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Comunicato stampa rock

Geografie interiori: “Scratches” è il nuovo EP dei Dear Company

“Scratches” è il nuovo EP dei Dear Company, uscito venerdì 16 gennaio 2026. Un’odissea sonora che attraversa solitudine, oscurità e tensioni emotive: il nuovo EP dei Dear Company è un viaggio profondo e suggestivo tra immagini e vicende tinte di nero.

Foto: Agnese Carinci

Queste le parole con le quali la band presenta il disco:
«”Scratches” si muove all’interno di una costellazione sonora che abbraccia dark ambient, post-rock atmosferico, shoegaze minimale e cinematic drone, definendo una narrazione musicale che è al tempo stesso evocativa, malinconica e profondamente immersiva. L’EP si struttura come un viaggio emotivo, in cui ogni brano diventa un capitolo di un racconto sospeso tra sogno e inquietudine.
Le chitarre riverberate e stratificate, spesso immerse in delay profondi e tremoli ipnotici, creano paesaggi sonori sospesi e dilatati. Le trame armoniche sono accompagnate da sintetizzatori eterei e texture ambientali che si mescolano ad eco di concrete music e field recording, conferendo alle tracce una dimensione quasi cinematografica. La batteria, spesso ridotta all’essenziale, alterna pulsazioni tribali a ritmi rarefatti, mentre il basso costruisce fondamenta oscure e pulsanti che guidano l’ascolto nel sottosuolo emotivo dell’opera.
Le influenze vanno dalla scuola più intimista del post-rock nordico (Sigur Rós, Efterklang) ai paesaggi sonori di Bohren & der Club of Gore, fino alle atmosfere spettrali del coldwave e del minimal synth anni ’80. Tuttavia, “Scratches” non si limita a citare: rielabora questi riferimenti per costruire un linguaggio personale, in cui l’imperfezione (i “graffi” del titolo) diventa parte integrante dell’estetica.
L’alternanza tra brani strumentali e passaggi vocali sommessi e introspettivi contribuisce a mantenere alta la tensione emotiva, senza mai cadere nella retorica. Ogni suono, ogni pausa, ogni distorsione ha un ruolo narrativo, trasformando l’intero disco in una colonna sonora immaginaria per un film interiore.»

Puoi ascoltare l’EP qui:

BIO
Dear Company è un progetto dal sound evocativo, che si muove tra malinconia oscura, paesaggi cinematici e delicate sfumature dream pop. La loro musica dipinge mondi sospesi tra il reale e l’onirico, creando un’atmosfera unica fatta di minimalismo e inquietudine.
Nato nel 2024 dall’incontro di due anime complementari, il duo combina la versatilità di Martino Cappelli, chitarrista etno-sperimentale con numerose collaborazioni all’attivo, e l’intensità evocativa di Elisa Pambianchi, già nota nel panorama darkwave/post punk per la sua voce coinvolgente.
Da questa fusione creativa è nato il loro primo EP “Scratches”, un viaggio sonoro che mescola elementi acustici ed elettronici, impreziositi dalla voce sognante di Elisa. Un progetto che vanta, tra gli ospiti, nomi quali Simona Ferrucci (Winter Severity Index) e Adriano Vincenti (Macelleria Mobile di Mezzanotte), testimoniando la qualità e la ricchezza del loro universo musicale.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Luci e ombre della provincia: “Per un’idea” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Per un’idea” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 13 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Tra quiete illusoria e disagio sommerso, le periferie emergono come luoghi sospesi: da qui nasce il loro post-punk intriso di emozione e al contempo attraversato da una tensione rabbiosa che rende il brano vibrante.

Foto: Valeria Pepe

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Pregare per sempre o vivere senza fede?
”Per un’idea” è il primo passo dentro il mondo raccontato dagli Asianoia nel nuovo disco.
Tra le strade lunghe della campagna fino ai viali confusi della città, dentro l’esasperante paradosso della vita vera, dove l’assurdo e il consueto si scontrano con violenza. Dove resta solo il dubbio che non ci sia più niente di reale in cui credere. Dove il sogno di un’idea a cui aggrapparsi diventa un’ossessione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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rock

I Nevecieca e ‘Vacuità’: il debutto punk-rock dalla provincia che vuole il palco

I Nevecieca pubblicano Vacuità, un album che nasce dall’urgenza di una band della provincia di esprimersi senza filtri, lontana dai grandi centri musicali e dalle logiche del mainstream. Questo contesto rende il disco autentico e immediato: ogni brano trasmette la sensazione di essere concepito per il palco, di una band che cresce suonando dal vivo, affrontando spazi piccoli, locali improvvisati e serate che richiedono energia pura.

Vacuità racconta il passaggio doloroso tra sogni giovanili e responsabilità adulte, le fratture emotive e le delusioni che segnano una generazione. I testi sono incisivi, a tratti malinconici, ma mai consolatori: i Nevecieca non cercano il consenso facile, ma comunicano un’urgenza reale. Le chitarre graffianti, i riff nervosi e la sezione ritmica compatta restituiscono un’energia che solo un approccio live può veramente rendere giustizia.

Il disco mescola atmosfere rarefatte a scatti rock esplosivi, alternando momenti di introspezione a passaggi di pura tensione elettrica. In questo equilibrio, emerge la forza del gruppo: la provincia non è un limite, ma un terreno fertile per costruire un suono sincero, immediato e senza compromessi.

Vacuità è un debutto che funziona sia come ascolto attento in cuffia, sia come promessa di live intensi, dove la band può tradurre tutta la sua energia e vulnerabilità in un’esperienza condivisa. È un album che parla a chi cresce in luoghi fuori dai circuiti principali, a chi conosce l’attesa e la voglia di liberarsi, e lo fa con autenticità, franchezza e tensione reale.

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Comunicato stampa Indie rock

Oltre la notte: “Torino” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti

“Torino” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 28 novembre 2025. Un’intimità che si innalza fino a diventare un grido audace, la lucida certezza che persino nel cuore insondabile della notte si possa ancora scorgere un sentiero proprio. La fusione tra la forza primordiale dei riff e la tenerezza dei cori avvolge il brano in un’anima fiera e vibrante, capace di commuovere mentre afferma la propria presenza nel buio.

Foto: Christian Fiorina

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«La nostra voce in mezzo al rumore. Una canzone su chi resta, su chi urla per farsi sentire. È l’abbraccio che rimane quando tutto il resto brucia.
Nata da un giro di chitarra acustica suonato nel 2017 tra un’esame universitario e l’altro, “Torino” si è trasformata in un brano rock, immaginando una città che urla e si abbraccia ma che rimane sempre immersa in quella rabbia che fa un po’ bene.
Le chitarre elettriche graffiano dando voce alla tensione, le linee di pianoforte scavano invece nello spazio più intimo del brano, come un respiro profondo in mezzo al caos. È la fotografia di una notte urbana, l’invito a non restare fermi tra il bisogno di urlare e quello di abbracciare le proprie paure, pensieri e desideri da bruciare. “Torino” parla di chi non si rassegna, di chi trasforma la rabbia in fiori nel cemento. E’ il nostro modo di dire che soprattutto nel rumore c’è speranza.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

La rivolta nel collasso: “Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 25 novembre 2025 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Una rivolta solo in apparenza vana, il gesto rassegnato di chi assiste all’universo attorno a sé sgretolarsi, collassare, implodere. Tra inclinazioni punk e pulsazioni serrate, la voce di Vertebra esplode, urla, si lacera con la lucidità di chi comprende che l’ultima arma rimasta è proclamare al mondo la propria indignazione.

Foto: Francesco Girardi

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Tutto è Inutile” è un brano veloce e diretto, un ibrido tra la drum and bass e il punk. È un pensiero nichilista sulla fugacità del successo, esprime l’impotenza di fronte al continuo susseguirsi di idoli demagogici e ghiotti di potere.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Pop rock

Cosa c’è nello studio di Tommaso Tam

Quando entri nello studio di Tommaso Tam, la prima sensazione è che tutto sembri provvisorio, ma in realtà nulla lo sia davvero. Ogni oggetto – una cuffia, una finestra, un vinile trovato in un mercatino, una tastiera che ha visto troppe nottate – sembra avere avuto un ruolo preciso nella costruzione del suo nuovo lavoro, Doppia Esposizione in uscita il 28 novembre 2025.

