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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Dare forma al vuoto: “Non ho più voglia di fare niente è il nuovo singolo dei Narcadian

“Non ho più voglia di fare niente” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 10 aprile 2026 via Costello’s Records. Un canto sospeso, quasi infantile, ma attraversato da ombre elettroniche e da un senso di stasi che si insinua lentamente. Le corde si muovono con lentezza, tracciando linee che sembrano trascinarsi, mentre l’atmosfera resta immobile, come una notte che fatica a dissolversi. Poi qualcosa cambia: il ritmo si ispessisce, lo spazio sonoro si contrae, e quella quiete iniziale si trasforma in un confronto più diretto, dove la mancanza di risposte diventa presenza tangibile.

Foto: Lorenzo Albano

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Non ho più voglia di fare niente” è un brano decisamente pessimista, la morte definitiva della speranza e la mancanza di stimoli, affrontato in un dialogo con il creatore, fabbricato dall’uomo per conferire un senso ad una vita insoddisfacente dentro una natura ostile.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica Indie

Disarticolare il groove per sopravvivere: “GDTD” è il nuovo singolo di Trust the Mask

“GDTD” è il nuovo singolo di Trust the Mask, uscito venerdì 20 marzo 2026 via Costello’s Records. Una traccia che si muove in una zona liminale dell’elettronica contemporanea, dove il ritmo smette di essere funzione e diventa struttura percettiva. Abbraccia una trama irregolare, fatta di loop instabili e micro-variazioni che sabotano qualsiasi linearità: il groove non si consolida mai del tutto, resta in bilico, continuamente sul punto di slittare. È un’elettronica che rifiuta la pulizia, preferendo una superficie porosa, attraversata da imperfezioni che diventano linguaggio. Anche la voce agisce come impulso ritmico e presenza timbrica, contribuendo a disarticolare ulteriormente la percezione del tempo. Il risultato è un ambiente sonoro che funziona per accumulo e reiterazione. La ripetizione non è mai neutra: si carica progressivamente di tensione, fino a trasformarsi in una forma di pressione percettiva. L’ascolto diventa fisico, quasi compulsivo, ma senza mai concedere una vera risoluzione. Quando il brano si interrompe, lo fa per sottrazione netta, lasciando un vuoto che non chiude ma prolunga l’esperienza. Più che una traccia, “GDTD” è un dispositivo: attiva, altera, e poi abbandona l’ascoltatore in uno stato di sospensione vigile.

Foto: Ottavia Segalla
Make-Up: Giulia Bianchini

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«”GDTD” sta per Going Down The Drain. Ma qui non si parla di rovina economica, è un altro tipo di caduta, una discesa verso qualcosa che ti brucia e soffoca. Il tempo, la nostra unica ricchezza personale e collettiva, sembra ormai privilegio per pochi. I restanti sono, siamo, topi d’ufficio senza un secondo da poter vivere e con uno spazio molto ristretto dove poterci muovere.
Una gabbia che si limita a dei rapporti sociali effimeri e basati sul condividere produttività e omologazione. Quello che rimane è una breve uscita dove si rincorrono frettolosamente le speranze e le emozioni reali, ma quando le si sta per raggiungere è già ora di rientrare in gabbia. Non assomiglia forse all’inferno? 
E allora balliamo su ritmi incalzanti e synth psichedelici e imperfetti, urliamo su una voce acida e sfuggente, privata ormai di tutta la pazienza, esasperata da questo circolo vizioso.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Trust the Mask nasce come reazione verso un mondo anestetizzato, un progetto che vuole rompere l’abitudine e l’indifferenza attraverso un suono elettronico che mescola oscurità e tensione dance, usando la musica come sfogo, come festa, come rito di espiazione.
Il duo, formato da Elisa Dal Bianco (violino, elettronica) e Vittoria Cavedon (voce), pubblica nel 2023 “Idiom” (Bronson Recordings), accolto dalla stampa nazionale e internazionale e portato dal vivo in oltre 50 date, tra festival come Color Fest, Ypsigrock, Santarcangelo, White Show per Milano Fashion Week, Passatelli in Bronson e altri, in apertura ad artisti quali Daniela Pes, Anna Calvi, Ninos Du Brasil ed Editors.
Nel 2026 uscirà “ITCH” (Costello Records): un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea.
Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Con “Vivo” i Morama trasformano l’introspezione in slancio elettronico

“Vivo” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 13 marzo 2026. Ci sono momenti in cui la vita non annuncia i suoi cambiamenti: semplicemente si mette in movimento. Come una marea che inizia a salire senza che ce ne accorgiamo, trasformando lentamente la linea dell’orizzonte. “Vivo” dei Morama nasce in quel punto preciso, quando qualcosa dentro smette di interrogarsi e comincia a procedere. Dopo aver attraversato territori interiori più densi nel lavoro precedente, qui lo sguardo si apre come una finestra al mattino. L’introspezione non scompare: cambia forma, diventa slancio. La produzione vibra di un’energia luminosa. Beat rapidi ed elastici scorrono sotto la superficie come correnti sotterranee, mentre le voci si moltiplicano e si intrecciano, sovrapponendosi come pensieri che arrivano tutti insieme nella quiete della notte. Nel suono c’è una strana nostalgia contemporanea: quella dei ricordi digitali, dei sogni che lampeggiano brevemente e poi restano sospesi nell’aria. Le parole sono essenziali, quasi segnali luminosi nel buio: occhi, sogni, orizzonte. Non spiegano, indicano una direzione. Come fari lontani che guidano chi attraversa il mare senza mappa. Poi, all’improvviso, la lingua cambia. Il tedesco entra nella canzone come un’inquadratura inattesa: una nuova strada, un’altra città possibile, la sensazione di trovarsi tra due luoghi e una sola promessa che continua a muoversi. Così “Vivo” diventa qualcosa di più di un brano luminoso dopo l’ombra. È un passaggio di stato, come quando la notte comincia a schiarire e i contorni delle cose tornano lentamente visibili. Non è più il tempo di chiedersi chi si è. È il momento di capire verso quale orizzonte si sta andando  e soprattutto con chi si sceglie di attraversarlo.

Foto: Gaia Miyuki Pozzi

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«Dopo il concept album NOSTOS, viaggio introspettivo tra paure e accettazione dell’identità artistica, i Morama rinascono con “Vivo” – primo singolo che anticipa il nuovo EP in uscita nell’autunno 2026.
“Vivo” segna una svolta luminosa: dove NOSTOS esplorava ansie e ombre, il nuovo brano apre le porte a speranza e amore. Il duo milanese abbraccia un sound UK garage ispirato alle produzioni di okgiorgio e Fred again.., con voci sped-up che evocano nostalgia, sample di chitarra, messaggi vocali e textures vocali.
È un raggio di luce dopo il buio, aria fresca dopo l’introspezione. Con “Vivo”, i Morama mostrano un eclettismo sonoro e tematico che caratterizzerà tutto il 2026, annunciando una nuova fase creativa senza dimenticare il percorso fatto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Velocità, smarrimento e incontri: la notte metropolitana secondo Salba con il nuovo singolo “Roma sembra Berlino”

“Roma sembra Berlino” è il nuovo singolo di Salba, uscito venerdì 13 marzo 2026. La notte non inizia davvero quando scende il buio. Inizia quando qualcuno accende una tastiera. Con “Roma sembra Berlino”, Salba apre una traiettoria luminosa tra pianoforte ed elettronica, come se la città venisse attraversata da correnti invisibili. I sintetizzatori pulsano, il piano si muove tra le ombre, e la musica comincia a camminare insieme alla notte: a tratti corre, poi rallenta, poi trattiene il respiro. Intorno, la città non è più solo strade e palazzi. Diventa un paesaggio mentale fatto di riflessi nei vetri, luci che si duplicano, corridoi urbani dove i passi rimbalzano come in un’eco lontana. I luoghi si sovrappongono, cambiano nome, cambiano lingua. Non importa più dove ci si trovi: ciò che conta è quella sensazione sottile di essere sempre a metà tra partenza e ritorno. Il brano vive proprio dentro questa tensione. Ambizione e disorientamento, velocità e sospensione. Il desiderio di muoversi e quello, quasi opposto, di trovare un punto fermo. Tra le pulsazioni elettroniche e le aperture del pianoforte, Salba costruisce una geografia emotiva dove la notte diventa uno spazio di ricerca. Nel frastuono urbano, tra treni che partono, vetrine accese e strade che sembrano non dormire mai, la musica suggerisce una cosa semplice e fragile: a volte l’unico orientamento possibile è l’incontro con qualcun altro. Una presenza improvvisa, un volto tra la folla, una voce che interrompe il flusso continuo della città. E allora il movimento smette di essere fuga. Diventa direzione. La notte smette di essere solo passaggio e si trasforma in una forma di consapevolezza.

