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Comunicato stampa Indie Pop

Una casa fatta di respiri: dentro “Loved Ones”, l’EP d’esordio di June

“Loved Ones” è il nuovo EP di June, uscito venerdì 24 aprile 2026. Un debutto che si muove piano, come luce che filtra tra le stanze. June lascia entrare gli altri nel proprio spazio fragile, trasformando l’intimità in qualcosa che respira insieme. Tra trame leggere e silenzi abitati, le canzoni non cercano risposte: restano, si intrecciano, fanno posto. Il suono è vicino, essenziale, quasi sussurrato. Qui crescere non è difendersi, ma restare aperti, anche quando tremiamo.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Loved Ones” è un progetto che raccoglie già nel titolo la sua stessa essenza: storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti più cari.
Con questa pubblicazione June riprende le ispirazioni intimiste e quasi oniriche dei suoi lavori precedenti, infondendole però questa volta di una nuova e inedita leggerezza. Il filo conduttore del progetto è la gratitudine, il racconto del bene, la scoperta della quiete. L’ultima parola del disco è proprio “you”, tu, voi, l’altro – un finale quasi aperto che lascia persistente anche dopo l’ascolto il tema principale della pubblicazione: l’apertura verso ciò che è fuori da noi e l’elogio alle emozioni che questo contatto con l’esterno ci può regalare. “Loved Ones” è un disco intimo e sincero, una carezza sonora.

“Loved Ones” è un progetto di cui vado estremamente fiera. Dal punto di vista tecnico, rappresenta un punto altissimo del mio lavoro come produttrice e musicista: tutti i brani sono stati scritti, registrati, prodotti, mixati e masterizzati nella cantina di casa dei miei genitori. Soltanto io, qualche chitarra e una piccola tastiera midi. Un lavoro di auto-produzione veramente intenso, qualche volta quasi buffo e assurdo, sempre accompagnata dal mio amico e, se vogliamo, maestro Fra (Francesco Francia – FRNQ). Per quanto riguarda l’aspetto retorico, anche emotivo, “Loved Ones” è una raccolta preziosissima di ricordi di un periodo molto bello e libero. Ho scritto tante di queste canzoni di getto, improvvisamente, e in un modo totalmente spontaneo e sincero. Sono molto orgogliosa di aver trovato la modalità e lo spazio per esprimere quel sentimento bellissimo che è la gratitudine, in un modo che onora chi e ciò che lo ha fatto esistere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando nulla esplode: l’immobilità di “Caldo”, il nuovo singolo dei Lunatropica

“Caldo” è il nuovo singolo dei Lunatropica, uscito martedì 21 aprile 2026. Un canto brasileiro. Una canzone che galleggia, immobile, come aria che vibra sopra l’asfalto. I Lunatropica costruiscono un paesaggio sfocato, dove tutto si dilata e perde presa. Il ritmo è lento, quasi ipnotico, la voce resta a mezz’aria: niente esplode, tutto persiste. È una sensazione che si incolla addosso: desideri sospesi, passi mai compiuti, un altrove che non arriva. Si resta lì, in quella luce ferma, mentre tutto scivola senza cambiare davvero.

Foto: Riccardo Piccirillo

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«Bossa nova onirica, sospesa fra sogno e realtà, che i Lunatropica ambientano nel loro Cilento, luogo epico e bruciato dal sole. Il tempo è fermo e un istante diventa il ricordo di una vita intera, di una storia d’amore, di una complicità che nasce sulla pelle salata e poi si spegne in un battito di ali di gabbiano lasciando il dubbio che sia stato tutto solo un sogno. Un legame artistico forte quello dei Lunatropica con la musica brasiliana che viene sublimato nel ritornello del brano scritto in portoghese da Max De Tomassi amico della band e storico speaker della trasmissione radiofonica di Radio Uno Rai Stereonotte Brasil, autore e collaboratore di numerosi artisti e grandissimo esperto di musica e cultura brasiliana. “Caldo” è l’ultimo capitolo di una serie di quattro singoli che lanciano l’uscita del secondo album dei Lunatropica a giugno».

