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Comunicato stampa Indie Pop

Tra sogno e realtà: “Ma ti pare” è il nuovo EP di FAZIO

“Ma ti pare” è il nuovo EP di FAZIO, uscito martedì 20 maggio 2025. Una carezza di ricordi e verità svelate, sospinta dai ritmi leggeri di un pop che danza tra sogno e realtà. Le quattro tracce si aprono come pagine di un diario colorato, intrise di poesia e malinconia gentile, accarezzando l’anima di chi ascolta e lasciando dietro sé una scia di luce e nostalgia.

Foto: Alessandra Tagliavia

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«Questo EP arriva dopo la pubblicazione di 5 singoli, e segna un po’ una svolta nel mio percorso artistico. Ho abbandonato la volontà di stupire a tutti i costi e mi sono aperto all’idea di mostrare anche i miei lati meno “sensazionalistici”, sia musicalmente che personalmente parlando. Non a caso, sono tutti brani scritti in prima persona, tranne “Giovanni”, i cui personaggi sono comunque rappresentazioni di diverse parti di me.
Il titolo è “Ma ti pare”, che è la mia frase distintiva, che ripeto come un intercalare ogni qualvolta io mi ritrovi a discutere con qualcuno con cui mi trovo in disaccordo. È un po’ un invito a riconsiderare le proprie certezze perché, se c’è una cosa di cui sono sicuro, è che l’unica certezza siano i dubbi / sono i dubbi di cui dispongo / sono i dubbi che mi attanagliano / ogni cosa può essere messa in dubbio. Appunto.
Nel titolo c’è anche la radice del verbo “parere”, cioè apparire, che è un po’ il filo conduttore dell’EP, perché credo che nulla sia come è, mentre tutto è come appare. Con queste canzoni, che farei rientrare nel macro genere del pop, ho voluto mantenere una vena psichedelica e sognante, perché credo nel valore della indefinitezza e dei limiti come stimolo che costringono ad usare l’immaginazione per evadere dalla realtà.
Oltre ai due singoli già pubblicati, all’interno dell’EP si trova il mio primo feat. Ho contattato Lumen diverso tempo fa per farle scrivere una strofa ed è nata “Come sei”, che parla di un amore terminato, a cui si ripensa con la leggerezza di chi sa che la sofferenza è ormai finita, lasciando spazio a quei residui di dolcezza che erano rimasti annidati da qualche parte in fondo al cuore. Il brano verte tutto sull’ambiguità dell’inciso “chiudo gli occhi e rido perché so che ormai non ti penso”. Insomma, non pensare ad una cosa è impossibile già nel momento in cui si nega di starci pensando. Gli amori passano sì, ma non si dimenticano mai.
Il brano che chiude l’EP è “Fatti miei”, il mio appello al genere umano a dedicarsi alle proprie vicende senza immischiarsi in quelle altrui. Questa canzone era nata come canzone politica, pensando a tutte le figure di potere che credono di poter controllare il mondo intero imponendo  il proprio credo sugli altri, solo perché terrorizzati dalla diversità di ciò che non conoscono e/o non capiscono, e volendo pertanto limitarne l’esistenza. Mentre scrivevo mi colpiva sempre più la facilità con cui il parallelismo potesse essere fatto con la propria sfera individuale, nella quale molto spesso ci si lascia intimorire dall’ignoto senza lasciarsi andare e si finisce per precludersi la gioia che deriva dalle piccole cose e dalla diversità che ci circonda.
Ecco, questo è quello che direi del mio primo EP, una presentazione casereccia, così come è l’intero lavoro. Nato, cresciuto e maturato in casa mia, dalla quale ora finalmente potrà uscire!»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
FAZIO è un cantautore senza un posto fisso nel mondo, in qualunque senso lo si voglia intendere. Abita al nord, è cresciuto al centro, ma viene dal sud. La sua dimensione ideale è sicuramente il sovrappensiero, universo fatto di suoni sognanti, riverberi leggeri e melodie dolci e delicate. Insomma, ogni scusa è buona per evadere dalla realtà, mettendo tutto in dubbio e, soprattutto, senza prendere niente e nessuno troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency

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“Canzonetta” di FAZIO è la hit inaspettata del giorno

“Canzonetta” è il nuovo singolo di FAZIO, uscito martedì 1 aprile 2025. Come si scrive un pezzo pop impeccabile? Lungi da noi elencare delle ipotetiche top ten rules for success in stile Lou Pearlman, ma siamo pronti a scommettere che se esistono delle caratteristiche universali il brano in questione ne contiene in quantità elevata. Non è un caso che sia nato di getto, figlio di un bisogno viscerale di esprimersi; spesso le grandi canzoni fioriscono istintivamente dalla più pura spontaneità. È contro gli intellettualismi, ma tratta temi attuali, potremmo dire quasi impegnati; si forgia quindi sui contrasti e si sa che dove c’è conflitto c’è arte. La melodia è meravigliosamente catchy, rimane in testa al primo ascolto. Ma soprattutto è un brano pregno di ironia, peculiarità degli autori che amano cambiare prospettiva e affrontare le situazioni in modo innovativo. Sono solo canzonette, diceva qualcuno, ma mica tanto in fondo.

