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Pop

Fossi Maschio: Intervista a Claudia Ottavia

Dopo i buoni riscontri ottenuti con Odio Sanremo, Claudia Ottavia pubblica il nuovo singolo Fossi maschio, un brano dai connotati insoliti, privo di musica e della durata di poco più di un minuto, che manifesta la volontà della cantautrice sarda di uscire fuori dagli schemi della forma canzone, ispirato a Tracy Chapman per il modello di riferimento strutturale. Fossi maschio è un’invito rivolto all’uomo di togliersi la maschera testosteronica, a favore del lato più vulnerabile spesso nascosto dietro lo stereotipo di genere. Fossi maschio è incluso in un progetto che include 7 inediti, prodotti insieme a Michelegiuseppe Rovelli.

Abbiamo fatto alcune domande a Claudia:

Ciao Claudia, Fossi maschio è un brano davvero originale. Come mai hai deciso di pubblicarlo come singolo? 

Intanto sono contenta che lo reputi un brano originale, abbiamo lavorato molto perchè il progetto avesse una personalità. La decisone di pubblicarlo come singolo è perchè lo consideriamo un brano come tutti gli altri, anche se molto particolare per la scelta di lasciarlo senza strumenti, se non la voce, nella sua essenzialità.


Che messaggio vuoi lanciare con Fossi maschio?

Fossi maschio è un brano contro gli stereotipi, di ogni genere. Contro le maschere che ci mettiamo addosso ogni giorno per non mostrare le nostre verità. Fossi maschio parla di fragilità, vulnerabilità, personalità, tutti indici di bellezza, a differenza di tanti altri aspetti superflui e sopravvalutati con cui andiamo in giro ogni giorno per la strada, con gli amici, a lavoro, e soprattutto in famiglia. Ci nascondiamo, ci chiudiamo in pensieri e convinzioni non vere per noi. Ho scritto questo pezzo nella speranza di riuscire a fermarci un attimo a capire chi siamo, cosa ci piace veramente, chi ci piace veramente, per non uscire fuori da noi e crearci inutili aspettative dalla vita.
Odio Sanremo e Fossi maschio sono legati dal filo della provocazione, pensi in questo modo di scuotere le coscienze? Lo spero. Nuovi spunti di riflessione non fanno mai male, anche se ci possono dare fastidio inizialmente, magari possono portare a qualcosa di buono. 


Odi davvero Sanremo o hai un rapporto anche di amore col festival e soprattutto parteciperesti?

Come cita il testo di Odio Sanremo “Odio Sanremo e vorrei partecipare”. Odio Sanremo è un brano sulle contraddizioni umane, quante volte odiamo qualcosa che invece poi scopriamo di amare. Certo che parteciperei e farò di tutto per farlo, più che altro per vivere l’esperienza e poter capire meglio cosa si prova veramente a stare su quel palcoscenico e non di fronte alla televisione. 


Sei sarda, quanto è difficile fare musica nella tua regione?

Questo è un tasto dolente, un argomento che mi tocca profondamente e ti svelo che proprio in questi giorni sto lavorando ad un progetto per aiutare gli artisti emergenti sardi, che molto spesso non sanno davvero dove sbattere la testa e magari abbandonano la loro passione perchè non vedono prospettiva, oppure decidono di emigrare come spesso succede. Io devo dire che sono stata fortunata ad incontrare Michele, il mio produttore, che non solo mi ha spinto a scrivere canzoni, ma mi ha poi aiutato a realizzare questo bellissimo progetto. Insomma mi ha dato una mano concreta per continuare a sognare di fare la cantante. Vero è che qui poi manca tutto il resto, luoghi dove esibirsi e comunicare con gli altri artisti; etichette in grado di sostenerti. Manca l’abitudine a considerare quello del musicista che scrive proprie canzoni, un vero lavoro. Io per esempio, per pagarmi le produzioni e tutto quello sta dietro l’uscita anche solo di un singolo, faccio altri due lavori. Ma non mi arrendo! e cercherò di fare ciò che posso per chi ha la mia stessa passione. 


Progetti futuri?

A breve uscirà il videoclip di Fossi Maschio, poi completerò l’uscita di un questo progetto con un EP di 5 brani, di cui lancerò un singolo che spezza l’ondata delle provocazioni e credo vi stupirà. E in seguito mi auguro di trovare occasioni per suonare live, perchè alla fine è quello il mio obiettivo.

