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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Cronaca di una quiete che cede: “Pomeriggio Banale” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Pomeriggio Banale” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 28 aprile 2026 via Costello’s Records. “Pomeriggio Banale” vibra sotto la pelle: un’apparente quiete che nasconde una tensione pronta a incrinarsi. Gli Asianoia costruiscono un paesaggio urbano dove tutto sembra reggere, finché qualcosa cede senza mai davvero esplodere. Suoni nervosi si accumulano come pressione in un sistema chiuso; le parole incidono, più che raccontare. L’ascolto diventa esperienza fisica, quasi tattile. Rimane una sospensione inquieta, un equilibrio che non consola ma trattiene, mentre l’identità si sfalda e si riscrive nel suo stesso farsi.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«“Sarò il maiale nel banchetto di Natale. Per non ascoltare discorsi sulla morale Mangiatemi e ingrassate la vostra coscienza fine. Esalterò me stesso con la morte più sublime.”
I valori, la fede, le ideologie, sono ormai solo un ricordo. A questo punto non resta che scegliere da che parte stare. Dalla parte del raziocinio, dell’ordine perfetto, della logica che ti permette di vivere insieme agli altri e a volte, tra gli spiragli di falsità, anche di riuscire a provare amore, compassione, pietà. O da quella che si eccita e si soddisfa, che gode come un maniaco davanti alla violenza, che vuole tutto e subito, senza compromessi, senza paure. La vita è un pendolo che oscilla tra la capacità di fingere e il suicidio. Cosa preferisci? Godere di nascosto o masturbarti in pubblico?»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Il volto quotidiano del comando: “Un Impostore” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Un Impostore” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 31 marzo 2026 via Costello’s Records. Una voce morbida può essere la forma più sofisticata del controllo: accarezza, orienta, convince senza mai alzare il tono. Gli Asianoia, in “Un Impostore”, abitano proprio quel territorio ambiguo dove la forza smette di farsi riconoscere e diventa presenza quotidiana, quasi affettiva. Tra riverberi scuri e nervature post-punk, il suono si muove in discesa costruendo un paesaggio che seduce e destabilizza insieme. Qui l’ascesa è rito, la resa è linguaggio condiviso, e le maschere non servono più a nascondere ma a funzionare meglio.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Se l’Impostore diventa la parte migliore di noi, e giorno dopo giorno ne vediamo la crescita e la distruzione, allora forse è meglio non essere.Vogliamo tutti vedere crollare la scalinata del successo – il lungo red carpet che dissocia l’uomo – finché non ne facciamo parte, finché la sfilata non è la nostra. È così che si diventa un Impostore. Il vicino di casa, il compagno di scuola, il proprio partner, il datore di lavoro. Il nemico è qui, e si veste come te. Ricordati che siete diversi, ricordagli che siete diversi. Siamo su un’imbarcazione che naufraga a pochi chilometri dalla costa. Davvero non ci resta altro che osservare il grande impero brillare davanti ai nostri occhi?
“Un Impostore” è dedicata a tutti i capi, ai padroni e a tutte le persone che opprimono con violenza esercitando il proprio potere. Con la speranza che possano crollare. Vorremmo vedere crollare la scalinata del successo, il lungo red carpet che dissocia l’uomo e che, tanto, lo porterà sempre dietro a qualcuno disposto a vendersi ancor di più.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Canzone per ore obbedienti: “Nuova Fabbrica” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Nuova Fabbrica” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 17 febbraio 2026 via Costello’s Records. “Nuova Fabbrica” è una favola storta, un apologo inquieto e sottilmente beffardo sul bisogno feroce di essere ingranaggio, di risultare efficienti, gradevoli, conformi. Gli Asianoia distillano il disagio ordinario, lo stillicidio delle ore comuni, e lo tramutano in una canzone notturna, magnetica, vischiosa come pece. Epidermide e polimero si confondono, disciplina e piacere clandestino si annodano in equilibrio ambiguo che intrigherebbe David Cronenberg. È un brano che non predica e non conforta, non grida e non assolve. Si limita a esporre, con nitore clinico e precisione millimetrica, la pressione silenziosa dell’abitudine, la coercizione educata del consueto.

