“Long Wait” è il nuovo singolo Marco Giongrandi, uscito venerdì 5 settembre 2025 via Costello’s Records. Un’attesa senza volto né misura, sospesa come un enigma, mentre il fluire del tempo e delle cose scivola accanto trasformando silenziosamente chi osserva. Il brano cattura l’impronta evanescente di un istante indecifrabile e si spinge a esplorare i confini fragili di un legame umano incrinato, cercandone l’essenza tra ombre e rivelazioni.

Foto: Margo Mot
Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Long Wait” è il primo pezzo che ho scritto per questo disco e il primo che è stato portato in sala prove col gruppo. Cosa che ovviamente ha influenzato da subito il suono della band e la direzione artistica. La musica è stata scritta molto attorno al modo di suonare di Hendrik, Casper e Soet, o almeno a quello che mi immaginavo pensando a loro. Alla fine è stato poi arricchito dal mio caro amico Sam Comerford che ha arrangiato, suonato e registrato la parte di fiati.
Essendo stato scritto durante il secondo lockdown, il tema è perlopiù casalingo, e deriva da esperienze personali: parla della condivisione di uno spazio o di un momento con un’altra persona – in questo caso la mia ragazza – e punta a snocciolare il complesso tema dell’empatia. Ciò che è all’inizio del pezzo Your Wait/Weight diventa alla fine My Wait/Weight. Come poi è successo per tutti gli altri pezzi dell’album, ho cercato, nonostante il tema rischi di essere greve, di rimanere sulla sottile linea tra possibile malinconia e spinta verso l’avanti, ombre e luci.»
Puoi ascoltare il brano qui:
BIO
Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. Un po’ Nick Drake, un po’ Julia Holter o Daniel Rossen, si muove tra giorno e notte, mari, soffitte, monti, cieli, libri e porte. Con Marco, troviamo Hendrik Lasure, Casper Van De Velde, Soet Kempeneer; una o due chitarre, a volte un banjo, un pianoforte, dei synth, un contrabbasso, una batteria, delle campane.
Marco Giongrandi, originalmente diplomato in jazz nei conservatori di Bruxelles e Milano, è chitarrista e banjoista in gruppi internazionali: Hendrik Lasure Warm Bad, Kettle of Kites, Martha Moore, Dear Uncle Lennie, ANK, e altri ancora.
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Fonte: Costello’s Records