Foto: Alessandra Tagliavia

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«“Canzonetta” è una canzonetta, appunto, che vuole dimostrare come la musica pop e scanzonata possa anche avere qualcosa di impegnato da dire, senza la pretesa di dover essere necessariamente degli intellettuali.
È nata mentre ero nervosissimo perché non riuscivo a trovare una copisteria che facesse le fotocopie nel centro di Torino e stavo camminando a vuoto da circa tre quarti d’ora. A un certo punto mi sono fermato e ho realizzato che, preso dal mio nervoso, era la quarta volta che passavo davanti a un manipolo di una decina di esponenti di Fratelli d’Italia, tutti con i loro pullover grigio topo o blu notte, da cui spuntavano dei timidi colletti di camicie dai toni spenti. A coronare tutto ciò, quattro camionette della polizia a godersi il sole di novembre. C’erano quindi più agenti dei manifestanti, intenti a parlare delle proprie cose, nell’eventualità che dovessero intervenire a sventare chissà quale minaccia.
Davanti a quella visione, l’insofferenza accumulatasi nell’arco della giornata è esplosa di getto, e dal nulla mi è venuto il ritornello in testa. Dopo un paio d’ore ero a casa a concludere la stesura del pezzo, che è sicuramente il brano che ho scritto in meno tempo in tutta la mia vita.
È una canzone a cui ho imparato a voler bene, perché appena scritta la odiavo letteralmente. Mi imbarazzava e volevo venderla a qualcuno. Ne riconoscevo il potenziale ma mi infastidiva riconoscerci me. Poi il mio Yoda personale mi ha detto una frase illuminante: “finché non accetterai il fatto che tu sei anche questo, non potrai mai essere felice”.
E quindi eccola qui: Canzonetta. Il mio tentativo di cantare la mia preoccupazione per il futuro e per il mondo in cui viviamo, dove ognuno guarda a se stesso senza aver un’idea di collettività, dove l’odio dilaga senza freni e il bene sembra non avere altrettanta energia per contrastarlo in maniera efficace, dove i problemi anziché essere risolti vengono coperti con distrazioni effimere, e dove anziché alla cura di sé si pensa solo a trovare una cura.
Dovessi riassumerla in una frase sarebbe sicuramente la celebre citazione di Boris: “questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
FAZIO è un cantautore senza un posto fisso nel mondo, in qualunque senso lo si voglia intendere. Abita al nord, è cresciuto al centro, ma viene dal sud. La sua dimensione ideale è sicuramente il sovrappensiero, universo fatto di suoni sognanti, riverberi leggeri e melodie dolci e delicate. Insomma, ogni scusa è buona per evadere dalla realtà, mettendo tutto in dubbio e, soprattutto, senza prendere niente e nessuno troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Con “Giovanni” FAZIO celebra i losers

“Giovanni” è il nuovo singolo di FAZIO, uscito martedì 18 febbraio 2025. Nonostante il titolo, i personaggi che costellano la canzone sono svariati, tutti accomunati da un vivere incantato e tentennante. È il cantico degli eterni perdenti, una lode empatica quanto profondamente sincera.

Foto: Roberto Durso
Art direction: Alberto Ceccarelli

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Giovanni” è una canzone “corale”, in cui diversi protagonisti – tutti riconducibili all’autore – danno voce ai propri istinti e alle proprie velleità senza vergognarsene e accettandosi per quello che sono: dei simpatici miserabili. La canzone è divisa in due parti: nella prima abbiamo soltanto figure maschili, tutte macchiettistiche. Un po’ indolenti, un po’ svogliate, a tratti forse ambiziose, un po’ insicure, un po’ sognanti, leggermente grottesche e ingenue, sicuramente infantili e capricciose. Nell’eterna lotta tra il sentirsi accettati e l’accettare di essere sbagliati, comunque vada ne usciranno sconfitti. La seconda parte cambia completamente atmosfera e respiro e ha una sola protagonista, questa volta donna, di nome Serena. Serena è sicuramente la figura più poetica della canzone. Ragazza tragica, romantica, malinconica, così giovane eppure già così appesantita dalla vita e dalle decisioni che sono state prese per lei da chi dice di amarla dimostrandole tutt’altro. Con la vita che pian piano le scappa via di mano, se non può inseguire i suoi sogni per il timore di ripercussioni, può pur sempre continuare a sognarli in segreto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
FAZIO è un cantautore senza un posto fisso nel mondo, in qualunque senso lo si voglia intendere. Abita al nord, è cresciuto al centro, ma viene dal sud. La sua dimensione ideale è sicuramente il sovrappensiero, universo fatto di suoni sognanti, riverberi leggeri e melodie dolci e delicate. Insomma, ogni scusa è buona per evadere dalla realtà, mettendo tutto in dubbio e, soprattutto, senza prendere niente e nessuno troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency