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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo torna nostro: “La canzone del giorno libero” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“La canzone del giorno libero” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito venerdì 29 maggio 2026. Con “La canzone del giorno libero”, il cantautore di base a Ferrara trasforma una pausa minima in qualcosa di essenziale. Il brano si muove tra giornate tutte uguali, abitudini automatiche e il desiderio improvviso di sparire dal ritmo imposto delle settimane. Basta poco: camminare senza fretta, perdere tempo, tornare per qualche ora a una versione più leggera di sé. Saponaro racconta tutto con un’ironia quieta e malinconica, facendo del tempo sottratto alla routine una piccola forma di disobbedienza quotidiana.

Foto: Giulia Saponaro

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Tornare stanchi dal proprio lavoro, sentire di aver scalato la montagna più alta del mondo e avvertire quella sensazione di essere completamente inadatti a questo mondo; questo mondo che ti sembra così ben cucito addosso a tutti gli altri, che insegue ogni minuto scivolando per le scale del denaro, sorseggiando lo stipendio come un Martini dry in un bar a Manhattan. Svegliarsi il giorno seguente, vedere la propria pelle mutare e assumere un colore del tutto nuovo. Nessun cartellino da timbrare, nessun impegno. Come nel cartone animato “Momo alla conquista del tempo” di Enzo d’Alò, il fumo dei sigari dei signori grigi scompare e ti senti vivo, ti senti chi sei e chi sei sempre stato, rivedi i tuoi amici nella tua stanza, c’è il sole e comincia la musica.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Riconoscersi ancora: “Io dimentico tutto” è il nuovo singolo di Luca Rizzo

“Io dimentico tutto” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito martedì 26 maggio 2026. Un brano che si muove dentro uno spazio sospeso, dove le parole sembrano rivolte a qualcun altro ma finiscono per tornare sempre al punto di partenza: sé stessi. Luca Rizzo costruisce un electro-pop notturno, attraversato da slanci improvvisi e momenti di distanza, come luci riflesse sui vetri di una città vista troppo tardi. Più che raccontare una relazione, il brano segue il tentativo fragile di riconoscersi ancora, mentre tutto intorno perde nitidezza.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Io dimentico tutto” è un brano autobiografico che racconta il difficile percorso verso l’accettazione di sé. Attraverso immagini simboliche e frammenti intimi, la canzone attraversa fragilità, memoria e rinascita: i momenti in cui ci si sente invincibili e quelli in cui si torna a fare i conti con la realtà. L’abbraccio “tra la folla del metrò” diventa metafora di un incontro con sé stessi, dell’accettazione e del ritrovamento, mentre le luci che imitano il giorno evocano un passato segnato da cure, ferite e trasformazioni vissute in prima persona. È il racconto di chi, dopo essersi a lungo sentito distante da sé, trova finalmente il coraggio di riconoscersi e fare pace con se stesso.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Le pagine aperte di Zvrzi: “EP delle canzoni dal diario” è il nuovo disco

“EP delle canzoni dal diario” è il nuovo EP di Zvrzi, uscito venerdì 15 maggio 2026. Un’agenda emotiva nella quale Zvrzi raccoglie frammenti di tempo e li lascia scorrere senza forzarli. Le canzoni avanzano tra ricordi quotidiani, immagini leggere e pensieri che riaffiorano all’improvviso, mantenendo il tono intimo di qualcosa scritto prima ancora di essere cantato. Tra chitarre essenziali, piccole aperture elettroniche e melodie sospese, il disco trova una delicatezza spontanea, capace di trasformare esperienze personali in una nostalgia condivisa, semplice e disarmante.

