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Comunicato stampa Elettronica Pop

Il suono dei giorni che cambiano: “Primavera” è il nuovo singolo dei Morama

“Primavera” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 15 maggio 2026. Con “Primavera”, i Morama catturano quel momento preciso in cui la stagione cambia pelle e tutto sembra improvvisamente più morbido, più aperto. Il brano si muove con naturalezza tra intrecci vocali, strumenti vissuti e dettagli lasciati respirare, creando un’atmosfera luminosa ma mai levigata. C’è qualcosa di istintivo nel modo in cui la canzone prende forma: non cerca un punto fermo, preferisce restare in movimento, come certi pomeriggi che iniziano lentamente e finiscono senza accorgersene.

Foto: Morama

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«”Primavera” è una dichiarazione d’amore alla stagione dei fiori e al primo innamoramento. Il brano ha le farfalle nello stomaco, sorride senza motivo, guarda il mondo attraverso lenti rosate: è leggero, luminoso, irresistibilmente vivo. Ispirato alle atmosfere intime e sofisticate di Olivia Dean e alle trame armoniche di Jacob Collier, il pezzo gioca con un arrangiamento vocale ricco e stratificato, dove le armonie diventano protagoniste. La produzione, questa volta totalmente suonata lascia da parte l’elettronica di “Vivo” e restituisce una sensazione autentica, quasi tattile. Come il primo amore, è imperfetta e reale, ma proprio per questo profondamente sincera. Sotto la sua apparente leggerezza, la canzone rivela una costruzione armonica e ritmica complessa e curata nei minimi dettagli, arricchita da un violoncello che colora e accarezza la tela sonora. È il racconto di quel momento in cui tutto sembra possibile: dopo un lungo inverno, la primavera arriva all’improvviso e, insieme a lei, la sensazione di poter affrontare qualsiasi cosa perché finalmente accanto a te c’è la persona giusta.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Pop Rap

Stanze che non accolgono: “Fingi di Amarmi” è il nuovo singolo di SONORUGGIERO

“Fingi di Amarmi” è il nuovo singolo di SONORUGGIERO, uscito venerdì 8 maggio 2026. ​Un copione imparato da piccoli che continua a inciampare nelle stesse battute. Il nuovo singolo di SONORUGGIERO resta lì, tra il bisogno di restare e l’impossibilità di sentirsi davvero dentro. Di notte tutto si avvicina, si scalda, sembra funzionare. Alla luce, invece, tornano le crepe: silenzi larghi, stanze che non accolgono. È un equilibrio instabile, dove desiderio e diffidenza si tengono per mano senza fidarsi mai davvero.

Foto: Antonio Nelli

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la canzone:
«Il brano esplora l’intimità e la vulnerabilità dell’artista nel suo modo di vivere e affrontare l’amore, sviluppandosi in due momenti distinti ma profondamente connessi. Nella prima parte emerge un’introspezione sincera e personale, dove SONORUGGIERO racconta la difficoltà nel credere nei sentimenti, segnata dalle esperienze passate, in particolare dalla fine dell’amore tra i suoi genitori. Questa ferita sembra ripetersi nel presente, portandolo, ormai adulto, a confrontarsi con lo stesso dolore, come in una sorta di ironia del destino.
Nella seconda parte il racconto si sposta su una dimensione più intensa e viscerale, dominata dalla rabbia e dalla caduta emotiva. Tra silenzi pesanti e immagini forti, come quelle delle “pareti incendiate”, prende forma una casa piena di ricordi indelebili, simbolo di un legame difficile da lasciar andare. Qui emerge il bisogno di sfogarsi, di liberare tutto ciò che è rimasto represso e di affrontare apertamente l’altra persona.
Questa doppia anima si riflette anche nella produzione musicale dove l’inizio, caratterizzato da violini e sonorità eteree, accompagna la parte più fragile e riflessiva, per poi evolversi in un crescendo più energico e incalzante, arricchito da influenze elettroniche che amplificano la tensione emotiva e il bisogno di esprimere, quasi urlando, ciò che si ha dentro.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
SONORUGGIERO è un cantautore italiano classe 2001, originario della Puglia. Il suo progetto nasce dall’esigenza di trasformare esperienze personali e fragilità emotive in musica, attraverso una scrittura diretta e profondamente narrativa.Fin dagli inizi, il suo percorso artistico è strettamente legato alla collaborazione con David Ice, con cui sviluppa l’intera direzione sonora del progetto. Un rapporto creativo continuativo che ha dato forma a tutti i suoi brani pubblicati fino ad oggi, contribuendo a definire un’identità musicale coerente e riconoscibile, in equilibrio tra cantautorato contemporaneo e sonorità pop/elettroniche.
La scrittura di SONORUGGIERO si concentra su temi intimi come l’amore, le dinamiche familiari e il conflitto interiore, con una particolare attenzione alla dimensione emotiva e al racconto personale. Il suo sound alterna momenti più delicati e introspettivi a sezioni più intense e dinamiche, dove la componente elettronica diventa elemento espressivo centrale.
L’ultimo singolo, “Artificiale”, realizzato insieme a Mavie, rappresenta un’evoluzione del percorso artistico, approfondendo il contrasto tra autenticità e costruzione nei rapporti contemporanei. Il brano mette in luce la difficoltà di vivere emozioni reali in un contesto spesso filtrato e “artificiale”, mantenendo una struttura sonora in crescita che accompagna l’evoluzione emotiva del racconto.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Pop

Dove la rotta si dissolve: “KO LANTA” è il nuovo singolo di MET

“KO LANTA” è il nuovo singolo di MET, uscito martedì 5 maggio 2026. Un approdo che non somiglia a una destinazione, ma a uno scarto: cambi rotta senza accorgertene e tutto prende un’altra luce. “KO LANTA” procede per bagliori, frammenti che si accendono e si dissolvono, più sensazione che racconto. Non c’è una direzione da seguire, ma una corrente da assecondare, finché smetti di orientarti e inizi a sentire.

Foto: Agnemag

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«“KO LANTA” è il nuovo singolo di MET, un brano che segna un passaggio importante nel suo percorso artistico.
Il pezzo nasce come una rilettura di un brano scritto anni fa durante un viaggio zaino in spalla in Thailandia, sull’isola di Ko Lanta. Un’esperienza fondativa, che ha ridefinito il suo rapporto con la libertà, il movimento e la possibilità di lasciarsi attraversare dagli eventi, aprendosi a ciò che accade quando si è davvero presenti con ciò che ci circonda. È da lì che prende forma una visione precisa: quella di “aprirsi al caso degli eventi” perché solo così possono succedere cose meravigliose. Oggi “KO LANTA” torna in una nuova forma: da canzone cantautorale si trasforma in una traccia elettronica, costruita insieme a producer, DJ e musicisti, e profondamente influenzata dal live set elettro-acustico di MET, dove chitarra e tastiera restano centrali. Il sound diventa così un punto di incontro tra cantautorato ed elettronica, con una ritmica ipnotica e quasi mantrica che avvolge e trasporta, mantenendo un equilibrio costante tra energia e introspezione. Il cuore del brano è proprio questa tensione verso l’apertura: uscire da traiettorie lineari, abbandonare il controllo, accettare deviazioni e possibilità impreviste. “KO LANTA” racconta il momento in cui si smette di andare da “A a B” e si sceglie di cambiare rotta, lasciando spazio a ciò che accade. Non come forma di fatalismo, ma come atto consapevole: essere connessi al mondo al punto da permettere agli eventi di sorprenderci. Nel testo, immagini notturne, marine e urbane si alternano in un flusso continuo: il mare, le stelle, la città, il corpo. Realtà e percezione si mescolano, così come lingue e dimensioni, restituendo una sensazione di movimento costante, fisico ed emotivo. Il viaggio diventa così sia esterno che interiore, tra libertà, identità e trasformazione. “KO LANTA” è una traccia che si muove tra club e ascolto, tra impulso e riflessione. Un invito a perdersi per ritrovarsi, e a vivere pienamente “tutta la vita che c’è”.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
MET intreccia cantautorato pop ed elettronica in un equilibrio costante tra energia e intimità. Le sue canzoni nascono dall’urgenza di raccontare emozioni autentiche – sogni, paure, fragilità, desideri e trasformazioni – mantenendo una forte connessione tra corpo e parole. La musica diventa così movimento, dentro e fuori: capace di far ballare ma anche di fermare il tempo e dar spazio alle parole. “Il movimento è vitale”.
Rifugge la forma-canzone tradizionale per cercare uno spazio più mobile, dove introspezione e clubbing convivono senza gerarchie. Le tracce parlano di generazioni sospese tra l’urgenza di sentire e la paura del tempo che scorre. Il movimento e la parola diventano elementi centrali di una poetica che usa il ritmo non solo come spinta fisica, ma come strumento emotivo.
Dopo diverse esperienze discografiche e live tra Italia e Spagna e una formazione attenta alla scrittura, MET consolida negli ultimi lavori una visione chiara: la musica come luogo altro, uno spazio in cui sperimentare, perdere l’equilibrio e verificare se si è ancora capaci di provare emozioni forti. Un percorso che unisce istinto e consapevolezza, e che trova oggi nuova forma nel suo prossimo progetto discografico “Si ballerà”.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

