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Comunicato stampa Elettronica Internazionale

Ci sono giorni che iniziano dopo essere finiti​: “Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione

“Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione, uscito venerdì 9 ottobre 2026. Nel nuovo brano Marco Scipione attraversa la memoria di quei giorni che impariamo a riconoscere soltanto quando sono ormai lontani. Tra sassofoni trasformati dall’elettronica, distorsioni e paesaggi sonori in continua mutazione, il brano restituisce la sensazione di un passato che continua a cambiare forma dentro di noi. I ricordi diventano così frammenti di qualcosa che non possiamo più raggiungere, ma che continua silenziosamente a modificarci. Come fotografie lentamente sbiadite, in cui i contorni si perdono mentre ciò che abbiamo provato sembra farsi sempre più nitido.

Foto: Alessandra Fuccillo

Queste le parole con le quali il musicista presenta la traccia:
«”THOSE DAYS WILL NEVER RETURN” nasce da una sensazione che mi capita di provare spesso. Ogni istante è unico, ma in una maniera quasi claustrofobica: si può andare solo avanti e, per la maggior parte della nostra vita, non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Il brano è un inno a questo stato d’animo, rappresentato nel videoclip diretto da Marco Ciceri attraverso un’immagine tanto semplice quanto definitiva: qualcosa che sembra forte, quasi immortale, prende fuoco e inevitabilmente diventa cenere. Ciò che rimane, però, continua a testimoniare che qualcosa è esistito. Quello che resta può accompagnarci a lungo, trasformare il modo in cui ricordiamo e, in qualche modo, cambiare anche noi.
Il brano nasce dal tentativo di tradurre questa sensazione in musica. È eseguito con un sax modificato, ovvero un sassofono processato attraverso pedali per chitarra e spesso fatto passare attraverso amplificatori e cabinet. Nella parte centrale ho utilizzato un sidechain a pedale, una soluzione che adoro quando sento il bisogno di dare respiro alle composizioni più “spinte”. A questo si aggiungono distorsioni custom molto pesanti, combinate con diversi pitch shifter che mi permettono di trasformare il sassofono fino a ottenere sonorità vicine a quelle di chitarre e bassi distorti, e ambienti giganteschi pensati per dare la sensazione di essere travolti da un muro di suono.
A completare il setup ci sono un Moog per i bassi e una drum machine, entrambi controllati via MIDI da una pedaliera che utilizzo con il piede destro. Tutto avviene senza sovraincisioni: ogni suono viene generato, controllato e trasformato in tempo reale, senza l’ausilio di un computer.
È un limite che scelgo volontariamente e che mi piace esplorare.
Proprio all’interno di questi confini, nel tentativo costante di trasformare in suono sensazioni difficili da descrivere a parole, è nato “THOSE DAYS WILL NEVER RETURN”.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Scipione è un sassofonista e compositore italiano. Il suo lavoro si sviluppa nel punto di attrito tra respiro, metallo e trasformazione elettronica.
Attraverso sax, paperclip, voce e un sistema ibrido di dispositivi analogici e digitali, Scipione costruisce strutture sonore eseguite e controllate interamente in tempo reale senza computer e loop station. Droni e distorsioni diventano materia compositiva, gli strumenti vengono condotti fino al limite della loro riconoscibilità, legati solo al respiro del musicista.
Il suo passato da bassista nei territori del rock e del metal riaffiora nel suono e nell’uso della distorsione. Questa componente ha trovato spazio anche nel suo trio post-punk/hardcore DANG!, intrecciandosi con una lunga esperienza nel jazz e nell’improvvisazione.
Parallelamente alla ricerca solista, Scipione porta avanti una lunga attività internazionale: dal 2022 è sassofonista solista nei tour mondiali di Eros Ramazzotti e ha inoltre collaborato per dieci anni con Mario Biondi.
Nel 2024 pubblica per Cassis Records H(ost), il suo primo lavoro discografico in solo. Concepito come un esperimento radicale, il disco è stato registrato interamente dal vivo, in solo e senza sovraincisioni, al Bunker Studio di Brooklyn da John Davis dei Nerve.
Nel 2027 uscirà il suo nuovo album, prodotto da Matteo Cantaluppi (Cassis Records) e registrato al Mono Studio di Milano, con cui questa ricerca si amplia e il suo linguaggio raggiunge un nuovo grado di definizione e intensità.

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Fonte: Costello’s Agency

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Elettronica Intervista

Rievocare la sensazione di un luogo attraverso il suono. L’intervista a Marco Scipione

Abbiamo fatto qualche domanda al sassofonista Marco Scipione, fresco dello sperimentale disco d’esordio solista, per il quale ha avuto la percezione di essere “disperso in una foresta dove volevo andare da tempo”.