Foto: Elisa Platia

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«”EP delle canzoni dal diario” nasce come un ritorno silenzioso e necessario.
I brani che compongono l’EP sono stati scritti in momenti diversi della vita di Zvrzi, lungo anni di cambiamenti, distanze e una lunga pausa artistica. Canzoni nate senza l’urgenza della pubblicazione, rimaste nel tempo come appunti personali, frammenti emotivi, pensieri affidati alla musica e poi lasciati in sospeso. Durante l’assenza dalle scene, queste canzoni sono rimaste chiuse, come pagine di un diario mai condiviso. Oggi vengono riportate alla luce nella loro forma più autentica.
Il progetto si muove tra indie-pop e cantautorato contemporaneo, con un suono essenziale e atmosferico: chitarre pulite, ritmiche morbide, elettronica discreta e spazi sonori ampi che lasciano respirare le parole. L’equilibrio tra malinconia e luce accompagna una scrittura diretta e confidenziale, fatta di immagini quotidiane, ricordi, relazioni e oggetti che diventano simboli del tempo passato. Ogni brano rappresenta una pagina, un momento, una traccia emotiva rimasta nel tempo. Insieme, costruiscono un archivio personale che attraversa gli anni e racconta la memoria con uno sguardo intimo, fragile e sincero. Un EP che non è solo una raccolta di canzoni: è la trasformazione di un tempo privato in una narrazione condivisa, un ritorno alla musica come spazio di verità e necessità.
L’album è arricchito da prestigiose collaborazioni: il mater di Mike Marsh (Sterling Sound, già al lavoro con Oasis e U2) per “Fiatpanda”, il mix e master di Anthony Rocky Gallo (Cigarettes After Sex) per “Millelire” e il master de “l’ultimovocale” firmato dal due volte vincitore ai Grammy Steve Fallone. Completano il progetto i contributi musicali di Anthony Sasso e la partecipazione alla chitarra di Alberto Tirelli (Tamango) in “cifacciamolestorie.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Zvrzi, al secolo Daniele Zurzolo, è un autore che canta, ma non solo. Un esuberante frullato colorato di idee alternative prestate al pop. Un poeta vintage stretto in un’epoca digitale, un momento romantico lento in un epoca cinica e veloce, che a suon di frasi evocative, disegni di quotidianità, suoni acustici, sintetici e arrangiamenti raffinati vi prenderà per mano e vi accompagnerà in un atmosfera capace di farvi viaggiare dal Tacheles di Berlino al Festival di Glastonbury, dalla NY glam degli anni 70 delle bambole alla Torino sotterranea e grigia dei primi anni zero.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Una casa fatta di respiri: dentro “Loved Ones”, l’EP d’esordio di June

“Loved Ones” è il nuovo EP di June, uscito venerdì 24 aprile 2026. Un debutto che si muove piano, come luce che filtra tra le stanze. June lascia entrare gli altri nel proprio spazio fragile, trasformando l’intimità in qualcosa che respira insieme. Tra trame leggere e silenzi abitati, le canzoni non cercano risposte: restano, si intrecciano, fanno posto. Il suono è vicino, essenziale, quasi sussurrato. Qui crescere non è difendersi, ma restare aperti, anche quando tremiamo.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Loved Ones” è un progetto che raccoglie già nel titolo la sua stessa essenza: storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti più cari.
Con questa pubblicazione June riprende le ispirazioni intimiste e quasi oniriche dei suoi lavori precedenti, infondendole però questa volta di una nuova e inedita leggerezza. Il filo conduttore del progetto è la gratitudine, il racconto del bene, la scoperta della quiete. L’ultima parola del disco è proprio “you”, tu, voi, l’altro – un finale quasi aperto che lascia persistente anche dopo l’ascolto il tema principale della pubblicazione: l’apertura verso ciò che è fuori da noi e l’elogio alle emozioni che questo contatto con l’esterno ci può regalare. “Loved Ones” è un disco intimo e sincero, una carezza sonora.