“Mentre voli”: il suono delle distanze che crescono nel nuovo singolo di Salba feat. Kouya

“Mentre voli” è il nuovo singolo di Salba feat. Kouya, uscito venerdì 24 aprile 2026. Una traccia che abita un vuoto che si allarga piano, senza urti. Salba e Kouya raccontano il momento in cui due presenze smettono di coincidere, lasciando solo un’eco che si disperde. Il suono resta leggero, sospeso, come se accompagnasse la distanza invece di colmarla. Tutto accade a bassa voce, in un equilibrio fragile che non chiede di essere salvato. Non è una fine, ma uno scivolare altrove, quando restare diventa impossibile e partire non basta.

Foto: Maria Antonietta Montagna

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«“Mentre voli”, il nuovo singolo di Salba in collaborazione con Kouya, segna un passaggio importante nel percorso artistico dell’artista. Il brano racconta quel momento sospeso in cui due persone smettono di andare alla stessa velocità: mentre uno va avanti, l’altro resta indietro. Il ritornello (“mentre voli cado giù”) sintetizza questa distanza emotiva che cresce lentamente, senza una rottura netta, trasformando un’esperienza intima in un’immagine immediata e universale. “Mentre voli” nasce da un lavoro corale che coinvolge i musicisti della band dell’artista e collaboratori esterni, contribuendo a un suono più organico, suonato e autentico, tra chitarre, synth, batteria, percussioni e archi registrati dal vivo, affidati a musicisti del Conservatorio Verdi di Milano. La collaborazione con Kouya si inserisce in modo naturale nella struttura del brano: il suo intervento nella seconda strofa amplia la prospettiva del racconto senza interromperne l’equilibrio, rafforzando il dialogo emotivo. Un incontro artistico e umano che nasce da un percorso condiviso e da esperienze musicali vissute insieme nel tempo. “Mentre voli” si inserisce in una traiettoria più ampia: da un immaginario urbano, fatto di caos, notti e riferimenti cittadini, il progetto Salba inizia ad aprirsi verso nuovi orizzonti, più essenziali e intensi nella scrittura ma sempre più complessi e variegati nella produzione, con un approccio suonato e condiviso. Una canzone che segna un passaggio: dalla città si prende un volo. E qualcosa, da quel momento, cambia. È l’inizio di uno spostamento che porta la scrittura verso una dimensione più autentica e radicata, in cui emergeranno anche le influenze e le radici siciliane dell’artista. Non è solo un singolo, ma un punto di svolta: tra il restare e il partire, tra quello che eravamo e quello che stiamo diventando.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Salba è un cantautore che costruisce la propria identità tra immagini urbane e una scrittura diretta, capace di trasformare esperienze personali in racconti condivisibili.
I suoi primi lavori si muovono all’interno di un immaginario fatto di città, notti e relazioni in bilico, con produzioni essenziali che lasciano spazio alla parola e all’atmosfera. Con il tempo, il suo percorso artistico evolve verso una dimensione più ampia, mantenendo un linguaggio immediato ma aprendosi a sonorità più ricche e suonate.
“Mentre voli” segna un punto di svolta: un passaggio da un’estetica urbana a una ricerca più aperta ed essenziale, in cui la scrittura si fa più consapevole mentre la produzione diventa più stratificata, organica condivisa. Un’evoluzione che riflette anche un ritorno a una dimensione più autentica, legata alle radici siciliane dell’artista.
Tra collaborazioni e crescita artistica, Salba continua a sviluppare un percorso coerente e in movimento, in cui ogni brano rappresenta un passaggio, una direzione, un cambiamento.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo diventa materia sonora: “Attimi Dopo” è il disco d’esordio di DEIRA

“Attimi Dopo” è il nuovo LP di DEIRA, uscito venerdì 27 marzo 2026. “Attimi Dopo” non racconta: scorre. DEIRA costruisce un disco che vive negli interstizi, dove ogni traccia è un frammento in transito – un prima che svanisce, un dopo che prende forma. Le relazioni si disfano e si riscrivono, le ferite cambiano pelle, il desiderio attraversa i giorni come una corrente sotterranea. È un percorso senza cesure, dove il tempo non è sfondo ma materia viva: stratifica, sposta, trasforma. L’indie-pop si intreccia a un’elettronica essenziale, rarefatta, che non invade ma accompagna, come un respiro che segue il movimento interno. Più che un disco, è una traiettoria: il suono di ciò che resta mentre tutto cambia.

Foto: Alessandro Marton

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La vita è fatta di attimi.
L’attimo richiama al presente ma è il susseguirsi di attimi che crea la vita in un continuo movimento, in un presente che diventa passato e che attende il futuro, passo dopo passo, in un moto perpetuo. È il movimento che ci fa stare in piedi.
Attimi che si susseguono come i fotogrammi di un film e ogni attimo compone la nostra vita, tutti sono necessari e insostituibili.
Spesso ci si concentra sugli attimi “principali” di una vita: una promozione importante, la festa di laurea, una proposta di matrimonio, la nascita di un figlio, la pensione, il primo bacio…
Ma cosa c’è prima e dopo? Che emozioni si provano? Che pensieri si muovono dentro di noi?
Esitazione, preoccupazione, dolore, spensierata, dubbio, euforia, nostalgia, paura, sollievo, soddisfazione…
Ci sembra sempre di avere infinito tempo, un po’ egocentrici diciamocelo … lo siamo… anche se non ce ne accorgiamo o non vogliamo ammetterlo. Crediamo di avere tutto sotto controllo, crediamo di aver infinito tempo, crediamo di essere per sempre. Eppure ogni cosa ha un suo momento, un suo spazio nella nostra vita.
Nulla è per sempre purtroppo, e per certe volte, per fortuna. Tutto è in divenire. Sempre. Anche quando non sembra. Noi, gli altri. Le relazioni sono come le scie lasciate dagli aerei nel cielo, a volte si incrociano con altre per tanto tempo, altre volte per un brevissimo tratto, altre volte invece si sfiorano e non si toccano mai. Le relazioni sono come il movimento delle onde nel loro andare e venire, continuo ma irregolare.
“Attimi Dopo” è una presa di coscienza e un atto di accettazione sulla vita e sul fatto di essere qui ora, dopo vari “attimi”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
DEIRA, all’anagrafe Erica Meneguzzo, è una cantautrice vicentina nata nell’agosto del 1999. Scrive e compone da sempre e si racconta con una scrittura ermetica e con immagini contrastanti ossimoriche e parole scelte con cura. Fin da bambina compone in inglese, ma trova successivamente nella lingua italiana il modo più diretto e completo per comunicare ciò che sente. Per lei la scrittura non è solo espressione, ma un atto necessario di essere.
Dalle aperture ai concerti di Damien Mc Fly ed Elisa Erin Bonomo, al palco del Noise Wave Festival a quello del Reset Festival – Glocal Sound, passando per le finali regionali di Arezzo Wave, alle finali dei I Visionatici – da cui nasce la collaborazione con l’etichetta Delma Jag Records – all’apertura a Chiamamifaro: il suo percorso non cerca la vetrina, ma un senso. Non segue strategie, ma necessità.
Due suoi brani, “Lividi di Gioia” e “Un Segnale dal Cielo”, sono stati scelti per la colonna sonora della serie internazionale The Kardashians, garantendo al suo lavoro un’esposizione globale, senza alterarne la direzione: una scrittura essenziale, tagliente, intima, che scava e che continua a rifuggire ogni definizione.
Con l’uscita del suo primo disco, l’artista consolida una cifra stilistica riconoscibile e personale che sfugge alle categorie di genere. La sua scrittura si muove con disinvoltura tra indie-pop, elettronica minimale e forma diaristica, senza mai sembrare in posa e in continua evoluzione.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Con “Vivo” i Morama trasformano l’introspezione in slancio elettronico

“Vivo” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 13 marzo 2026. Ci sono momenti in cui la vita non annuncia i suoi cambiamenti: semplicemente si mette in movimento. Come una marea che inizia a salire senza che ce ne accorgiamo, trasformando lentamente la linea dell’orizzonte. “Vivo” dei Morama nasce in quel punto preciso, quando qualcosa dentro smette di interrogarsi e comincia a procedere. Dopo aver attraversato territori interiori più densi nel lavoro precedente, qui lo sguardo si apre come una finestra al mattino. L’introspezione non scompare: cambia forma, diventa slancio. La produzione vibra di un’energia luminosa. Beat rapidi ed elastici scorrono sotto la superficie come correnti sotterranee, mentre le voci si moltiplicano e si intrecciano, sovrapponendosi come pensieri che arrivano tutti insieme nella quiete della notte. Nel suono c’è una strana nostalgia contemporanea: quella dei ricordi digitali, dei sogni che lampeggiano brevemente e poi restano sospesi nell’aria. Le parole sono essenziali, quasi segnali luminosi nel buio: occhi, sogni, orizzonte. Non spiegano, indicano una direzione. Come fari lontani che guidano chi attraversa il mare senza mappa. Poi, all’improvviso, la lingua cambia. Il tedesco entra nella canzone come un’inquadratura inattesa: una nuova strada, un’altra città possibile, la sensazione di trovarsi tra due luoghi e una sola promessa che continua a muoversi. Così “Vivo” diventa qualcosa di più di un brano luminoso dopo l’ombra. È un passaggio di stato, come quando la notte comincia a schiarire e i contorni delle cose tornano lentamente visibili. Non è più il tempo di chiedersi chi si è. È il momento di capire verso quale orizzonte si sta andando  e soprattutto con chi si sceglie di attraversarlo.

Foto: Gaia Miyuki Pozzi

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«Dopo il concept album NOSTOS, viaggio introspettivo tra paure e accettazione dell’identità artistica, i Morama rinascono con “Vivo” – primo singolo che anticipa il nuovo EP in uscita nell’autunno 2026.
“Vivo” segna una svolta luminosa: dove NOSTOS esplorava ansie e ombre, il nuovo brano apre le porte a speranza e amore. Il duo milanese abbraccia un sound UK garage ispirato alle produzioni di okgiorgio e Fred again.., con voci sped-up che evocano nostalgia, sample di chitarra, messaggi vocali e textures vocali.
È un raggio di luce dopo il buio, aria fresca dopo l’introspezione. Con “Vivo”, i Morama mostrano un eclettismo sonoro e tematico che caratterizzerà tutto il 2026, annunciando una nuova fase creativa senza dimenticare il percorso fatto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Velocità, smarrimento e incontri: la notte metropolitana secondo Salba con il nuovo singolo “Roma sembra Berlino”

“Roma sembra Berlino” è il nuovo singolo di Salba, uscito venerdì 13 marzo 2026. La notte non inizia davvero quando scende il buio. Inizia quando qualcuno accende una tastiera. Con “Roma sembra Berlino”, Salba apre una traiettoria luminosa tra pianoforte ed elettronica, come se la città venisse attraversata da correnti invisibili. I sintetizzatori pulsano, il piano si muove tra le ombre, e la musica comincia a camminare insieme alla notte: a tratti corre, poi rallenta, poi trattiene il respiro. Intorno, la città non è più solo strade e palazzi. Diventa un paesaggio mentale fatto di riflessi nei vetri, luci che si duplicano, corridoi urbani dove i passi rimbalzano come in un’eco lontana. I luoghi si sovrappongono, cambiano nome, cambiano lingua. Non importa più dove ci si trovi: ciò che conta è quella sensazione sottile di essere sempre a metà tra partenza e ritorno. Il brano vive proprio dentro questa tensione. Ambizione e disorientamento, velocità e sospensione. Il desiderio di muoversi e quello, quasi opposto, di trovare un punto fermo. Tra le pulsazioni elettroniche e le aperture del pianoforte, Salba costruisce una geografia emotiva dove la notte diventa uno spazio di ricerca. Nel frastuono urbano, tra treni che partono, vetrine accese e strade che sembrano non dormire mai, la musica suggerisce una cosa semplice e fragile: a volte l’unico orientamento possibile è l’incontro con qualcun altro. Una presenza improvvisa, un volto tra la folla, una voce che interrompe il flusso continuo della città. E allora il movimento smette di essere fuga. Diventa direzione. La notte smette di essere solo passaggio e si trasforma in una forma di consapevolezza.

Foto: Paracetamolo / Analog Milano

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«”Roma sembra Berlino” è una corsa contro il tempo, un viaggio tra notti infinite, palazzi di vetro e discoteche malinconiche. È la fotografia dell’essere sospesi, tra il bisogno di cambiare e il desiderio di restare, e nel caos della città trovare di un po’ di pace. In questo labirinto urbano, l’incontro con l’altro diventa un appiglio, una via di fuga, una scintilla che resiste. Scrivo canzoni per fermare il tempo, anche quando scappa. Racconto il bisogno di cambiare, di perdersi e ritrovarsi, di trovare pace nei posti sbagliati e nelle persone giuste. Con “Roma Sembra Berlino” continuo il mio viaggio tra nostalgia e rinascita, tra caos e leggerezza, cercando quel momento in cui tutto sembra possibile, anche solo per una notte.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Il progetto di Salba è una pellicola di istanti memorabili catturati dallo sguardo di un artista che ricorre alla musica per evadere da caos.
Emozioni autentiche che prendono forma tra pianoforte, musica suonata, elettronica e parole che sanno restare.
Busker, cantautore e producer siciliano, inizia il suo percorso a Milano nel 2019 e si fa notare a Musicultura. Dal brano Vivo solo contro il bullismo alla virale Canzone sul balcone, fino al primo album Sintesi, Salba costruisce un’identità sonora intensa e riconoscibile: atmosfere sognanti, batterie ibride, synth e un romanticismo contemporaneo.
Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo con Elastico: un brano che racconta evoluzione, incontri e una Milano notturna dove tutto scorre e tutto può succedere.
Una visione artistica chiara, un sound moderno e una storia pronta a crescere ancora.

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Comunicato stampa Pop

Fermare il tempo per un momento: “UN ALTRO POSTO” è il nuovo singolo di MET

“UN ALTRO POSTO” è il nuovo singolo di MET, uscito venerdì 6 marzo 2026. Una traccia che sembra nascere quando la città si svuota e le luci restano accese solo per abitudine. È una musica che non occupa spazio: si muove piano, come aria notturna che entra da una finestra socchiusa. L’elettronica non guida né impone direzioni, ma disegna una trama sottile, quasi invisibile, dentro cui la voce può muoversi con naturalezza, come se stesse pensando ad alta voce. Ricordi minimi, immagini che appartengono alla vita di tutti i giorni ma che, nel silenzio della notte, assumono un peso diverso; due presenze che condividono lo stesso silenzio. In quel clima sospeso bastano dettagli minuscoli – una mano che sfiora un tavolo, un respiro trattenuto, uno sguardo che dura un secondo in più – perché l’universo intero sembri contrarsi attorno a un punto preciso. È lì che accade qualcosa di semplice e misterioso: il tempo smette di correre. Tutto rallenta, come se qualcuno avesse abbassato il volume del mondo. In quel momento prende forma un luogo che non esiste sulle mappe. Non è fatto di strade né di coordinate, ma di presenza reciproca, di attenzione, di ascolto. “UN ALTRO POSTO” è forse proprio questo: uno spazio fragile che appare quando due solitudini si avvicinano abbastanza da riconoscersi. Un piccolo territorio di quiete dove restare per un attimo, mentre fuori la realtà continua a scorrere come un fiume nel buio. E in quell’attimo sospeso si capisce che, nonostante tutto, siamo ancora capaci di sentire.

Foto: Agnemag

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«“UN ALTRO POSTO” è un brano intimo e viscerale, costruito come un flusso di coscienza in cui ansie, ricordi e pensieri si rincorrono. Il tempo scorre veloce, la notte amplifica le emozioni e il rumore interiore sembra prendere il sopravvento, finché una mano che ti tocca interrompe tutto, crea un silenzio improvviso. Da lì nasce un altrove, “un altro posto”: uno spazio mentale e fisico in cui ritrovarsi, lontano dal peso del tempo e dalle inquietudini, dove il contatto diventa libertà. Il sesso, in questo scenario, non è evasione ma presenza assoluta, un luogo sicuro in cui fermarsi e respirare. Un posto in cui sperimentare per capire se siamo ancora in grado di provare delle emozioni così forti.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
MET intreccia cantautorato pop ed elettronica in un equilibrio costante tra energia e intimità. Le sue canzoni nascono dall’urgenza di raccontare emozioni autentiche – sogni, paure, fragilità, desideri e trasformazioni – mantenendo una forte connessione tra corpo e parole. La musica diventa così movimento, dentro e fuori: capace di far ballare ma anche di fermare il tempo e dar spazio alle parole. “Il movimento è vitale”.
Rifugge la forma-canzone tradizionale per cercare uno spazio più mobile, dove introspezione e clubbing convivono senza gerarchie. Le tracce parlano di generazioni sospese tra l’urgenza di sentire e la paura del tempo che scorre. Il movimento e la parola diventano elementi centrali di una poetica che usa il ritmo non solo come spinta fisica, ma come strumento emotivo.
Dopo diverse esperienze discografiche e live tra Italia e Spagna e una formazione attenta alla scrittura, MET consolida negli ultimi lavori una visione chiara: la musica come luogo altro, uno spazio in cui sperimentare, perdere l’equilibrio e verificare se si è ancora capaci di provare emozioni forti. Un percorso che unisce istinto e consapevolezza, e che trova oggi nuova forma nel suo prossimo progetto discografico “Si ballerà”.

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Comunicato stampa Indie Pop rock

Maree in quattro atti: “A due passi dal presente” è il nuovo EP di Sergio Russo

“A due passi dal presente” è il nuovo singolo di Sergio Russo, uscito venerdì 20 febbraio 2026. Quattro brani come quattro stagioni interiori, quattro stanze attraversate a piedi nudi: amori evaporati, cadute che spaccano il fiato, risalite che hanno il passo lento delle maree, metamorfosi che avvengono senza rumore, come crepe che si allargano nella notte. Dolore che brucia, perdita che scava, speranza che filtra, luce che ritorna come un’alba ostinata. È una narrazione in musica sull’imperfezione dell’essere umani, sull’arte fragile del perdono, su quella scintilla che permette di rialzarsi quando ogni fine sembra murata, irrevocabile. E allora il presente non è più un muro distante, ma una soglia sottile. La distanza si accorcia, si assottiglia, quasi scompare: siamo già lì, a due passi dalla possibilità di ricominciare.

Foto: Bianca Puleo

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«Con “A due passi dal presente”, Sergio Russo firma un ritorno autentico e intenso, un viaggio tra memoria e rinascita, dove ogni brano è una confessione trasformata in musica. Attraverso canzoni che parlano di amori finiti, di cadute e di risalite interiori, il cantautore milanese apre il cuore a un pubblico che si riconosce nei sentimenti più universali: il dolore, la perdita, la speranza, la luce che ritorna. Da “C’è bisogno di andare via”, ispirata a una storia reale di separazione e coraggio, al diavoletto innamorato di “Povero diavolo”, simbolo della trasformazione che l’amore può generare, fino all’introspezione lucida di “A due passi dal presente” e alla nostalgia romantica di “Sarebbe bello”, questo EP è un mosaico di emozioni vere, sospese tra passato e presente.
Un lavoro suonato e arrangiato con la sensibilità di chi conosce il peso delle parole e la potenza del silenzio: un racconto musicale che parla di umanità, di perdono, e della forza di rinascere sempre, anche quando tutto sembra finito.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Cantautore milanese, Sergio Russo porta avanti da sempre un percorso musicale guidato dal cuore e dalla sua autenticità, intrecciando esperienze personali e racconti di vita in una veste pop – dalla scorza rock – dal respiro moderno ma intriso di tradizione.
In uscita nel 2026 il suo nuovo EP, prodotto da Marco Zangirolami e Diego Montinaro: quattro brani che segnano un ritorno maturo e introspettivo.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Pop da camera in disfacimento: “Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE

“Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un inventario emotivo fatto di frammenti comuni, immagini quotidiane e idee storte, dove l’apparente banalità diventa materia narrativa. Dai rimpianti annebbiati di “Persi dentro un drink” alla sospensione stanca e appiccicosa di “Giorni morbid”i; dall’amore incerto, scomodo e poco elegante di “Mutande” fino alla ribellione breve e maldestra di “BOOSTER”, l’artista lombardo guarda una realtà instabile con uno sguardo diretto, personale e ironicamente disilluso. Ne esce un progetto pop irregolare e vivo, segnato da un’originalità concreta e senza fronzoli, capace di restare addosso come un odore familiare che non se ne va.

Foto: Enrico Luoni

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Meglio Tardi”, primo EP di SUPERTELE, è un viaggio che oscilla tra il disincanto giovanile e la voglia di trovare rifugio nelle piccole cose, nelle relazioni e nelle fughe immaginarie.Sette brani che oscillano tra ballad intime e ritmi più serrati, cuciti da un suono fatto di chitarre arpeggiate, synthdal gusto rétro e campionamenti della vita di tutti i giorni. I pezzi creano un’atmosfera sognante ma concreta, capace di raccontare fragilità, euforia e dolori quotidiani con un tono a tratti ironico, a tratti lirico. Un lavoro che unisce l’estetica sognante a testi che alternano poesia e linguaggio colloquiale, riuscendo a creare un’identità coerente e riconoscibile. Il risultato è un racconto sonoro coerente e personale, che alterna leggerezza e profondità, sguardi intimi e immagini surreali. “Meglio Tardi” è dedicato a chi cerca di dare senso al caos, a chi si perde e si ritrova in un bicchiere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SUPERTELE inizia a suonare a 10 anni. Da quando ne ha 13 scrive canzoni. Innamorato da adolescente del punk e del grunge suona in una serie di band in giro per la Brianza, Milano e il nord Italia. Con il passare degli anni, amplia il suo orizzonte musicale, sperimentando sonorità più psichedeliche e sperimentali, contaminandole con un approccio cantautorale nei testi. Durante la pandemia inizia a dedicarsi alla produzione musicale, gettando le basi per il suo progetto solista. In questa seconda vita artistica, mescola sample, suoni catturati dalla vita quotidiana e strumenti vintage, mantenendo lo spirito DIY che ha caratterizzato le sue origini. Il risultato è un sound ibrido che spazia tra alternative pop e lo-fi, con influenze elettroniche e momenti più ballabili. In questo progetto, SUPERTELE scrive, produce e canta la sua musica, occupandosi anche dell’intera componente visiva.

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Fonte: Costello’s Agency