Un disco fatto di contrasti: intime malinconie e piccole ironie, neon freddi e tappeti sonori caldi, elettronica che non scappa dalla quotidianità, ma ci affonda dentro.

Noi siamo entrati nel suo studio per capire meglio cosa succede quando Tam si ritrova a creare e questo è quello che abbiamo trovato.

Le cuffie sul tappetino rosso

«Sono le mie cuffie da combattimento. Quelle con cui ho ascoltato tutte le imperfezioni che non volevo vedere, e tutte le cose belle che non avevo notato. Il tappetino rosso sotto sembra un palco in miniatura e forse lo è: qui sopra sono passati più mix che nelle casse.

A volte, quando tutto era un po’ troppo, chiudevo gli occhi e restavo solo con la voce e i synth. Nessun filtro, nessuna stanza. Solo me e il disco che stava per nascere.»

La finestra, ovvero la pausa obbligata

«Ogni volta che il brano si inceppava, guardavo fuori da qui. Non cercavo ispirazione: cercavo aria.

La cosa bella è che la città cambia sempre, ma cambia in silenzio. Guardarla mi riportava giù, lontano dall’ansia di “chiudere tutto”. Alcune melodie sono nate mentre fissavo i tetti, altre mentre provavo a non farmi distrarre dalle macchine parcheggiate male.»

Le tastiere e i synth: il mio doppio cervello

«Qui ci sono sia il lato razionale che quello completamente impulsivo del disco.

Questi tasti hanno sentito tutto: loop che non portavano da nessuna parte, riff che sono rimasti identici dalla prima idea, suoni che ho programmato e riprogrammato fino a dimenticare la versione iniziale.

Le luci blu, le manopole, le sigle dei preset… sono il luogo in cui Doppia Esposizione è diventata davvero due dischi in uno, con due anime che convivono senza litigare (quasi).»

Il vinile dei Righeira – Vamos a la playa

«Questo vinile non è una citazione, è un talismano.

Ha dentro quella leggerezza che invidio e che cerco di rubare. È pop, è colorato, è ironico senza essere stupido. E per me è una specie di reminder: puoi parlare di cose serie anche quando i colori intorno sono fluo.

L’ho tenuto vicino mentre lavoravo al disco. Mi diceva: non prenderti troppo sul serio, ma non prenderla nemmeno troppo in ridere

La foto in studio, tra strumenti e doppia esposizione

«Questa foto, che in parte sembra sdoppiata, è perfetta per rappresentare l’EP.

Io che lavoro, io che mi perdo, io che mi diverto e io che mi arrabbio: siamo tutti lì nella stessa stanza.

Le chitarre alle pareti, la luce strana, il monitor pieno di tracce… ogni giorno era diverso e ogni brano sembrava chiedere una versione diversa di me.

Doppia Esposizione è nato così: non scegliendo quale lato tenere, ma mettendoli entrambi.»

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rock

I The Sunset tornano con un nuovo brano, finalmente un singolo inedito!

Dopo una serie di brani live in cui The Sunset ha reinterpretato alcuni dei pezzi più iconici del proprio repertorio, arriva finalmente un nuovo brano inedito:  “Jesus Left His Home in Tucson“, nuovo singolo disponibile lunedì 17 novembre 2025, distribuito da Believe Music Italy. Rispetto alle precedenti performance, questa traccia sorprende per il suo approccio più scanzonato e grezzo. Il testo è volutamente bizzarro e ironico, mentre la musica segna un chiaro ritorno alle radici rock ’n’ roll, quello più scanzonato che ci teneva vivi da adolescenti, con chitarre vibranti e un ritmo serrato. Un primo assaggio che lascia presagire un nuovo disco (già registrato e in arrivo nel 2026!) pronto a mischiare ironia ed energia senza compromessi.

Jesus Left His Home in Tucson è una canzone travagliata, una di quelle canzoni che nascono ma non crescono mai. Rimangono in un limbo perché nello scriverle ne riconosci il potenziale e quindi non vuoi accontentarti delle prime soluzioni che trovi per concluderle.