Foto: Valeria Pepe

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«“Sono carne e plastica nella nuova fabbrica.”
Cosa succede quando i nostri rimossi più profondi si incrociano con la necessità di performare?
Questo è il mondo nuovo: l’altare dell’Ego è davanti a noi ed è il momento di farci trovare in splendida forma. Devi solo piegarti quanto basta per sistemare quel dettaglio fuori posto, la strada verso l’ordine perfetto è davvero breve. E non preoccuparti: lo sappiamo che stai mentendo. Lo facciamo tutti.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Comunicato stampa Indie Pop

Cambiamenti e rinascite: “OSPITI” è il nuovo LP di Nularse

“OSPITI” è il nuovo LP di Nularse, uscito venerdì 19 settembre 2025 via Costello’s Records. Un racconto di mutamenti incessanti e metamorfosi profonde, un intreccio di memorie e vicende intime che scorrono e svaniscono come ombre evanescenti. Il cantautore veneto esplora l’essenza dell’essere umano attraverso un accurato lavoro sui sentimenti e sui legami che ci rendono ciò che siamo. 

Foto: Alberto Pagliuca

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La parola “ospiti” mi ha sempre affascinato. Essere ospiti è un gesto doppio: significa accogliere, ma anche lasciarsi accogliere.
Questo è un disco che nasce da una profonda intimità, da un necessario confronto con me stesso, che però sento appartenere a tutti, perché tutti noi siamo stanze vuote abitate da sconosciuti, che un po’ alla volta accettiamo nelle nostre vite. Dentro di noi vivono pensieri, emozioni, ricordi inattesi che bussano senza preavviso. Viviamo il tempo e lo spazio come presenze di passaggio. Nulla ci appartiene davvero: siamo tutti ospiti del mondo, della vita, di un istante. E anche dentro di noi trovano dimora i sentimenti. Amori, amicizie, legami: arrivano, ci attraversano, si trasformano. Alcuni restano, altri svaniscono per lasciare spazio a ciò che verrà. Essere ospiti è un’apertura verso il mondo: abbandonare l’abitudine, uscire da sé, accogliere l’altro. È lasciarsi guidare, introdurre, talvolta proteggere. È attraversare soglie — fisiche, emotive, interiori — e imparare ad abitare lo spazio fragile dell’anima. Lì dove si entra e si lascia entrare. Dove nulla è nostro, ma tutto ci sfiora.
Volevo che questo disco fosse una sorta di concept album sulla mia interiorità, che avesse un filo conduttore che unisse tutti i brani, parlando della ricerca di sé attraverso la mancanza, il cambiamento e la memoria. Volevo che ogni canzone esplorasse un frammento dell’identità in divenire: “Lacune” è stato il primo brano ad emergere, a parlare proprio di quelle mancanze che ci definiscono tanto quanto ciò che possediamo; poi è arrivata “Deserto”, ovvero l’amore finito che lascia il vuoto; e poi tutti gli altri: la consapevolezza che non ci si conosce mai del tutto; gli ospiti interiori che abitano la nostra mente; le ombre del passato che ci seguono; le promesse fatte a se stessi; la nebbia che confonde ma protegge; e i sogni rimandati che il tempo ci ruba.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Nularse è quel momento in cui il cielo si rannuvola e si prepara alla tempesta, l’elettricità gonfia l’atmosfera e la riempie di energia. È musica nella quale l’eleganza malinconica delle ballate acustiche incontra il calore delle produzioni d’oltreoceano, dove delicate impressioni cantautorali si uniscono a melodie pop.

Con il disco d’esordio, Physical Law, uscito per Fresh Yo! Label, si fa notare dalla critica e calca i palchi di importanti festival come Ypsigrock e Load In di Linecheck Milano, riscontrando il favore del pubblico. Il suo secondo album, Sospesi, vanta la collaborazione di Saturnino Celani, storico bassista di Jovanotti. Grazie a questo disco intraprende un tour in tutta Italia, esibendosi in formazione one-man-band.
Dopo anni di tour e di esperienze in studio, confluiti in un intenso periodo di scrittura e produzione, Nularse completa il suo nuovo lavoro, anticipato dal primo singolo “Lacune” alla fine del 2024. Questa volta coinvolge amici musicisti che abbracciano il progetto e approfondisce il linguaggio cantautorale e la sperimentazione sonora, allargando la propria palette musicale a sonorità acustiche e internazionali.
Ha condiviso il palco con artisti come Ninos Du Brasil, Fulminacci, Birthh, Ainé, Wicked Dub Division, Giorgio Poi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Nularse non ne sbaglia una: “L’Ombra” è la sua preziosa preghiera al Sole

“L’Ombra” è il nuovo singolo di Nularse, uscito martedì 8 luglio 2025 via Costello’s Records. Il brano si muove come un rito sommerso, dove la scrittura e il suono si fanno specchi d’acqua nera, riflettendo realtà distorte, verità sepolte. Una materia viva e oscura, da sfiorare con timore — come un minerale sacro che vibra, altera, rivela.

