.net/synthalia-2026/regolamento/
https://www.synthalia.net/synthalia-2026/giuria-brani-synthalia-2026/

https://www.treedom.net/it/forest/Synthalia-66038
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Fuori il disco Live degli Urban Quartet

Fuori dal 20 febbraio “Urban Quartet – Live in Europe”, il nuovo album degli Urban Quartet. Il disco Live in Europe è l’esito discografico del progetto “Urban Quartet – Live nei conservatori europei”, realizzato dal Saint Louis nell’ambito del Bando SIAE “Per Chi Crea” (sezione “Live e Promozione nazionale ed internazionale”), con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE.

Registrato durante il tour europeo previsto dal progetto – un percorso di concerti in auditorium di Conservatori europei, accompagnato da masterclass pomeridiane – Live in Europe cattura Urban Quartet in un momento di piena maturità artistica: un quartetto che ha superato la fase di ricerca iniziale per consolidare un’identità musicale riconoscibile, coesa e consapevole.

L’apertura con That Old Feeling definisce immediatamente la direzione del progetto; brani come Sofà, Very Late, Blues for Dannie e 51 mettono in luce le diverse anime del gruppo: lirismo, elasticità ritmica, chiarezza formale e forte coesione collettiva.

Al centro del disco si colloca Skylark, con la partecipazione di due ospiti provenienti dalla scena jazz di Helsinki, voce e tromba. La collaborazione non è un episodio isolato né un momento esibitivo: si integra naturalmente nell’estetica del quartetto, privilegiando spazio, suono e interazione.

La dimensione live è l’essenza del progetto. Live in Europe restituisce l’esperienza di un ensemble cresciuto sul palco: controllo dinamico, equilibrio interno e sicurezza derivano da un percorso condiviso di concerti e tournée. L’improvvisazione rimane centrale, sempre al servizio della forma e della narrazione musicale.

Urban Quartet si presenta come formazione autosufficiente: eventuali ospiti sono espansioni, non necessità strutturali. Questa visione definisce il disco e l’orizzonte artistico del gruppo.

Live in Europe segna la chiusura di un primo capitolo e apre alla fase successiva: un nuovo progetto discografico di inediti, che amplierà ulteriormente il linguaggio compositivo del quartetto, mantenendone intatta l’identità.

Urban Quartet si muove tra tradizione e modernità con lucidità, misura e una chiara sensibilità europea.

Il disco è stato registrato durante i concerti tenutisi a novembre 2025 nei Conservatori di Aalborg (Danimarca) – The Royal Academy of Music (RAMA); A Coruña (Spagna) – Conservatorio Superior de Música de A Coruña; Leuven (Belgio) – Lemmensinstituut, LUCA School of Arts; Helsinki (Finlandia) – Metropolia University of Applied Sciences; Budapest (Ungheria) – Liszt Ferenc Academy of Music; Danzica/GdaÅ„sk (Polonia) – StanisÅ‚aw Moniuszko Academy of Music in GdaÅ„sk; IaÈ™i (Romania) – “George Enescu” National University of Arts.

https://www.instagram.com/urban.quartet/

Biografia

Gli Urban Quartet sono un ensemble che fonde sonorità tradizionali con elementi contemporanei, sperimentando nuove dinamiche ritmiche e armoniche. La loro musica si distingue per l’interplay raffinato tra i membri della band e per una capacità espressiva capace di coinvolgere sia gli appassionati del genere, che un pubblico più ampio.

Gli Urban Quartet, una delle più recenti produzioni del Saint Louis, ha pubblicato il loro esordio discografico “Sofà” per la collana Jazz Collection, con special guest Max Ionata.

Gli Urban Quartet sono composti da quattro talentuosi musicisti, tutti ex-allievi di Jazz del Saint Louis, che proprio lì si sono incontrati e conosciuti, con l’opportunità di sviluppare ed affinare la loro intesa musicale durante il loro percorso di studi. È nata così una collaborazione artistica che li ha portati ad esibirsi in prestigiosi contesti come Auditorium Parco della Musica e Casa del Jazz di Roma, JazzAp Festival di Ascoli Piceno, B-Jazz International di Gent in Belgio e Umbria Jazz Festival vincendo il premio della giuria del pubblico all’Umbria Jazz Contest 2022.

A novembre 2025 sono partiti per l’Europa con il progetto Live in The European Conservatories. Un tour di sette concerti, più rispettive masterclass, in alcuni dei più prestigiosi conservatori europei.

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“Mobili Credenze” è il nuovo disco di Luca Cescotti che non è su Spotify!

Giovedì 19 febbraio 2026 esce su (quasi) tutte le piattaforme digitali “Mobili Credenze“, il nuovo disco di Luca Cescotti, cantautore, compositore e polistrumentista italiano ma di stanza a Valencia che continua a muoversi con naturalezza tra formazione classica e scrittura contemporanea. Dopo l’EP “Amarsi Bene“, questo nuovo lavoro rappresenta un’evoluzione netta e consapevole del suo percorso solista. Se il debutto metteva al centro una dimensione intima e raccolta, “Mobili Credenze” amplia l’orizzonte sonoro e narrativo, costruendo un equilibrio originale tra pop d’autore, alternative rock, suggestioni funk mediterranee e atmosfere ambient.

Il titolo richiama oggetti quotidiani, domestici, ma anche elementi mobili, instabili, pronti a cambiare collocazione: un’immagine che diventa metafora di trasformazione personale e artistica. Le sette tracce del disco compongono un itinerario coerente, in cui la scrittura rimane centrale ma si apre a una produzione più stratificata e ricercata. Autoprodotto, scritto e composto dallo stesso Cescotti, l’album riflette una scelta precisa di autonomia creativa. La chitarra acustica, la voce e la viola da gamba — strumento che affonda le radici nella musica antica — dialogano con Rhodes, synth, chitarre elettriche e una sezione ritmica che amplia e sostiene l’impianto emotivo dei brani. La dimensione acustica e quella elettronica convivono in un linguaggio personale che attraversa epoche e stili senza forzature.

Registrato tra Verona e Vicenza, “Mobili Credenze” è un disco che non insegue mode né compromessi, ma rivendica una cifra stilistica riconoscibile, frutto di studio, sperimentazione e necessità espressiva. Con questo nuovo capitolo, Luca Cescotti firma un lavoro maturo, tra rigore e libertà, e che conferma la sua capacità di trasformare la ricerca sonora in racconto personale.
 

«Mobili Credenze rappresenta per me un punto d’arrivo e uno specchio di un periodo della mia vita. In questo disco ho sperimentato nuove strade, riscoprendo e rimodellando anche stilemi precedenti. Il lavoro di autoproduzione mi ha insegnato molto sul processo creativo e mi ha spinto a superare le barriere che ogni artista inconsciamente incontra durante scrittura e produzione.

Il risultato è un album dalla personalità distinta rispetto al mio primo lavoro solista, Amarsi Bene, ma al contempo profondamente intimo, un ritrovarsi in ciò che si suona e si canta. Sono orgoglioso di aver mantenuto una cifra autentica, senza cedere a compromessi o tentazioni superficiali, e spero che, ascoltandolo, emerga il “me stesso” che ho messo in ogni traccia.»

SCOPRI LUCA CESCOTTI: https://linktr.ee/lucacescotti

«Ho deciso che il mio nuovo disco “Mobili Credenze” non sarà disponibile su Spotify
È una scelta consapevole e politica, nata dal rifiuto di sostenere un modello che investe in guerra e svaluta il lavoro degli artisti. Negli anni ho usato quella piattaforma, ma oggi non me la sono sentita di fare finta di niente.

Chi crea deve essere pagato in modo equo, non celebrato a parole e ignorato nei fatti.
Per questo vi invito ad ascoltare “Mobili Credenze” sulle altre piattaforme digitali, perché ogni stream, ogni acquisto, ogni condivisione è un gesto concreto.»

 


Testi e musiche: Luca Cescotti  Saletzone: Luca Cescotti
Voce, chitarra acustica, viole da gamba: Luca Cescotti
Piano Rhodes e synth: Sergio Marcante
Chitarra elettrica: Alberto Rassu
Basso: Giovanni Zordan, (Andrea Marrama nel brano “Mosca”)
Batteria: Alessandro Barbieri, (Massimo Cogo nel brano “Mosca”)
Mix: Martino Cuman, (Riccardo Menegon per il brano “Mosca”)
Master: Giovanni Nebbia

Copertina: fotografia di Luca Cescotti
Registrato presso: Sotto il Mare Studio (VR), Saletz Studio (VI)
 

BIO:
Luca Cescotti è un cantautore, compositore e polistrumentista italiano. Diplomato in viola da gamba al Conservatorio di Vicenza, sviluppa il proprio percorso artistico tra musica antica e contemporanea, affiancando all’attività concertistica e discografica nel repertorio barocco una personale ricerca autoriale.

Nel progetto solista fonde voce, chitarra acustica, viola da gamba e sonorità elettroniche, dando vita a un linguaggio musicale che attraversa pop, rock alternativo, funk mediterraneo e atmosfere ambient. Dopo l’EP “Amarsi Bene” (2022), nel 2025 pubblica alcuni singoli che anticipano “Mobili Credenze“, il nuovo disco in uscita a febbraio 2026. Parallelamente si dedica alla composizione e produzione di colonne sonore per cinema e audiovisivo, con lavori presentati in festival internazionali. Porta avanti inoltre una ricerca sonora e improvvisativa sullo strumento, collaborando con artisti e danzatori contemporanei.

 

https://www.instagram.com/luca_cescotti/

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Canzone per ore obbedienti: “Nuova Fabbrica” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Nuova Fabbrica” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 17 febbraio 2026 via Costello’s Records. “Nuova Fabbrica” è una favola storta, un apologo inquieto e sottilmente beffardo sul bisogno feroce di essere ingranaggio, di risultare efficienti, gradevoli, conformi. Gli Asianoia distillano il disagio ordinario, lo stillicidio delle ore comuni, e lo tramutano in una canzone notturna, magnetica, vischiosa come pece. Epidermide e polimero si confondono, disciplina e piacere clandestino si annodano in equilibrio ambiguo che intrigherebbe David Cronenberg. È un brano che non predica e non conforta, non grida e non assolve. Si limita a esporre, con nitore clinico e precisione millimetrica, la pressione silenziosa dell’abitudine, la coercizione educata del consueto.

Foto: Valeria Pepe

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«“Sono carne e plastica nella nuova fabbrica.”
Cosa succede quando i nostri rimossi più profondi si incrociano con la necessità di performare?
Questo è il mondo nuovo: l’altare dell’Ego è davanti a noi ed è il momento di farci trovare in splendida forma. Devi solo piegarti quanto basta per sistemare quel dettaglio fuori posto, la strada verso l’ordine perfetto è davvero breve. E non preoccuparti: lo sappiamo che stai mentendo. Lo facciamo tutti.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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DINìCHE annuncia “IN TIEMP’ TOUR”, un nuovo viaggio live tra suono, tempo e identità

Dopo l’uscita di IN TIEMP’ (ON TIME), il primo EP della cantautrice DINìCHE (Veronica Di Nocera), il progetto prende vita anche dal vivo con l’annuncio delle prime date del TOUR. Un lavoro composto da cinque brani sperimentali, in italiano, inglese e napoletano, che ora trovano una nuova dimensione sul palco. Il tour rappresenta un’estensione naturale del viaggio raccontato nell’EP: un percorso personale e intimo, in costante evoluzione, che attraversa le esperienze della quotidianità fino all’accettazione del proprio vissuto e di sé stessi. Anche dal vivo, la narrazione ha come cornice Napoli, protagonista silenziosa ma presente, mostrata in una veste inedita che si svela lentamente a chi l’ha vissuta e a chi ancora la attende.
Il filo conduttore dello spettacolo resta l’amore, declinato nelle sue forme più fluide e mutevoli. Un tema universale che DINìCHE affronta in modo innovativo, attraverso linguaggi, immagini e suoni elettronici, dando vita a performance immersive e intense.

Come afferma la stessa cantautrice:
“In questo EP ho deciso di sperimentare suoni, parole e concetti, seguendo un istinto che oggi porto anche sul palco. Il live è il luogo in cui tutto prende forma: è lì che il bisogno di vivere il momento, che sia di fragilità, felicità o ribellione, diventa condiviso.”

Le date del tour di DINìCHE saranno l’occasione per entrare ancora più a fondo nell’universo di IN TIEMP’ (ON TIME), un progetto che dal disco si espande, si trasforma e si fa esperienza dal vivo.

17 gennaio – EX FILA – Firenze
6 febbraio – SONICA SIRACUSA CIRCOLO ARCI – Siracusa
7 febbraio – CONSORZIO BAR FACTORY – Modica
17 febbraio – DETUNE – Milano
20 marzo – GIARDINI LUZZATI – Genova


BIOGRAFIA DINìCHE

DINìCHE ha all’attivo un progetto di musica elettronica, cantato in inglese/italiano/napoletano, dal titolo IN TIEMP’ (ON TIME).
Il singolo NISIDA, estratto dal suo EP d’esordio, si è posizionato in tre playlist editoriali Spotify: “New Music Friday”, “Nuovo Pop” e “Anima R&B”. Il 14 marzo è uscito il suo nuovo singolo FUOCHI AMMARE, inserito nelle principali playlist Apple: “Swipe Pop”, “Super Indie” e “New Music Daily”.A giugno 2024 ha aperto il tour di Ermal Meta “Buona fortuna”, si è esibita al Meeting del Mare e in Piazza del Plebiscito per il Capodanno di Napoli, aprendo Loredana Bertè. I singoli NISIDA e FUOCHI AMMARE sono stati selezionati per diversi premi nazionali, come il Ciao-Rassegna Lucio Dalla (tra i 10 progetti finalisti), Musicultura (tra i 101 selezionati) e Music For Change (tra i 21 semifinalisti). Attualmente, DINìCHE è la vincitrice assoluta dell’1MNEXT e si è esibita a Roma, in Piazza San Giovanni, per il Concertone del Primo Maggio.

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