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Indie Intervista Pop

Ciao Manu ci racconta “Ziggy Stardust” con le sue cinque cose preferite

Ziggy Stardust è il nuovo brano di Ciao Manu. Un racconto lucido di sogni non realizzati, che pur mantenendo la solita ironia dell’autore, non nasconde luci ed ombre di un tempo ormai passato. Un excursus che passa tra i primi videogiochi, il “da grande voglio fare”, le prime avventure e i primi amori, fino ai primi miti che sembravano così lontani perché venivano dalla tv, anzi come Ziggy Stardust, venivano da un altro pianeta.
Cantautorato, indie e momenti elettronici, il mood più pop delle chitarre acustiche, contrapposto alle armonie più cupe del pianoforte e delle tastiere, tante fotografie di momenti e persone importanti.

Abbiamo chiesto a Ciao Manu di scegliere le sue 5 cose importanti per parlarci del loro nuovo brano

Home Studio

Il mio piccolo Home-studio è l’angolo dove mi rifugio, dove stacco la spina… quando sono quì può anche passare un intero weekend ed io non me ne accorgo… fuori può anche bruciare il mondo, ma io non lo noto nemmeno.
Quì è dove nascono i miei brani, dai provini agli arrangiamenti, dalle sperimentazioni alle prove per i live!

Panxo

Il mio Panxo è un cucciolone di 30Kg. Ad un cane non importa se sei bello o brutto, se sei ricco o povero, se sei intelligente o stupido, se sei brillante o impacciato… Lui ti ama incondizionatamente e ti seguirebbe fino in capo al mondo!

Il pugilato

ll pugilato al contrario di quello che può sembrare, è uno sport dove c’è tanta tecnica e strategia, e presuppone tanto impegno sia fisico che mentale. A me ha insegnato molto, anche ad essere paziente, ad incassare e ad attendere il momento giusto per colpire. Sul ring come nella vita!

Il Caffè

Il Caffè inteso non soltanto come bevanda che mi permette di cominciare bene anche le giornate più di merda, ma anche come rituale grazie al quale mi fermo a respirare un istante e a riflettere anche nei giorni più intensi. Infine è anche la più bella scusa grazie alla quale riesci a rivedere, anche se solo per pochi minuti, amici che non vedi mai.

La cucina

La cucina è creatività, mettere insieme piccoli ingredienti per ottenere un grande risultato. In cucina si parte seguendo le ricette della tradizione e poi si sperimenta aggiungendo innovazione… un pò come la musica.
E a me piace sia fare musica che cucinare!

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Indie Intervista Pop

Intervista a Letyzia: Mostri è il nuovo singolo

Dopo il convincente debutto con “Buonanotte”, torna Letizya con il nuovo singolo “Mostri“, una ballad indie pop che parla di una relazione a distanza che finisce. La cantautrice si interroga sul valore che diamo ai rapporti, consapevoli di quanto sia sbagliato affidare a un altro la nostra felicità anche se era in grado di azzerare le paure e le insicurezze. “Mostri” è un viaggio di sola andata tra due giovani che concludono il percorso della loro storia.

Letizia Quattrucci, classe 2004, è una cantautrice originaria di Ceccano, in provincia di Frosinone. Inizia a cantare all’età di sette anni per poi presto imparare ad accompagnarsi con vari strumenti, dalla chitarra al pianoforte, fino a scoprire il basso. Dopo essersi fatta notare con una serie di cover sul suo profilo Instagram, pubblica il primo inedito nel 2020 dal titolo “Battito”. A gennaio 2022 pubblica, in collaborazione con l’Elephant Studio di Davide Gobello, il brano “Buonanotte”.

Abbiamo chiesto a Letyzia di rispondere alle nostre domande:

Ciao Letizya, è uscito il tuo nuovo singolo Mostri, ci racconti di cosa parla?

Ciao! Mostri parla di amori a distanza e racconta quello che prova chi resta e vede le cose cambiare senza poter fare niente. È nata dall’esperienza di una mia amica, ho cercato di immedesimarmi nella storia e raccontarla a modo mio. 

Sei felice dell’accoglienza che sta ricevendo?

Moltissimo, è stata una sorpresa e non potevo sperare in meglio!

Buonanotte invece ti ha visto esordire, quale messaggio hai voluto lanciare e ci racconti qualcosa sul videoclip?

Con Buonanotte ho voluto esprimere la voglia di sentirsi liberi e non giudicati che ho io così come tanti altri ragazzi della mia generazione. È stato anche il mio primo videoclip e non sapevo cosa aspettarmi ma alla fine mi sono divertita davvero molto a girarlo! 

Uscirà un video anche per Mostri?