È una cosa che può capitare, nel nostro nuovo disco quasi tutti i brani sono così, forse è l’unica cosa che li accomuna: una lunga stagionatura. 

Pensate, il riff e l’idea di strofa Pestu le ha dentro forse dall’asilo, forse anche da prima ma il ritornello, quello proprio non veniva fuori. La strofa sembrava sempre autoconcludersi. Poi la svolta è arrivata in sala, quando abbiamo deciso di lavorare a questi brani rimasti a metà; e lì è successo, finalmente è arrivato quello che aspettavamo da anni. Siamo fierissimi di questo brano tutto in 7/4. È un cazzotto in pancia: è rock, è blues, è irriverente e ha un testo bizzarro ma che fa riflettere. Jesus ha lasciato la sua casa a Tucson dopo aver compreso i segni, con un inizio così nella canzone può succedere di tutto…


SCOPRI IL BRANO: https://bfan.link/jesus-left-his-home-in-tucson

Voce e Chitarra: Emanuele Pestuggia
Chitarra: Luca A. Cotroneo
Basso: Andrea “Dall’Odio” Daolio
Batteria: Fabrizio “Ice” Carriero

BIO:

La storia dei The Sunset inizia nel 2011 e nasce dalla necessità di fare musica di Luca ed Emanuele. La fase embrionale della band si sviluppa nei corridoi di un liceo in Brianza, dove il gruppo si completa trovando, tra compagni di classe e amici, la sua prima sezione ritmica. Sin da subito il principale bisogno è quello di scrivere nuova musica, che sia solo loro. Pochi mesi più tardi repertorio e primo EP homemade sono pronti. Il sound iniziale della band è fortemente influenzato dall’hard rock inglese e dal rock blues americano, ma già nei primi lavori si percepiscono scintille di popgrunge e psichedelia. Dopo qualche anno e diversi cambi di formazione, le sonorità esplorate diventano molteplici. Lo testimonia l’EP omonimo The Sunset, pubblicato con Buona Suerte e Momenti Sonori nel 2015, all’interno del quale si mescolano ballate pop acustiche, brani alternative rock con incastri ritmici complessi, pezzi psichedelici dai colori bluesy e canzoni figlie dell’hard rock anni ’70.

Il nome della band rappresenta a pieno questo bisogno di ricerca continua e di superamento di sé, teorizzato da Nietzsche in Così parlò Zarathustra. È proprio dal suo amore per “coloro che sanno tramontare” che i The Sunset nascono, crescono e mutano in continuazione rimanendo sempre se stessi.

 


“Il nostro sound è non avere sound”, è così che spesso amano raccontarsi.
“Vi si potrebbe riconoscere anche se saltaste da una taranta a un brano gospel.”

— Cit. Spettatore anonimo

Nel corso della loro carriera hanno avuto la possibilità di suonare in numerosi contesti, dai piccoli pub alle sale da concerto, fino ai teatri. In Brianza e a Milano hanno calcato quasi tutti i palchi, ma continuano a collezionare live in tutta Italia ogni volta che se ne presenta l’occasione. La promozione del primo EP ha portato la loro musica anche all’estero, in città come Monaco di Baviera, Londra, Liverpool, Rotterdam. Con la street music, invece, hanno girato mezza Europa: Svizzera, Scozia, Germania, Francia, Belgio e molti altri Paesi.

The Sunset hanno partecipato a numerosi contest: – Vincitori di Road to the Main Stage by Firestone 2021 – Finalisti regionali Arezzo Wave 2019 – Finalisti nazionali Sziget Festival Italia 2019 – Finalisti Vita Talent (contest YouTube) – Vincitori di Student Art (Monza) e Rock On!(Birago). Hanno inoltre fatto parte della line-up di diversi festival: – Open Art 2017 (Barlassina) – RBS in Villa 2016 (Monza) – Heineken Brianza Festival 2014.

A fine 2019, il quartetto entra in studio per registrare il nuovo EP Still Life, dalle sonorità più mature e avvolgenti, più pop e contemporanee. La pandemia ha interrotto le sessioni pochi giorni dopo la registrazione delle parti con gli archi, posticipando l’uscita del disco di un anno. Nel 2023Fabio “Magno” Magni lascia la band per motivi familiari e viene sostituito da Fabrizio “Ice” Carriero alla batteria.

Nel 2023 la band inizia la lavorazione del nuovo EP Aliens, Lovers and Funny Folks, che li impegnerà per circa un anno e mezzo. Il disco racchiude tutte le sonorità esplorate negli anni, sintetizzate in una nuova veste pop eclettica. Prima della pubblicazione del nuovo lavoro, Daniele Fasoli, produttore e co-fondatore dei Phaser Studios, propone di celebrare il decennale del loro primo disco con una live session: una raccolta che attraversa l’intera carriera dei The Sunset, dagli ultimi brani inediti ai classici, arricchita da interviste e riprese video. Il progetto darà vita a un documentario e all’album On/Off, previsto insieme a Aliens, Lovers and Funny Folks con uscite a singoli nel corso del 2025–2026. Dopo anni di attesa, il loro ritorno è vicino. I palchi d’Europa li stanno aspettando.

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Comunicato stampa Indie Pop rock

Preziosi frammenti di vita in “C’è bisogno di andare via”, il nuovo singolo di Sergio Russo

“C’è bisogno di andare via” è il nuovo singolo di Sergio Russo, uscito martedì 18 novembre 2025. Un testo intimo e vibrante, germogliato tra righe d’inchiostro: la cronaca di un filo che cede, separando i cuori e dissolvendo memorie. Attimi impressi che narrano un cammino tenero ma attraversato da una sottile malinconia.

Foto: Bianca Puleo

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Questa canzone nasce da un incontro con una persona a me molto cara che mi ha regalato il privilegio di leggere alcune sue lettere straripanti di parole che custodivano un dolore profondo. Un legame lungo, intenso, arrivato al suo termine, lasciando dietro di sé il silenzio di una casa abitata solo dall’eco dei ricordi e dalla presenza viva dei figli. Per avvicinarmi a quell’abisso interiore mi sono lasciato guidare da frasi intrise di sentimenti autentici, scritte con la forza fragile di chi ama e perde. In quei frammenti ho trovato le radici della mia ispirazione, raccogliendo ciò che più mi ha toccato e trasformandolo in canto.
Forse, in fondo, questa canzone non racconta solo una storia, ma tante: quelle di chi, dopo aver dato tutto, si ritrova a fare i conti con l’assenza e con la necessità di andare via per ritrovarsi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Cantautore milanese, Sergio Russo porta avanti da sempre un percorso musicale guidato dal cuore e dalla sua autenticità, intrecciando esperienze personali e racconti di vita in una veste pop – dalla scorza rock – dal respiro moderno ma intriso di tradizione.
In uscita nel 2026 il suo nuovo EP, prodotto da Marco Zangirolami e Diego Montinaro: quattro brani che segnano un ritorno maturo e introspettivo.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop rock

“Vivere tanto per vivere” di Novamerica è un disco dove l’aspra realtà danza con sogni sospesi

“Vivere tanto per vivere” è il nuovo LP di Novamerica, uscito venerdì 7 novembre 2025 via Costello’s Records. Un’opera che incanta per la sua maturità multiforme, abitata da presenze del nostro tempo e da un credo arcano, dove la durezza del vissuto si scioglie in immagini sognanti.

Foto: Marco Fabris

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Con “Vivere tanto per vivere”, Novamerica firma il suo terzo album in studio e presenta una raccolta di otto tracce che esplorano con coraggio il malessere contemporaneo, l’insicurezza e la tensione tra desiderio e realtà.
L’album è costruito su un sound più elettronico rispetto al lavoro precedente, grazie anche alla collaborazione con il produttore bassanese Torba.
Ogni brano ha un carattere distinto, dalle atmosfere anni ’70 e sospese della title track “Vivere tanto per vivere”, alle sonorità contemporanee e urban di “Quelli che ti danno la droga”.
Gli arrangiamenti, ben stratificati, intrecciano strumenti analogici e texture elettroniche, in una fusione tra vintage e contemporaneo, mentre nella scrittura restano centrali le influenze della grande scuola cantautorale italiana.
Sul piano dei testi, Vivere tanto per vivere affronta temi come il senso del lavoro, la difficoltà nelle relazioni, l’ossessione per il significato della vita, il ricordo della giovinezza e la ricerca della profondità in un mondo consumistico che ci spinge a essere superficiali.