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film. Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale. Dopo il debutto come Settembre con l’etichetta belga Dim Din Records e l’album “Grattacieli di Basilico”, i Lunatropica aprono un nuovo capitolo. “Caldo” è l’ultimo di una serie di quattro singoli usciti nel 2026 che anticipano l’uscita del nuovo album a giugno (Costello’s – Artist First).

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Tra crepe e synth: dentro i turbamenti di “US.A”, il nuovo singolo di Luca Rizzo

“US.A” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito martedì 14 aprile 2026. Un impianto electro-pop nervoso, fatto di pulsazioni continue e tessiture sintetiche che si sovrappongono, trascinando l’ascolto in una corsa senza pausa. Una traccia che non offre risposte né conclusioni: resta, come una crepa che continua a parlare.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”US.A” nasce da una forte delusione sentimentale e racconta le conseguenze emotive di un legame destabilizzante, capace di alterare a lungo il modo di guardare gli altri e se stessi. Tra accuse, ferite e perdita di riferimenti, il brano attraversa il tentativo di ritrovare se stessi dopo una relazione che ha lasciato segni profondi. Il ritornello “Non siamo mica l’America” diventa il rifiuto di vivere i rapporti come uno scontro, come un duello in cui qualcuno deve vincere e qualcun altro perdere. Il titolo “US.A” gioca su un doppio significato: richiama l’immaginario dell’America ma contiene anche il pronome inglese US, “noi”, trasformando il conflitto in qualcosa di intimo e personale.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Comunicato stampa Indie Pop

La nuova traiettoria emotiva di June: “Different Life” è il nuovo singolo

“Different Life” è il nuovo singolo di June, uscito venerdì 27 marzo 2026. June plasma un alt-folk che si espande, fluido, come sospeso in una gravità diversa. La voce resta raccolta, ma non protegge più: apre passaggi. Le parole smettono di chiudersi e si schiudono, come se un incontro avesse ridisegnato la geografia interiore, spostando il baricentro dall’ombra verso l’esterno.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«“Different Life” è la sublimazione di quella delicatezza che June continua a tessere con le sue ultime pubblicazioni. Un canto di gratitudine e di affetto, sostenuto da una produzione tanto luminosa quanto, come sempre, intima – fatta di echi steel e sussurrati. Una melodia sospesa e liberatoria e un testo impregnato di riconoscenza per il bene che ci viene fatto, spesso senza richiederlo e sempre nel momento in cui, senza saperlo, ne abbiamo più bisogno.

Questa canzone è per me il trionfo dell’ispirazione dietro le mie ultime pubblicazioni, che sarà disegnata completamente nel EP “Loved Ones”. Storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti a noi più cari.
Il mio sguardo, che prima era totalmente rivolto verso il passato e l’interno, con queste produzioni si apre totalmente verso l’esterno e verso il futuro, una finestra che viene spalancata, l’aria fresca che entra di nuovo nella stanza.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Comunicato stampa Indie Pop

Bossa sul bordo del vulcano: “Vesuvio” è il nuovo singolo dei Lunatropica

“Vesuvio” è il nuovo singolo dei Lunatropica, uscito venerdì 20 marzo 2026. C’è una città che sopravvive solo come eco, sospesa tra polvere e primo chiarore. Non è Pompei, ma una sua visione: un luogo dove il tempo si deposita in strati sottili e ogni cosa sembra sul punto di sparire o tornare a vivere. In questo spazio rarefatto si muove “Vesuvio” dei Lunatropica. Non racconta un amore: lo sfiora, lo lascia emergere nei vuoti, nei gesti minimi, nelle parole che restano a metà. È qualcosa di fragile, quasi invisibile, ma attraversato da una tensione sotterranea che non smette mai di vibrare. Il suono è morbido e instabile: chitarre come luce filtrata, pulsazioni leggere, echi lontani che mescolano bossa e psichedelia. Tutto galleggia, ma sotto si avverte un movimento costante, come se qualcosa potesse cambiare da un momento all’altro. E forse è proprio questo il centro: vivere accanto a ciò che può esplodere ridisegna ogni prospettiva. Resta addosso una malinconia calda, indefinita, che non chiede di essere risolta.