Sì, è uscito pochi giorni fa in anteprima per Le Rane e lo potete trovare sul mio canale YouTube!

Se c’è un artista italiano con cui ti piacerebbe collaborare chi è e perché?

Mi piacerebbe tantissimo collaborare con Tommaso Paradiso perché è un artista che mi piace molto, soprattutto per il suo modo di scrivere e per l’atmosfera che riesce a creare nei suoi brani.

Dopo questi due primi brani cosa hai nel cassetto?

Stiamo già pensando a musica nuova e a occasioni interessanti dove far ascoltare il nostro progetto! E poi, tra i miei sogni nel cassetto, c’è quello di iniziare a lavorare al mio primo album.

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Indie Pop

Darte ci racconta “Tisane Love” con le sue cinque cose preferite

Il cantautore di origini calabresi, Darte, torna con Tisane Love, il nuovo brano che racconta di come è facile sentirsi persi quando ci si ritrova fuori da una relazione tossica come un’overdose.

Il titolo del brano, che arriva dopo i buoni riscontri del singolo “Belli come prima”scritto e prodotto con Mameli, si ispira ad una fantasiosa tisana dalle miscele afrodisiache che simboleggia, metaforicamente, il bisogno di ritagliarsi dei momenti di disintossicazione dalla vita quotidiana. Una sottile ironia che in realtà cela una malinconia, facendo da contrasto ad un sound pop che vuole fare da “scacciapensieri”.  

Abbiamo chiesto a Darte di scegliere le sue 5 cose importanti per parlarci del loro nuovo brano

Pianoforte digitale

Questo piano digitale l’ho preso due anni fa durante l’inizio della pandemia. E’ stata la cosa che più mi ha fatto sentire protetto e al sicuro, ma allo stesso tempo fragile perché è con questo che ho scritto alcune canzoni con cui ho mostrato i lati più intimi di me.

Milano

Milano è la città che mi ha accolto. Mi ha fatto sentire piccolo in così tanta grandezza. La frenesia, la velocità sono cose che ho imparato ad apprezzare. Ah si… anche gli infiniti aperitivi!

Macchina Fotografica Kodak

E’ stata uno dei regali più originali. Quando ho ricevuto questa Kodak usa e getta mi ha fatto tornare in mente i momenti da piccolo alle scuole elementari, quando potevi sentirti importante se avevi una di queste alle gite scolastiche. Ho deciso di tenere cari questa 30ina di scatti, e di utilizzarli nei momenti più belli.

Gatti

Se non si fosse capito amo i gatti. O meglio, ho imparato ad amarli. Ti capiscono meglio di alcune persone. Sono terapeutici.

Casa

Voglio ricordare sempre da dove sono partito. Perché alla fine “nessun posto è casa mia”. Sono i 1200km più lunghi ma che ho sempre piacere ad attraversare per tornare.

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Internazionale

Tommaso Paradiso ci mostra disagio e romanticismo in Space Cowboy: la recensione

Lo aveva annunciato quasi due anni fa e doveva intitolarsi Sulle Nuvole, ma a causa della pandemia, oltre a slittare, quest’album ha anche cambiato nome. Parliamo di Tommaso Paradiso, che pubblica il suo primo album da solista, dopo essersi separato dai Thegiornalisti nel 2019. Space Cowboy èuscito a mezzanotte il 4 marzo per Islands Records e Universal Music Italia, contiene 11 brani, di cui 7 inediti. Dopo essersi guadagnato un posto importante nella scena indie italiana, con questo lavoro è deciso ad affermarsi nella musica pop: tante le nuove sonorità, a volte tendenti al rock e alla musica anni Ottanta. In questi brani c’è un po’ di tutto, non manca la quotidianità, da cui il cantautore romano prende sempre ispirazione, troviamo un po’ di registi, attori, scrittori e così via. Come lo stesso Tommy ha affermato più volte, il citazionismo fa parte dell’arte, ma lui non si limita al copiare, per lui è fonte di creatività e di rinnovamento. Per l’uso del basso, per esempio, si è ispirato a John Lennon. Il filo conduttore è in primis il disagio, soprattutto quelloche prova nel vivere in questo mondo, fatto di ipocrisia, egoismo e violenza. L’altro tema fondamentale che non può mai mancare nei suoi brani è l’amore, per la vita, per gli amici e per la sua Carolina, musa ispiratrice. La penna ormai riconoscibile di Tommaso è caratterizzata da nostalgia, difficoltà quotidiane, malinconia, sensibilità, delicatezza, romanticismo e desiderio. Con parole semplici e mai banali ci racconta con naturalezza la normalitàche spesso non consideriamo, ma una volta ascoltata prendiamo consapevolezza che questa è parte di noi, e deve essere vissuta così com’è.

Ma perché il titolo è proprio Space Cowboy? Tommaso ama i film di Sergio Leone e non solo, tutti i western e quelli dell’immaginario dei cowboy americani. Il “cowboy dello spazio” è una proiezione di sé stesso, a volte malinconico, agitato dal continuo disagio ma pur sempre romantico e sognatore.

 La pubblicazione di Space Cowboy è stata anticipata dall’uscita di Tutte le notti, prodotta da Dorado Inc. e dai singoli Magari No (disco d’oro), La Stagione del Cancro e del Leone e Lupin, che sono contenute nell’album. Quindi, gli altri brani, quali, Ricordami, certificatodisco di platino, Ma Lo Vuoi Capire, disco d’oro, I nostri anni, anch’essodisco d’oro, e Non avere paura, entrato nella Top Ten di tutte le classifiche (FIMI/Gfk, Spotify, Airplay EarOne, iTunes e Apple Music) e certificato triplo disco di platino, non fanno parte di Space Cowboy.

Tutti i brani vedono la produzione di Enrico Nardelli già al fianco di Gazzelle, Ligabue e Colapesce-Dimartino. L’album è stato registrato in Costiera Amalfitana, davanti al mare, che per Tommy è sempre un elemento d’ispirazione; a volte si sentono suoni di cicale che ha voluto tenere così, senza modificarli o eliminarli.

L’album si apre con Guardarti Andare Via. Il brano parte lento, dolce, ed esprime alcuni semplici desideri del cantautore, la sua pura quotidianità: la ragazza che esce, lui non sa cosa fare se non continuare a guardare film sulla Rai, aspettando che torni. Lui non può cambiare questa elementare consuetudine, se non guardarla andare via e cercare emozioni nel cielo. “Non sarà così impossibile/ Sorvolare l’oceano/ Rispetto al male che mi fa/ Guardarti andare via”

Proseguendo l’ascolto parte Amico Vero feat. Franco126, unico featuring dell’album. Non a caso il brano vede la presenza dell’amico Franchino, amico di vecchia data e autore del precedente successo Stanza Singola. Ritornano i soliti disagi in veste diversa: Tommaso ama l’estate, il mare, il caldo, ma odia il traffico e le lunghe code. Qui parla di due ragazzi che ad agosto sono ancora a Roma, fa un caldo torrido, la città è deserta, si sentono al telefono e si mettono a girare l’Italia, ovunque la macchina li porti. Dice all’amico di sbrigarsi per andare al mare, perché ci sarà la coda e che magari trovano qualche “ragazza che ci sta”, ma se va tutto storto non c’è di cui preoccuparsi perché in fin dei conti nulla è più importante dell’amicizia. Basta infatti la compagnia di un “amico vero” e magari una bottiglia da bere in due, per stare bene. “Mentre andiamo senza meta / Ma con il serbatoio pieno / Io sto bene anche così / Con un amico vero”.

Magari no è un brano di nostra vecchia conoscenza, pubblicato il 15 novembre 2021. Qui si possono sentire le tastiere, l’elettronica e un ritmo forte. Ci sono poi i cori sullo sfondo, le doppie voci e un ritornello che entra subito in testa. Il tema è la malinconia e il cantautore ricorda questa storia d’amore, che sembra avere una crisi, con nostalgia. “E non dirmi davvero che ti risveglierai lunedì/ Senza un casino nel petto, un casino nel letto / L’ultimo pacchetto e poi magari smetto / O magari no”. A volte nella più comune quotidianità si finisce per non essere più capaci di trovarsi e capirsi. I momenti della vita in questo brano sono descritti con concretezza. Paradiso non riesce a dormire, va in giro e ripensa ai momenti vissuti assieme, mentre beve una Coca-Cola in autogrill con la musica a palla per restare sveglio. Ciò che resta, alla fine, è la certezza che “tanto domani il sole arriverà”. È una certezza che si manifesta solo sul finale, forse per consolare l’ascoltatore, perché magari l’amore non è ancora finito, avrà ancora una chance per rinascere. O magari no.