Foto: Matteo Copiz

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«Sole, tieni lontano l’Ombra che mi insegue. Ha le mie sembianze, ma non sono io. È lì, silenziosa e paziente, e non mi abbandona mai. Solo quando tu sei vicino a me e illumini ogni cosa, essa si ritira sotto i miei piedi. Rimpicciolisce, si accovaccia, e quasi scompare, e allora mi sento più tranquillo.
Ma so che si annida sotto di me e quando te ne vai, al calar della sera, ritorna più grande di prima. A volte l’Ombra prende la forma delle mie paure, la sostanza delle persone che non ci sono più nella mia vita.
Sole, ti prego, resta con me un po’ di più e fa’ in modo che la tua luce allontani l’oscurità, perché io non voglio più combattere.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Nularse è quel momento in cui il cielo si rannuvola e si prepara alla tempesta, l’elettricità gonfia l’atmosfera e la riempie di energia. È musica nella quale l’eleganza malinconica delle ballate acustiche incontra il calore delle produzioni d’oltreoceano, dove delicate impressioni cantautorali si uniscono a melodie pop.

Con il disco d’esordio, Physical Law, uscito per Fresh Yo! Label, si fa notare dalla critica e calca i palchi di importanti festival come Ypsigrock e Load In di Linecheck Milano, riscontrando il favore del pubblico. Il suo secondo album, Sospesi, vanta la collaborazione di Saturnino Celani, storico bassista di Jovanotti. Grazie a questo disco intraprende un tour in tutta Italia, esibendosi in formazione one-man-band.
Dopo anni di tour e di esperienze in studio, confluiti in un intenso periodo di scrittura e produzione, Nularse completa il suo nuovo lavoro, anticipato dal primo singolo “Lacune” alla fine del 2024. Questa volta coinvolge amici musicisti che abbracciano il progetto e approfondisce il linguaggio cantautorale e la sperimentazione sonora, allargando la propria palette musicale a sonorità acustiche e internazionali.
Ha condiviso il palco con artisti come Ninos Du Brasil, Fulminacci, Birthh, Ainé, Wicked Dub Division, Giorgio Poi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

“Ospiti” è la nuova perla di Nularse

“Ospiti” è il nuovo singolo di Nularse, uscito venerdì 9 maggio 2025 via Costello’s Records. Una prosa che accarezza l’anima con la sua dolce forza, intrecciata a una melodia che fiorisce lentamente, innalzandosi verso un apice di emozione capace di sciogliere anche i cuori più silenziosi.

Foto: Luigi Pinton

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«Il nostro corpo è un’architettura di stanze vuote abitate da sconosciuti, che un po’ alla volta accettiamo nelle nostre vite. Dentro di noi abitano pensieri, ricordi ed emozioni che spesso arrivano senza preavviso, ospiti che si presentano alla porta senza essere stati invitati: le emozioni ci entrano dentro e poi ci abbandonano, senza chiedere il permesso. Forse ad un certo punto ritornano, forse spariscono per sempre. Gli amori, gli affetti, le amicizie ci abitano in un tempo specifico ed effimero. E anche io stesso sono ospite del mio corpo, perché non mi appartiene nulla se non il mio tempo e il mio spazio.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Nularse è quel momento in cui il cielo si rannuvola e si prepara alla tempesta, l’elettricità gonfia l’atmosfera e la riempie di energia. È musica nella quale l’eleganza malinconica delle ballate acustiche incontra il calore delle produzioni d’oltreoceano, dove delicate impressioni cantautorali si uniscono a melodie pop.

