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Comunicato stampa Indie rock

Cinque brani, un solo paesaggio: “Vespri” è il nuovo EP dei BAUSAN

“Vespri” è il nuovo EP dei BAUSAN, uscito venerdì 12 giugno 2026. In “Vespri”, BAUSAN costruiscono un luogo emotivo prima ancora che un disco. I brani si rincorrono tra ricordi che cambiano forma, domande lasciate aperte e immagini che ritornano come punti di riferimento in un paesaggio in continuo movimento. L’alt-rock della band si muove con equilibrio tra slancio e contemplazione, alternando materia sonora e aperture atmosferiche senza mai perdere compattezza. Più che raccontare una storia, l’EP suggerisce uno stato d’animo persistente, sospeso tra ciò che è stato e ciò che sta ancora cercando di diventare.

Foto: Daniele Zanotti

Queste le parole con le quali la band presenta l’EP:
«L’EP racconta in 5 tracce l’ultimo anno di lavoro della band.
Al suo interno raccoglie esperienze passate e condivise, legate da un sentimento comune di smarrimento esistenziale.
Il progetto accoglie sonorità differenti che richiamano l’anima grezza di un cantautorato etereo e distorto, rispecchiandosi allo stesso modo nei testi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Il sound dei BAUSAN è il risultato dell’incontro di quattro personalità diverse provenienti da background musicali differenti. La commistione di generi e di influenze dà vita a un sound ricco e malinconico, che unisce riff di chitarra ad atmosfere oniriche e sognanti. Testi di natura etereo-esistenziale si intrecciano a suoni distorti, mescolando una vena cantautorale a sonorità che spaziano dal grunge al post-rock.

BAUSAN è un progetto alternative rock che nasce tra Milano e Ferrara agli inizi del 2024. Il gruppo è composto da quattro elementi: Andrea Bianchi (voce e chitarra), Alessandro Corneo (chitarra), Giuseppe Mazza (batteria) e Amedeo Itria (basso). Un’amicizia di lunga data e un’intesa musicale macinata negli anni sono stati gli elementi fondanti che hanno portato alla nascita del progetto. Tra studi accademici e numerose performance live, l’alchimia è cresciuta in brevissimo tempo di pari passo all’esigenza artistica di esprimersi, sfociando in modo naturale nella creazione di nuovo materiale.
La band, dopo aver pubblicato il primo singolo “Se non hai niente” nel settembre 2024, è reduce da un 2025 con un’intensa attività live. Dai concerti in acustico nella provincia milanese, come il circolo Tambourine di Seregno (MB), fino ad arrivare a locali underground storici di Milano, come il Detune e il Legend Club. Nei primi mesi del 2025, in parallelo ai concerti live, è iniziata una fase di sessioni di registrazione presso il Duotone Studio di Daniele Zanotti, fonico e produttore della band. In seguito alla collaborazione con la realtà milanese Costello’s Agency, questa fase culminerà con l’uscita del primo EP della band, prevista per giugno 2026.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Le pagine aperte di Zvrzi: “EP delle canzoni dal diario” è il nuovo disco

“EP delle canzoni dal diario” è il nuovo EP di Zvrzi, uscito venerdì 15 maggio 2026. Un’agenda emotiva nella quale Zvrzi raccoglie frammenti di tempo e li lascia scorrere senza forzarli. Le canzoni avanzano tra ricordi quotidiani, immagini leggere e pensieri che riaffiorano all’improvviso, mantenendo il tono intimo di qualcosa scritto prima ancora di essere cantato. Tra chitarre essenziali, piccole aperture elettroniche e melodie sospese, il disco trova una delicatezza spontanea, capace di trasformare esperienze personali in una nostalgia condivisa, semplice e disarmante.

Foto: Elisa Platia

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«”EP delle canzoni dal diario” nasce come un ritorno silenzioso e necessario.
I brani che compongono l’EP sono stati scritti in momenti diversi della vita di Zvrzi, lungo anni di cambiamenti, distanze e una lunga pausa artistica. Canzoni nate senza l’urgenza della pubblicazione, rimaste nel tempo come appunti personali, frammenti emotivi, pensieri affidati alla musica e poi lasciati in sospeso. Durante l’assenza dalle scene, queste canzoni sono rimaste chiuse, come pagine di un diario mai condiviso. Oggi vengono riportate alla luce nella loro forma più autentica.
Il progetto si muove tra indie-pop e cantautorato contemporaneo, con un suono essenziale e atmosferico: chitarre pulite, ritmiche morbide, elettronica discreta e spazi sonori ampi che lasciano respirare le parole. L’equilibrio tra malinconia e luce accompagna una scrittura diretta e confidenziale, fatta di immagini quotidiane, ricordi, relazioni e oggetti che diventano simboli del tempo passato. Ogni brano rappresenta una pagina, un momento, una traccia emotiva rimasta nel tempo. Insieme, costruiscono un archivio personale che attraversa gli anni e racconta la memoria con uno sguardo intimo, fragile e sincero. Un EP che non è solo una raccolta di canzoni: è la trasformazione di un tempo privato in una narrazione condivisa, un ritorno alla musica come spazio di verità e necessità.
L’album è arricchito da prestigiose collaborazioni: il mater di Mike Marsh (Sterling Sound, già al lavoro con Oasis e U2) per “Fiatpanda”, il mix e master di Anthony Rocky Gallo (Cigarettes After Sex) per “Millelire” e il master de “l’ultimovocale” firmato dal due volte vincitore ai Grammy Steve Fallone. Completano il progetto i contributi musicali di Anthony Sasso e la partecipazione alla chitarra di Alberto Tirelli (Tamango) in “cifacciamolestorie.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Zvrzi, al secolo Daniele Zurzolo, è un autore che canta, ma non solo. Un esuberante frullato colorato di idee alternative prestate al pop. Un poeta vintage stretto in un’epoca digitale, un momento romantico lento in un epoca cinica e veloce, che a suon di frasi evocative, disegni di quotidianità, suoni acustici, sintetici e arrangiamenti raffinati vi prenderà per mano e vi accompagnerà in un atmosfera capace di farvi viaggiare dal Tacheles di Berlino al Festival di Glastonbury, dalla NY glam degli anni 70 delle bambole alla Torino sotterranea e grigia dei primi anni zero.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Sotto la superficie, niente tregua: “Ognuno di voi è un mio nemico” è il nuovo EP dei Narcadian

“Ognuno di voi è un mio nemico” è il nuovo EP dei Narcadian, uscito venerdì 8 maggio 2026 via Costello’s Records. La notte vibra a denti stretti, come se trattenesse qualcosa. “Ognuno di voi è un mio nemico” è un disco che scorre sotto pelle, taglia corto, non concede aria. Suoni ruvidi, luce fredda: tutto stringe, tutto spinge. Non accompagna, travolge. È un attraversamento senza riparo, quando il rumore diventa crepa e ci finisci dentro.

Foto: Lorenzo Albano

Queste le parole con le quali la band presenta il disco:
«”Ognuno di voi è un mio nemico” è un disco cupo e dissacrante, tenta di essere quello che la musica italiana non è mai stata.
È un EP industrial rock che trasuda nichilismo, disincanto ed apatia, sia per le sonorità che per i testi, è un progetto ambizioso che vuole entrare senza bussare, non esattamente quello che il pubblico italiano si aspetta, ma uno schiaffo in faccia al perbenismo, alle buone intenzioni e alla leggerezza.»

Puoi ascoltare l’EP qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Una casa fatta di respiri: dentro “Loved Ones”, l’EP d’esordio di June

“Loved Ones” è il nuovo EP di June, uscito venerdì 24 aprile 2026. Un debutto che si muove piano, come luce che filtra tra le stanze. June lascia entrare gli altri nel proprio spazio fragile, trasformando l’intimità in qualcosa che respira insieme. Tra trame leggere e silenzi abitati, le canzoni non cercano risposte: restano, si intrecciano, fanno posto. Il suono è vicino, essenziale, quasi sussurrato. Qui crescere non è difendersi, ma restare aperti, anche quando tremiamo.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Loved Ones” è un progetto che raccoglie già nel titolo la sua stessa essenza: storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti più cari.
Con questa pubblicazione June riprende le ispirazioni intimiste e quasi oniriche dei suoi lavori precedenti, infondendole però questa volta di una nuova e inedita leggerezza. Il filo conduttore del progetto è la gratitudine, il racconto del bene, la scoperta della quiete. L’ultima parola del disco è proprio “you”, tu, voi, l’altro – un finale quasi aperto che lascia persistente anche dopo l’ascolto il tema principale della pubblicazione: l’apertura verso ciò che è fuori da noi e l’elogio alle emozioni che questo contatto con l’esterno ci può regalare. “Loved Ones” è un disco intimo e sincero, una carezza sonora.

“Loved Ones” è un progetto di cui vado estremamente fiera. Dal punto di vista tecnico, rappresenta un punto altissimo del mio lavoro come produttrice e musicista: tutti i brani sono stati scritti, registrati, prodotti, mixati e masterizzati nella cantina di casa dei miei genitori. Soltanto io, qualche chitarra e una piccola tastiera midi. Un lavoro di auto-produzione veramente intenso, qualche volta quasi buffo e assurdo, sempre accompagnata dal mio amico e, se vogliamo, maestro Fra (Francesco Francia – FRNQ). Per quanto riguarda l’aspetto retorico, anche emotivo, “Loved Ones” è una raccolta preziosissima di ricordi di un periodo molto bello e libero. Ho scritto tante di queste canzoni di getto, improvvisamente, e in un modo totalmente spontaneo e sincero. Sono molto orgogliosa di aver trovato la modalità e lo spazio per esprimere quel sentimento bellissimo che è la gratitudine, in un modo che onora chi e ciò che lo ha fatto esistere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

“Nello Specchio”: Martina Gil e il coraggio di guardarsi dentro

Ci sono dischi d’esordio che cercano una direzione, e altri che nascono già come un gesto preciso. “Nello Specchio” di Martina Gil appartiene alla seconda categoria: quattro brani che non provano a dimostrare qualcosa, ma piuttosto a mettere a fuoco uno stato emotivo. Un autoritratto in divenire, costruito nel momento stesso in cui prende forma.

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea semplice e inevitabile: guardarsi dentro. Ma quello che emerge non è mai lineare. Le canzoni si muovono tra relazioni che si incrinano, ricordi che tornano a galla e una quotidianità attraversata da inquietudini sottili. La scrittura alterna immagini dirette ad aperture più evocative, mantenendo sempre una tensione tra ciò che viene detto e ciò che resta sospeso.

All’interno di questo percorso, “Domenica” diventa uno dei punti più esposti. Qui la solitudine prende corpo in modo netto, legata alla fine di un legame e a quel vuoto che non si lascia riempire facilmente. Il brano si costruisce su una consapevolezza disarmante: non è vero che si dimentica davvero, si impara piuttosto a raccontarselo. Tra strofe intime e un ritornello che si apre senza protezioni, Martina Gil intercetta una fragilità condivisa, trasformandola in qualcosa di riconoscibile.

È proprio in questa capacità di stare dentro le crepe che Martina Gil trova il suo equilibrio. Il peso delle assenze, la difficoltà di riconoscersi dopo una perdita, la paura di restare soli nei momenti più sospesi: tutto convive senza mai cercare una sintesi forzata. Accanto, si intravede uno sguardo più lucido, quasi disincantato, che prova a fare i conti con la realtà senza smussarne gli angoli.

Con questo primo EP, Martina Gil non offre risposte, ma traccia una mappa emotiva essenziale.
Un punto fermo da cui partire, mentre il racconto – inevitabilmente – continua a cambiare forma.

Martina Gil è il progetto musicale di Martina Gandelli, talento emergente dell’indie-pop italiano classe 2003. La sua musica intreccia malinconia e dolcezza, creando brani che restano impressi.
Grazie all’incontro con la sua attuale band, composta da Francesca Bertola (batteria), Alessandro Monfroglio (chitarra elettrica) e Alberto Giovagnoli (basso), Martina ha trovato la chiave per portare il suo progetto musicale verso nuove sonorità, mescolando il cantautorato classico con sfumature indie moderne. Questa fusione crea un’identità musicale unica, capace di connettersi con il pubblico in modo diretto e sincero.
A marzo 2026, pubblica il suo primo EP “Nello Specchio”, la cui uscita è stata anticipata dal singolo “Domenica”.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Pop rock

Secondo e il coraggio di guardare dentro “La Scatola”

Più che un semplice EP, “La Scatola” si presenta come un attraversamento lucido e senza protezioni dentro quella zona d’ombra che accompagna l’ingresso nell’età adulta. Non c’è alcuna ricerca di ordine: al contrario, il lavoro accoglie il disallineamento, le contraddizioni e le fratture personali come parte integrante del processo di crescita. Il tempo che avanza, i rapporti che mutano pelle e il peso silenzioso delle aspettative diventano materia narrativa, insieme a quel confronto continuo – e spesso scomodo – con la propria coscienza. Il racconto di Secondo si muove tra insonnie, frasi rimaste sospese e ritorni ciclici del senso di colpa, restituendo l’immagine di un’identità in costruzione che prova, inciampa e riparte, cercando una forma possibile di autoassoluzione mentre tutto intorno pretende certezze. La scrittura alterna dettagli quotidiani e derive mentali, confessioni quasi domestiche e flussi interiori più inquieti, dando voce a una generazione bloccata tra il desiderio di essere compresa e la difficoltà di raccontarsi davvero.

Fragilità e autocritica convivono con la paura di crescere e la necessità di restare fedeli a ciò che si è. Non c’è alcuna consolazione facile in queste tracce: il nuovo EP sceglie piuttosto la strada dell’ammissione, del riconoscere i propri limiti, del chiedere scusa, del restare svegli a fare i conti con sé stessi quando tutto tace. In questa prospettiva, “La Scatola” diventa un luogo mentale chiuso ma indispensabile: un contenitore di ricordi, errori, affetti e rimpianti che non chiede di essere svuotato subito, ma di essere aperto solo quando si trova il coraggio di guardare davvero cosa custodisce.

Secondo nasce da un gioco di significati: è il secondogenito, ma anche la figura che resta nell’ombra, indispensabile e silenziosa, come un secondo nel tempo – fugace, invisibile, eppure essenziale. Il progetto prende vita nel 2018, quando, dopo anni da corista e musicista al servizio di altri artisti, sceglie di mettersi in primo piano per scoprire sé stesso attraverso la musica. Le sue canzoni nascono dal desiderio di dare voce a emozioni comuni ma spesso taciute, con parole semplici che diventano universali. Musicalmente, il suo mondo intreccia cantautorato classico, rock, suggestioni popolari napoletane e una certa solennità liturgica, in un equilibrio tra immediatezza e profondità.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Pop Rap

“Boe sulla Fune” è il nuovo EP di Leo Fulcro

Arriva il secondo episodio del racconto di Boe, il ragazzo sulla Terra. In “Boe sulla Fune” il protagonista – figura a metà strada tra l’immaginario di Roald Dahl e quello di Saint-Exupéry, ma cresciuto a Roma Est – decide di spostare lo sguardo e osservare un pianeta affaticato da una posizione precaria, instabile, sospesa.

Leo Fulcro immagina Boe mentre cammina nel vuoto, ispirandosi a Philippe Petit, l’artista che rese celebre il suo passaggio illegale su un cavo d’acciaio teso tra le Torri Gemelle. Da qui prende forma una traversata in aria sopra una città in continuo movimento: un gesto silenzioso, quasi intimo, che attraversa la distanza e restituisce la fragilità dell’equilibrio, della solitudine, dello stare lontani.

Musicalmente, l’EP intreccia rap old school e codici più attuali. Ritornelli dal passo leggero e ballabile dialogano con strofe più taglienti, mentre la scrittura resta lucida, obliqua, attenta al presente. “Boe sulla Fune” diventa così una prova di bilanciamento tra leggerezza e necessità, un racconto in bilico che tenta di restare in piedi sopra il frastuono del mondo.

Leo Fulcro nasce a Roma nel 2018 come progetto collettivo che connette fin da subito varie discipline artistiche: dalla street art alla poesia, dal teatro alla musica. Nel primo anno escono due mixtape in forma indipendente, a seguito dei quali vengono pubblicati degli opuscoli di poesie, realizzate delle opere di street art a Roma, Ravenna e Parigi e infine portato in scena il monologo originale “Scegli Me”. Dalla collaborazione tra Dost e Leo Fulcro nasce un’attenzione maggiore alla musica: escono tre singoli tra il 2019 e il 2020 per poi arrivare alla lavorazione di un progetto più corposo: Salmoni EP.
Dopo un anno di lavorazione, nel 2021 esce il suo primo album Il Mondo Che Cambia.
La costante ricerca artistica di Leo Fulcro prosegue con la pubblicazione degli EP “Boy On Earth” (2023), “Il cuore un po’ più grande” (2024) e “Boe sulla Fune” (2026).

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Pop da camera in disfacimento: “Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE

“Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un inventario emotivo fatto di frammenti comuni, immagini quotidiane e idee storte, dove l’apparente banalità diventa materia narrativa. Dai rimpianti annebbiati di “Persi dentro un drink” alla sospensione stanca e appiccicosa di “Giorni morbid”i; dall’amore incerto, scomodo e poco elegante di “Mutande” fino alla ribellione breve e maldestra di “BOOSTER”, l’artista lombardo guarda una realtà instabile con uno sguardo diretto, personale e ironicamente disilluso. Ne esce un progetto pop irregolare e vivo, segnato da un’originalità concreta e senza fronzoli, capace di restare addosso come un odore familiare che non se ne va.

Foto: Enrico Luoni

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Meglio Tardi”, primo EP di SUPERTELE, è un viaggio che oscilla tra il disincanto giovanile e la voglia di trovare rifugio nelle piccole cose, nelle relazioni e nelle fughe immaginarie.Sette brani che oscillano tra ballad intime e ritmi più serrati, cuciti da un suono fatto di chitarre arpeggiate, synthdal gusto rétro e campionamenti della vita di tutti i giorni. I pezzi creano un’atmosfera sognante ma concreta, capace di raccontare fragilità, euforia e dolori quotidiani con un tono a tratti ironico, a tratti lirico. Un lavoro che unisce l’estetica sognante a testi che alternano poesia e linguaggio colloquiale, riuscendo a creare un’identità coerente e riconoscibile. Il risultato è un racconto sonoro coerente e personale, che alterna leggerezza e profondità, sguardi intimi e immagini surreali. “Meglio Tardi” è dedicato a chi cerca di dare senso al caos, a chi si perde e si ritrova in un bicchiere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SUPERTELE inizia a suonare a 10 anni. Da quando ne ha 13 scrive canzoni. Innamorato da adolescente del punk e del grunge suona in una serie di band in giro per la Brianza, Milano e il nord Italia. Con il passare degli anni, amplia il suo orizzonte musicale, sperimentando sonorità più psichedeliche e sperimentali, contaminandole con un approccio cantautorale nei testi. Durante la pandemia inizia a dedicarsi alla produzione musicale, gettando le basi per il suo progetto solista. In questa seconda vita artistica, mescola sample, suoni catturati dalla vita quotidiana e strumenti vintage, mantenendo lo spirito DIY che ha caratterizzato le sue origini. Il risultato è un sound ibrido che spazia tra alternative pop e lo-fi, con influenze elettroniche e momenti più ballabili. In questo progetto, SUPERTELE scrive, produce e canta la sua musica, occupandosi anche dell’intera componente visiva.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Pop

Il primo giorno del resto della vita di Cala Cala

“Il Primo Giorno Del Resto Della Mia Vita” è il nuovo EP di Cala Cala pubblicato da Macro Beats e distribuito da Artist First. Sei brani che intrecciano suggestioni R&B, soul ed elettroniche con una scrittura che affonda le radici nella grande tradizione della musica italiana, riletta attraverso uno sguardo pienamente contemporaneo. L’EP di esordio prende forma come una vera dichiarazione d’intenti che restituisce il ritratto di una generazione sospesa: la paura del futuro, l’instabilità del presente, il desiderio di esporsi e scegliere anche quando le certezze mancano.

La produzione curata da Macro Marco valorizza un cantautorato pop diretto e senza filtri, capace di arrivare subito senza rinunciare alla profondità. Più che un traguardo, “Il primo giorno del resto della mia vita” è un punto di partenza: un racconto sincero di chi decide di mettersi in gioco, trasformando la fragilità in materia narrativa e musicale.

Cala Cala, al secolo Giuseppe Mazarese, è uno dei prospetti più interessanti in casa Macro Beats.

Classe 2000, cantautore, beatmaker, producer e poli-strumentista, nella sua musica ci sono i tratti distintivi della sua età, i colori e le radici della sua terra (la Sicilia), i primi riflessi del suo talento.

Dal debutto con il primo singolo “Dritto a casa” (pubblicato nel 2021 con il supporto di Italia Music Lab, progetto lanciato da SIAE per sostenere gli artisti emergenti), fino ad arrivare a “MILIONI DI PROBLEMI” (2024), Cala Cala ha espresso idee chiare e voglia di affermare subito la propria identità sonora, spaziando a livello creativo tra virate R&B e soul, un flow che strizza l’occhio ai nuovi trend, superandoli, ed un’innata predisposizione nell’usare il linguaggio come parte integrante della melodia e della ritmica.

A gennaio 2026 pubblica l’EP “Il Primo Giorno Del Resto Della Mia Vita” (Macro Beats), anticipato dai singoli “Scalini del Portello” e “Boy Scout”.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Il peso delle parole leggere: “Non avevi di meglio da fare l’estate del 2023?” è il nuovo EP di UnFauno

“Non avevi di meglio da fare l’estate del 2023?” è il nuovo EP di UnFauno, uscito venerdì 16 gennaio 2026. Attraverso il vestito di un indie pop beffardo, fatuo solo in apparenza, il cantautore romano esprime una lettura della società acuta e sferzante, espressa mediante ironia sovversiva e un’incessante autocoscienza.

Foto: Eliana Giaccheri

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Con l’entusiasmo di chi balla su una canzone triste, UnFauno torna con questo EP in cui trasforma il ricordo di una noia estiva in arte post-ironica. Un racconto indietronico di contrattempi emotivi, antieroi contemporanei e ansie ben vestite. In sei tracce dirette e multisfaccettate UnFauno racconta tutto questo come un reality interiore a basso budget: troppe aspettative, poca trama, e un finale che non arriva mai.»

Puoi ascoltare l’EP qui:

BIO
UnFauno è un artista romano indietronico e post-romantico che nessuno ha mai visto nella stessa stanza con Cosmo. Autore irriverente con un’intensa attività online di content creator, UnFauno debutta nel mondo della musica indipendente italiana nel 2021 e da allora colleziona traguardi e collaborazioni di prestigio (con Marta Venturini, Axel Legit, Kutso, Oliver Takac e molti altri). Nel suo nuovo EP tra beat glitchati e imprevedibili e testi che sembrano scritti dopo una notte insonne davanti a una chat senza risposta, UnFauno parla d’amore e di sconfitta con l’entusiasmo di chi balla su una canzone triste.

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Fonte: Costello’s Agency