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Comunicato stampa Pop

Il primo giorno del resto della vita di Cala Cala

“Il Primo Giorno Del Resto Della Mia Vita” è il nuovo EP di Cala Cala pubblicato da Macro Beats e distribuito da Artist First. Sei brani che intrecciano suggestioni R&B, soul ed elettroniche con una scrittura che affonda le radici nella grande tradizione della musica italiana, riletta attraverso uno sguardo pienamente contemporaneo. L’EP di esordio prende forma come una vera dichiarazione d’intenti che restituisce il ritratto di una generazione sospesa: la paura del futuro, l’instabilità del presente, il desiderio di esporsi e scegliere anche quando le certezze mancano.

La produzione curata da Macro Marco valorizza un cantautorato pop diretto e senza filtri, capace di arrivare subito senza rinunciare alla profondità. Più che un traguardo, “Il primo giorno del resto della mia vita” è un punto di partenza: un racconto sincero di chi decide di mettersi in gioco, trasformando la fragilità in materia narrativa e musicale.

Cala Cala, al secolo Giuseppe Mazarese, è uno dei prospetti più interessanti in casa Macro Beats.

Classe 2000, cantautore, beatmaker, producer e poli-strumentista, nella sua musica ci sono i tratti distintivi della sua età, i colori e le radici della sua terra (la Sicilia), i primi riflessi del suo talento.

Dal debutto con il primo singolo “Dritto a casa” (pubblicato nel 2021 con il supporto di Italia Music Lab, progetto lanciato da SIAE per sostenere gli artisti emergenti), fino ad arrivare a “MILIONI DI PROBLEMI” (2024), Cala Cala ha espresso idee chiare e voglia di affermare subito la propria identità sonora, spaziando a livello creativo tra virate R&B e soul, un flow che strizza l’occhio ai nuovi trend, superandoli, ed un’innata predisposizione nell’usare il linguaggio come parte integrante della melodia e della ritmica.

A gennaio 2026 pubblica l’EP “Il Primo Giorno Del Resto Della Mia Vita” (Macro Beats), anticipato dai singoli “Scalini del Portello” e “Boy Scout”.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa rock

Black Wojtyla: il nuovo album “Cardio” è davvero un colpo al cuore

È stato da poco pubblicato “Cardio”, il nuovo album dei Black Wojtyla che per lungo tempo abbiamo provato a catalogare, senza riuscirci: non è un disco funk, non è jazz, non è noise, non è psichedelico, ma è tutto questo messo insieme. L’utilizzo ricorrente di loop di basso e di tromba, insieme a nuove sperimentazioni vocali, amplia la gamma espressiva della band e apre a territori sonori inediti. Muovendosi liberamente tra generi differenti, ci viene da dire che si tratta di un lavoro sorprendentemente coeso nella sua essenza. 

Già dal titolo viene evocata un’idea di movimento e vitalità: “Cardio” richiama il battito che accelera, la pulsazione della batteria e il ritmo sostenuto dei brani. Ma “cardio” significa anche cuore, la sede delle emozioni, dell’amore e del dolore.
Un doppio significato che racconta bene l’anima dei Black Wojtyla, da sempre liberi di muoversi tra intensità e leggerezza. Nella loro musica convivono eccessi melodici e slanci performativi, armonizzazioni classiche, aperture al pop e incursioni nel kitsch vissute con autenticità, convinzione e una sottile ironia.

“Cardio” si muove come un organismo vivo, cresciuto lentamente nel tempo. I brani prendono forma in un arco di oltre due anni tra palchi, jam in sala prove e fasi di cesello minuzioso, lasciando emergere un metodo di lavoro che parte dall’istinto e arriva alla precisione. Ogni traccia nasce da una scintilla collettiva, alimentata dal dialogo costante tra i tre musicisti, fino a trovare quell’equilibrio raro in cui la complicità diventa linguaggio sonoro. È qui che si riconosce l’identità dei Black Wojtyla: una band che non si accontenta della comfort zone e sceglie di spingersi sempre un passo più in là, seguendo un impulso interno che pulsa, cresce e si rinnova.

Questo approccio trova una sintesi potente in “Giubileo”, uno dei momenti più emblematici del disco. Il brano richiama simbolicamente l’idea di sospensione e liberazione legata all’anno giubilare, ma lo fa ribaltandone l’attesa: l’ingresso è brusco, quasi esplosivo, con una partenza rock che apre la strada a un groove magnetico di basso e batteria. Il loop si ripete e si trasforma, accumulando energia fino a sfociare in una scarica drum’n’bass ad alta tensione. Poi, come dopo uno sforzo trattenuto, arriva la distensione: un finale soul-funk che lascia spazio a una melodia ampia e luminosa, guidata dalla voce senza parole di Marina Ladduca, capace di chiudere il cerchio con un senso di apertura e respiro.

I Black Wojtyla sono un trio strumentale composto da tromba, basso elettrico e batteria, nato e cresciuto nella scena musicale milanese.
La band si distingue per la scelta di non aderire a un unico genere musicale, attingendo liberamente da un repertorio sonoro sconfinato. Ne nasce un sound originale, spiazzante ma riconoscibile, caratterizzato da ritmiche martellanti e melodie che restano in testa.
Il trio esprime un’attitudine jazz e improvvisativa, costruendo sonorità complesse grazie a loop creati dal vivo, delay, distorsioni ed effetti, alternando parti vocali estemporanee ai brani strumentali.

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Comunicato stampa

Misga: il nuovo album è davvero “Tutto da capire”

È uscito “Tutto da capire” (Mosho Dischi), il nuovo album attraverso cui Misga racconta la generazione dei trentenni che continua a inseguire la musica come un sogno troppo vivo per essere abbandonato. Un racconto intimo e collettivo dove convivono paure, errori, notti insonni e quella determinazione testarda che resiste anche quando tutto sembra crollare.

“Tutto da capire” è un viaggio interiore che si trasforma in ritratto generazionale, con affetti che si sgretolano, speranze che restano aggrappate al futuro e una domanda che ritorna come un mantra: ne vale davvero la pena?

Sul piano sonoro, Misga attraversa l’alternative pop contaminandolo con sfumature elettroniche: synth e arpeggiatori dialogano con chitarre e scrittura cantautorale, costruendo un equilibrio delicato tra radici e modernità. Atmosfere sospese e malinconiche si alternano a tensioni più fisiche e dirette, dove la cassa dritta incontra la nostalgia.

Ogni brano rappresenta una tappa di crescita: il vento del cambiamento, il confronto con la madre, il ritorno a casa, il desiderio di riscatto, fino ad arrivare all’accettazione che nasce quando smetti di pretendere risposte e inizi semplicemente ad ascoltare.
Come quando una festa finisce, la musica si abbassa e restano solo luci soffuse ed echi di risate, “Tutto da capire” è quello spazio sospeso in cui ti ritrovi da solo a guardare i resti di qualcosa di bello appena passato. È lì che riaffiora l’io bambino, quello convinto che bastasse un po’ di musica per rimettere tutto al proprio posto.
Perché crescere è davvero tutto da capire. E la musica, ancora una volta, prova a dirlo nel modo più sincero possibile.

Misga nasce come progetto cantautoriale e prende forma dal vivo nel 2014, aprendo i concerti di Après La Classe, Caparezza e Omar Pedrini, e poi esibendosi nei club di Berlino, Parigi e Bruxelles con Tommaso Paradiso.
Nel 2018 partecipa al tour teatrale “Tutto fa Broadway” di Pio e Amedeo e in finale del Premio De André. Nel 2020 è tra gli ospiti di “Sound Bocs”, residenza artistica a tema civile organizzata da Musica Contro le Mafie. Lo stesso anno si esibisce a Reset Festival. A seguire Misga diventa voce e chitarra dello spettacolo teatrale “Non mi trovo” di Pinuccio (Striscia la Notizia), per il quale ha scritto e cantato la sigla ufficiale.
Dopo sei anni di silenzio, nel 2025 Misga torna con il nuovo disco “Tutto da capire” (Mosho Dischi), reso possibile anche grazie al contributo di NUOVO IMAIE.

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Fonte: RC Waves