Con il disco d’esordio, Physical Law, uscito per Fresh Yo! Label, si fa notare dalla critica e calca i palchi di importanti festival come Ypsigrock e Load In di Linecheck Milano, riscontrando il favore del pubblico. Il suo secondo album, Sospesi, vanta la collaborazione di Saturnino Celani, storico bassista di Jovanotti. Grazie a questo disco intraprende un tour in tutta Italia, esibendosi in formazione one-man-band.
Dopo anni di tour e di esperienze in studio, confluiti in un intenso periodo di scrittura e produzione, Nularse completa il suo nuovo lavoro, anticipato dal primo singolo “Lacune” alla fine del 2024. Questa volta coinvolge amici musicisti che abbracciano il progetto e approfondisce il linguaggio cantautorale e la sperimentazione sonora, allargando la propria palette musicale a sonorità acustiche e internazionali.
Ha condiviso il palco con artisti come Ninos Du Brasil, Fulminacci, Birthh, Ainé, Wicked Dub Division, Giorgio Poi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Il ritorno di Nularse con “Deserto” è una benedizione

“Deserto” è il nuovo singolo di Nularse, uscito venerdì 14 marzo 2025 via Costello’s Records. Un pezzo suggestivo che connette con notevole maestria un sound moderno ed elegante alla tradizione cantautorale alternativa italica. Da queste parti brindiamo al suo ritorno e attendiamo i prossimi sviluppi.

Foto: Letizia Zatti e Sebastian Petri

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«Ci siamo prosciugati a vicenda. Di quel nostro amore, che un tempo aveva la forza del mare che si espande, ora non sono rimaste che dune di sabbia, che sono destinate a cambiare forma con il vento, senza mai fermarsi, incapaci di riconoscersi nella loro forma.
E mentre tutto intorno a me sembra svanire, mi fermo e ascolto il mio corpo, ormai stanco, ma ancora pieno di vita.
Mi tolgo di dosso la polvere di ciò che eravamo, il tempo che ci resta è poco prima che tutto si trasformi in deserto. Il silenzio si fa sempre più profondo, mi rendo conto che è rimasto solo il vuoto, che inghiotte ogni cosa, persino noi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

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Nularse è quel momento in cui il cielo si rannuvola e si prepara alla tempesta, l’elettricità gonfia l’atmosfera e la riempie di energia. È musica nella quale l’eleganza malinconica delle ballate acustiche incontra il calore delle produzioni d’oltreoceano, dove delicate impressioni cantautorali si uniscono a melodie pop.

Con il disco d’esordio, Physical Law, uscito per Fresh Yo! Label, si fa notare dalla critica e calca i palchi di importanti festival come Ypsigrock e Load In di Linecheck Milano, riscontrando il favore del pubblico. Il suo secondo album, Sospesi, vanta la collaborazione di Saturnino Celani, storico bassista di Jovanotti. Grazie a questo disco intraprende un tour in tutta Italia, esibendosi in formazione one-man-band.
Dopo anni di tour e di esperienze in studio, confluiti in un intenso periodo di scrittura e produzione, Nularse completa il suo nuovo lavoro, anticipato dal primo singolo “Lacune” alla fine del 2024. Questa volta coinvolge amici musicisti che abbracciano il progetto e approfondisce il linguaggio cantautorale e la sperimentazione sonora, allargando la propria palette musicale a sonorità acustiche e internazionali.
Ha condiviso il palco con artisti come Ninos Du Brasil, Fulminacci, Birthh, Ainé, Wicked Dub Division, Giorgio Poi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie rock

L’album di Adult Matters è la musica migliore che ascolterete oggi

“A Modern Witch” è il nuovo LP di Adult Matters, uscito venerdì 21 febbraio 2025 via Costello’s Records / Wires Records. Sentimenti impetuosi e alternative rock introspettivo sono gli ingredienti di un album emozionante da ascoltare e riascoltare in loop.

Foto: Simona Catalani

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’album:
«Luigi ha iniziato a scrivere “A Modern Witch” intorno al 2021 durante il tour del suo secondo disco.
“Sono andato in tour insieme ad un mio amico, abbiamo fatto tantissime date in situazioni belle e super punk, e la maggior parte dei testi sono nati duranti i viaggi in macchina, dentro i bagni dei locali in cui suonavo o nelle stanze d’albergo e ammetto di aver scritto pochissimi brani da sobrio. Sono riuscito a metter mano ai brani solo una volta tornato da quel tour ed è anche per questo che “A Modern Witch” ha avuto una gestazione molto lunga sia per quanto riguarda la scrittura sia per quanto riguarda per la produzione.
Ho iniziato a produrre questo disco insieme ad Anton Sconosciuto e Cecilia Pellegrini, abbiamo lavorato per due anni alle pre-produzioni dell’album prima di andare in studio.
Lavorare a queste canzoni mi ha insegnato tante cose che non sapevo, e la considero davvero un’esperienza formativa. Ho lavorato con musicistx incredibili, in uno studio stupendo e ho raccolto attorno a questo album le persone che più stimo musicalmente e umanamente.
Avevo le idee molto chiare: volevo scrivere un disco per me. Volevo riconnettermi con il me ragazzino che a causa di molteplici cause ha perso alcuni passaggi cruciali della mia esistenza. Vivo ancora con il rimorso e la tristezza per non aver dato sostegno al me ragazzino queer quando mi sentivo solo e senza meta, ma non avevo le risorse emotive e far pace con questo senso di colpa per non essermi difeso ce l’ho ancora addosso.
Ho scritto questo disco per chiedermi scusa e per dirmi “cazzo, guarda quante cose stai facendo”, e scusa se non sono riuscito ad essere forte, ma non sapevo un cazzo di niente e non sapevo davvero che sarebbe stato così bello e liberatorio.
Il motore principale di queste canzoni è la “rabbia”, è un disco fortemente incazzato. Non esistono canzoni d’amore, ci sono solo le mie ossessioni, le mie paure, i miei disturbi e un senso di fame e distruzione.
Ho pensato molte volte che forse le cose che stavo scrivendo potessero essere “too much” per qualcuno e/o “cringe” ma tutto quello che ho scritto dentro questo album è la verità. Mi sentivo intossicato dalle persone, dalle relazioni umane, cadevo sempre negli stessi errori e negli stessi eccessi.
Gli esseri umani a cui parlo attraverso queste canzoni hanno fatto parte tutte della mia vita e hanno solo alimentato i miei disturbi. Ero dentro un tunnel, ero arrabbiato con loro e l’unico modo per voltare pagina era scrivere queste canzoni.”
Il disco contiene 9 tracce ed è un disco indie- rock. Gli anni 90 regnano sovrani sia da un punto di vista musicale che da un punto di vista testuale e cantautorale. Dentro ci sono moltissime influenze di quel periodo lì ma, a differenza dei dischi precedenti, le canzoni sono state concepite con l’idea di fare un album full band e di portarlo in giro con una vera e propria band, ed è anche per questo che all’interno ci sono elementi nuovi (piano e fiati).
“Ho cercato di mettere insieme tutte le cose che più amo: dalle chitarre ai fiati, elementi che sorreggono le mie canzoni e che danno una spinta emotiva non indifferente ai brani. Ho cercato anche di scrivere in maniera più “prolissa”, ho sentito l’esigenza di dilungarmi a differenza del passato. Ho sentito la necessità di scrivere questo disco per me e molte delle cose che ho scritto in questo disco sono state prese dai miei diari che tengo per mettere su carta le mie emozioni. La terapia nella scrittura di questo disco ha avuto un ruolo centrale. Cresciamo e viviamo con la paura di esprimere la rabbia e consideriamo la rabbia come un sentimento negativo. Essere arrabbiati è okay, esplorare la rabbia mi ha permesso di fare pace col passato e con alcuni fantasmi che mi hanno tormentato a lungo. È stato terapeutico. La mia terapeuta mi ha parlato spesso di come gli esseri umani di fronte alla rabbia rimangono fermi, perché gestire questo sentimento è difficile. La rabbia è un sentimento poco esplorato da cui tutti scappiamo e io ho voluto passarci dentro. Sono sicuro che ci saranno canzoni di pace, amore e ricongiungimento col mondo, ma non è questo il momento”.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Adult Matters è il progetto solista di Luigi Bussotti.
Chitarre 90’s, testi onesti e brutali. La sua musica è il diario segreto di una persona queer non binaria.
Luigi cresce con l’indie rock degli anni ’90, Elliott Smith e le cantautrici americane, influenze che segnano profondamente il suo percorso artistico e gli offrono la possibilità di comunicare le proprie emozioni senza filtri. Inizia a scrivere fin da piccolissimo per scappare dalla realtà di provincia, e successivamente si dedica allo studio della chitarra da autodidatta (“ho imparato a suonare la chitarra guardando i live delle mie band preferite su KEXP”).
Nel 2016 registra il suo primo album “Endings” in un home studio. Questo disco, che porta in giro per l’Italia in power trio, gli permette di ritagliarsi un piccolo spazio nella scena bedroom-pop italiana. Nel 2021 esce “Flare Up”, il suo secondo disco, un lavoro di natura lo-fi che suona ininterrottamente in tour per 2 anni con oltre 50 date italiane.
II 21 febbraio 2025 è in uscita il suo terzo disco, pubblicato da Wires Records e Costello’s Records, registrato e suonato al VDSS studio insieme ad un team di musicisti: Anton Sconosciuto, Cecilia Pellegrini, Konstantin Gukov Borisovich, Adele Altro, Beatrice Miniaci e Marcello Rotondella.

