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Anteprima Comunicato stampa Indie rock

Quando tutto finisce, a Mammaliturchi resta solo la tenerezza

Ci sono dischi che raccontano la fine, e poi ci sono dischi che si fermano un passo dopo. “Solo la tenerezza” sta esattamente lì: nel momento in cui tutto si è già consumato, ma qualcosa continua a restare, anche se non sai bene perché. Le relazioni si svuotano, i ricordi si sfilacciano, prima quelli più dolorosi, poi anche quelli felici. E quando il rumore si spegne, quello che rimane non è una risposta, ma una traccia.

Mammaliturchi costruisce un lavoro che evita qualsiasi tentazione narrativa troppo netta. Non c’è catarsi, non c’è chiusura: c’è piuttosto una distanza consapevole, uno sguardo che osserva senza intervenire. I brani di “Solo la tenerezza” sembrano nascere ai margini dell’esperienza, come se raccontare fosse l’unico modo possibile per tenere insieme i pezzi senza doverli per forza spiegare.

È un album che lavora per sottrazione. Toglie, lima, asciuga. E proprio in questo processo trova la sua forza: nel non voler riempire il vuoto, ma nel provarne a descrivere i contorni.

La title track è il punto di equilibrio – ma anche il manifesto dell’album. Ridotta all’essenziale, attraversa il passato senza risolverlo, lasciando emergere immagini intime e pensieri sospesi. Non cerca di ricostruire ciò che è stato, né di dargli un senso definitivo. Si limita a restare, come fa quella tenerezza sottile che dà il nome al disco: fragile, quasi fuori posto, ma ancora lì.

Mammaliturchi è Alfredo De Luca, cantautore classe ’92, forse romano, forse siciliano o magari nessuna delle due.
Dopo un’infanzia apolide tra Italia e Turchia, si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse formazioni. Nel 2018 si stabilisce a Santiago del Cile e inizia ad esibirsi con live set di musica elettronica e comincia a scrivere e registrare le sue prime canzoni, mentre approfondisce la conoscenza dei maestri della musica italiana e si appassiona al rock argentino/cileno.
Nel 2020 fa ritorno in Italia dove, parallelamente alla sua professione di scenografo, registra e produce il suo primo album “Marsa”. Quattro anni dopo, i singoli “Alfredo / Una lingua a tua scelta” e “Melina / Tutto questo ti ucciderà” anticipano l’album “Solo la tenerezza”.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Elettronica Indie

Una vibrazione inquieta: viaggio dentro “ITCH”, il nuovo LP di Trust the Mask

“ITCH” è il nuovo LP di Trust the Mask, uscito venerdì 17 aprile 2026 via Costello’s Records. Immagini che scorrono come lampi: infanzie che bruciano in fretta, identità che si aggiornano senza sosta, un mondo che continua a girare anche quando perde senso. Tutto sembra funzionare, ma qualcosa sotto traccia si incrina. Il suono amplifica questa frattura: elettronica densa, archi che fendono l’aria, una voce che si espone fino a tremare. Non offre risposte, lascia addosso una vibrazione inquieta, come un prurito che non smette.

Foto: Ottavia Segalla
Make-Up: Giulia Bianchini

Queste le parole con le quali il duo presenta l’album:
«”ITCH” è come un incendio: nato lentamente, da un malessere cronicizzato e dalla necessità di espiarlo, si è poi propagato grazie alla foga della rabbia e della volontà di ribellione. Crediamo e ci illudiamo di essere fuori dallo schema prestabilito, poi un giorno ci svegliamo e capiamo non solo di esserne parte ma anche di contribuire ad alimentarlo. Tutto sembra programmato per generare irritazione, un prurito che prontamente nascondiamo e mascheriamo per non lasciare tracce né dubbi.Ogni brano racconta in modo ironico e distopico i grandi temi quotidiani della nostra società, a cui ormai siamo assuefatti e di cui non riusciamo più a percepire la totale follia. È un ragionamento sul denaro visto come un dio da venerare, sul lavoro e sulla conseguente alienazione, su chi cerca di vivere alle spalle dell’altro e anche sulla guerra, frutto del gioco perverso di pochissimi ricchi. Il brano “Vultures”, scritto in collaborazione con MAi MAi MAi (Toni Cutrone), ha dato vita ad un rituale, carico di spiritualità, simile ad una messa dedicata a questi dei. Sopra a suoni costantemente carichi e oscuri che non danno tregua né riposo, la voce si distorce, urla rotta e imperfetta, stanca, per poi tornare dolce e risolta solo quando l’emozione è stata completamente espressa. “ITCH” parla della forza incredibile dell’individuo e delle masse, di quanto ci siamo dimenticati la potenza della coesione. È un prurito, incessante, inesorabile, di insoddisfazione ma anche sintomo di speranza e motore di ribellione.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Trust the Mask nasce come reazione verso un mondo anestetizzato, un progetto che vuole rompere l’abitudine e l’indifferenza attraverso un suono elettronico che mescola oscurità e tensione dance, usando la musica come sfogo, come festa, come rito di espiazione.
Il duo, formato da Elisa Dal Bianco (violino, elettronica) e Vittoria Cavedon (voce), pubblica nel 2023 “Idiom” (Bronson Recordings), accolto dalla stampa nazionale e internazionale e portato dal vivo in oltre 50 date, tra festival come Color Fest, Ypsigrock, Santarcangelo, White Show per Milano Fashion Week, Passatelli in Bronson e altri, in apertura ad artisti quali Daniela Pes, Anna Calvi, Ninos Du Brasil ed Editors.
Nel 2026 uscirà “ITCH” (Costello Records): un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea.
Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie rock

Città interiori e derive elettriche: “CERCARE NELLE CREPE” è il nuovo LP dei Senza Coloranti Aggiunti 

“CERCARE NELLE CREPE” è il nuovo LP dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 17 aprile 2026. Il disco alterna slanci ruvidi e aperture più sospese, mescolando chitarre abrasive, derive elettroniche e momenti di respiro che sembrano trattenere il tempo. Le immagini scorrono tra città interiori, corse senza tregua e relazioni che si sfaldano prima di trovare una forma. Ogni passaggio lascia addosso una traccia, come polvere dopo il crollo. Qui non si cerca una via d’uscita ordinata: si resta dentro lo spazio fragile della trasformazione, dove tutto è ancora in movimento. È un attraversamento continuo, un equilibrio precario che non promette salvezza, ma apre spiragli inattesi.

Foto: Ste Colomba

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«Una crepa è un difetto, il segno che qualcosa si è rotto e che vogliamo coprire al più presto. Eppure è proprio da quella apertura sottile che può entrare la luce o spuntare un fiore.
“Cercare nelle crepe” significa scegliere di guardare proprio lì: nelle fragilità, nei fallimenti, nei rimpianti e nelle ferite che ci incrinano ma ci trasformano. Non per negare il danno, ma per trovare la rinascita dentro la frattura. Noi siamo il nostro vissuto, le nostre scelte, il futuro. Questo disco nasce da quello sguardo.
Dove sembra esserci solo rottura, c’è anche spazio per diventare altro.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Dentro “SACRO FUOCO”: il nuovo percorso di Flam Boy

“SACRO FUOCO” è il nuovo LP di Flam Boy, uscito venerdì 10 aprile 2026. Un invito a restare dentro ciò che accade senza cercare vie di fuga, lasciando che anche l’incertezza trovi il suo respiro. I brani nascono da una materia intima e si espandono gradualmente, mantenendo una leggerezza apparente sotto cui scorre una ricerca più profonda. Melodie immediate si intrecciano a immagini che sfuggono, in un equilibrio che non cerca mai una forma definitiva.

Foto: Dg Multimedia

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il disco:
«”Dopo anni di sperimentazione costellati di singoli con cui ho esplorato il pop mistico, a 10 anni di distanza dal mio primo disco rap, penso sia giunto il momento per un nuovo album, puro concentrato di un viaggio musicale passato per diversi mondi e generi.
In SACRO FUOCO il tema principale è la coppia come esperienza attraverso la quale è possibile entrare in contatto con l’essere oltre la persona.
Si passa dal riconoscimento attraverso uno sguardo o un sorriso, alla gratitudine per ogni momento condiviso. È un invito a tornare alla semplicità oltre le ambizioni, per riuscire a vivere appieno l’esperienza umana al di là delle circostanze nelle quali ci troviamo. SACRO FUOCO è omaggiare le forme più alte dell’amore verso le quali tendere e incamminarsi. Si presenta con sonorità leggere, moderne e melodie estremamente orecchiabili, ma allo stesso tempo vuole comunicare contenuti profondi. I brani nascono spesso da chitarra acustica, vocal loop e pochi altri strumenti, per poi prendere la loro forma definitiva grazie alla collaborazione con Edo Nocco, producer e polistrumentista ligure dotato di grande intuizione e gusto musicale. La collaborazione con Dsonthebeat, già a bordo delle mie precedenti esperienze, ha preso con questo disco una nuova forma, che è riuscita perfettamente a valorizzare e impacchettare la poliedricità del mio progetto e l’operato di Edo Nocco. È un disco ricco in molti sensi, che spero possa essere accolto al meglio nella scena indie pop italiana.
Il progetto grafico è una collaborazione fra le romantiche foto di Luca Pelucchi e il progetto grafico di DGmultimedia che è riuscita alla perfezione a portare gli scatti in una dimensione magica e poetica, in armonia con le sonorità del disco.”»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Ispirato dal mondo tutto e da alcuni mistici contemporanei e passati, Flam Boy fonde diversi generi musicali creando una dimensione unica nella quale immergersi, per godere di piacevoli estetiche sonore e parole che risuonano come ricordi senza tempo. Musica leggera, ma spirituale; cantautorato ascetico che però non si prende troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo diventa materia sonora: “Attimi Dopo” è il disco d’esordio di DEIRA

“Attimi Dopo” è il nuovo LP di DEIRA, uscito venerdì 27 marzo 2026. “Attimi Dopo” non racconta: scorre. DEIRA costruisce un disco che vive negli interstizi, dove ogni traccia è un frammento in transito – un prima che svanisce, un dopo che prende forma. Le relazioni si disfano e si riscrivono, le ferite cambiano pelle, il desiderio attraversa i giorni come una corrente sotterranea. È un percorso senza cesure, dove il tempo non è sfondo ma materia viva: stratifica, sposta, trasforma. L’indie-pop si intreccia a un’elettronica essenziale, rarefatta, che non invade ma accompagna, come un respiro che segue il movimento interno. Più che un disco, è una traiettoria: il suono di ciò che resta mentre tutto cambia.

Foto: Alessandro Marton

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La vita è fatta di attimi.
L’attimo richiama al presente ma è il susseguirsi di attimi che crea la vita in un continuo movimento, in un presente che diventa passato e che attende il futuro, passo dopo passo, in un moto perpetuo. È il movimento che ci fa stare in piedi.
Attimi che si susseguono come i fotogrammi di un film e ogni attimo compone la nostra vita, tutti sono necessari e insostituibili.
Spesso ci si concentra sugli attimi “principali” di una vita: una promozione importante, la festa di laurea, una proposta di matrimonio, la nascita di un figlio, la pensione, il primo bacio…
Ma cosa c’è prima e dopo? Che emozioni si provano? Che pensieri si muovono dentro di noi?
Esitazione, preoccupazione, dolore, spensierata, dubbio, euforia, nostalgia, paura, sollievo, soddisfazione…
Ci sembra sempre di avere infinito tempo, un po’ egocentrici diciamocelo … lo siamo… anche se non ce ne accorgiamo o non vogliamo ammetterlo. Crediamo di avere tutto sotto controllo, crediamo di aver infinito tempo, crediamo di essere per sempre. Eppure ogni cosa ha un suo momento, un suo spazio nella nostra vita.
Nulla è per sempre purtroppo, e per certe volte, per fortuna. Tutto è in divenire. Sempre. Anche quando non sembra. Noi, gli altri. Le relazioni sono come le scie lasciate dagli aerei nel cielo, a volte si incrociano con altre per tanto tempo, altre volte per un brevissimo tratto, altre volte invece si sfiorano e non si toccano mai. Le relazioni sono come il movimento delle onde nel loro andare e venire, continuo ma irregolare.
“Attimi Dopo” è una presa di coscienza e un atto di accettazione sulla vita e sul fatto di essere qui ora, dopo vari “attimi”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
DEIRA, all’anagrafe Erica Meneguzzo, è una cantautrice vicentina nata nell’agosto del 1999. Scrive e compone da sempre e si racconta con una scrittura ermetica e con immagini contrastanti ossimoriche e parole scelte con cura. Fin da bambina compone in inglese, ma trova successivamente nella lingua italiana il modo più diretto e completo per comunicare ciò che sente. Per lei la scrittura non è solo espressione, ma un atto necessario di essere.
Dalle aperture ai concerti di Damien Mc Fly ed Elisa Erin Bonomo, al palco del Noise Wave Festival a quello del Reset Festival – Glocal Sound, passando per le finali regionali di Arezzo Wave, alle finali dei I Visionatici – da cui nasce la collaborazione con l’etichetta Delma Jag Records – all’apertura a Chiamamifaro: il suo percorso non cerca la vetrina, ma un senso. Non segue strategie, ma necessità.
Due suoi brani, “Lividi di Gioia” e “Un Segnale dal Cielo”, sono stati scelti per la colonna sonora della serie internazionale The Kardashians, garantendo al suo lavoro un’esposizione globale, senza alterarne la direzione: una scrittura essenziale, tagliente, intima, che scava e che continua a rifuggire ogni definizione.
Con l’uscita del suo primo disco, l’artista consolida una cifra stilistica riconoscibile e personale che sfugge alle categorie di genere. La sua scrittura si muove con disinvoltura tra indie-pop, elettronica minimale e forma diaristica, senza mai sembrare in posa e in continua evoluzione.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Il viaggio onirico di Olivia Santimone: “Ciclopedonale” è il nuovo album

“Ciclopedonale” è il nuovo LP di Olivia Santimone, uscito venerdì 6 marzo 2026. Un album che è il diario di un attraversamento interiore. Non racconta una vittoria, ma una trasformazione: uscire dal buio senza sapere esattamente dove si stia arrivando. Alla fine del percorso si intravede una riva lontana, quasi lunare, un luogo silenzioso dove qualcosa sembra terminare – e allo stesso tempo cominciare di nuovo. Le canzoni si susseguono come tappe di un cammino instabile. Non esiste una direzione chiara: si procede su un terreno che muta continuamente consistenza, dove ogni passo costringe ad adattarsi. A tratti il disco suggerisce che l’unico modo per sopravvivere sia accettare la trasformazione, cambiare forma insieme al mondo che cambia. In altri momenti emerge invece la necessità di rompere con ciò che aveva finito per occupare tutto lo spazio della propria vita. Da quella frattura rimangono inizialmente rabbia e vuoto, ma col tempo affiora anche una consapevolezza più quieta, quasi riconoscente. Sul piano sonoro, tutto respira con lente espansioni: chitarre che si aprono come onde larghe, sintetizzatori che diffondono bagliori profondi e acquatici, mentre la voce rimane misurata, come se stesse semplicemente prendendo atto di ciò che accade.

Foto: Giorgia Aceto

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Questa storia non parla solo di biciclette e strade asfaltate. Parla di dipendenza affettiva, di mania di persecuzione, di depressione, della perdita del senso di appartenenza a una realtà distorta e irriconoscibile, ma anche di meduse giganti.
“Ciclopedonale” è la storia di una strada: ti trovi qui per caso, non sai dove inizia né dove finisce. Sul tuo cammino vegliano i giganti, grandi esseri impegnati a conversare di massimi sistemi; cammini circondato dai ciclopedoni, strani umanoidi a ruote, e dai sifonofori, abissali anime notturne. L’asfalto, liquido, solido, caldo, freddo, di sabbia e di ghiaccio crea un percorso che sembra vada a terminare direttamente sulla riva della luna.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese che ama le pedaliere colorate, i videogiochi dark fantasy e le canzoni lunghe. Di natura distratta e disordinata, nella vita quotidiana come nella musica, quando scrive non sa mai dove andrà a finire. Il suo primo disco, Ciclopedonale, è la meta finale di un viaggio caotico quasi quanto lei, l’esplorazione di un mondo stravagante e onirico che, usando un po’ di immaginazione, non è poi così diverso dal nostro.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Dove la luce non arriva: “Elettrautorato” è il nuovo LP dei Dinosauro

“Elettrautorato” è il nuovo album dei Dinosauro, uscito martedì 27 gennaio 2026. Un LP in cui la band sceglie di attraversare la realtà senza filtri, senza inseguirne il riflesso più scintillante, affrontandone invece il peso, le contraddizioni, le zone d’ombra. La luce viene spostata sulle pieghe meno evidenti del reale, su ciò che resta ai bordi dello sguardo. Qui convivono tensione e smarrimento, stanchezza e frattura, disillusione e inquietudine. L’urgenza rock si intreccia a pulsazioni elettroniche irregolari, mentre la scrittura si fa tagliente, scabra, pronta a incidere più che a rassicurare. È un percorso accidentato, dove il caos si accumula, la disperazione filtra dai dettagli, e l’ansia si insinua come rumore di fondo costante. Eppure, nel detrito emotivo, qualcosa resiste. Una possibilità minuta, fragile, che affiora dalla forza dei legami, dalla memoria del dolore attraversato e sopravvissuto. Non una redenzione piena, ma una scintilla sobria, concreta, che nasce proprio lì dove si è imparato a cadere. “Elettrautorato” è questo: un atto di attenzione verso ciò che resta, un esercizio di sguardo capace di riconoscere vita anche nelle crepe.

Foto: Fabrizio Giansante, Matteo Casilli

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«“Elettrautorato” è il nuovo disco dei Dinosauro che trasforma fragilità contemporanee, sarcasmo esistenziale e impulsi poetici in un suono pulsante, nervoso, emotivo. Un lavoro che mette insieme elettronica scura, pop obliquo e una scrittura che non ha paura di guardare negli angoli più scomodi dell’animo umano.
Un viaggio nelle contraddizioni del presente: l’ansia come linguaggio comune, la precarietà emotiva, la ricerca di un senso dentro un mondo che si sgretola ma continua a brillare. Gli otto brani oscillano tra introspezione feroce e immagini visionarie, con testi che alternano ironia, confessione e un realismo a tratti brutale.
“Elettrautorato” è un piccolo manifesto di resistenza sentimentale: un disco che parla di paura, ma anche di cura e coraggio; di caos, ma anche di scelta; di sopravvivere, di senso del dovere, ma soprattutto di sentire. Un disco coraggioso, crudo e lucidissimo, che racconta l’essere umani oggi, senza filtri, senza sconti, senza scuse.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Il progetto Dinosauro nasce dalla voglia di raccontare con il linguaggio della musica e delle parole una visione complessa dell’esistenza. Una contrapposizione costante tra la ricerca quotidiana della bellezza e l’inevitabile sottofondo dell’inferno. Dai poeti maledetti alle mense aziendali, dal punk alle riunioni in divisa, dalle paranoie ai gesti eroici, i sogni, i mutui, Battiato. La verità che ci circonda.
Dinosauro nasce nel 2020, quando il mondo si è fermato e le canzoni no.
La prima uscita discografica è composta da 5 singoli usciti tra maggio 2020 e febbraio 2021 che sperimentano musicalmente produzioni diverse unite solo dalla parte autoriale e dalla voce delle canzoni.
Nel 2023 esce il primo EP di Dinosauro che raccoglie 4 brani (“Male”, “Tutti”, “Paura”, “Forse”) realizzato con la collaborazione di Jacopo Castagna nella veste di produttore artistico.
Nel 2025 uscirà il primo singolo estratto dall’LP d’esordio, fuori a gennaio 2026, anche in vinile.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa rock

Black Wojtyla: il nuovo album “Cardio” è davvero un colpo al cuore

È stato da poco pubblicato “Cardio”, il nuovo album dei Black Wojtyla che per lungo tempo abbiamo provato a catalogare, senza riuscirci: non è un disco funk, non è jazz, non è noise, non è psichedelico, ma è tutto questo messo insieme. L’utilizzo ricorrente di loop di basso e di tromba, insieme a nuove sperimentazioni vocali, amplia la gamma espressiva della band e apre a territori sonori inediti. Muovendosi liberamente tra generi differenti, ci viene da dire che si tratta di un lavoro sorprendentemente coeso nella sua essenza. 

Già dal titolo viene evocata un’idea di movimento e vitalità: “Cardio” richiama il battito che accelera, la pulsazione della batteria e il ritmo sostenuto dei brani. Ma “cardio” significa anche cuore, la sede delle emozioni, dell’amore e del dolore.
Un doppio significato che racconta bene l’anima dei Black Wojtyla, da sempre liberi di muoversi tra intensità e leggerezza. Nella loro musica convivono eccessi melodici e slanci performativi, armonizzazioni classiche, aperture al pop e incursioni nel kitsch vissute con autenticità, convinzione e una sottile ironia.

“Cardio” si muove come un organismo vivo, cresciuto lentamente nel tempo. I brani prendono forma in un arco di oltre due anni tra palchi, jam in sala prove e fasi di cesello minuzioso, lasciando emergere un metodo di lavoro che parte dall’istinto e arriva alla precisione. Ogni traccia nasce da una scintilla collettiva, alimentata dal dialogo costante tra i tre musicisti, fino a trovare quell’equilibrio raro in cui la complicità diventa linguaggio sonoro. È qui che si riconosce l’identità dei Black Wojtyla: una band che non si accontenta della comfort zone e sceglie di spingersi sempre un passo più in là, seguendo un impulso interno che pulsa, cresce e si rinnova.

Questo approccio trova una sintesi potente in “Giubileo”, uno dei momenti più emblematici del disco. Il brano richiama simbolicamente l’idea di sospensione e liberazione legata all’anno giubilare, ma lo fa ribaltandone l’attesa: l’ingresso è brusco, quasi esplosivo, con una partenza rock che apre la strada a un groove magnetico di basso e batteria. Il loop si ripete e si trasforma, accumulando energia fino a sfociare in una scarica drum’n’bass ad alta tensione. Poi, come dopo uno sforzo trattenuto, arriva la distensione: un finale soul-funk che lascia spazio a una melodia ampia e luminosa, guidata dalla voce senza parole di Marina Ladduca, capace di chiudere il cerchio con un senso di apertura e respiro.

I Black Wojtyla sono un trio strumentale composto da tromba, basso elettrico e batteria, nato e cresciuto nella scena musicale milanese.
La band si distingue per la scelta di non aderire a un unico genere musicale, attingendo liberamente da un repertorio sonoro sconfinato. Ne nasce un sound originale, spiazzante ma riconoscibile, caratterizzato da ritmiche martellanti e melodie che restano in testa.
Il trio esprime un’attitudine jazz e improvvisativa, costruendo sonorità complesse grazie a loop creati dal vivo, delay, distorsioni ed effetti, alternando parti vocali estemporanee ai brani strumentali.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Pop

Perdersi per ripensarsi: “Alma” è il nuovo LP dei CousCous a colazione

“Alma” è il nuovo LP dei CousCous a colazione, uscito venerdì 9 gennaio 2026. Un album che partendo da storie personali diventa un viaggio universale, dimostrando come spesso perdersi diventi un atto necessario, un ritorno alle radici, per ripensare il proprio stare nel mondo.

Foto: Martina Platone

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«”Alma” nasce dopo due anni di pausa e profonda riflessione, tempo necessario per ritrovarci, interrogarci sulla nostra essenza e sul significato di sentirsi vivi. Il titolo, che in portoghese significa “anima”, racchiude il cuore del disco: una ricerca interiore che si sviluppa in due atti.
Il primo atto è un dialogo interiore, un viaggio intimo alla scoperta di se stessi e della propria forza. Una ricerca della luce nascosta che emerge solo quando ci fermiamo e impariamo ad ascoltarci davvero. Nel secondo atto invece l’interiorità trova uno spiraglio per uscire allo scoperto, verso chi ci circonda, verso legami che costruiamo e che ci definiscono. Verso relazioni che esistono, resistono, che si trasformano o si dissolvono, ma che lasciano sempre un segno profondo in ciò che siamo.
A unire i due momenti c’è “Alma”, il brano che dà il nome al disco. Un manifesto sonoro e spirituale, dove la ricerca dell’anima culmina in una presa di coscienza espressa nel mantra “aqui estou” – “eccomi qui”. Dal punto di vista musicale, “Alma” abbraccia sonorità più cupe e introspettive, specchio del processo di riflessione e disillusione che accompagna ogni percorso di crescita. È un disco che non ha paura di mostrarsi vulnerabile, ma che proprio da quella fragilità trae la sua forza più autentica.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
CousCous a colazione sono un progetto che fonde sonorità dance e pop a influenze jazz e R&B. Nascono nel 2020, dall’incontro tra la cantante italo-mozambicana Wilma Fatima Matsombe ed il produttore Mattia Mennella, ma presto si aggiungono Gioele Cangini (chitarra), Antonio Casalino (batteria e pad) e Giacomo Cortesi (basso e synth).
La ricerca sonora nei loro brani è meticolosa: complesse texture e layer di synth si sovrappongono a ritmiche solide e bassi profondi. È una costruzione maniacale, ma con groove e anima.
Riescono in poco tempo ad affermarsi nella scena indipendente italiana, arrivando in finale nei più importanti contest nazionali come Musica da Bere, Arezzo Wave, Music is the Best, Zona d’Ombra, Palchi Belli e vincendo il bando Encoder nel 2023.
Nello stesso anno pubblicano il loro primo EP, “Luce”, dando via a un tour che li porta sui palchi di festival e club in tutta Italia e anche all’estero – tra questi: Afrobrix Festival, Covo Club, Barezzi Festival, Sghetto Club, La Tenda, Bronson Club, Off Topic, Vivi Fortezza, Rumors, Rumagna Unite, Binario 69, Bachelite Clab, Es Gremi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

Misga: il nuovo album è davvero “Tutto da capire”

È uscito “Tutto da capire” (Mosho Dischi), il nuovo album attraverso cui Misga racconta la generazione dei trentenni che continua a inseguire la musica come un sogno troppo vivo per essere abbandonato. Un racconto intimo e collettivo dove convivono paure, errori, notti insonni e quella determinazione testarda che resiste anche quando tutto sembra crollare.

“Tutto da capire” è un viaggio interiore che si trasforma in ritratto generazionale, con affetti che si sgretolano, speranze che restano aggrappate al futuro e una domanda che ritorna come un mantra: ne vale davvero la pena?

Sul piano sonoro, Misga attraversa l’alternative pop contaminandolo con sfumature elettroniche: synth e arpeggiatori dialogano con chitarre e scrittura cantautorale, costruendo un equilibrio delicato tra radici e modernità. Atmosfere sospese e malinconiche si alternano a tensioni più fisiche e dirette, dove la cassa dritta incontra la nostalgia.

Ogni brano rappresenta una tappa di crescita: il vento del cambiamento, il confronto con la madre, il ritorno a casa, il desiderio di riscatto, fino ad arrivare all’accettazione che nasce quando smetti di pretendere risposte e inizi semplicemente ad ascoltare.
Come quando una festa finisce, la musica si abbassa e restano solo luci soffuse ed echi di risate, “Tutto da capire” è quello spazio sospeso in cui ti ritrovi da solo a guardare i resti di qualcosa di bello appena passato. È lì che riaffiora l’io bambino, quello convinto che bastasse un po’ di musica per rimettere tutto al proprio posto.
Perché crescere è davvero tutto da capire. E la musica, ancora una volta, prova a dirlo nel modo più sincero possibile.

Misga nasce come progetto cantautoriale e prende forma dal vivo nel 2014, aprendo i concerti di Après La Classe, Caparezza e Omar Pedrini, e poi esibendosi nei club di Berlino, Parigi e Bruxelles con Tommaso Paradiso.
Nel 2018 partecipa al tour teatrale “Tutto fa Broadway” di Pio e Amedeo e in finale del Premio De André. Nel 2020 è tra gli ospiti di “Sound Bocs”, residenza artistica a tema civile organizzata da Musica Contro le Mafie. Lo stesso anno si esibisce a Reset Festival. A seguire Misga diventa voce e chitarra dello spettacolo teatrale “Non mi trovo” di Pinuccio (Striscia la Notizia), per il quale ha scritto e cantato la sigla ufficiale.
Dopo sei anni di silenzio, nel 2025 Misga torna con il nuovo disco “Tutto da capire” (Mosho Dischi), reso possibile anche grazie al contributo di NUOVO IMAIE.

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Fonte: RC Waves