Foto: Riccardo Piccirillo

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«Ballad malinconica e onirica ambientata in una Pompei 79 d.C. immaginaria, all’alba della catastrofe. Una storia d’amore che intreccia dolore e poesia alle pendici del Vesuvio. Il vulcano che dona la vita ma allo stesso tempo distrugge tutto intorno a sé senza nemmeno curarsene. I Lunatropica continuano sulla strada verso l’uscita del loro nuovo disco previsto in primavera (Costello’s/Artist First) con questo nuovo singolo intenso e minimale, mischiando chitarre acustiche, rumori sintetici, cantautorato, bossa nova e folk psichedelico.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film. Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale. Dopo il debutto come Settembre con l’etichetta belga Dim Din Records e l’album “Grattacieli di Basilico”, i Lunatropica aprono ora un nuovo capitolo con “Bahia”, “Ferragosto 2023” e “Vesuvio”, singoli che anticipano l’uscita del nuovo album in primavera (Costello’s – Artist First).

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Alberto Moscone trasforma un compleanno nel ritratto di una generazione: “Il giorno del mio compleanno” è il nuovo singolo

“Il giorno del mio compleanno” è il nuovo singolo di Alberto Moscone, uscito martedì 10 marzo 2026. Immagina la fine di una festa quando l’eco della musica si è già dissolta. Le lampadine restano accese troppo a lungo, i coriandoli diventano piccole costellazioni sul pavimento appiccicoso, e qualcuno rimane fermo al centro della stanza. Ha scelto con cura la camicia, forse anche le parole della serata. Ma nessuna di quelle cose è servita davvero. Il momento passa accanto, senza fermarsi. “Il giorno del mio compleanno” di Alberto Moscone sembra nascere proprio da quell’istante sospeso: quando la festa è già finita ma non si ha ancora il coraggio di uscire. È una canzone che guarda in faccia il silenzio di certe attese minuscole – un telefono che resta muto, uno sguardo che non arriva, una pista da ballo dove ognuno gira nel proprio piccolo universo. La musica si muove leggera, con un alt pop dal sorriso un po’ sghembo, ma sotto quella superficie luminosa si sente una frizione più grande. I gesti intimi – scrollare distrattamente uno schermo, fingere che tutto vada bene, cercare di restare amici almeno – si intrecciano con un mondo che, fuori dalla stanza, sembra vibrare di tensioni molto più grandi. Come se le preoccupazioni personali e il rumore della Storia condividessero lo stesso battito irregolare. Così il brano diventa una danza solitaria ma ostinata. Non un lamento, piuttosto una forma di lucidità: muoversi anche quando nessuno guarda, sorridere anche quando la festa non è andata come si sperava. Alla fine, il compleanno è solo il pretesto. Quello che rimane davvero è la sensazione di trovarsi in quella strana età della vita in cui si è abbastanza grandi per capire che il mondo è enorme – e ancora abbastanza fragili da sperare che, almeno per una notte, qualcuno si ricordi di restare.

Foto: Renata La Serra

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«I nostri piccoli dolori all’ombra delle grandi sconfitte del mondo.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Nato a Roma, cresciuto a Genova. Il progetto bedroom pop di Alberto Moscone nasce dall’unione della sua passione per le chitarre nastrose con il suo lavoro da montatore del suono nel cinema.
Si ritrasferisce a Roma per lavoro nel 2020 dove nascono diverse collaborazioni ed esplora sonorità nuove.
Nel 2023 pubblica il primo singolo con il suo progetto omonimo, nel 2024 il primo EP “Io perdo sempre” di cui viene pubblicata una versione fisica sotto forma di fumetto.

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Comunicato stampa Indie Pop

Il viaggio onirico di Olivia Santimone: “Ciclopedonale” è il nuovo album

“Ciclopedonale” è il nuovo LP di Olivia Santimone, uscito venerdì 6 marzo 2026. Un album che è il diario di un attraversamento interiore. Non racconta una vittoria, ma una trasformazione: uscire dal buio senza sapere esattamente dove si stia arrivando. Alla fine del percorso si intravede una riva lontana, quasi lunare, un luogo silenzioso dove qualcosa sembra terminare – e allo stesso tempo cominciare di nuovo. Le canzoni si susseguono come tappe di un cammino instabile. Non esiste una direzione chiara: si procede su un terreno che muta continuamente consistenza, dove ogni passo costringe ad adattarsi. A tratti il disco suggerisce che l’unico modo per sopravvivere sia accettare la trasformazione, cambiare forma insieme al mondo che cambia. In altri momenti emerge invece la necessità di rompere con ciò che aveva finito per occupare tutto lo spazio della propria vita. Da quella frattura rimangono inizialmente rabbia e vuoto, ma col tempo affiora anche una consapevolezza più quieta, quasi riconoscente. Sul piano sonoro, tutto respira con lente espansioni: chitarre che si aprono come onde larghe, sintetizzatori che diffondono bagliori profondi e acquatici, mentre la voce rimane misurata, come se stesse semplicemente prendendo atto di ciò che accade.

Foto: Giorgia Aceto

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Questa storia non parla solo di biciclette e strade asfaltate. Parla di dipendenza affettiva, di mania di persecuzione, di depressione, della perdita del senso di appartenenza a una realtà distorta e irriconoscibile, ma anche di meduse giganti.
“Ciclopedonale” è la storia di una strada: ti trovi qui per caso, non sai dove inizia né dove finisce. Sul tuo cammino vegliano i giganti, grandi esseri impegnati a conversare di massimi sistemi; cammini circondato dai ciclopedoni, strani umanoidi a ruote, e dai sifonofori, abissali anime notturne. L’asfalto, liquido, solido, caldo, freddo, di sabbia e di ghiaccio crea un percorso che sembra vada a terminare direttamente sulla riva della luna.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese che ama le pedaliere colorate, i videogiochi dark fantasy e le canzoni lunghe. Di natura distratta e disordinata, nella vita quotidiana come nella musica, quando scrive non sa mai dove andrà a finire. Il suo primo disco, Ciclopedonale, è la meta finale di un viaggio caotico quasi quanto lei, l’esplorazione di un mondo stravagante e onirico che, usando un po’ di immaginazione, non è poi così diverso dal nostro.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Climax e cenere: “Love Bombing – Aurora Boreale” è il singolo d’esordio di Luca Rizzo

“Love Bombing – Aurora Boreale” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito venerdì 13 febbraio 2026. C’è un amore che non nasce: precipita. Non cresce lentamente – divampa, invade, colonizza ogni spazio interiore, come una piena improvvisa. Luca Rizzo non racconta semplicemente una relazione, ma l’abbaglio che la precede e il vuoto che la segue: un cortocircuito sentimentale che prima incendia la vista e poi lascia macerie luminose. Il sound della traccia, di conseguenza, ricorda un fenomeno celeste: una luce che vibra nell’aria fredda e poi si ritrae senza preavviso. Un’apparizione cromatica, un bagliore irreale, qualcosa che sembra infinito proprio mentre sta già svanendo. Come a dirci che certe intensità non falliscono, semplicemente bruciano troppo forte per restare. Un debutto interessante, da tenere d’occhio.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Love Bombing – Aurora Boreale” racconta un legame intenso e rapidissimo, consumato nel tempo di pochi giorni. Un amore che abbaglia e si dissolve, come un’aurora boreale, lasciando spaesamento, ripetizione e la sensazione di rincorrere qualcosa che forse non è mai stato reale.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Pop da camera in disfacimento: “Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE

“Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un inventario emotivo fatto di frammenti comuni, immagini quotidiane e idee storte, dove l’apparente banalità diventa materia narrativa. Dai rimpianti annebbiati di “Persi dentro un drink” alla sospensione stanca e appiccicosa di “Giorni morbid”i; dall’amore incerto, scomodo e poco elegante di “Mutande” fino alla ribellione breve e maldestra di “BOOSTER”, l’artista lombardo guarda una realtà instabile con uno sguardo diretto, personale e ironicamente disilluso. Ne esce un progetto pop irregolare e vivo, segnato da un’originalità concreta e senza fronzoli, capace di restare addosso come un odore familiare che non se ne va.

Foto: Enrico Luoni

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Meglio Tardi”, primo EP di SUPERTELE, è un viaggio che oscilla tra il disincanto giovanile e la voglia di trovare rifugio nelle piccole cose, nelle relazioni e nelle fughe immaginarie.Sette brani che oscillano tra ballad intime e ritmi più serrati, cuciti da un suono fatto di chitarre arpeggiate, synthdal gusto rétro e campionamenti della vita di tutti i giorni. I pezzi creano un’atmosfera sognante ma concreta, capace di raccontare fragilità, euforia e dolori quotidiani con un tono a tratti ironico, a tratti lirico. Un lavoro che unisce l’estetica sognante a testi che alternano poesia e linguaggio colloquiale, riuscendo a creare un’identità coerente e riconoscibile. Il risultato è un racconto sonoro coerente e personale, che alterna leggerezza e profondità, sguardi intimi e immagini surreali. “Meglio Tardi” è dedicato a chi cerca di dare senso al caos, a chi si perde e si ritrova in un bicchiere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SUPERTELE inizia a suonare a 10 anni. Da quando ne ha 13 scrive canzoni. Innamorato da adolescente del punk e del grunge suona in una serie di band in giro per la Brianza, Milano e il nord Italia. Con il passare degli anni, amplia il suo orizzonte musicale, sperimentando sonorità più psichedeliche e sperimentali, contaminandole con un approccio cantautorale nei testi. Durante la pandemia inizia a dedicarsi alla produzione musicale, gettando le basi per il suo progetto solista. In questa seconda vita artistica, mescola sample, suoni catturati dalla vita quotidiana e strumenti vintage, mantenendo lo spirito DIY che ha caratterizzato le sue origini. Il risultato è un sound ibrido che spazia tra alternative pop e lo-fi, con influenze elettroniche e momenti più ballabili. In questo progetto, SUPERTELE scrive, produce e canta la sua musica, occupandosi anche dell’intera componente visiva.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Un notturno per la libertà: “Io e il Gigante” è il nuovo singolo di Olivia Santimone

“Io e il Gigante” è il nuovo singolo di Olivia Santimone, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un brano che germoglia nell’ora della notte in cui tutto si fa più chiaro proprio perché tutto tace. Una lettera mai consegnata, piegata e riaperta troppe volte. Non c’è un sollievo immediato, né una fine rassicurante: solo il tempo che passa, silenzioso, e cambia il dolore in qualcosa che si può finalmente abitare. “Io e il Gigante” è il suono di chi smette di farsi piccolo, di abbassare la voce, di chiedere permesso. È l’addio più difficile, quello che restituisce una libertà notturna e spaventosa, ma vera. La voce di Olivia resta sospesa tra una rabbia sommersa e una mancanza che non chiede risposte; le chitarre respirano lente, allargando il buio, mentre i synth disegnano margini incerti, confini che scivolano come ombre sul muro.

Foto: Matteo Barbieri

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Io e il Gigante” è un brano cardine per “Ciclopedonale”. L’ho scritto per ultimo, dopo diversi mesi di ricerca in cui cercavo di capire quale tassello mancasse per completare la narrazione dell’album. Poi, all’improvviso, un evento distruttivo mi ha aiutata a realizzare qual è stato il motore principale che mi ha portata a raccontare questa storia fin dal primo giorno: la necessità di esorcizzare il dolore quotidiano di un rapporto disfunzionale e di una mia gigantesca dipendenza affettiva nei confronti di una persona che, da un giorno all’altro, non ha più fatto parte della mia vita. Quel tassello mancante è così diventato il brano più lungo e articolato del disco; “Io e il Gigante” è la mia ultima lettera indirizzata a una persona che, nel bene e nel male, è stata essenziale per la mia crescita e per la creazione di questo disco. Un addio fatto di rabbia e inconsolabile mancanza, nel tempo trasformatasi in gratitudine per avermi restituito una libertà che sentivo di aver perso per sempre.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese che ama le pedaliere colorate, i videogiochi dark fantasy e le canzoni lunghe. Di natura distratta e disordinata, nella vita quotidiana come nella musica, quando scrive non sa mai dove andrà a finire. Il suo primo disco, Ciclopedonale, è la meta finale di un viaggio caotico quasi quanto lei, l’esplorazione di un mondo stravagante e onirico che, usando un po’ di immaginazione, non è poi così diverso dal nostro.

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