“Loved Ones” è un progetto di cui vado estremamente fiera. Dal punto di vista tecnico, rappresenta un punto altissimo del mio lavoro come produttrice e musicista: tutti i brani sono stati scritti, registrati, prodotti, mixati e masterizzati nella cantina di casa dei miei genitori. Soltanto io, qualche chitarra e una piccola tastiera midi. Un lavoro di auto-produzione veramente intenso, qualche volta quasi buffo e assurdo, sempre accompagnata dal mio amico e, se vogliamo, maestro Fra (Francesco Francia – FRNQ). Per quanto riguarda l’aspetto retorico, anche emotivo, “Loved Ones” è una raccolta preziosissima di ricordi di un periodo molto bello e libero. Ho scritto tante di queste canzoni di getto, improvvisamente, e in un modo totalmente spontaneo e sincero. Sono molto orgogliosa di aver trovato la modalità e lo spazio per esprimere quel sentimento bellissimo che è la gratitudine, in un modo che onora chi e ciò che lo ha fatto esistere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Tra crepe e synth: dentro i turbamenti di “US.A”, il nuovo singolo di Luca Rizzo

“US.A” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito martedì 14 aprile 2026. Un impianto electro-pop nervoso, fatto di pulsazioni continue e tessiture sintetiche che si sovrappongono, trascinando l’ascolto in una corsa senza pausa. Una traccia che non offre risposte né conclusioni: resta, come una crepa che continua a parlare.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”US.A” nasce da una forte delusione sentimentale e racconta le conseguenze emotive di un legame destabilizzante, capace di alterare a lungo il modo di guardare gli altri e se stessi. Tra accuse, ferite e perdita di riferimenti, il brano attraversa il tentativo di ritrovare se stessi dopo una relazione che ha lasciato segni profondi. Il ritornello “Non siamo mica l’America” diventa il rifiuto di vivere i rapporti come uno scontro, come un duello in cui qualcuno deve vincere e qualcun altro perdere. Il titolo “US.A” gioca su un doppio significato: richiama l’immaginario dell’America ma contiene anche il pronome inglese US, “noi”, trasformando il conflitto in qualcosa di intimo e personale.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Dentro “SACRO FUOCO”: il nuovo percorso di Flam Boy

“SACRO FUOCO” è il nuovo LP di Flam Boy, uscito venerdì 10 aprile 2026. Un invito a restare dentro ciò che accade senza cercare vie di fuga, lasciando che anche l’incertezza trovi il suo respiro. I brani nascono da una materia intima e si espandono gradualmente, mantenendo una leggerezza apparente sotto cui scorre una ricerca più profonda. Melodie immediate si intrecciano a immagini che sfuggono, in un equilibrio che non cerca mai una forma definitiva.

Foto: Dg Multimedia

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il disco:
«”Dopo anni di sperimentazione costellati di singoli con cui ho esplorato il pop mistico, a 10 anni di distanza dal mio primo disco rap, penso sia giunto il momento per un nuovo album, puro concentrato di un viaggio musicale passato per diversi mondi e generi.
In SACRO FUOCO il tema principale è la coppia come esperienza attraverso la quale è possibile entrare in contatto con l’essere oltre la persona.
Si passa dal riconoscimento attraverso uno sguardo o un sorriso, alla gratitudine per ogni momento condiviso. È un invito a tornare alla semplicità oltre le ambizioni, per riuscire a vivere appieno l’esperienza umana al di là delle circostanze nelle quali ci troviamo. SACRO FUOCO è omaggiare le forme più alte dell’amore verso le quali tendere e incamminarsi. Si presenta con sonorità leggere, moderne e melodie estremamente orecchiabili, ma allo stesso tempo vuole comunicare contenuti profondi. I brani nascono spesso da chitarra acustica, vocal loop e pochi altri strumenti, per poi prendere la loro forma definitiva grazie alla collaborazione con Edo Nocco, producer e polistrumentista ligure dotato di grande intuizione e gusto musicale. La collaborazione con Dsonthebeat, già a bordo delle mie precedenti esperienze, ha preso con questo disco una nuova forma, che è riuscita perfettamente a valorizzare e impacchettare la poliedricità del mio progetto e l’operato di Edo Nocco. È un disco ricco in molti sensi, che spero possa essere accolto al meglio nella scena indie pop italiana.
Il progetto grafico è una collaborazione fra le romantiche foto di Luca Pelucchi e il progetto grafico di DGmultimedia che è riuscita alla perfezione a portare gli scatti in una dimensione magica e poetica, in armonia con le sonorità del disco.”»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Ispirato dal mondo tutto e da alcuni mistici contemporanei e passati, Flam Boy fonde diversi generi musicali creando una dimensione unica nella quale immergersi, per godere di piacevoli estetiche sonore e parole che risuonano come ricordi senza tempo. Musica leggera, ma spirituale; cantautorato ascetico che però non si prende troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

“Nello Specchio”: Martina Gil e il coraggio di guardarsi dentro

Ci sono dischi d’esordio che cercano una direzione, e altri che nascono già come un gesto preciso. “Nello Specchio” di Martina Gil appartiene alla seconda categoria: quattro brani che non provano a dimostrare qualcosa, ma piuttosto a mettere a fuoco uno stato emotivo. Un autoritratto in divenire, costruito nel momento stesso in cui prende forma.

Il progetto si sviluppa attorno a un’idea semplice e inevitabile: guardarsi dentro. Ma quello che emerge non è mai lineare. Le canzoni si muovono tra relazioni che si incrinano, ricordi che tornano a galla e una quotidianità attraversata da inquietudini sottili. La scrittura alterna immagini dirette ad aperture più evocative, mantenendo sempre una tensione tra ciò che viene detto e ciò che resta sospeso.

All’interno di questo percorso, “Domenica” diventa uno dei punti più esposti. Qui la solitudine prende corpo in modo netto, legata alla fine di un legame e a quel vuoto che non si lascia riempire facilmente. Il brano si costruisce su una consapevolezza disarmante: non è vero che si dimentica davvero, si impara piuttosto a raccontarselo. Tra strofe intime e un ritornello che si apre senza protezioni, Martina Gil intercetta una fragilità condivisa, trasformandola in qualcosa di riconoscibile.

È proprio in questa capacità di stare dentro le crepe che Martina Gil trova il suo equilibrio. Il peso delle assenze, la difficoltà di riconoscersi dopo una perdita, la paura di restare soli nei momenti più sospesi: tutto convive senza mai cercare una sintesi forzata. Accanto, si intravede uno sguardo più lucido, quasi disincantato, che prova a fare i conti con la realtà senza smussarne gli angoli.

Con questo primo EP, Martina Gil non offre risposte, ma traccia una mappa emotiva essenziale.
Un punto fermo da cui partire, mentre il racconto – inevitabilmente – continua a cambiare forma.

Martina Gil è il progetto musicale di Martina Gandelli, talento emergente dell’indie-pop italiano classe 2003. La sua musica intreccia malinconia e dolcezza, creando brani che restano impressi.
Grazie all’incontro con la sua attuale band, composta da Francesca Bertola (batteria), Alessandro Monfroglio (chitarra elettrica) e Alberto Giovagnoli (basso), Martina ha trovato la chiave per portare il suo progetto musicale verso nuove sonorità, mescolando il cantautorato classico con sfumature indie moderne. Questa fusione crea un’identità musicale unica, capace di connettersi con il pubblico in modo diretto e sincero.
A marzo 2026, pubblica il suo primo EP “Nello Specchio”, la cui uscita è stata anticipata dal singolo “Domenica”.

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Fonte: RC Waves

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La nuova traiettoria emotiva di June: “Different Life” è il nuovo singolo

“Different Life” è il nuovo singolo di June, uscito venerdì 27 marzo 2026. June plasma un alt-folk che si espande, fluido, come sospeso in una gravità diversa. La voce resta raccolta, ma non protegge più: apre passaggi. Le parole smettono di chiudersi e si schiudono, come se un incontro avesse ridisegnato la geografia interiore, spostando il baricentro dall’ombra verso l’esterno.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«“Different Life” è la sublimazione di quella delicatezza che June continua a tessere con le sue ultime pubblicazioni. Un canto di gratitudine e di affetto, sostenuto da una produzione tanto luminosa quanto, come sempre, intima – fatta di echi steel e sussurrati. Una melodia sospesa e liberatoria e un testo impregnato di riconoscenza per il bene che ci viene fatto, spesso senza richiederlo e sempre nel momento in cui, senza saperlo, ne abbiamo più bisogno.

Questa canzone è per me il trionfo dell’ispirazione dietro le mie ultime pubblicazioni, che sarà disegnata completamente nel EP “Loved Ones”. Storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti a noi più cari.
Il mio sguardo, che prima era totalmente rivolto verso il passato e l’interno, con queste produzioni si apre totalmente verso l’esterno e verso il futuro, una finestra che viene spalancata, l’aria fresca che entra di nuovo nella stanza.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Quando il tempo diventa materia sonora: “Attimi Dopo” è il disco d’esordio di DEIRA

“Attimi Dopo” è il nuovo LP di DEIRA, uscito venerdì 27 marzo 2026. “Attimi Dopo” non racconta: scorre. DEIRA costruisce un disco che vive negli interstizi, dove ogni traccia è un frammento in transito – un prima che svanisce, un dopo che prende forma. Le relazioni si disfano e si riscrivono, le ferite cambiano pelle, il desiderio attraversa i giorni come una corrente sotterranea. È un percorso senza cesure, dove il tempo non è sfondo ma materia viva: stratifica, sposta, trasforma. L’indie-pop si intreccia a un’elettronica essenziale, rarefatta, che non invade ma accompagna, come un respiro che segue il movimento interno. Più che un disco, è una traiettoria: il suono di ciò che resta mentre tutto cambia.

Foto: Alessandro Marton

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La vita è fatta di attimi.
L’attimo richiama al presente ma è il susseguirsi di attimi che crea la vita in un continuo movimento, in un presente che diventa passato e che attende il futuro, passo dopo passo, in un moto perpetuo. È il movimento che ci fa stare in piedi.
Attimi che si susseguono come i fotogrammi di un film e ogni attimo compone la nostra vita, tutti sono necessari e insostituibili.
Spesso ci si concentra sugli attimi “principali” di una vita: una promozione importante, la festa di laurea, una proposta di matrimonio, la nascita di un figlio, la pensione, il primo bacio…
Ma cosa c’è prima e dopo? Che emozioni si provano? Che pensieri si muovono dentro di noi?
Esitazione, preoccupazione, dolore, spensierata, dubbio, euforia, nostalgia, paura, sollievo, soddisfazione…
Ci sembra sempre di avere infinito tempo, un po’ egocentrici diciamocelo … lo siamo… anche se non ce ne accorgiamo o non vogliamo ammetterlo. Crediamo di avere tutto sotto controllo, crediamo di aver infinito tempo, crediamo di essere per sempre. Eppure ogni cosa ha un suo momento, un suo spazio nella nostra vita.
Nulla è per sempre purtroppo, e per certe volte, per fortuna. Tutto è in divenire. Sempre. Anche quando non sembra. Noi, gli altri. Le relazioni sono come le scie lasciate dagli aerei nel cielo, a volte si incrociano con altre per tanto tempo, altre volte per un brevissimo tratto, altre volte invece si sfiorano e non si toccano mai. Le relazioni sono come il movimento delle onde nel loro andare e venire, continuo ma irregolare.
“Attimi Dopo” è una presa di coscienza e un atto di accettazione sulla vita e sul fatto di essere qui ora, dopo vari “attimi”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
DEIRA, all’anagrafe Erica Meneguzzo, è una cantautrice vicentina nata nell’agosto del 1999. Scrive e compone da sempre e si racconta con una scrittura ermetica e con immagini contrastanti ossimoriche e parole scelte con cura. Fin da bambina compone in inglese, ma trova successivamente nella lingua italiana il modo più diretto e completo per comunicare ciò che sente. Per lei la scrittura non è solo espressione, ma un atto necessario di essere.
Dalle aperture ai concerti di Damien Mc Fly ed Elisa Erin Bonomo, al palco del Noise Wave Festival a quello del Reset Festival – Glocal Sound, passando per le finali regionali di Arezzo Wave, alle finali dei I Visionatici – da cui nasce la collaborazione con l’etichetta Delma Jag Records – all’apertura a Chiamamifaro: il suo percorso non cerca la vetrina, ma un senso. Non segue strategie, ma necessità.
Due suoi brani, “Lividi di Gioia” e “Un Segnale dal Cielo”, sono stati scelti per la colonna sonora della serie internazionale The Kardashians, garantendo al suo lavoro un’esposizione globale, senza alterarne la direzione: una scrittura essenziale, tagliente, intima, che scava e che continua a rifuggire ogni definizione.
Con l’uscita del suo primo disco, l’artista consolida una cifra stilistica riconoscibile e personale che sfugge alle categorie di genere. La sua scrittura si muove con disinvoltura tra indie-pop, elettronica minimale e forma diaristica, senza mai sembrare in posa e in continua evoluzione.

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Fonte: Costello’s Agency

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Non restare sulla riva: la nuova visione sonora di Flam Boy con il singolo “FINO IN FONDO”

“FINO IN FONDO” è il nuovo singolo di Flam Boy, uscito martedì 10 marzo 2026. A volte una canzone non arriva: si apre, come una finestra nel sonno. Con “FINO IN FONDO”, Flam Boy sembra accendere una piccola lanterna dentro una stanza d’acqua. La musica galleggia lenta, come se qualcuno avesse lasciato cadere semi luminosi in uno stagno notturno. Intorno, il mondo si fa simbolo: fiori che respirano nel buio, petali che ricordano antiche costellazioni, acqua che impara di nuovo la trasparenza. Non c’è racconto lineare, né trama da seguire. Piuttosto un paesaggio interiore che prende forma a occhi socchiusi. Due presenze si avvicinano come correnti che finalmente si riconoscono nello stesso mare. Le mani diventano rami che si cercano nell’aria, la pelle una mappa calda dove passa una corrente quieta e invisibile. Il tempo qui sembra piegarsi, come in quei sogni dove si cammina senza sapere se si sta tornando o partendo. Tutto suggerisce un gesto semplice e antico: non tirarsi indietro, ma lasciarsi attraversare dalla profondità delle cose. Scendere, scendere ancora, fino a quando il fondo smette di essere paura e diventa dimora. La voce di Flam Boy si muove in questo spazio come un viaggiatore leggero, con un pop luminoso che non pesa mai ma porta con sé un sorriso obliquo, quasi spirituale, come se la canzone sapesse un segreto e lo raccontasse senza solennità. E così il brano si trasforma in una specie di sogno condiviso: un giardino sommerso dove le rose non pungono, il loto si apre lentamente e l’acqua custodisce ogni gesto. Non parla di fuga. Parla di immersione. Come se la vita, a volte, chiedesse soltanto questo: non restare sulla riva, ma entrare nell’acqua e lasciare che sia la profondità a insegnarci a respirare.

Foto: Dg Multimedia

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«FINO IN FONDO è un brano sperimentale che unisce il mondo del cantautorato più impegnato, a momenti musicali più leggeri, con richiami agli anni ’80. Dal punto di vista concettuale, si domanda fino a che punto sia giusto impegnarsi per mantenere una relazione viva e quanto ogni relazione possa far conoscere meglio sé stessi.  L’invito che viene rivolto all’ascoltatore è quello di provare fino all’ultimo prima di mollare, perché ritrovarsi è più facile, se si sta insieme all’altrx. Un viaggio all’interno della coppia con una visione tantrica, grazie alla quale è possibile realizzarsi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Ispirato dal mondo tutto e da alcuni mistici contemporanei e passati, Flam Boy fonde diversi generi musicali creando una dimensione unica nella quale immergersi, per godere di piacevoli estetiche sonore e parole che risuonano come ricordi senza tempo. Musica leggera, ma spirituale; cantautorato ascetico che però non si prende troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency