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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Cronaca di una quiete che cede: “Pomeriggio Banale” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Pomeriggio Banale” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 28 aprile 2026 via Costello’s Records. “Pomeriggio Banale” vibra sotto la pelle: un’apparente quiete che nasconde una tensione pronta a incrinarsi. Gli Asianoia costruiscono un paesaggio urbano dove tutto sembra reggere, finché qualcosa cede senza mai davvero esplodere. Suoni nervosi si accumulano come pressione in un sistema chiuso; le parole incidono, più che raccontare. L’ascolto diventa esperienza fisica, quasi tattile. Rimane una sospensione inquieta, un equilibrio che non consola ma trattiene, mentre l’identità si sfalda e si riscrive nel suo stesso farsi.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«“Sarò il maiale nel banchetto di Natale. Per non ascoltare discorsi sulla morale Mangiatemi e ingrassate la vostra coscienza fine. Esalterò me stesso con la morte più sublime.”
I valori, la fede, le ideologie, sono ormai solo un ricordo. A questo punto non resta che scegliere da che parte stare. Dalla parte del raziocinio, dell’ordine perfetto, della logica che ti permette di vivere insieme agli altri e a volte, tra gli spiragli di falsità, anche di riuscire a provare amore, compassione, pietà. O da quella che si eccita e si soddisfa, che gode come un maniaco davanti alla violenza, che vuole tutto e subito, senza compromessi, senza paure. La vita è un pendolo che oscilla tra la capacità di fingere e il suicidio. Cosa preferisci? Godere di nascosto o masturbarti in pubblico?»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Anteprima Comunicato stampa Indie rock

Quando tutto finisce, a Mammaliturchi resta solo la tenerezza

Ci sono dischi che raccontano la fine, e poi ci sono dischi che si fermano un passo dopo. “Solo la tenerezza” sta esattamente lì: nel momento in cui tutto si è già consumato, ma qualcosa continua a restare, anche se non sai bene perché. Le relazioni si svuotano, i ricordi si sfilacciano, prima quelli più dolorosi, poi anche quelli felici. E quando il rumore si spegne, quello che rimane non è una risposta, ma una traccia.

Mammaliturchi costruisce un lavoro che evita qualsiasi tentazione narrativa troppo netta. Non c’è catarsi, non c’è chiusura: c’è piuttosto una distanza consapevole, uno sguardo che osserva senza intervenire. I brani di “Solo la tenerezza” sembrano nascere ai margini dell’esperienza, come se raccontare fosse l’unico modo possibile per tenere insieme i pezzi senza doverli per forza spiegare.

È un album che lavora per sottrazione. Toglie, lima, asciuga. E proprio in questo processo trova la sua forza: nel non voler riempire il vuoto, ma nel provarne a descrivere i contorni.

La title track è il punto di equilibrio – ma anche il manifesto dell’album. Ridotta all’essenziale, attraversa il passato senza risolverlo, lasciando emergere immagini intime e pensieri sospesi. Non cerca di ricostruire ciò che è stato, né di dargli un senso definitivo. Si limita a restare, come fa quella tenerezza sottile che dà il nome al disco: fragile, quasi fuori posto, ma ancora lì.

Mammaliturchi è Alfredo De Luca, cantautore classe ’92, forse romano, forse siciliano o magari nessuna delle due.
Dopo un’infanzia apolide tra Italia e Turchia, si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse formazioni. Nel 2018 si stabilisce a Santiago del Cile e inizia ad esibirsi con live set di musica elettronica e comincia a scrivere e registrare le sue prime canzoni, mentre approfondisce la conoscenza dei maestri della musica italiana e si appassiona al rock argentino/cileno.
Nel 2020 fa ritorno in Italia dove, parallelamente alla sua professione di scenografo, registra e produce il suo primo album “Marsa”. Quattro anni dopo, i singoli “Alfredo / Una lingua a tua scelta” e “Melina / Tutto questo ti ucciderà” anticipano l’album “Solo la tenerezza”.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Indie rock

Città interiori e derive elettriche: “CERCARE NELLE CREPE” è il nuovo LP dei Senza Coloranti Aggiunti 

“CERCARE NELLE CREPE” è il nuovo LP dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 17 aprile 2026. Il disco alterna slanci ruvidi e aperture più sospese, mescolando chitarre abrasive, derive elettroniche e momenti di respiro che sembrano trattenere il tempo. Le immagini scorrono tra città interiori, corse senza tregua e relazioni che si sfaldano prima di trovare una forma. Ogni passaggio lascia addosso una traccia, come polvere dopo il crollo. Qui non si cerca una via d’uscita ordinata: si resta dentro lo spazio fragile della trasformazione, dove tutto è ancora in movimento. È un attraversamento continuo, un equilibrio precario che non promette salvezza, ma apre spiragli inattesi.

Foto: Ste Colomba

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«Una crepa è un difetto, il segno che qualcosa si è rotto e che vogliamo coprire al più presto. Eppure è proprio da quella apertura sottile che può entrare la luce o spuntare un fiore.
“Cercare nelle crepe” significa scegliere di guardare proprio lì: nelle fragilità, nei fallimenti, nei rimpianti e nelle ferite che ci incrinano ma ci trasformano. Non per negare il danno, ma per trovare la rinascita dentro la frattura. Noi siamo il nostro vissuto, le nostre scelte, il futuro. Questo disco nasce da quello sguardo.
Dove sembra esserci solo rottura, c’è anche spazio per diventare altro.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Dare forma al vuoto: “Non ho più voglia di fare niente è il nuovo singolo dei Narcadian

“Non ho più voglia di fare niente” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 10 aprile 2026 via Costello’s Records. Un canto sospeso, quasi infantile, ma attraversato da ombre elettroniche e da un senso di stasi che si insinua lentamente. Le corde si muovono con lentezza, tracciando linee che sembrano trascinarsi, mentre l’atmosfera resta immobile, come una notte che fatica a dissolversi. Poi qualcosa cambia: il ritmo si ispessisce, lo spazio sonoro si contrae, e quella quiete iniziale si trasforma in un confronto più diretto, dove la mancanza di risposte diventa presenza tangibile.

Foto: Lorenzo Albano

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Non ho più voglia di fare niente” è un brano decisamente pessimista, la morte definitiva della speranza e la mancanza di stimoli, affrontato in un dialogo con il creatore, fabbricato dall’uomo per conferire un senso ad una vita insoddisfacente dentro una natura ostile.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie rock

Anatomia di un’instabilità sonora: fuori ora “Ex 5”, il nuovo singolo dei BAUSAN

“Ex 5” è il nuovo singolo dei BAUSAN, uscito martedì 7 aprile 2026. C’è un punto in cui il bisogno di riconoscersi passa inevitabilmente attraverso qualcun altro, come se l’identità fosse una luce che esiste solo riflessa. Da questa zona fragile e fertile prendono forma i BAUSAN, costruendo un brano che vibra sotto la superficie: una quiete solo apparente, attraversata da crepe sottili da cui filtra qualcosa di più urgente, quasi incontenibile. La struttura del brano sembra nascere per sottrazione e trasformazione, come un organismo che cambia pelle fino a trovare un battito più istintivo, meno prevedibile. Rimane addosso una tensione costante, un equilibrio instabile tra apertura e resistenza, tra ciò che si lascia afferrare e ciò che sfugge.

Foto: Daniele Zanotti

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Il titolo “Ex 5” nasce da un’idea di arrangiamento del brano, concepito inizialmente con un arpeggio di chitarra che scandiva una pulsazione in 5/4. L’intento era quello di mettere in contrasto una ritmica insolita e insistente con una melodia più larga e orecchiabile, ma in seguito a un riarrangiamento successivo il brano ha assunto una nuova veste e un nuovo immaginario.
Il pezzo parla di aiuto emotivo, di necessità di rivedersi nell’altro come specchio per poter esistere e rinascere. Nonostante l’apparenza possa far trasparire la serenità, serve un conforto per poter gridare.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Il sound dei BAUSAN è il risultato dell’incontro di quattro personalità diverse provenienti da background musicali differenti. La commistione di generi e di influenze dà vita a un sound ricco e malinconico, che unisce riff di chitarra ad atmosfere oniriche e sognanti. Testi di natura etereo-esistenziale si intrecciano a suoni distorti, mescolando una vena cantautorale a sonorità che spaziano dal grunge al post-rock.

BAUSAN è un progetto alternative rock che nasce tra Milano e Ferrara agli inizi del 2024. Il gruppo è composto da quattro elementi: Andrea Bianchi (voce e chitarra), Alessandro Corneo (chitarra), Giuseppe Mazza (batteria) e Amedeo Itria (basso). Un’amicizia di lunga data e un’intesa musicale macinata negli anni sono stati gli elementi fondanti che hanno portato alla nascita del progetto. Tra studi accademici e numerose performance live, l’alchimia è cresciuta in brevissimo tempo di pari passo all’esigenza artistica di esprimersi, sfociando in modo naturale nella creazione di nuovo materiale.
La band, dopo aver pubblicato il primo singolo “Se non hai niente” nel settembre 2024, è reduce da un 2025 con un’intensa attività live. Dai concerti in acustico nella provincia milanese, come il circolo Tambourine di Seregno (MB), fino ad arrivare a locali underground storici di Milano, come il Detune e il Legend Club. Nei primi mesi del 2025, in parallelo ai concerti live, è iniziata una fase di sessioni di registrazione presso il Duotone Studio di Daniele Zanotti, fonico e produttore della band. In seguito alla collaborazione con la realtà milanese Costello’s Agency, questa fase culminerà con l’uscita del primo EP della band, prevista per giugno 2026.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

L’eco degli opposti: “Right and Wrong” è il nuovo singolo dei MoMa

“Right and Wrong” è il nuovo singolo dei MoMa, uscito martedì 31 marzo 2026. Voci che scorrono affiancate senza toccarsi mai, traiettorie parallele destinate a restare distanti: “Right and Wrong” nasce in quello spazio sospeso, dove ogni tentativo di capirsi si trasforma in eco e ritorno. Il brano respira aria aperta e imperfezione. Suona crudo, contrastato, fatto di opposti che si urtano (caldo e gelo, luce e ombra), mentre le parole non chiariscono, ma pesano, rimbalzano, si inseguono senza soluzione. È materia viva, senza trucco. Dopo anni di traiettorie condivise, la band affonda lo sguardo dentro e fuori, restituendo un rock essenziale che non cerca risposte ma espone la frattura: quella linea sottile e ostinata che separa, e insieme costringe a cercare, un punto in cui incontrarsi davvero.

Foto: Anna Gribovich

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Rieccoci con un nuovo album. Abbiamo trovato conforto in una piccola sala di registrazione nelle campagne di Cesena. Con un nome che ci ha riportato a Londra: StoneBridge. Abbiamo registrato in presa diretta 10 nuove canzoni, 10 nuove storie. Senza fronzoli.
Suoni diretti, autentici, sporchi, veri come la musica che amiamo, per sentire che ha ancora potere: potere di comunicare, emozionare, unire. Niente loop, niente autotune, niente intelligenza artificiale. Siamo quello che suoniamo e che viviamo. Ancora.
“Right and Wrong” è il primo singolo del quarto album dei MoMa: ogni giorno incontrando altre persone torna puntuale un mantra “ho ragione io e lui ha torto”. Si può andare oltre a questo schema piuttosto sterile?»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.
Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Il volto quotidiano del comando: “Un Impostore” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Un Impostore” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 31 marzo 2026 via Costello’s Records. Una voce morbida può essere la forma più sofisticata del controllo: accarezza, orienta, convince senza mai alzare il tono. Gli Asianoia, in “Un Impostore”, abitano proprio quel territorio ambiguo dove la forza smette di farsi riconoscere e diventa presenza quotidiana, quasi affettiva. Tra riverberi scuri e nervature post-punk, il suono si muove in discesa costruendo un paesaggio che seduce e destabilizza insieme. Qui l’ascesa è rito, la resa è linguaggio condiviso, e le maschere non servono più a nascondere ma a funzionare meglio.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Se l’Impostore diventa la parte migliore di noi, e giorno dopo giorno ne vediamo la crescita e la distruzione, allora forse è meglio non essere.Vogliamo tutti vedere crollare la scalinata del successo – il lungo red carpet che dissocia l’uomo – finché non ne facciamo parte, finché la sfilata non è la nostra. È così che si diventa un Impostore. Il vicino di casa, il compagno di scuola, il proprio partner, il datore di lavoro. Il nemico è qui, e si veste come te. Ricordati che siete diversi, ricordagli che siete diversi. Siamo su un’imbarcazione che naufraga a pochi chilometri dalla costa. Davvero non ci resta altro che osservare il grande impero brillare davanti ai nostri occhi?
“Un Impostore” è dedicata a tutti i capi, ai padroni e a tutte le persone che opprimono con violenza esercitando il proprio potere. Con la speranza che possano crollare. Vorremmo vedere crollare la scalinata del successo, il lungo red carpet che dissocia l’uomo e che, tanto, lo porterà sempre dietro a qualcuno disposto a vendersi ancor di più.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie rock

Il corto circuito emotivo dei Senza Coloranti Aggiunti: “Buio” è il nuovo singolo

“Buio” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito martedì 17 marzo 2026. La notte qui non cade: si dilata. È una materia liquida che straripa dai margini del cielo e invade ogni cosa, un inchiostro vivo che si imprime sulla pelle. I pensieri scattano a vuoto, e da qualche parte – impossibile dire dove – qualcosa dentro si sgretola in silenzio. In questo vuoto saturo, i Senza Coloranti Aggiunti accendono una miccia. “Buio” non arriva: deflagra. È corrente nei nervi, un corto emotivo che vibra tra distorsioni incandescenti e melodie progettate per essere urlate sotto luci troppo forti e corpi troppo vicini. Dentro pulsa un’urgenza che non invecchia, una deriva pop-punk che si sporca, si incrina, diventa più scura, più febbrile, più necessaria. È una corsa a occhi chiusi in un tunnel senza promesse – ed è proprio questo a renderlo aperto a tutto. Cadere, resistere, continuare a tendere verso qualcosa anche quando tutto si sfilaccia. Nessuna redenzione dichiarata, solo un movimento ostinato verso un altrove ancora senza nome. Forse è questo il punto: non serve vedere la luce per iniziare a inseguirla. A volte basta il tremore.

Foto: Lorenzo Ciuffatelli (CIUFFA)

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Una canzone che nasce da una risposta non data. “Buio” vive in quell’istante in cui qualcuno ti guarda e chiede se il dolore finirà.
Quella notte poteva raccontare che il freddo sarebbe diventato fuoco, che i graffi dentro al petto sarebbero diventati benzina per i propri sogni. Poteva, ma non l’ha fatto. Alla fine l’arrivo del giorno, la paura di sbagliare, il coraggio di restare sono state le fondamenta di questa canzone.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

L’entropia dell’esistenza secondo i Narcadian: “Atomi” è il nuovo singolo

“Atomi” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 3 marzo 2026 via Costello’s Records. Al centro del brano affiora una consapevolezza radicale: l’essere umano come semplice configurazione di materia, un intreccio temporaneo di particelle in cui la coscienza appare più come un incidente momentaneo che come un privilegio stabile. In questo orizzonte, ciò che di solito chiamiamo identità non è altro che una forma provvisoria. Le linee musicali, ripetitive e distaccate, accompagnano un testo che attraversa temi come la famiglia, la conoscenza o il successo senza mai fermarsi davvero su di essi. Tutto viene osservato come una costruzione fragile, un tentativo umano di dare senso e struttura a un passaggio destinato comunque a dissolversi. Il destino finale non assume toni tragici ma naturali: la materia torna alla materia, seguendo il lento lavoro dell’entropia e della decomposizione. Anche l’idea di una presenza divina rimane lontana, quasi separata da un silenzio definitivo, senza promessa di intervento. “Atomi” resta così in bilico tra lucidità filosofica e atmosfera crepuscolare, raccontando la vita come un fragile istante di aggregazione, una breve scintilla nella lunga deriva della materia.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Atomi” è un brano esistenzialista, freddo e nichilista. Canta la realizzazione dell’uomo di non essere altro che materia organica in pasto all’entropia e alla decomposizione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Pop rock

Secondo e il coraggio di guardare dentro “La Scatola”

Più che un semplice EP, “La Scatola” si presenta come un attraversamento lucido e senza protezioni dentro quella zona d’ombra che accompagna l’ingresso nell’età adulta. Non c’è alcuna ricerca di ordine: al contrario, il lavoro accoglie il disallineamento, le contraddizioni e le fratture personali come parte integrante del processo di crescita. Il tempo che avanza, i rapporti che mutano pelle e il peso silenzioso delle aspettative diventano materia narrativa, insieme a quel confronto continuo – e spesso scomodo – con la propria coscienza. Il racconto di Secondo si muove tra insonnie, frasi rimaste sospese e ritorni ciclici del senso di colpa, restituendo l’immagine di un’identità in costruzione che prova, inciampa e riparte, cercando una forma possibile di autoassoluzione mentre tutto intorno pretende certezze. La scrittura alterna dettagli quotidiani e derive mentali, confessioni quasi domestiche e flussi interiori più inquieti, dando voce a una generazione bloccata tra il desiderio di essere compresa e la difficoltà di raccontarsi davvero.

Fragilità e autocritica convivono con la paura di crescere e la necessità di restare fedeli a ciò che si è. Non c’è alcuna consolazione facile in queste tracce: il nuovo EP sceglie piuttosto la strada dell’ammissione, del riconoscere i propri limiti, del chiedere scusa, del restare svegli a fare i conti con sé stessi quando tutto tace. In questa prospettiva, “La Scatola” diventa un luogo mentale chiuso ma indispensabile: un contenitore di ricordi, errori, affetti e rimpianti che non chiede di essere svuotato subito, ma di essere aperto solo quando si trova il coraggio di guardare davvero cosa custodisce.

Secondo nasce da un gioco di significati: è il secondogenito, ma anche la figura che resta nell’ombra, indispensabile e silenziosa, come un secondo nel tempo – fugace, invisibile, eppure essenziale. Il progetto prende vita nel 2018, quando, dopo anni da corista e musicista al servizio di altri artisti, sceglie di mettersi in primo piano per scoprire sé stesso attraverso la musica. Le sue canzoni nascono dal desiderio di dare voce a emozioni comuni ma spesso taciute, con parole semplici che diventano universali. Musicalmente, il suo mondo intreccia cantautorato classico, rock, suggestioni popolari napoletane e una certa solennità liturgica, in un equilibrio tra immediatezza e profondità.

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Fonte: RC Waves