Artwork: Pietro Bonaiti

  • Dopo aver già pubblicato musica con i DANG!, la tua band post punk hardcore, “H(ost)” rappresenta il tuo vero e proprio debutto solista: che sensazione è aver rilasciato un progetto totalmente personale?
    Il lavoro compositivo con i DANG! è una palestra dove tutti portano idee e guidati dalla risolutezza del trio si arriva sempre ad una soluzione in modo molto efficiente. Invece, lavorare su un progetto originale in solo, da la sensazione di essere dispersi in una foresta. Se hai i mezzi e le capacità, puoi procacciarti cibo, acqua e costruire a mani nude una capanna, ma devi prendere delle decisioni. Devi seguire una direzione in un sentiero senza segnali e tirare dritto nella speranza di trovare degli indizi che ti suggeriscano cosa potrai trovare al prossimo checkpoint del tuo cammino. Al momento comincio a trovarmi bene in questa foresta e sto cercando di trarre ispirazione il più possibile da essa anche perché ci sono andato volontariamente e volevo farlo da tempo. Non è il primo disco di originali della mia vita (anzi…) ma è il primo in solo e sono molto emozionato anche solo ad immaginarne una sua evoluzione. Ovviamente averlo pubblicato è meraviglioso e mi sono tolto un gran peso dalle spalle che ora si stanno appesantendo nuovamente per il suo seguito.
  • Già dal titolo, il tuo disco esprime l’intenzione di unire generi e suggestioni diverse tra loro, dalla colonna sonora all’ambient, dal jazz alle influenze elettroniche, l’album include uno spettro di riferimenti poliedrico e sfaccettato. Qual è il filo rosso della tua ricerca sonora, al di là dell’utilizzo del sassofono?
    Penso siano i miei viaggi e la ricerca ossessiva di descriverla a suoni, non a melodie, come si potrebbe pensare da un sassofonista. Con suono intendo, texture sonora che rievoca in me la sensazione di un luogo. Ad esempio “Morning Mist” è la rappresentazione sonora delle mie passeggiate all’alba con il mio cane (Sergio) immersi nella nebbia più fitta, molto spesso al buio. Il telefono non squilla, si è in totale solitudine, al freddo, si ha la possibilità di pensare molto e per noi artisti è una cosa molto importante.
  • La stessa volontà di pubblicare un album dominato dal suono del sassofono può rappresentare un azzardo all’interno di un panorama musicale che esclude quasi totalmente la musica strumentale. Ciononostante, il tuo approccio artistico e sperimentale riesce a includere elementi pop che intrattengono e catturano l’ascoltatore; come riesci ad elaborare uno stile capace di non risultare eccessivamente virtuosistico?
    Semplicemente non ci penso, non mi sono mai posto il problema. “H(ost)” è quello che ero al momento della sua composizione senza nessun filtro, pensando solo ad esternare la semplice voglia di creare e cercare. Ovviamente è un disco che comprende una summa delle mie esperienze musicali, quindi anche il pop da cui ho appreso molto.

  • Oltre all’ampia varietà di generi toccati da “H(ost)”, dichiari di esserti ispirato a una gamma di prodotti culturali davvero ampia, dalla musica dei Radiohead ai videogiochi e alla cultura cinematografica. Come trasformi questo complesso background culturale in musica?
    Come un jazzista parla il suo linguaggio e affonda le mani nella tradizione senza pensarci attivamente, grazie al mio “Sassofono Modificato” ho la possibilità di esprimermi in 4 dimensioni e creare senza nessun tipo di filtro. I videogame, i manga, le colonne sonore, il rock, il death, i viaggi durante i tour, sono già parte di quello che sono perciò, nel momento esatto in cui mi esprimo, queste cose riaffiorano naturalmente, senza che io debba sforzarmi per farlo.
  • Al di là della tua attività di musicista dal vivo e session man, con questo progetto hai avuto la possibilità di esprimere a pieno il lato più intimo e personale della tua riflessione artistica. Che sensazioni vorresti trasmettere attraverso il suono di “H(ost)”?
    La prima cosa di cui mi preoccupo quando riascolto il brano che ho appena registrato è se riesce a trasmettere il “colore” che ho in mente a me stesso. Devo sentire lo stomaco che si stringe in una leggera sofferenza, allora capisco che la direzione è giusta. Penso che ognuno di noi elabori la realtà in maniera differente e di conseguenza anche le emozioni che si provano ascoltando musica. Spero di trasmettere, anche solo in parte, quello che provo durante la composizione ripensando ai miei viaggi e alle mie esperienze nell’intimità del mio studio.

BIO
Marco Scipione è un sassofonista italiano considerato uno dei nomi più rilevanti della scena emergente. Sassofonista anomalo, virtuoso nel jazz e nella fusion ma con un solido background nel rock e nel metal, è uno dei principali utilizzatori di effetti sul suo strumento che distorce e modifica ispirandosi a Kurt Cobain, ai riff di Tom Morello e alle suggestioni sonore eteree dei Radiohead. Un approccio che esprime a pieno nel suo trio post punk hardcore DANG!
La passione per le colonne sonore, la musica di ricerca, i videogames hanno spinto Marco a continue esplorazioni sonore, maturate in diversi progetti e concerti in solo.
L’anima rock e quella sperimentale si chiudono in un perfetto ed eterogeneo triangolo musicale con la sua attività di session man che lo vedono girare il mondo assieme ad alcuni dei più autorevoli artisti pop e jazz italiani (Eros Ramazzotti, Mario Biondi, Tommaso Paradiso).
“H(ost)” è il debutto di Marco Scipione come solista. Registrato al Bunker Studio di Brooklyn è un disco di solo sax, senza sovraincisioni o loop.

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Comunicato stampa

Il viaggio ipnotico di Marco Scipione

“H(ost)” è il nuovo LP di Marco Scipione, uscito martedì 8 ottobre 2024 via Cassis Records. Suoni distensivi e atmosfere tanto sperimentali quanto estatiche. E poi, parafrasando un altro noto musicista italiano di formazione jazz, c’è un sax che spinge a fondo “come ciclisti gregari in fuga”.

Foto: Alessandra Fuccillo

Queste le parole con le quali il musicista presenta il disco:
«Con “H(ost)” ho voluto esplorare la parte più intima, dolorosa e pura della mia dedizione alla musica. Spingere all’estremo il processo di ricerca sonora e personale che porto avanti da anni. Ho lasciato che le cose che amo di più ispirassero il mio sviluppo creativo e il processo di scrittura: dal mio cane Sergio ai Radiohead, dalle colonne sonore di film e videogame al jazz.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Marco Scipione è un sassofonista italiano considerato uno dei nomi più rilevanti della scena emergente. Sassofonista anomalo, virtuoso nel jazz e nella fusion ma con un solido background nel rock e nel metal, è uno dei principali utilizzatori di effetti sul suo strumento che distorce e modifica ispirandosi a Kurt Cobain, ai riff di Tom Morello e alle suggestioni sonore eteree dei Radiohead. Un approccio che esprime a pieno nel suo trio post punk hardcore DANG!
La passione per le colonne sonore, la musica di ricerca, i videogames hanno spinto Marco a continue esplorazioni sonore, maturate in diversi progetti e concerti in solo.
L’anima rock e quella sperimentale si chiudono in un perfetto ed eterogeneo triangolo musicale con la sua attività di session man che lo vedono girare il mondo assieme ad alcuni dei più autorevoli artisti pop e jazz italiani (Eros Ramazzotti, Mario Biondi, Tommaso Paradiso).
“H(ost)” è il debutto di Marco Scipione come solista. Registrato al Bunker Studio di Brooklyn è un disco di solo sax, senza sovraincisioni o loop.

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Comunicato stampa

Il sax rivoluzionario di Marco Scipione

“New Rise” è il nuovo singolo di Marco Scipione, uscito martedì 16 luglio 2024. Un brano ammaliante che trascina nell’occulto. Il sassofonista pavese ama da sempre aprire nuove porte, ma qui riesce a portare la sperimentazione del proprio strumento a un livello superiore. Ascoltare per credere.

Foto: Alessandra Fuccillo

Queste le parole con le quali il musicista presenta la traccia:
«Con “New Rise” Marco Scipione inaugura il suo percorso sperimentale solista, tra musica ciclica, pulsazioni elettroniche e drone music. Il brano, come tutto l’album “H(ost)” (in uscita ad ottobre 2024 per Cassis Records) è stato registrato e mixato al BUNKER STUDIO di Brooklyn utilizzando esclusivamente il sassofono che lo ha reso un apprezzatissimo musicista all’interno del panorama italiano.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Scipione è un sassofonista italiano considerato uno dei nomi più rilevanti della scena emergente. Sassofonista anomalo, virtuoso nel jazz e nella fusion ma con un solido background nel rock e nel metal, è uno dei principali utilizzatori di effetti sul suo strumento che distorce e modifica ispirandosi a Kurt Cobain, ai riff di Tom Morello e alle suggestioni sonore eteree dei Radiohead. Un approccio che esprime a pieno nel suo trio post punk hardcore DANG!
La passione per le colonne sonore, la musica di ricerca, i videogames hanno spinto Marco a continue esplorazioni sonore, maturate in diversi progetti e concerti in solo.
L’anima rock e quella sperimentale si chiudono in un perfetto ed eterogeneo triangolo musicale con la sua attività di session man che lo vedono girare il mondo assieme ad alcuni dei più autorevoli artisti pop e jazz italiani (Eros Ramazzotti, Mario Biondi, Tommaso Paradiso).
“H(ost)” è il debutto di Marco Scipione come solista. Registrato al Bunker Studio di Brooklyn è un disco di solo sax, senza sovraincisioni o loop.

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Fonte: Costello’s Agency