Foto: Paracetamolo / Analog Milano

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«”Roma sembra Berlino” è una corsa contro il tempo, un viaggio tra notti infinite, palazzi di vetro e discoteche malinconiche. È la fotografia dell’essere sospesi, tra il bisogno di cambiare e il desiderio di restare, e nel caos della città trovare di un po’ di pace. In questo labirinto urbano, l’incontro con l’altro diventa un appiglio, una via di fuga, una scintilla che resiste. Scrivo canzoni per fermare il tempo, anche quando scappa. Racconto il bisogno di cambiare, di perdersi e ritrovarsi, di trovare pace nei posti sbagliati e nelle persone giuste. Con “Roma Sembra Berlino” continuo il mio viaggio tra nostalgia e rinascita, tra caos e leggerezza, cercando quel momento in cui tutto sembra possibile, anche solo per una notte.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Il progetto di Salba è una pellicola di istanti memorabili catturati dallo sguardo di un artista che ricorre alla musica per evadere da caos.
Emozioni autentiche che prendono forma tra pianoforte, musica suonata, elettronica e parole che sanno restare.
Busker, cantautore e producer siciliano, inizia il suo percorso a Milano nel 2019 e si fa notare a Musicultura. Dal brano Vivo solo contro il bullismo alla virale Canzone sul balcone, fino al primo album Sintesi, Salba costruisce un’identità sonora intensa e riconoscibile: atmosfere sognanti, batterie ibride, synth e un romanticismo contemporaneo.
Nel 2025 inaugura un nuovo capitolo con Elastico: un brano che racconta evoluzione, incontri e una Milano notturna dove tutto scorre e tutto può succedere.
Una visione artistica chiara, un sound moderno e una storia pronta a crescere ancora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

L’entropia dell’esistenza secondo i Narcadian: “Atomi” è il nuovo singolo

“Atomi” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 3 marzo 2026 via Costello’s Records. Al centro del brano affiora una consapevolezza radicale: l’essere umano come semplice configurazione di materia, un intreccio temporaneo di particelle in cui la coscienza appare più come un incidente momentaneo che come un privilegio stabile. In questo orizzonte, ciò che di solito chiamiamo identità non è altro che una forma provvisoria. Le linee musicali, ripetitive e distaccate, accompagnano un testo che attraversa temi come la famiglia, la conoscenza o il successo senza mai fermarsi davvero su di essi. Tutto viene osservato come una costruzione fragile, un tentativo umano di dare senso e struttura a un passaggio destinato comunque a dissolversi. Il destino finale non assume toni tragici ma naturali: la materia torna alla materia, seguendo il lento lavoro dell’entropia e della decomposizione. Anche l’idea di una presenza divina rimane lontana, quasi separata da un silenzio definitivo, senza promessa di intervento. “Atomi” resta così in bilico tra lucidità filosofica e atmosfera crepuscolare, raccontando la vita come un fragile istante di aggregazione, una breve scintilla nella lunga deriva della materia.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Atomi” è un brano esistenzialista, freddo e nichilista. Canta la realizzazione dell’uomo di non essere altro che materia organica in pasto all’entropia e alla decomposizione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica

“Alone Song” dimora nell’“entre-deux”: il nuovo singolo di Giulia Impache ft. Charlotte Jacobs

“Alone Song” è il nuovo singolo di Giulia Impache ft. Charlotte Jacobs, uscito martedì 10 febbraio 2026. “Alone Song” non è semplicemente una traccia: è una fenditura nel calendario, una parentesi che si rifiuta di chiudersi. Invece di occupare uno spazio definito nella cronologia discografica, si installa in una zona d’ombra, come una stanza lasciata volutamente incompleta. Giulia Impache non pubblica un singolo: apre un varco.
L’artista torinese possiede una qualità rara nel panorama italiano attuale: non racconta, evoca. Non definisce: suggerisce. Ogni parola è più eco che dichiarazione, più impronta che frase compiuta. In questo paesaggio poroso, la voce di Charlotte Jacobs entra come una corrente fredda: non dialoga, non risponde, ma sposta l’asse.
La produzione lavora per sottrazione e rarefazione: silenzi abitati, riverberi cavernosi, micro–scarti, vibrazioni minime che tremano ai bordi del suono. “Alone Song” si colloca così in un territorio ibrido, liminare, refrattario alle etichette: tra canzone smontata, paesaggio ambientale emotivo e pop sperimentale che non cerca consenso né conforto.