“Lupin è di nuovo scappato” canta nel singolo Lupin lanciato lo scorso gennaio. Parla anche qui di cose comuni che potremmo vivere o che abbiamo vissuto: un normale giorno qualunque… “Ma che splendida normalità“! La normalità che in questi due anni di pandemia è cambiata, anche le piccole cose ora dovremmo apprezzarle di più: rivedere un amico, prendere aria fresca, guardare la pubblicità con spensieratezza, bere una bibita insieme o stare da soli, perché in fin dei conti bisogna bastarsi anche da soli. Nella solitudine però c’è sempre qualcosa con noi, con Tommaso c’è sempre il suo pianoforte. Lupin è un po’ lui mentre, in qualche modo, si divincola dalla realtà e fugge verso l’immagine serena di normalità.

La Stagione Del Cancro e Del Leone è quella tipica hit estiva che vede la sua firma, la sentiremo sicuramente in spiaggia la prossima estate.  Il singolo però è stato pubblicato a dicembre proprio per incentivare il sentimento di malinconia. Tommaso ha detto che “questa canzone non è stata scritta per l’estate, ma per l’estate che abbiamo dentro anche d’inverno”. La malinconia dell’estate, del caldo, dell’aria fresca: tutto finisce, la messa, la scuola, iniziano le vacanze e i mesi estivi, inizia la stagione del cancro e del leone! “E non posso stare male / quando gli amici stanno bene / e quando tutti vanno al mare / con le facce rilassate”.

Space Cowboy è la title track dalle sonorità dolci e sembra uscire da un jukebox. Tommaso ci dice che piange sempre per gli stessi film, cita il mito americano ma ci dice che l’America è bella vista da lontano, infatti ha sempre Vasco nel cuore. Come al solito, odia l’inverno tanto che anche la neve vuole vederla da lontano, se fosse per lui vivrebbe in estate, con il sole che splende in cielo e il vento caldo della sera. La vita è così bella nella semplicità, ammirare con i propri occhi la luna non da dietro un cellulare. “Sono solo un vaccaro che ama guardare il cielo / Sono solo / Uno Space Cowboy”.

È solo domenica è un brano lento e nostalgico, ispirato alla perdita di un amico, è difficile paragonare quel senso di vuoto domenicale con una scomparsa. Tommaso ha difficoltà con il lunedì e lo sappiamo bene, quando cantava “Il lunedì mi fa male / dalla scuola elementare”. Questo giorno gli ricorda la scuola e le interrogazioni, che gli provocavano ansia già la domenica. Pur essendo cresciuto, però, collega l’ultimo giorno della settimana alla fine di qualcosa e questo provoca in lui agitazione e smarrimento. “Che quando il giorno dopo mi sveglio / oh-oh / Sono pronto a pagare il prezzo / Tanto è solo domenica”.

Segue Silvia, un brano che ti entra subito in testa, dal sound rock. Silvia è la metafora della spensieratezza, della vita che passa: la scuola finisce, inizia l’estate e ci si alterna tra uscite con gli amici, giornate al mare a bere, ballare e divertirsi, trovare un amore o fare baldoria. “Per capire che la vita dura solo un’estate”. Bisogna vivere i momenti anche quelli in cui, noi come Silvia, ci sentiamo soli. Come dice Tommaso, “l’unica arma che ha l’uomo che vive una tragedia è fare una commedia della propria vita. L’alternativa è la rassegnazione”.

Arriva la volta di Tutte le notti, una sincera lettera d’amore scritta per la persona che è nei suoi pensieri, cosa sarebbe la vita senza di lei? La sogna ogni notte e sogna di vedere con lei tutti i film di Fellini e andare a cavallo insieme come i veri cowboy. Un altro desiderio è allontanarla da questo mondo violento, quale il conflitto che stiamo vivendo o le crudeltà della vita come le malattie. “Vorrei vederti ballare in una discoteca / A piedi nudi sulla macchina fino a dentro casa / Separarti da questo mondo violento / Che non è il mio, non è il nostro, ne sono certo”.

Vita è il racconto della vita di Tommaso. Ha un gruppo su WhatsApp che si chiama proprio Vita, dove ci sono tutti i suoi migliori amici. Si incontrano tutti allo stesso bar per discutere se qualcuno di loro ha un problema. “Tanto questo bar non chiude mai / Ci sono gli amici tuoi / Questo bar pieno di guai / Di vita e non di eroi”.

A chiudere il disco è Sulle Nuvole, brano che doveva essere la title track del disco ma che è diventato la colonna sonora del film che uscirà a fine aprile in tutte le sale cinematografiche italiane per Warner Bros e che si intitolerà proprio Sulle Nuvole. È un brano classico e cantautoriale, si parla di quotidianità, quella che ci racconterà anche nel lungometraggio.

Buon ascolto!

Intervista di Veronica Piri

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Comunicato stampa Indie Intervista Pop

I Lamette ci raccontano “Plastica” con le loro cinque cose preferite

Il duo piacentino “LAMETTE” , torna con “PLASTICA”, il nuovo singolo uscito venerdì 18 febbraio ed inserito in New Music Friday Italia e Scuola Indie di Spotify, New Music Daily e Super Indie di Apple Music e Pop 2.0 di Amazon Music. Il brano parla di un ragazzo al quale è stato spezzato il cuore da una ragazza che ha saputo manipolarlo fino alla fine. Una storia d’amore finita male, uno sfogo contro la malinconia che in qualche modo ha come filo conduttore le paure e le ansie della Gen-Z.

LAMETTE è un progetto nato nel 2020, composto da Vasco Cassinelli e Cristian Pinieri. Il duo ha totalizzato oltre 300 mila streams su Spotify che li ha inseriti più volte nelle playlist editoriali, New Music Friday Italia, Scuola Indie, Una Vita In Università e la playlist ufficiale di Xfactor 2021.

Abbiamo chiesto ai Lamette di scegliere 5 oggetti per parlarci del loro nuovo brano

Chitarra Fender 

Cristian: “È uno strumento a cui sono molto legato, sin da quando ho iniziato a suonare. È stata il mio primo approccio con la musica, è tutt’ora il 90% dei nostri brani nasce da una demo chitarra/voce.”

 Videocamera vhs

Vasco: “Acquistata per la bellezza di 15€ ad un mercatino dell’antiquariato è una handycam e la uso principalmente per filmare cose a caso (la tengo sempre in macchina per ogni evenienza). Dà sempre quel tocco vintage che mi fa impazzire.”

 Vinile dei 1975

Cristian: “Attualmente è il disco a cui sono più legato, nonostante sia un album del 2013 suona ancora attuale, resta per me una grande fonte di ispirazione e di motivazione. Fun fact: la copia fisica l’ho appesa al muro perché il mio lettore si è rotto.”

 Rick&Morty

Vasco: “Da grande fan della serie tv ho iniziato a collezionare i pupazzetti e questo in particolare è il mio preferito.”

 Macchina fotografica Fujifilm

Cristian: “Oltre alla musica una mia grande passione è la fotografia, specialmente negli ultimi anni questa macchina è diventata il mio “must have” per qualsiasi uscita, da una serata con gli amici ad una session in studio.”

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Intervista Pop

Efferre racconta “Pezzi di un puzzle”: una riflessione a tutto tondo sulle relazioni

Dopo il debutto con il singolo Elisa, Efferre torna con Pezzi di un puzzle, un brano up tempo dal sound elettronico chenel testo affronta a tutto tondo il mondo delle relazioni.

“Spesso ci buttiamo tra le braccia di un altro solo per cercare di guardare avanti, sentirci ancora vivi, lasciare alle spalle il passato e perché non sopportiamo le mancanze”. 

Efferre, all’anagrafe Antonio Feroleto, è un cantautore e produttore di origini calabresi ma trapiantato da tempo a Bologna. Negli anni gravita nel circuito dei locali del capoluogo emiliano, suona insieme ad artisti delle scena elettronica internazionale come FatBoy Slim, Ellen Allien, Seth Troxler, Martinez Brothers.

Il cantautore calabrese EFFERRE ha risposto alle nostre domande in questa intervista:

Ciao Antonio, è uscito il tuo nuovo singolo Pezzi di un puzzle. Di cosa parla?

Parla di due persone che si incontrano dopo un po di tempo e si rendono conto di come alcuni sentimenti non siano cambiati.

C’è un verso di una canzone di un tuo concittadino che fa: “Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba” (Cremonini, Nessuno vuole essere Robin). Pensi che si colleghi bene al tuo pezzo? 

Beh si perchè no? poi nessuno vuole essere robin è il mio pezzo preferito di Cesare, sono onorato di questo accostamento.

Quanto c’è di autobiografico in questo singolo?

Penso che chiunque scriva un pezzo ci metta dentro contenuti autobiografici. Siamo portati a scrivere tante volte perchè non riusciamo a dire a parole delle cose e le mettiamo dentro le canzoni.

Il tuo pezzo precedente, Elisa, invece racconta una storia in terza persona. Quali sono i punti caratteriali di questa ragazza e in cosa potrebbe immedesimarsi una ragazza?

Si Elisa è più una descrizione immaginaria di una ragazza.Ho provato a descriverla nelle cose quotidiane che accomunano un po tutte le persone di oggi in modo tale che chiunque si ci possa rispecchiare un po.

Parliamo del sound, tu fai elettronica da anni. Questo progetto come si collega al percorso artistico avuto in precedenza?

Nella vita non si butta mai niente 🙂 Ho prodotto sempre roba da dancefloor con queste sonorità ho pensato che aggiungendo una parte cantautorale potessi far fare il salto di qualità ai miei dischi.speriamo che alla fine sarà così

Tre album di musica elettronica che ti hanno segnato?

Questa è dura!.
You’ve come a long way baby – Fat boyslimorchestra of bubbles – Ellen Allien & Apparate sarei falso se non ci mettessi anche Play it loud – Marco Carola

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Internazionale

Marchettini: nelle sue canzoni kg di incertezze, Milano inferno e messaggi vocali

Marchettini è uno di quegli artisti la cui cifra stilistica e distintiva si può racchiudere dietro alla sua città: come dichiara in Milano Inferno, servendosi di una poetica urbana, la sua dimensione è costituita da mari di strade, rumori di ambulanze, e un senso di dispersione e impotenza, causato da una metropoli che ti guarda dall’alto e ti inghiotte. Il brano, uscito nel 2021 come singolo, e poi confluito nel suo primo album – Odiarsi Male, può essere considerato il biglietto da visita del cantautore di Varese, classe 1995, la cui scrittura si caratterizza per essere un’istantanea di ricordi e momenti cristallizzati nel tempo: ritratti di una quotidianità raccontata in un modo talmente trasparente da diventare universale.

La penna di Marchettini si contraddistingue per essere il risultato di un mix tra cantautorato old-school e nuova musica italiana, in cui suoni hip hop, elettronici e rimandi lo-fi si mischiano a creare uno stile poliedrico e personalissimo.

L’originalità che lo caratterizza emerge anche in occasione della sua partecipazione a #curiamocidimusica, progetto a cui aderisce nel 2020, e che gli permette di entrare nelle fila di Believe Music partecipando al programma Signed By, offerto da TuneCore Italia. Questo servizio offre agli artisti emergenti un team specializzato nel settore musicale, che li supporti in ogni fase della propria carriera; inoltre, grazie a questo progetto, gli artisti hanno la possibilità, nel futuro, di firmare un contratto proprio con Believe Music.

Da questo momento la sua storia con la musica diventa una cosa più seria: una prospettiva di futuro che dai sogni sembra spostarsi al piano della realtà. Grazie a Signed By si circonda di un team di lavoratori specializzati nel settore, e inizia ad elaborare, con loro, un progetto artistico articolato con strategie pensate ad hoc. A parlarci di questo cambiamento, nella sua musica, è Marchettini stesso, che afferma di essere passato, così, dall’essere un artista emergente alle prese con tutti gli aspetti della sua musica, al sentirsi un vero professionista circondato da un team.

“Il mio consiglio agli artisti emergenti è di essere sempre rispettosi, gentili e generosi con i collaboratori che vi sostengono. Ho davvero dovuto riporre la mia fiducia nel team di Believe per finire il lavoro in tempo. Ma, allo stesso tempo, siate sempre onesti innanzitutto con voi stessi e abbiate fiducia in quello che fate, perché il lavoro duro dell’artista dà sempre i suoi frutti”.

Il cantautore viene notato anche da Spotify nella pubblicazione dei suoi singoli; e così, si ritrova in più occasioni ad essere inserito in playlist importanti, come Indie Triste e Scuola Indie, per la quale gli viene dedicata la copertina in occasione dell’uscita di Luna, il singolo che conta più di 1 milione di ascolti. Dopo questi traguardi, Marchettini si classifica, nel 2021, tra i semifinalisti del Premio Fabrizio De André XIX – sezione Musica.

Nel brano Luna, che prende la veste di una lettera di scuse, Marchettini si ritrova a scrivere, nel giro di pochi versi, una confessione universale, che potremmo ritrovarci a fare tutti, verso la persona che ci vive accanto, costretta il più delle volte a vivere la parte peggiore di noi. Proprio contro i mostri interiori, l’artista si trova in una costante lotta, dalla quale la parte peggiore di sé emerge periodicamente dallo specchio, a ricordare contro chi, e perché, si combatte:

Sarebbe bello smettere per un secondo / Di perdersi nel centro e guardare il contorno / Che fanno un po’ più male i tagli sulle dita / Quando ti piove dentro tutta la fatica / Sarebbe meglio, me ne rendo conto / Riuscire a fare pace quando hai tutto contro / Invece di combattere una guerra persa / E fare a pugni sì, ma con l’immagine riflessa / E lo so che non è la versione migliore di me / Quella che vedi tu / E lo so che la parte peggiore non fa più per te / Per te che vivi sulla Luna.

I versi di Luna dimostrano come l’artista riesca a incidere, nei suoi brani, significati quasi metafisici e carichi di emotività: la sensazione di non essere abbastanza contraddistingue i giovani della sua età, in una costante lotta contro il tempo alla quale li costringe la società in cui viviamo. In questo modo, Marchettini diventa di diritto il cantautore hip-hop dei mostri interiori della sua generazione. Ed è forse proprio questo il motivo per cui ci piace tanto.

di Chiara Grauso

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Indie Intervista Pop

Le cinque cose preferite di Vinci Luglio

VINCI LUGLIO debutta sui digital stores con il brano “Usciamo Insieme”, dopo essersi classificata al secondo posto alla trentesima edizione del “Festival Città di Caltanissetta” (presidente di giuria, Beppe Vessicchio). La canzone, distribuita da ADA Music Italy, è stata prodotta con Luca D’Aversa e la supervisione di Marta Venturini, presso lo Studio Nero (Calcutta, Coez, Emma Marrone, Ghemon, ecc.), a Roma.  Il sound mescola la tradizione melodica italiana con le sonorità d’oltreoceano, ispirandosi al pop di Battisti con un po’ di Tame Impala, passando per l’influenza degli ultimi lavori di Di Martino, conterraneo dell’artista.

Per l’occasione, abbiamo chiesto a Vincenza di parlarci delle sue 5 cose preferite:

Il disco Dalla di Lucio Dalla 

Ho diversi dischi preferiti e dischi preferiti diversi in base al periodo che sto attraversando. Eppure, se dovessi scegliere un album che mi accompagna da un considerevole numero di anni senza stancarmi mai sarebbe Dalla, di Lucio Dalla. Se il disco preferito è quello di cui non skippi neanche un brano, non ci sono dubbi: è proprio questo. 

Il mio ukulele  

Per quanto lo bistratti è sempre con me e fa da base d’appoggio alla scrittura di tutti i miei brani. 

Le Correzioni di Jonathan Franzen

Per me un bel libro non è quello che leggi tutto d’un fiato, ma quello che il fiato te lo fa trattenere. Diverse volte nel corso della lettura di questo libro ho sentito il bisogno di fare delle pause, per metabolizzare quello che avevo appena letto. È il libro preferito del mio autore preferito. Una piccola curiosità, proprio alla protagonista di un libro di Franzen ho dedicato un mio brano ancora inedito!

Le “minne” di Sant’Agata 

Da catanese adottiva quale sono, vado letteralmente matta per questi involucri di pasta di mandorla, ripieni di crema di ricotta con gocce di cioccolato e arance candite, chiusi con pan di spagna e ricoperti di ghiaccia reale bianca. Caratterizzati dall’aspetto candido e sormontati da una ciliegia rossa, sono dedicati proprio alla santa patrona della città.

Il mare d’inverno

Sarà un cliché, ma il mare d’inverno è un privilegio dei miei 30 anni a cui non sono più disposta a rinunciare. 

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Indie Intervista Pop

Il duo Sofisma racconta la paura di essere dimenticati

“Chi sono io?” è il nuovo brano dei Sofisma, duo indie rock dalle sonorità energiche. La canzone racconta la voglia di trovare sé stessi e la ricerca della propria identità. Una melodia vocale sfrontata e decisa, per un testo che affronta una tematica importante come la paura dell’essere dimenticati e dell’ansia sociale.

Un brano indie-pop trainato dai riff di chitarra, un sound energico di influenza britpop e post-rock che ricorda la scena alternativa inglese della seconda metà degli anni Ottanta. I Sofisma sono un duo musicale formatosi in provincia di Alessandria nel 2020. I due fratelli, Nicolò Sassi (Voce, tastiere, batteria) e Matteo Sassi (Chitarra, basso, cori), iniziano a studiare musica intorno ai dieci anni e formano diversi gruppi con cui suonano principalmente nell’alessandrino. Nel 2020 decidono di mettersi in proprio formando il duo musicale Sofisma e si dedicano alla scrittura di nuovi brani. Nel 2021 escono i loro due primi singoli: “Notte Blu” e “Un’altra verità”.

Nicolò e Matteo hanno risposto alle nostre domande: