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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Dove la luce non arriva: “Elettrautorato” è il nuovo LP dei Dinosauro

“Elettrautorato” è il nuovo album dei Dinosauro, uscito martedì 27 gennaio 2026. Un LP in cui la band sceglie di attraversare la realtà senza filtri, senza inseguirne il riflesso più scintillante, affrontandone invece il peso, le contraddizioni, le zone d’ombra. La luce viene spostata sulle pieghe meno evidenti del reale, su ciò che resta ai bordi dello sguardo. Qui convivono tensione e smarrimento, stanchezza e frattura, disillusione e inquietudine. L’urgenza rock si intreccia a pulsazioni elettroniche irregolari, mentre la scrittura si fa tagliente, scabra, pronta a incidere più che a rassicurare. È un percorso accidentato, dove il caos si accumula, la disperazione filtra dai dettagli, e l’ansia si insinua come rumore di fondo costante. Eppure, nel detrito emotivo, qualcosa resiste. Una possibilità minuta, fragile, che affiora dalla forza dei legami, dalla memoria del dolore attraversato e sopravvissuto. Non una redenzione piena, ma una scintilla sobria, concreta, che nasce proprio lì dove si è imparato a cadere. “Elettrautorato” è questo: un atto di attenzione verso ciò che resta, un esercizio di sguardo capace di riconoscere vita anche nelle crepe.

Foto: Fabrizio Giansante, Matteo Casilli

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«“Elettrautorato” è il nuovo disco dei Dinosauro che trasforma fragilità contemporanee, sarcasmo esistenziale e impulsi poetici in un suono pulsante, nervoso, emotivo. Un lavoro che mette insieme elettronica scura, pop obliquo e una scrittura che non ha paura di guardare negli angoli più scomodi dell’animo umano.
Un viaggio nelle contraddizioni del presente: l’ansia come linguaggio comune, la precarietà emotiva, la ricerca di un senso dentro un mondo che si sgretola ma continua a brillare. Gli otto brani oscillano tra introspezione feroce e immagini visionarie, con testi che alternano ironia, confessione e un realismo a tratti brutale.
“Elettrautorato” è un piccolo manifesto di resistenza sentimentale: un disco che parla di paura, ma anche di cura e coraggio; di caos, ma anche di scelta; di sopravvivere, di senso del dovere, ma soprattutto di sentire. Un disco coraggioso, crudo e lucidissimo, che racconta l’essere umani oggi, senza filtri, senza sconti, senza scuse.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Il progetto Dinosauro nasce dalla voglia di raccontare con il linguaggio della musica e delle parole una visione complessa dell’esistenza. Una contrapposizione costante tra la ricerca quotidiana della bellezza e l’inevitabile sottofondo dell’inferno. Dai poeti maledetti alle mense aziendali, dal punk alle riunioni in divisa, dalle paranoie ai gesti eroici, i sogni, i mutui, Battiato. La verità che ci circonda.
Dinosauro nasce nel 2020, quando il mondo si è fermato e le canzoni no.
La prima uscita discografica è composta da 5 singoli usciti tra maggio 2020 e febbraio 2021 che sperimentano musicalmente produzioni diverse unite solo dalla parte autoriale e dalla voce delle canzoni.
Nel 2023 esce il primo EP di Dinosauro che raccoglie 4 brani (“Male”, “Tutti”, “Paura”, “Forse”) realizzato con la collaborazione di Jacopo Castagna nella veste di produttore artistico.
Nel 2025 uscirà il primo singolo estratto dall’LP d’esordio, fuori a gennaio 2026, anche in vinile.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa rock

Black Wojtyla: il nuovo album “Cardio” è davvero un colpo al cuore

È stato da poco pubblicato “Cardio”, il nuovo album dei Black Wojtyla che per lungo tempo abbiamo provato a catalogare, senza riuscirci: non è un disco funk, non è jazz, non è noise, non è psichedelico, ma è tutto questo messo insieme. L’utilizzo ricorrente di loop di basso e di tromba, insieme a nuove sperimentazioni vocali, amplia la gamma espressiva della band e apre a territori sonori inediti. Muovendosi liberamente tra generi differenti, ci viene da dire che si tratta di un lavoro sorprendentemente coeso nella sua essenza. 

Già dal titolo viene evocata un’idea di movimento e vitalità: “Cardio” richiama il battito che accelera, la pulsazione della batteria e il ritmo sostenuto dei brani. Ma “cardio” significa anche cuore, la sede delle emozioni, dell’amore e del dolore.
Un doppio significato che racconta bene l’anima dei Black Wojtyla, da sempre liberi di muoversi tra intensità e leggerezza. Nella loro musica convivono eccessi melodici e slanci performativi, armonizzazioni classiche, aperture al pop e incursioni nel kitsch vissute con autenticità, convinzione e una sottile ironia.

“Cardio” si muove come un organismo vivo, cresciuto lentamente nel tempo. I brani prendono forma in un arco di oltre due anni tra palchi, jam in sala prove e fasi di cesello minuzioso, lasciando emergere un metodo di lavoro che parte dall’istinto e arriva alla precisione. Ogni traccia nasce da una scintilla collettiva, alimentata dal dialogo costante tra i tre musicisti, fino a trovare quell’equilibrio raro in cui la complicità diventa linguaggio sonoro. È qui che si riconosce l’identità dei Black Wojtyla: una band che non si accontenta della comfort zone e sceglie di spingersi sempre un passo più in là, seguendo un impulso interno che pulsa, cresce e si rinnova.

Questo approccio trova una sintesi potente in “Giubileo”, uno dei momenti più emblematici del disco. Il brano richiama simbolicamente l’idea di sospensione e liberazione legata all’anno giubilare, ma lo fa ribaltandone l’attesa: l’ingresso è brusco, quasi esplosivo, con una partenza rock che apre la strada a un groove magnetico di basso e batteria. Il loop si ripete e si trasforma, accumulando energia fino a sfociare in una scarica drum’n’bass ad alta tensione. Poi, come dopo uno sforzo trattenuto, arriva la distensione: un finale soul-funk che lascia spazio a una melodia ampia e luminosa, guidata dalla voce senza parole di Marina Ladduca, capace di chiudere il cerchio con un senso di apertura e respiro.

I Black Wojtyla sono un trio strumentale composto da tromba, basso elettrico e batteria, nato e cresciuto nella scena musicale milanese.
La band si distingue per la scelta di non aderire a un unico genere musicale, attingendo liberamente da un repertorio sonoro sconfinato. Ne nasce un sound originale, spiazzante ma riconoscibile, caratterizzato da ritmiche martellanti e melodie che restano in testa.
Il trio esprime un’attitudine jazz e improvvisativa, costruendo sonorità complesse grazie a loop creati dal vivo, delay, distorsioni ed effetti, alternando parti vocali estemporanee ai brani strumentali.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Pop

Perdersi per ripensarsi: “Alma” è il nuovo LP dei CousCous a colazione

“Alma” è il nuovo LP dei CousCous a colazione, uscito venerdì 9 gennaio 2026. Un album che partendo da storie personali diventa un viaggio universale, dimostrando come spesso perdersi diventi un atto necessario, un ritorno alle radici, per ripensare il proprio stare nel mondo.

