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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

L’entropia dell’esistenza secondo i Narcadian: “Atomi” è il nuovo singolo

“Atomi” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 3 marzo 2026 via Costello’s Records. Al centro del brano affiora una consapevolezza radicale: l’essere umano come semplice configurazione di materia, un intreccio temporaneo di particelle in cui la coscienza appare più come un incidente momentaneo che come un privilegio stabile. In questo orizzonte, ciò che di solito chiamiamo identità non è altro che una forma provvisoria. Le linee musicali, ripetitive e distaccate, accompagnano un testo che attraversa temi come la famiglia, la conoscenza o il successo senza mai fermarsi davvero su di essi. Tutto viene osservato come una costruzione fragile, un tentativo umano di dare senso e struttura a un passaggio destinato comunque a dissolversi. Il destino finale non assume toni tragici ma naturali: la materia torna alla materia, seguendo il lento lavoro dell’entropia e della decomposizione. Anche l’idea di una presenza divina rimane lontana, quasi separata da un silenzio definitivo, senza promessa di intervento. “Atomi” resta così in bilico tra lucidità filosofica e atmosfera crepuscolare, raccontando la vita come un fragile istante di aggregazione, una breve scintilla nella lunga deriva della materia.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Atomi” è un brano esistenzialista, freddo e nichilista. Canta la realizzazione dell’uomo di non essere altro che materia organica in pasto all’entropia e alla decomposizione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Canzone per ore obbedienti: “Nuova Fabbrica” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Nuova Fabbrica” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 17 febbraio 2026 via Costello’s Records. “Nuova Fabbrica” è una favola storta, un apologo inquieto e sottilmente beffardo sul bisogno feroce di essere ingranaggio, di risultare efficienti, gradevoli, conformi. Gli Asianoia distillano il disagio ordinario, lo stillicidio delle ore comuni, e lo tramutano in una canzone notturna, magnetica, vischiosa come pece. Epidermide e polimero si confondono, disciplina e piacere clandestino si annodano in equilibrio ambiguo che intrigherebbe David Cronenberg. È un brano che non predica e non conforta, non grida e non assolve. Si limita a esporre, con nitore clinico e precisione millimetrica, la pressione silenziosa dell’abitudine, la coercizione educata del consueto.

Foto: Valeria Pepe

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«“Sono carne e plastica nella nuova fabbrica.”
Cosa succede quando i nostri rimossi più profondi si incrociano con la necessità di performare?
Questo è il mondo nuovo: l’altare dell’Ego è davanti a noi ed è il momento di farci trovare in splendida forma. Devi solo piegarti quanto basta per sistemare quel dettaglio fuori posto, la strada verso l’ordine perfetto è davvero breve. E non preoccuparti: lo sappiamo che stai mentendo. Lo facciamo tutti.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Normalità tossica: “Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 30 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano che nasce nel punto esatto in cui il disgusto smette di scandalizzare e diventa abitudine, dove l’abitudine si cristallizza in disincanto cronico, in una forma di assuefazione collettiva. Non c’è più shock, non c’è più reazione: solo una permanenza stanca dentro ciò che ci repelle. Sesso esibito, resti, scarti, chiacchiera continua – il nutrimento quotidiano di un Paese che non distingue più tra ciò che guarda e ciò che subisce, tra consumo e dipendenza.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Italia Sei” è un brano cupo che segue il filone più “dark” della musica trip hop e della new wave. Un lamento volgare ed indiscreto, una critica satirica alla sufficienza del mondo dell’intrattenimento italiano e all‘utilizzo dell’arte e dello spettacolo come sedativo per le masse. In sostanza, una canzone contro la tele-spazzatura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Luci e ombre della provincia: “Per un’idea” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Per un’idea” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 13 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Tra quiete illusoria e disagio sommerso, le periferie emergono come luoghi sospesi: da qui nasce il loro post-punk intriso di emozione e al contempo attraversato da una tensione rabbiosa che rende il brano vibrante.

Foto: Valeria Pepe

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Pregare per sempre o vivere senza fede?
”Per un’idea” è il primo passo dentro il mondo raccontato dagli Asianoia nel nuovo disco.
Tra le strade lunghe della campagna fino ai viali confusi della città, dentro l’esasperante paradosso della vita vera, dove l’assurdo e il consueto si scontrano con violenza. Dove resta solo il dubbio che non ci sia più niente di reale in cui credere. Dove il sogno di un’idea a cui aggrapparsi diventa un’ossessione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

La rivolta nel collasso: “Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 25 novembre 2025 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Una rivolta solo in apparenza vana, il gesto rassegnato di chi assiste all’universo attorno a sé sgretolarsi, collassare, implodere. Tra inclinazioni punk e pulsazioni serrate, la voce di Vertebra esplode, urla, si lacera con la lucidità di chi comprende che l’ultima arma rimasta è proclamare al mondo la propria indignazione.

Foto: Francesco Girardi

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Tutto è Inutile” è un brano veloce e diretto, un ibrido tra la drum and bass e il punk. È un pensiero nichilista sulla fugacità del successo, esprime l’impotenza di fronte al continuo susseguirsi di idoli demagogici e ghiotti di potere.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop rock

“Vivere tanto per vivere” di Novamerica è un disco dove l’aspra realtà danza con sogni sospesi

“Vivere tanto per vivere” è il nuovo LP di Novamerica, uscito venerdì 7 novembre 2025 via Costello’s Records. Un’opera che incanta per la sua maturità multiforme, abitata da presenze del nostro tempo e da un credo arcano, dove la durezza del vissuto si scioglie in immagini sognanti.

Foto: Marco Fabris

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Con “Vivere tanto per vivere”, Novamerica firma il suo terzo album in studio e presenta una raccolta di otto tracce che esplorano con coraggio il malessere contemporaneo, l’insicurezza e la tensione tra desiderio e realtà.
L’album è costruito su un sound più elettronico rispetto al lavoro precedente, grazie anche alla collaborazione con il produttore bassanese Torba.
Ogni brano ha un carattere distinto, dalle atmosfere anni ’70 e sospese della title track “Vivere tanto per vivere”, alle sonorità contemporanee e urban di “Quelli che ti danno la droga”.
Gli arrangiamenti, ben stratificati, intrecciano strumenti analogici e texture elettroniche, in una fusione tra vintage e contemporaneo, mentre nella scrittura restano centrali le influenze della grande scuola cantautorale italiana.
Sul piano dei testi, Vivere tanto per vivere affronta temi come il senso del lavoro, la difficoltà nelle relazioni, l’ossessione per il significato della vita, il ricordo della giovinezza e la ricerca della profondità in un mondo consumistico che ci spinge a essere superficiali.

Il dolore non è solo un peso da sopportare, ma un materiale da trasformare. Un album che riflette, interroga e mette a nudo, ma che allo stesso tempo cerca di dare sollievo. Perché vivere non sia mai soltanto “tanto per vivere”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Novamerica è un cantautore di Venezia. Attivo dal 2016, ha pubblicato due album che lo hanno portato a esibirsi nei principali festival di musica indipendente. Inizia a studiare pianoforte jazz in giovane età per poi dedicarsi alla musica elettronica da ballare, ma trova la sua espressione più autentica nella forma canzone. I suoi maestri sono i grandi cantautori italiani, anche se la spinta alla sperimentazione lo porta più vicino a sonorità anglosassoni.
Esistenzialismo, relazioni di coppia, vite travagliate in apparenza normali, sono alcuni dei temi su cui l’artista sente il bisogno di soffermarsi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop rock

“Quelli che ti danno la droga” è la nuova litania urbana di Novamerica

“Quelli che ti danno la droga” è il nuovo singolo di Novamerica, uscito martedì 14 ottobre 2025 via Costello’s Records. Avvolta da battiti sintetici e vibrazioni incessanti, la voce dell’artista si fa strada tra i circuiti del vocoder, esplodendo infine in un canto metropolitano, ipnotico e travolgente. Un brano che danza sull’orlo della ragione, sospeso tra consapevolezza e delirio, come una preghiera elettronica nel cuore della notte.

Foto: Marco Fabris

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Con “Quelli che ti danno la droga”, Novamerica esplora il lato oscuro della memoria e della tentazione. Il brano racconta le notti di Friedrichshain, quartiere simbolo della Berlino notturna, tra locali, code e sostanze che segnano i vent’anni, contrapponendole alla vita adulta, più sicura e prevedibile ma continuamente attraversata dal richiamo di quei momenti.Sul piano musicale, è uno dei capitoli più particolari di Novamerica: un beat che guarda all’hip hop e all’urban, arricchito da un vocoder incisivo che amplifica il senso di alienazione. Il ritornello martellante “dov’è l’MD, dov’è l’MA” diventa il simbolo di un’ossessione, di una mancanza che non si colma mai.
Un pezzo ipnotico e inquieto, che parla di dipendenze, desideri e fragilità, restituendo il contrasto tra l’ebbrezza del passato e la monotonia del presente.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Novamerica è un cantautore di Venezia. Attivo dal 2016, ha pubblicato due album che lo hanno portato a esibirsi nei principali festival di musica indipendente. Inizia a studiare pianoforte jazz in giovane età per poi dedicarsi alla musica elettronica da ballare, ma trova la sua espressione più autentica nella forma canzone. I suoi maestri sono i grandi cantautori italiani, anche se la spinta alla sperimentazione lo porta più vicino a sonorità anglosassoni.
Esistenzialismo, relazioni di coppia, vite travagliate in apparenza normali, sono alcuni dei temi su cui l’artista sente il bisogno di soffermarsi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop rock

In equilibrio fragile tra carezza e turbamento: “Vivere tanto per vivere” è il nuovo singolo di Novamerica

“Vivere tanto per vivere” è il nuovo singolo di Novamerica, uscito venerdì 12 settembre 2025 via Costello’s Records. Abbaglio di disincanto e malinconia cupa, lo stesso meccanismo che si ripete, cieco, in una realtà indifferente. Tra sollievo e angoscia, il brano mostra senza veli il volto del nostro tempo, denunciando la nostra parte di comparse statiche in uno spettacolo che non smettiamo di subire.

Foto: Matteo De Mayda

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«C’è un tipo di esistenza fatta di gesti automatici, sorrisi di circostanza, relazioni tiepide. Il nuovo singolo di Novamerica affonda lo sguardo proprio lì, dove la vita è anestesia e superficialità.
Il brano racconta la stanchezza emotiva di una generazione che si accontenta di stare a galla, evitando il dolore, ma anche la possibilità di provare qualcosa di autentico.

Tra atmosfere sospese, armonie di ispirazione brasiliana e arrangiamenti che richiamano certe produzioni francesi, il brano si muove lento e ipnotico, con un incedere che culla e, allo stesso tempo, inquieta. Le parole sono asciutte, quasi disilluse: la vita diventa un esercizio di sopravvivenza e superficialità che ha smarrito la passione del rischio.
Una riflessione sul compromesso esistenziale che ci spinge a evitare la sofferenza, ma ci allontana anche da ogni possibilità di vivere davvero.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Novamerica è un cantautore di Venezia. Attivo dal 2016, ha pubblicato due album che lo hanno portato a esibirsi nei principali festival di musica indipendente. Inizia a studiare pianoforte jazz in giovane età per poi dedicarsi alla musica elettronica da ballare, ma trova la sua espressione più autentica nella forma canzone. I suoi maestri sono i grandi cantautori italiani, anche se la spinta alla sperimentazione lo porta più vicino a sonorità anglosassoni.
Esistenzialismo, relazioni di coppia, vite travagliate in apparenza normali, sono alcuni dei temi su cui l’artista sente il bisogno di soffermarsi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Tra (poche) ombre e (tante) luci: “Pietro come fai” è la nuova perla di PUGNI

“Un ritratto che usa le ombre per evidenziarne la luce: i contrasti sono infatti forse ciò che caratterizza maggiormente il brano, che si muove tra spensieratezza e tensione, candore e oscurità.”: così si legge nel comunicato stampa che presenta “Pietro come fai”, il nuovo singolo di PUGNI uscito venerdì 27.06.2025 per Costello’s Records con distribuzione Artist First e presentato dal vivo in anteprima al Flowers Festival di Torino lo scorso 25.06.2025, nella serata che vedeva in line up anche Anna Castiglia e Willie Peyote.

Di ombre, in senso lato, per la verità se ne vedono ben poche in un brano che è assolutamente a fuoco, meravigliosamente prodotto, e che riesce a far convivere le solite ottime armonie di PUGNI a un arrangiamento acustico degno d’altri tempi, ma completamente inserito nella contemporaneità musicale. Ambientato di notte, ma vivido e lucente, la canzone riesce a raccontarsi in maniera molto nitida, portandoci in un viaggio dinamico, intrigrante e decisamente piacevole. Da ascoltare in loop.

Il brano, prodotto e arrangiato insieme a Danny Bronzini e Giuseppe Petrelli presso il Sudestudio di Lecce, segue il fortunato album d’esordio “TUFFO” uscito a ottobre 2024 per Costello’s Records grazie al quale l’artista ha avuto la possibilità di suonare in alcuni dei club e festival più importanti d’Italia (La Prima Estate Festival2024 insieme a Paolo Nutini, Michael Kiwanuka, Black Country, New Road e Swim School, Off Topic Torino, Germi Milano, Duel Club Napoli, Ex Wide Pisa, Santeria Toscana 31 Milano, ecc..), di ottenere preziosi riconoscimenti dalla stampa e dai digital stores (con brani ancora oggi presenti in alcune playlist Spotify, come Indie Triste che ospita “Trentasette denti”) e, tra le altre cose, di partecipare al format Tandem al Volvo Studio Milano al fianco di Irene Grandi.

©Dario Fanelli

Foto: Dario Fanelli

Queste le parole con le quali PUGNI presenta la sua nuova canzone:
«Pietro è un mio amico.
Pietro è un tuo amico.
Pietro sono io.
Pietro sei tu.
Pietro è una notte brava.
Pietro è una mattinata di lavoro in hangover.
Pietro è la voglia di rompere tutto per avere qualcosa da ricostruire.
Pietro sono i freni a mano nel parcheggio di un Autogrill, per poter sopportare la noia del viaggio.
Pietro è la mia generazione.
Pietro è una dose di poesia.
Pietro siamo noi.
»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO

Lorenzo Pagni, in arte Pugni, nasce a Pisa il 19/06/1993.

Sin da piccolo dimostra una naturale tendenza al canto e alla musica, che sviluppa ed affina grazie ai dischi del padre.

Lorenzo si avvicina allo studio della musica a 11 anni, suonando la batteria come primo strumento, che nel corso degli anni sostituisce con la chitarra per poter avere più possibilità espressive.

Nonostante l’amore per la musica, la principale attività di Lorenzo è per anni lo sport. Passa le giornate in canoa, sorretto dall’acqua e circondato dagli alberi del suo caro fiume Arno, ripetendo e affinando lo stesso gesto milioni di volte.

Negli anni colleziona ottimi risultati a livello italiano e internazionale, rappresentando anche l’Italia ai campionati europei e mondiali.

Parallelamente, dall’età di 16 anni inizia ad esibirsi nei locali, suonando la batteria, la chitarra e cantando.

La musica rimane sempre con lui, ma è una cosa troppo bella che non riesce a concedersi totalmente. Lo sport, la competizione e lo studio occupano la stragrande maggioranza della sua vita, per anni. Il suo senso del dovere è il suo principale limite.

Col tempo, però, si accorge di quanto sia ampio il divario tra i suoi desideri e le sue azioni quotidiane.

In un lento percorso di consapevolizzazione, la pagaia viene sostituita totalmente dalla chitarra e Lorenzo inizia a scrivere canzoni.

Ma è ancora lungo il percorso che lo porterà a far sentire quello che scrive. Le sue canzoni

rimangono segretamente nascoste in camera sua per anni.

Nel frattempo Pugni inizia a lavorare nei locali notturni come barman, musicista e dj e recupera la mondanità e il divertimento perso durante l’adolescenza, forse pure troppo.

Si esibisce facendo della musica la sua fonte di guadagno, ma suona per lo più cover, cantando ogni tanto qualche canzone inedita, di quelle che non parlano di lui, di quelle scritte col freno a mano, che possano piacere all’ascolto, senza impegnare troppo.

Nel 2018 entra in un gruppo di nome “Scarlett” con cui inizia a suonare in giro per l’Italia, con qualche uscita in Francia e Olanda. Con gli Scarlett produce qualche canzone che farà poi uscire col nome di Pugni una volta sciolto il gruppo.

Nel 2020 sente la necessità di cambiare posto dove stare. Saluta il fiume, il mare e i pescatori per spostarsi a Torino.

È qua che Pugni inizia a esprimersi per quello che è. L’ambiente è molto più stimolante rispetto alla sua amata Pisa, tuttavia in un modo o in un altro è la sua città natale a dargli ancora qualcosa.

L’incontro con Danny Bronzini (Jovanotti, Willie Peyote, Venerus), suo concittadino trasferitosi a Torino, è determinante nel proprio percorso di crescita artistica e nell’adozione di una visione matura del processo creativo. Danny, così come Kendo, produttore torinese con cui Pugni scrive e produce in grande sinergia, gli offrono nuovi stimoli che lo portano a liberarsi dalle proprie rigidità e a dare l’avvio a un processo di ricerca tutt’ora in corso.

Parallelamente all’attività di musicista, Lorenzo si laurea in psicologia e inizia a lavorare come psicologo in una clinica psichiatrica, dove ascolta storie di vita al limite del credibile.

La complessità delle persone che incontra gli fornisce il materiale emotivo per scrivere, che diventa non solo una necessità espressiva, ma un vero e proprio strumento terapeutico con cui poter esorcizzare il dolore.

Pugni ha selezionato 8 delle canzoni che ha scritto negli ultimi anni e le ha raccolte nel suo primo album “TUFFO”, uscito a Ottobre 2024 per Costello’s Records con distribuzione Believe.

Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Pop rock

Eros e Thanatos: Saphe torna col singolo “AmareAmorte”

“AmareAmorte” è il nuovo singolo di Saphe, uscito venerdì 23 maggio 2025. Un inno viscerale, nato dall’urgenza di trasformare una ferita in parola, un ostacolo in verità condivisa. Tra l’impeto sonoro e la delicatezza del testo, il brano vibra sospeso, come un ponte fragile tra cuore e voce.

Foto: Michele Raffoni

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«”AmareAmorte” è la narrazione di una presa di coscienza. So molto bene quanto il mio disturbo borderline renda quasi impossibile una relazione che non mi faccia sentire così vicina alla morte. Da qui la frase: “quando amo io muoio ogni giorno”. Non ho voce in capitolo riguardo a quanto amore e morte siano, per il mio cervello, due esperienze indissolubilmente legate. Ogni volta che intraprendo una relazione sentimentale, sono costretta a viverle entrambe. In realtà, è un concetto radicato nella storia: da sempre l’essere umano soffre mortalmente per amore. Ho voluto richiamare questa idea anche nella copertina, che è un rifacimento del dipinto seicentesco di Elisabetta Sirani, in cui Porzia si ferisce per dimostrare il proprio amore. Anche qui l’amore è una ferita mortale. Nel titolo stesso, con l’uso della A maiuscola nella preposizione voglio evidenziare la fusione tra le parole Amor e morte: due concetti destinati a non separarsi mai.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Saphe incarna la lotta per l’autenticità. È il grido rivoluzionario di abbracciare i sentimenti senza timore. Il suo sound spazia dal pop-punk all’alternative rock ed è accompagnato da testi introspettivi che rispecchiano una personale cruda realtà.
Saphe è l’anima ribelle che sfida le convenzioni, desiderosa di strappare un “ti voglio bene” dai padri della vecchia generazione.

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Fonte: Costello’s Agency