Foto: Pierluca Esposito

Queste le parole con le quali l’artista presenta la canzone:
«“Alone Song” è una pubblicazione autonoma che segna il passaggio tra il precedente album e il lavoro discografico attualmente in produzione. Il brano nasce come una composizione liminale, sospesa tra due fasi creative, e si distingue per un immaginario fortemente etereo e psichedelico. Al centro della traccia si muove Bimba Splendente, mio avatar narrativo: una figura cosmica che attraversa paesaggi interstellari e riflette le contraddizioni dell’esperienza umana. La scrittura procede per immagini e suggestioni, privilegiando un approccio evocativo più che narrativo. In “Alone Song” è presente la meravigliosa artista Charlotte Jacobs, la cui timbrica vocale impreziosisce e approfondisce il carattere atmosferico della composizione, aggiungendo una delicatezza vibrante al suono complessivo. Ne emerge un brano sospeso, che vive in un territorio proprio, senza appartenere pienamente né al passato né al futuro.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Giulia Impache è una cantante e compositrice italiana. Il suo suono e la sua ricerca musicale esplorano la voce in relazione al corpo su un piano tecnico ed emotivo. Si tiene lontana da etichette e generi, cercando di mantenere la sua natura ibrida, data dalla miscela di influenze che vanno dalla musica antica al folk e dall’ambient all’elettronica “spaziale”. Aperta all’ascolto, è stata in grado di plasmare una miscela stilistica e sonora che coinvolge la voce come strumento per creare suoni avvolgenti, eterei e oscuri.
La sua ricerca mira anche a rompere il legame canonico con le parole. Sperimentando con le sonorità, si trova a parlare nuovi linguaggi basati sulla connotazione, sul fonema libero da qualsiasi legame concettuale predefinito, lo stesso impasto emotivo ed evocativo che un suono può portare.
Con il successo del primo album, “IN:titolo”, si è esibita sui palchi di venue storiche italiane come il Magnolia di Milano e il 30 Formiche di Roma, e ha inoltre aperto uno dei tour più attesi del 2025, quello del ritorno de I Cani, nelle due date torinesi al Teatro della Concordia. A fine anno, il suo esordio risulta tra i migliori album italiani del 2025 per Rolling Stone Italia, Wired, Soundwall, Impatto Sonoro, Indie Roccia, Infinite Jest e Prince Faster, oltre a essere consigliato da L’Indiependente, Sei Tutto l’Indie e Menti Sommerse.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Pop da camera in disfacimento: “Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE

“Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un inventario emotivo fatto di frammenti comuni, immagini quotidiane e idee storte, dove l’apparente banalità diventa materia narrativa. Dai rimpianti annebbiati di “Persi dentro un drink” alla sospensione stanca e appiccicosa di “Giorni morbid”i; dall’amore incerto, scomodo e poco elegante di “Mutande” fino alla ribellione breve e maldestra di “BOOSTER”, l’artista lombardo guarda una realtà instabile con uno sguardo diretto, personale e ironicamente disilluso. Ne esce un progetto pop irregolare e vivo, segnato da un’originalità concreta e senza fronzoli, capace di restare addosso come un odore familiare che non se ne va.

Foto: Enrico Luoni

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Meglio Tardi”, primo EP di SUPERTELE, è un viaggio che oscilla tra il disincanto giovanile e la voglia di trovare rifugio nelle piccole cose, nelle relazioni e nelle fughe immaginarie.Sette brani che oscillano tra ballad intime e ritmi più serrati, cuciti da un suono fatto di chitarre arpeggiate, synthdal gusto rétro e campionamenti della vita di tutti i giorni. I pezzi creano un’atmosfera sognante ma concreta, capace di raccontare fragilità, euforia e dolori quotidiani con un tono a tratti ironico, a tratti lirico. Un lavoro che unisce l’estetica sognante a testi che alternano poesia e linguaggio colloquiale, riuscendo a creare un’identità coerente e riconoscibile. Il risultato è un racconto sonoro coerente e personale, che alterna leggerezza e profondità, sguardi intimi e immagini surreali. “Meglio Tardi” è dedicato a chi cerca di dare senso al caos, a chi si perde e si ritrova in un bicchiere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SUPERTELE inizia a suonare a 10 anni. Da quando ne ha 13 scrive canzoni. Innamorato da adolescente del punk e del grunge suona in una serie di band in giro per la Brianza, Milano e il nord Italia. Con il passare degli anni, amplia il suo orizzonte musicale, sperimentando sonorità più psichedeliche e sperimentali, contaminandole con un approccio cantautorale nei testi. Durante la pandemia inizia a dedicarsi alla produzione musicale, gettando le basi per il suo progetto solista. In questa seconda vita artistica, mescola sample, suoni catturati dalla vita quotidiana e strumenti vintage, mantenendo lo spirito DIY che ha caratterizzato le sue origini. Il risultato è un sound ibrido che spazia tra alternative pop e lo-fi, con influenze elettroniche e momenti più ballabili. In questo progetto, SUPERTELE scrive, produce e canta la sua musica, occupandosi anche dell’intera componente visiva.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Normalità tossica: “Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 30 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano che nasce nel punto esatto in cui il disgusto smette di scandalizzare e diventa abitudine, dove l’abitudine si cristallizza in disincanto cronico, in una forma di assuefazione collettiva. Non c’è più shock, non c’è più reazione: solo una permanenza stanca dentro ciò che ci repelle. Sesso esibito, resti, scarti, chiacchiera continua – il nutrimento quotidiano di un Paese che non distingue più tra ciò che guarda e ciò che subisce, tra consumo e dipendenza.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Italia Sei” è un brano cupo che segue il filone più “dark” della musica trip hop e della new wave. Un lamento volgare ed indiscreto, una critica satirica alla sufficienza del mondo dell’intrattenimento italiano e all‘utilizzo dell’arte e dello spettacolo come sedativo per le masse. In sostanza, una canzone contro la tele-spazzatura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Comunicato stampa Elettronica Indie

Vite di plastica: “PUPPET” è il nuovo singolo di Trust the Mask

“PUPPET” è il nuovo singolo di Trust the Mask, uscito venerdì 23 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un orizzonte distorto, dove ciò che chiamiamo reale non è che un teatro di simulacri, un mosaico di illusioni clonate. Trust the Mask riaffiora sulla scena con il nuovo singolo, “PUPPET”: uno sguardo lucido e amaro sull’anestesia emotiva del presente. Tra liriche impregnate di disincanto, aridità e disillusione, e una tessitura elettronica fredda, straniante, quasi disumana, il duo vicentino scolpisce un paesaggio sonoro magnetico, capace di avvolgere l’ascoltatore fino a fagocitarlo. Un manifesto sonoro intenso e cosciente, saturo di un’inquietudine ardente e di una frustrazione che non trova requie.

Foto: Ottavia Segalla
Make-Up: Giulia Bianchini

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«”PUPPET” racconta una vita in sospensione, intrappolata in una quotidianità apatica dove sopravvivere è l’unico traguardo. La frase “today was a good one” è un paradosso: un giorno è “buono” solo perché non è successo il peggio, una consolazione minima, quasi grottesca. È un sentimento che appartiene alla protagonista, ma anche a molte persone oggi: un riflesso fedele del nostro tempo emotivamente esausto.
Il brano tratteggia la rassegnazione di chi ha smesso di credere in un futuro emotivo o materiale. La “little house” è un sogno remoto, i simboli di cura sono artificiali: fiori di gomma, vetro economico. Tutto è plastificato, tutto è falso. La solitudine impregna ogni immagine: i giorni non passano, si accumulano. La protagonista si aggrappa a micro-azioni che non cambiano nulla ma impediscono la caduta.
Il concept indaga il ciclo dei giorni identici, la lotta silenziosa di chi convive con la propria stanchezza emotiva. Una solitudine che non esplode, brucia a fuoco lento.
Il paesaggio sonoro amplifica tutto: una bassline profonda da coldwave, synth sospesi di darkwave minimale, e una voce calda, lievemente stanca, che avanza come un pensiero a bassa intensità ma carico di sfumature.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Trust the Mask nasce come reazione verso un mondo anestetizzato, un progetto che vuole rompere l’abitudine e l’indifferenza attraverso un suono elettronico che mescola oscurità e tensione dance, usando la musica come sfogo, come festa, come rito di espiazione.
Il duo, formato da Elisa Dal Bianco (violino, elettronica) e Vittoria Cavedon (voce), pubblica nel 2023 “Idiom” (Bronson Recordings), accolto dalla stampa nazionale e internazionale e portato dal vivo in oltre 50 date, tra festival come Color Fest, Ypsigrock, Santarcangelo, White Show per Milano Fashion Week, Passatelli in Bronson e altri, in apertura ad artisti quali Daniela Pes, Anna Calvi, Ninos Du Brasil ed Editors.
Nel 2026 uscirà “ITCH” (Costello Records): un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea.
Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

La rivolta nel collasso: “Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 25 novembre 2025 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Una rivolta solo in apparenza vana, il gesto rassegnato di chi assiste all’universo attorno a sé sgretolarsi, collassare, implodere. Tra inclinazioni punk e pulsazioni serrate, la voce di Vertebra esplode, urla, si lacera con la lucidità di chi comprende che l’ultima arma rimasta è proclamare al mondo la propria indignazione.

Foto: Francesco Girardi

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Tutto è Inutile” è un brano veloce e diretto, un ibrido tra la drum and bass e il punk. È un pensiero nichilista sulla fugacità del successo, esprime l’impotenza di fronte al continuo susseguirsi di idoli demagogici e ghiotti di potere.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records