Foto: Martina Platone

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«”Alma” nasce dopo due anni di pausa e profonda riflessione, tempo necessario per ritrovarci, interrogarci sulla nostra essenza e sul significato di sentirsi vivi. Il titolo, che in portoghese significa “anima”, racchiude il cuore del disco: una ricerca interiore che si sviluppa in due atti.
Il primo atto è un dialogo interiore, un viaggio intimo alla scoperta di se stessi e della propria forza. Una ricerca della luce nascosta che emerge solo quando ci fermiamo e impariamo ad ascoltarci davvero. Nel secondo atto invece l’interiorità trova uno spiraglio per uscire allo scoperto, verso chi ci circonda, verso legami che costruiamo e che ci definiscono. Verso relazioni che esistono, resistono, che si trasformano o si dissolvono, ma che lasciano sempre un segno profondo in ciò che siamo.
A unire i due momenti c’è “Alma”, il brano che dà il nome al disco. Un manifesto sonoro e spirituale, dove la ricerca dell’anima culmina in una presa di coscienza espressa nel mantra “aqui estou” – “eccomi qui”. Dal punto di vista musicale, “Alma” abbraccia sonorità più cupe e introspettive, specchio del processo di riflessione e disillusione che accompagna ogni percorso di crescita. È un disco che non ha paura di mostrarsi vulnerabile, ma che proprio da quella fragilità trae la sua forza più autentica.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
CousCous a colazione sono un progetto che fonde sonorità dance e pop a influenze jazz e R&B. Nascono nel 2020, dall’incontro tra la cantante italo-mozambicana Wilma Fatima Matsombe ed il produttore Mattia Mennella, ma presto si aggiungono Gioele Cangini (chitarra), Antonio Casalino (batteria e pad) e Giacomo Cortesi (basso e synth).
La ricerca sonora nei loro brani è meticolosa: complesse texture e layer di synth si sovrappongono a ritmiche solide e bassi profondi. È una costruzione maniacale, ma con groove e anima.
Riescono in poco tempo ad affermarsi nella scena indipendente italiana, arrivando in finale nei più importanti contest nazionali come Musica da Bere, Arezzo Wave, Music is the Best, Zona d’Ombra, Palchi Belli e vincendo il bando Encoder nel 2023.
Nello stesso anno pubblicano il loro primo EP, “Luce”, dando via a un tour che li porta sui palchi di festival e club in tutta Italia e anche all’estero – tra questi: Afrobrix Festival, Covo Club, Barezzi Festival, Sghetto Club, La Tenda, Bronson Club, Off Topic, Vivi Fortezza, Rumors, Rumagna Unite, Binario 69, Bachelite Clab, Es Gremi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

Misga: il nuovo album è davvero “Tutto da capire”

È uscito “Tutto da capire” (Mosho Dischi), il nuovo album attraverso cui Misga racconta la generazione dei trentenni che continua a inseguire la musica come un sogno troppo vivo per essere abbandonato. Un racconto intimo e collettivo dove convivono paure, errori, notti insonni e quella determinazione testarda che resiste anche quando tutto sembra crollare.

“Tutto da capire” è un viaggio interiore che si trasforma in ritratto generazionale, con affetti che si sgretolano, speranze che restano aggrappate al futuro e una domanda che ritorna come un mantra: ne vale davvero la pena?

Sul piano sonoro, Misga attraversa l’alternative pop contaminandolo con sfumature elettroniche: synth e arpeggiatori dialogano con chitarre e scrittura cantautorale, costruendo un equilibrio delicato tra radici e modernità. Atmosfere sospese e malinconiche si alternano a tensioni più fisiche e dirette, dove la cassa dritta incontra la nostalgia.

Ogni brano rappresenta una tappa di crescita: il vento del cambiamento, il confronto con la madre, il ritorno a casa, il desiderio di riscatto, fino ad arrivare all’accettazione che nasce quando smetti di pretendere risposte e inizi semplicemente ad ascoltare.
Come quando una festa finisce, la musica si abbassa e restano solo luci soffuse ed echi di risate, “Tutto da capire” è quello spazio sospeso in cui ti ritrovi da solo a guardare i resti di qualcosa di bello appena passato. È lì che riaffiora l’io bambino, quello convinto che bastasse un po’ di musica per rimettere tutto al proprio posto.
Perché crescere è davvero tutto da capire. E la musica, ancora una volta, prova a dirlo nel modo più sincero possibile.

Misga nasce come progetto cantautoriale e prende forma dal vivo nel 2014, aprendo i concerti di Après La Classe, Caparezza e Omar Pedrini, e poi esibendosi nei club di Berlino, Parigi e Bruxelles con Tommaso Paradiso.
Nel 2018 partecipa al tour teatrale “Tutto fa Broadway” di Pio e Amedeo e in finale del Premio De André. Nel 2020 è tra gli ospiti di “Sound Bocs”, residenza artistica a tema civile organizzata da Musica Contro le Mafie. Lo stesso anno si esibisce a Reset Festival. A seguire Misga diventa voce e chitarra dello spettacolo teatrale “Non mi trovo” di Pinuccio (Striscia la Notizia), per il quale ha scritto e cantato la sigla ufficiale.
Dopo sei anni di silenzio, nel 2025 Misga torna con il nuovo disco “Tutto da capire” (Mosho Dischi), reso possibile anche grazie al contributo di NUOVO IMAIE.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa

De Relitti: il nuovo album “BLUFF” vuole essere tutto senza essere niente

È appena uscito “BLUFF”, il nuovo lavoro discografico di De Relitti, per Pioggia Rossa Dischi / Grancasino Records.
Undici brani uniti in quello che non è un concept album, anche se emerge un fil rouge che lega i brani in uno studio sull’amore e le sue contraddizioni: dall’odio alla morte, fino all’inganno. C’è l’amore irrazionale e leggero di “Niente di serio”, l’edonismo mascherato da amor proprio in “Date un premio a quest’uomo” e la malinconia struggente di “Au Revoir”, dove l’assenza e la memoria si fondono in un respiro musicale profondo e viscerale.
Registrato tra strumenti d’epoca e approcci contemporanei, “BLUFF” compone un vero e proprio bestiario delle nuove storie d’amore dei primi anni Venti, con arrangiamenti ricercati ma mai manieristici e un immaginario romanzesco, più maturo eppure sempre spiazzante.

“BLUFF” è un disco che vuole essere tutto senza essere niente; una notte fugace di cui ci si ricorda solo ogni tanto, ma per tutta la vita. Ordito con cura e lontano dalla logica del consumo veloce, è un progetto senza feat o grandi proclami: un album “caratterista”, come si dice degli attori.
Con questo album, De Relitti conferma la propria capacità di muoversi tra ironia e introspezione, creando una mappa emozionale in cui riconoscersi, perdersi o lasciarsi sorprendere. La canzone d’amore – grande assente nel primo disco dell’artista – diventa qui il fulcro del discorso, affrontato di petto e al limite dello studio clinico: l’amore analizzato e ricostruito come una messa in scena dalle molteplici sfumature, uno spazio densissimo, incastrato tra luce e ombra.

De Relitti è un’identità immaginata per navigare con disinvoltura tra disillusioni e provocazione. Le sue canzoni intrecciano influenze d’oltremanica e reminiscenze della grande canzone italiana degli anni ’60, raccontando storie di antieroi e introspezioni funamboliche.
Dopo esperienze tra Budapest, Madrid e Londra, prima come turnista e poi in band, torna a casa, si sceglie un cognome fittizio e debutta nel 2023 con “AHAHAH” (Pioggia Rossa Dischi). Il disco lo porta rapidamente al centro della scena indipendente, spingendolo a esibirsi al fianco di Zen Circus, Federico Dragogna, Zibba, Legno e Cecco & Cipo. Parallelamente, avvia un’intensa attività di produzione per altri artisti, affermandosi anche dietro le quinte.
Nel 2024 pubblica “TRAN TRAN”, un EP di sei tracce in cui continua a esplorare i confini tra sacro e profano, giocando con la chimera del retrò-moderno. Ma è con il nuovo album “BLUFF” che il progetto De Relitti compie il passo successivo: un bestiario delle nuove storie d’amore di questi primi anni venti.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop rock

“Vivere tanto per vivere” di Novamerica è un disco dove l’aspra realtà danza con sogni sospesi

“Vivere tanto per vivere” è il nuovo LP di Novamerica, uscito venerdì 7 novembre 2025 via Costello’s Records. Un’opera che incanta per la sua maturità multiforme, abitata da presenze del nostro tempo e da un credo arcano, dove la durezza del vissuto si scioglie in immagini sognanti.

Foto: Marco Fabris

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Con “Vivere tanto per vivere”, Novamerica firma il suo terzo album in studio e presenta una raccolta di otto tracce che esplorano con coraggio il malessere contemporaneo, l’insicurezza e la tensione tra desiderio e realtà.
L’album è costruito su un sound più elettronico rispetto al lavoro precedente, grazie anche alla collaborazione con il produttore bassanese Torba.
Ogni brano ha un carattere distinto, dalle atmosfere anni ’70 e sospese della title track “Vivere tanto per vivere”, alle sonorità contemporanee e urban di “Quelli che ti danno la droga”.
Gli arrangiamenti, ben stratificati, intrecciano strumenti analogici e texture elettroniche, in una fusione tra vintage e contemporaneo, mentre nella scrittura restano centrali le influenze della grande scuola cantautorale italiana.
Sul piano dei testi, Vivere tanto per vivere affronta temi come il senso del lavoro, la difficoltà nelle relazioni, l’ossessione per il significato della vita, il ricordo della giovinezza e la ricerca della profondità in un mondo consumistico che ci spinge a essere superficiali.

Il dolore non è solo un peso da sopportare, ma un materiale da trasformare. Un album che riflette, interroga e mette a nudo, ma che allo stesso tempo cerca di dare sollievo. Perché vivere non sia mai soltanto “tanto per vivere”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Novamerica è un cantautore di Venezia. Attivo dal 2016, ha pubblicato due album che lo hanno portato a esibirsi nei principali festival di musica indipendente. Inizia a studiare pianoforte jazz in giovane età per poi dedicarsi alla musica elettronica da ballare, ma trova la sua espressione più autentica nella forma canzone. I suoi maestri sono i grandi cantautori italiani, anche se la spinta alla sperimentazione lo porta più vicino a sonorità anglosassoni.
Esistenzialismo, relazioni di coppia, vite travagliate in apparenza normali, sono alcuni dei temi su cui l’artista sente il bisogno di soffermarsi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

“NIUMAN”, il nuovo LP di SCIPPA, è un riflesso autentico della vita quotidiana

“NIUMAN” è il nuovo LP di SCIPPA, uscito venerdì 24 ottobre 2025. Un’opera densa di significato, che osserva con mente aperta e cuore lucido la sostanza viva della nostra umanità. Un riflesso autentico della vita quotidiana, tema prediletto dal cantautore romano, che racconta con un regard connaisseur il fragile equilibrio del suolo su cui costruiamo ogni giorno la nostra esistenza.

Foto: Daria Addabbo

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’album:
«Una raccolta di dieci brani nati nel corso degli ultimi anni, dove sono confluite piccole e grandi riflessioni, inquietudini, illuminazioni e storie personali, sullo sfondo di tempi incerti in veloce e costante mutazione. Il presente, il passato e il futuro dialogano continuamente, anche nella ricerca musicale del “suono”, mettendo in contatto elementi acustici ed elettronici. “NIUMAN” è un album denso di strati e di parole, con un’anima pop sempre pronta ad accogliere suggestioni alt-indie.
Canzoni come messaggi in bottiglia, dentro cui è possibile trovare pezzi di mondo passato e in divenire, cantati e suonati senza compromessi, come se fosse la prima o l’ultima volta nella vita.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SCIPPA è una voce uscita da tempi incerti e carichi di possibilità, che si fa sentire con la leggerezza di uno scampato alla fine o all’inizio del mondo e l’ironia di chi non ha nulla da perdere. Canzoni come messaggi in bottiglia, che galleggiano tra sonorità indie pop e contaminazioni elettroniche, dove le chitarre si affacciano comunque sempre volentieri, perché spesso è da loro che continua a partire ogni viaggio. Dentro ci trovate pezzi di mondo presente, passato e forse anche futuro, cantati e suonati senza compromessi, come se fosse la prima o l’ultima volta nella vita.

Nella sua vita precedente pubblica nel 2012 “Vagando Dentro”, un album dalle atmosfere acustiche e minimaliste e partecipa alle fasi finali di vari concorsi musicali nazionali come Musicultura, L’isola che non c’era, Premio De André e Voci per la libertà-Una Canzone per Amnesty. Nel 2015 realizza il suo secondo lavoro d’inediti “Canzoni d’emergenza”, dove dà una decisa sterzata elettrica e visionaria al suo stile compositivo. Ad accompagnarlo, il suo fedele amico e produttore Matteo Portelli che lo segue fino ad oggi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Un mosaico di vita vissuta: “Uscita di emergenza” è il nuovo LP di Giorgio Nieloud

“Uscita di emergenza” è il nuovo LP di Giorgio Nieloud, uscito venerdì 17 ottobre 2025. Il cantautore torinese scolpisce un pop intelligente e vibrante, in cui la classicità italiana dialoga con il futuro, tra esperimenti sonori e intuizioni sorprendenti; brani limpidi eppure profondi, dal suono essenziale ma dalle parole taglienti e rivelatrici.

Foto: Brenno Franceschi

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Queste canzoni sono frutto di un’espressione personale e come tale hanno l’urgenza di esistere e poi, di farsi ascoltare: qui sta l’emergenza di essere un prodotto artistico e musicale prima che commerciale. Rino Gaetano debuttò con un album che si chiamava “Ingresso Libero” e non ebbe successo, forse anche lì era presente una poliedricità che all’inizio non fruttò come si credeva. Questo disco non ha la pretesa di ribaltare nulla ma di essere un’uscita d’emergenza, in primis per chi lo ha composto, e spero anche per chi lo ascolterà.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Giorgio Nieloud è un cantautore torinese. Scrive, compone, canta e suona dal vivo più o meno da sempre, con un orecchio sempre in ascolto, dai Beatles a Daniele Silvestri. Il suo primo album da solista viaggia su generi diversi, ma che siano bossanova, drum’n’bass o ballad, le sue canzoni raccontano storie semplici ma reali, che arrivano da istanti vissuti o pezzi di vita osservati. La priorità rimane quella di suonare, di creare melodie sempre nuove, di stupire armonicamente o di commuovere con la semplicità.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

Un viaggio attraverso le sfumature dell’animo: “When Birds Call in the Darkness” è il nuovo LP di Marco Giongrandi

“When Birds Call in the Darkness” è il nuovo LP Marco Giongrandi, uscito venerdì 10 ottobre 2025 via Costello’s Records. Un album che profuma di dolcezza e intimità: otto brani che prendono forma da una penna intrisa di poesia per poi distendersi in un caleidoscopio di emozioni e sensazioni, unite in un viaggio sonoro finemente cesellato.

Foto: Margo Mot

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«L’album “When Birds Call in the Darkness” è composto da otto brani. Ogni canzone dipinge allo stesso tempo una storia e un paesaggio. Gli uccelli, il mare, le montagne, le nuvole, casa, l’appartamento di un amante sconosciuto, e ancora, le foglie, i disegni, il vento, un tè versato, delle porte e un libro diventano cornici e personaggi principali dell’album. All’interno e attraverso queste cornici, si intrecciano storie ordinarie di vita e di relazioni. Ogni canzone inizia con un dialogo, con un’altra persona o con il narratore stesso, e talvolta si sviluppa sollevando domande su temi più ampi.
Come per le storie, la musica è stata concepita per essere il più semplice e acustica possibile, registrata con quattro strumenti nella stessa stanza. Ha poi trovato in modo naturale la via per adattarsi alla complessità della vita di tutti giorni e di quei luoghi che dimorano tra il giorno e la notte: “When Birds Call in the Darkness”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. Un po’ Nick Drake, un po’ Julia Holter o Daniel Rossen, si muove tra giorno e notte, mari, soffitte, monti, cieli, libri e porte. Con Marco, troviamo Hendrik Lasure, Casper Van De Velde, Soet Kempeneer; una o due chitarre, a volte un banjo, un pianoforte, dei synth, un contrabbasso, una batteria, delle campane.
Marco Giongrandi, originalmente diplomato in jazz nei conservatori di Bruxelles e Milano, è chitarrista e banjoista in gruppi internazionali: Hendrik Lasure Warm Bad, Kettle of Kites, Martha Moore, Dear Uncle Lennie, ANK, e altri ancora.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Cambiamenti e rinascite: “OSPITI” è il nuovo LP di Nularse

“OSPITI” è il nuovo LP di Nularse, uscito venerdì 19 settembre 2025 via Costello’s Records. Un racconto di mutamenti incessanti e metamorfosi profonde, un intreccio di memorie e vicende intime che scorrono e svaniscono come ombre evanescenti. Il cantautore veneto esplora l’essenza dell’essere umano attraverso un accurato lavoro sui sentimenti e sui legami che ci rendono ciò che siamo. 

Foto: Alberto Pagliuca

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La parola “ospiti” mi ha sempre affascinato. Essere ospiti è un gesto doppio: significa accogliere, ma anche lasciarsi accogliere.
Questo è un disco che nasce da una profonda intimità, da un necessario confronto con me stesso, che però sento appartenere a tutti, perché tutti noi siamo stanze vuote abitate da sconosciuti, che un po’ alla volta accettiamo nelle nostre vite. Dentro di noi vivono pensieri, emozioni, ricordi inattesi che bussano senza preavviso. Viviamo il tempo e lo spazio come presenze di passaggio. Nulla ci appartiene davvero: siamo tutti ospiti del mondo, della vita, di un istante. E anche dentro di noi trovano dimora i sentimenti. Amori, amicizie, legami: arrivano, ci attraversano, si trasformano. Alcuni restano, altri svaniscono per lasciare spazio a ciò che verrà. Essere ospiti è un’apertura verso il mondo: abbandonare l’abitudine, uscire da sé, accogliere l’altro. È lasciarsi guidare, introdurre, talvolta proteggere. È attraversare soglie — fisiche, emotive, interiori — e imparare ad abitare lo spazio fragile dell’anima. Lì dove si entra e si lascia entrare. Dove nulla è nostro, ma tutto ci sfiora.
Volevo che questo disco fosse una sorta di concept album sulla mia interiorità, che avesse un filo conduttore che unisse tutti i brani, parlando della ricerca di sé attraverso la mancanza, il cambiamento e la memoria. Volevo che ogni canzone esplorasse un frammento dell’identità in divenire: “Lacune” è stato il primo brano ad emergere, a parlare proprio di quelle mancanze che ci definiscono tanto quanto ciò che possediamo; poi è arrivata “Deserto”, ovvero l’amore finito che lascia il vuoto; e poi tutti gli altri: la consapevolezza che non ci si conosce mai del tutto; gli ospiti interiori che abitano la nostra mente; le ombre del passato che ci seguono; le promesse fatte a se stessi; la nebbia che confonde ma protegge; e i sogni rimandati che il tempo ci ruba.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Nularse è quel momento in cui il cielo si rannuvola e si prepara alla tempesta, l’elettricità gonfia l’atmosfera e la riempie di energia. È musica nella quale l’eleganza malinconica delle ballate acustiche incontra il calore delle produzioni d’oltreoceano, dove delicate impressioni cantautorali si uniscono a melodie pop.

Con il disco d’esordio, Physical Law, uscito per Fresh Yo! Label, si fa notare dalla critica e calca i palchi di importanti festival come Ypsigrock e Load In di Linecheck Milano, riscontrando il favore del pubblico. Il suo secondo album, Sospesi, vanta la collaborazione di Saturnino Celani, storico bassista di Jovanotti. Grazie a questo disco intraprende un tour in tutta Italia, esibendosi in formazione one-man-band.
Dopo anni di tour e di esperienze in studio, confluiti in un intenso periodo di scrittura e produzione, Nularse completa il suo nuovo lavoro, anticipato dal primo singolo “Lacune” alla fine del 2024. Questa volta coinvolge amici musicisti che abbracciano il progetto e approfondisce il linguaggio cantautorale e la sperimentazione sonora, allargando la propria palette musicale a sonorità acustiche e internazionali.
Ha condiviso il palco con artisti come Ninos Du Brasil, Fulminacci, Birthh, Ainé, Wicked Dub Division, Giorgio Poi.

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Fonte: Costello’s Records