Il dolore non è solo un peso da sopportare, ma un materiale da trasformare. Un album che riflette, interroga e mette a nudo, ma che allo stesso tempo cerca di dare sollievo. Perché vivere non sia mai soltanto “tanto per vivere”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Novamerica è un cantautore di Venezia. Attivo dal 2016, ha pubblicato due album che lo hanno portato a esibirsi nei principali festival di musica indipendente. Inizia a studiare pianoforte jazz in giovane età per poi dedicarsi alla musica elettronica da ballare, ma trova la sua espressione più autentica nella forma canzone. I suoi maestri sono i grandi cantautori italiani, anche se la spinta alla sperimentazione lo porta più vicino a sonorità anglosassoni.
Esistenzialismo, relazioni di coppia, vite travagliate in apparenza normali, sono alcuni dei temi su cui l’artista sente il bisogno di soffermarsi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa rock

Oscuri enigmi nati dal cuore della mente: “An Ode To” è il nuovo singolo dei Dear Company

“An Ode To” è il nuovo singolo dei Dear Company, uscito martedì 4 novembre 2025. Sonorità che oscillano fra fragore noise e vaste distese post-rock, lunghe sospensioni che risuonano di un’eco sinistra. Il nuovo singolo del duo romano disegna recessi in ombra dove si cela un segreto generato dall’anima inquieta.

Foto: Agnese Carinci

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”An Ode To” è una litania crepuscolare che si nutre di oscurità interiore, solitudine e alienazione. Il brano si presenta come un’elegia per ciò che viene dimenticato: persone, gesti, storie sommerse dal tempo o dal dolore
collettivo. Il testo si sviluppa attraverso immagini essenziali e cupe, in cui la luce è assente e la realtà si fa distorta, come in una visione offuscata dal trauma.
Il refrain “just as dark as all I see” si ripete come un mantra, esprimendo una condizione esistenziale di smarrimento e impotenza. La figura evocata – forse un simbolo dell’innocenza, forse una divinità dimenticata – è vittima di un mondo che celebra il sacrificio ma ignora il valore della purezza, mentre la normalità viene anestetizzata da farmaci e sogni vuoti.
Musicalmente, il brano si muove in un registro minimale e drammatico, costruendo un crescendo emotivo fatto di silenzi, strati sonori ovattati e incursioni di noise controllato. I synth tessono un tappeto sonoro contemplativo,
attraversato da chitarre riverberate che emergono come pensieri improvvisi. Le voci – sussurrate, quasi stanche – emergono come fantasmi, suggerendo una preghiera laica, una riflessione esistenziale più che una narrazione
vera e propria.
“An Ode To” non è tanto un’ode quanto una veglia. Una canzone che parla di ciò che è stato lasciato indietro, e che risuona come un’eco nel vuoto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Dear Company è un progetto dal sound evocativo, che si muove tra malinconia oscura, paesaggi cinematici e delicate sfumature dream pop. La loro musica dipinge mondi sospesi tra il reale e l’onirico, creando un’atmosfera unica fatta di minimalismo e inquietudine.
Nato nel 2024 dall’incontro di due anime complementari, il duo combina la versatilità di Martino Cappelli, chitarrista etno-sperimentale con numerose collaborazioni all’attivo, e l’intensità evocativa di Elisa Pambianchi, già nota nel panorama darkwave/post punk per la sua voce coinvolgente.
Da questa fusione creativa è nato il loro primo EP “Scratches”, un viaggio sonoro che mescola elementi acustici ed elettronici, impreziositi dalla voce sognante di Elisa. Un progetto che vanta, tra gli ospiti, nomi quali Simona Ferrucci (Winter Severity Index) e Adriano Vincenti (Macelleria Mobile di Mezzanotte), testimoniando la qualità e la ricchezza del loro universo musicale.

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Fonte: Costello’s Agency