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Fonte: Costello’s Records

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Il canto delle stagioni e del tempo dei SEQUOIA

“La Terra Santa” è il disco d’esordio dei SEQUOIA. La band, prodotta con la consueta abilità da Matteo Cantaluppi, presenta il suo grande romanzo verista, costellato di viaggi verso la propria nowhere land e storie con epiloghi straordinari. È tutto così magnificamente plumbeo che sembra che persino i demoni di questi personaggi abbiano i propri demoni.

Ph & Ad: Camilla Matteuzzi

Queste le parole con le quali la band milanese presenta l’album:
«Dieci tracce, dieci viaggi letterari e poetici, vergati con maestria popular ed attitudine punk, sotto l’egida del produttore Matteo Cantaluppi che dopo aver riportato in auge, rinverdendolo, il suono 80’s, si cimenta col decennio successivo. Dieci storie di personaggi alle prese coi propri demoni e alla ricerca ognuno della propria Terra Santa. Da “Codice” murder ballad con cui si apre il disco, passando per il singolo “Bellamerica”, allegoria della vita e dell’amore attraverso l’epica del viaggio per mare, fino alla delicata “Autunno ’91” sul vecchio mondo in rovina dopo la caduta del muro di Berlino. Un susseguirsi senza pause di racconti e avventure, come nella title track, parafrasi musicata della omonima poesia di Alda Merini o come in “Vlora” che racconta la diaspora del popolo del paese delle aquile. Fuorilegge, pianoforti e magnifici perdenti. La musica d’autore italiana ha di nuovo la scorza dura, quella della robusta nera corteccia di una SEQUOIA.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO

SEQUOIA si radica nel profondo terreno della tradizione della musica d’autore italiana, robusta nera corteccia dell’alternative rock e forti rami dal persistente fogliame punk.

Il progetto SEQUOIA nasce dalla volontà di riscoprire le radici della canzone d’autore italiana attraverso un affascinante crocevia tra il suono alternative rock anni ’90 e il cantautorato classico.
Il risultato, guidato dalla sapiente produzione di Matteo Cantaluppi, è un disco che sublima una poetica che sa essere al tempo stesso cruenta e raffinata, dolce e amara, vita e morte.

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Fonte: Costello’s Records

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I SEQUOIA e l’arte del fallimento

“Aspetto Te” è il nuovo singolo dei SEQUOIA, quarto estratto dal debut album “La Terra Santa” che uscirà ad ottobre. Una lode ai losers, languida e cruda allo stesso tempo, che potrebbe rappresentare benissimo alcuni personaggi della trilogia tossica di Claudio Caligari.

Ph & Ad: Camilla Matteuzzi

Queste le parole con le quali la band milanese presenta la canzone:
«In una società che ha di fatto abolito l’opzione del fallimento, un inno alla vita da magnifici perdenti e la perenne voglia di riscatto, proiettata inevitabilmente verso una nuova romantica sconfitta, cantata a squarciagola.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO

SEQUOIA si radica nel profondo terreno della tradizione della musica d’autore italiana, robusta nera corteccia dell’alternative rock e forti rami dal persistente fogliame punk.

Il progetto SEQUOIA nasce dalla volontà di riscoprire le radici della canzone d’autore italiana attraverso un affascinante crocevia tra il suono alternative rock anni ’90 e il cantautorato classico.
Il risultato, guidato dalla sapiente produzione di Matteo Cantaluppi, è un disco che sublima una poetica che sa essere al tempo stesso cruenta e raffinata, dolce e amara, vita e morte.

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Fonte: Costello’s Records