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Indie Intervista Pop

Angeli e Demoni: La band ESTRO ci racconta il nuovo singolo

“ANGELI E DEMONI” è il nuovo brano della band pugliese ESTRO distribuito da Artist First, una ballad dark pop che parla dell’ esigenza di comunicare Il dolore e la sofferenza della separazione. Luce e buio, vittime e carnefici ed appunto angeli e demoni. Il sound del brano mescola Indie Pop, Dark Pop, rock e Alternative. La cellula originale del gruppo nasce nel 2011, il gruppo è formato da Andrea alla batteria, Maurizio voce e chitarra, Simone voce e basso, Gianluca voce e chitarra. Nel 2019 si qualificano come finalisti di un concorso nazionale dedicato ad Ivan Graziani, e poi vengono decretati vincitori nazionali del “Premio Pigro 2019” con il loro brano inedito “Il vuoto dentro” nella finale svoltasi presso Casa Sanremo durante la settimana del Festival; lo stesso anno sono ospiti di Red Ronnie durante il suo show in diretta nazionale. Il comune di Bari conferisce un’onorificenza artistica alla band per il risultato conseguito a Sanremo. A Luglio 2021 pubblicano il loro primo singolo “BABY” facente parte della nuova produzione musicale della band, superando le 200 mila views su youtube e oltre 300 mila streams su spotify.

La band ha risposto alle nostre domande in questa intervista:

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Internazionale

Nascosti dietro a petali di papaveri | Recensione di Entrambi, Il Corpo Docenti

Ci sono momenti nella vita in cui la sensazione di sentirsi fuori posto viene accentuata da un gesto, da una parola, da uno sguardo. Ci si sente a disagio o inadeguati in ciò che si sta facendo e si vorrebbe cambiare, differenziarsi dagli altri o mollare tutto e andarsene, convinti che sia la cosa migliore da fare. È una fase che attraversiamo tutti prima o poi, per alcuni rappresenta addirittura lo status di default e non sempre si decide di combatterlo o di uscirne. Spesso ci si rifugia dietro delle maschere, talvolta senza nemmeno esserne consapevoli, mossi dalla voglia di non omologarsi. È da questo tipo di pensieri che prende spunto Entrambi il nuovo singolo de Il Corpo Docenti uscito giovedì 28 ottobre e distribuito da Believe Music Italia. Come anticipa il titolo parte da una situazione di dualità, nonostante ciò che sentiamo raccontare dalla band riguardi più un percorso personale e un rapporto con sé e gli altri, più che la relazione tra due individui specifici. 

Il Corpo Docenti sono Benzo, Fede e Luca, un bresciano, un livornese e un modenese. Quello che potrebbe sembrare l’inizio di una barzelletta è invece l’origine di una bellissima storia, nata tra i boccali di birra del Maga Furla, ci svelano i ragazzi. Benzo (Lorenzo Manenti) voce e chitarra della band, Fede (Federico Carpita) al basso e Luca (Luca Sernesi) alla batteria. Alle spalle un EP, Scivoli, e un primo disco, Povere Bestie (gennaio 2020) prodotto da Divi de I Ministri; nel presente due uscite freschissime: Sottotitoli ed Entrambi; release seguite dalla stessa direzione artistica.

“Saremo morti prima di sembrare noi stessi” riassume molto bene il messaggio del brano. La delusione data dal non avere mai piena coscienza di sé mista alla consapevolezza che a condividere questa sensazione siamo entrambi: noi e gli altri. Temi che ci riportano alla testa letterati e filosofi del passato; il pezzo è un viaggio tra le maschere di Pirandello e uno Schopenhauer che trattava dell’insoddisfazione perenne dell’essere umano. Interrogativi che attanagliano spesso le nostre menti e in questo caso sono provocati dalle parole della band. Il Corpo docenti non perde l’attitude underground che caratterizzava i primi lavori, ma si arricchisce di nuove sonorità più pulite, tipicamente new wave, ed evolve in quello che potremmo definire un punk più beverino, che di conseguenza non storce il naso davanti a qualche synth. 

Da menzionare anche la struttura dei cori, posizionati nei punti giusti e in grado di avvolgere l’ascoltatore; è quasi come se fosse la nostra coscienza a parlarci e a consigliarci di lasciare da parte tutto ciò che serve, per essere felici.

Anche la cover del brano incarna la sensazione di solitudine che viene approfondita nel testo. Due individui che nascondono i propri volti dietro ai petali di un papavero, nella speranza di non essere visti dall’altro. Il tratto di Margherita Morotti si fonde alla perfezione sulla penna di Lorenzo Manenti e riassume le sensazioni del brano con un artwork in pieno stile Corpo Docenti. Margherita infatti accompagna la band già dai tempi di Povere Bestie e racconta le vibes dei brani attraverso le sue illustrazioni e grafiche.

Nell’attesa di scoprire cosa ci riserverà la band nei prossimi mesi ci riproponiamo di andare a sentirli dal vivo nelle prossime date:

  • 06 novembre al Circolo Arcipelago di Cremona
  • 19 novembre al Ziggy Club di Torino
  • 02 dicembre a Mare Culturale Urbano a Milano

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Indie Intervista Pop

Mangla ci racconta “Non mi va più”

“Non mi va più” è il debut single di MANGLA ( Gianluca Manglaviti), una canzone che parla di tutte quelle cose che ti porti dietro quando finisce una storia , quelle cose che ti ritrovi sempre nella tasca della giacca quando esci e ti muovono ancora qualcosa dentro il petto. “Non mi va più” è una di quelle frasi che diciamo sempre quando finisce una storia.

Il brano è un alternarsi di momenti sonori dove, l’energia del beat si intreccia alle ritmiche elettroniche e ai synt, in un mix di influenze indie e pop.

Gianluca Manglaviti è un giovane cantautore romano. Mangla è un “pezzetto” del suo cognome, abbreviativo che usano anche i suoi amici, compagni e professori.Di giorno è uno studente di giurisprudenza, di notte scrive canzoni accompagnato sempre da Ettore, il suo bulldog francese. 

MANGLA ha risposto alle nostre domande in questa intervista:

https://www.youtube.com/watch?v=e7wgi9lhWDw

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Internazionale

Nicolaj Serjotti presenta il suo nuovo singolo “Toc x3 Freestyle”

Nella provincia di Milano gli artisti emergenti spuntano come funghi. Com’è naturale, per uno di realmente valido ce ne sono forse un centinaio di decisamente passabili. Questi ultimi molto spesso sono l’imitazione di questo o quell’altro big che già domina le classifiche, così da presentarsi in partenza senza un’identità propria. E poi ci sono quelli forti, quelli che ti rimangono in testa perché hanno un loro immaginario efficace e riconoscibile, uno stile originale e coerente (ma non necessariamente sempre uguale a se stesso) e qualcosa da comunicare. Nella loro musica e nel loro personaggio c’è qualcosa che, al netto di sacrosante influenze e contaminazioni, gli appartiene al 100%.

Uno di questi è senza dubbio Nicolaj Serjotti, nome d’arte di Nicolò Ceriotti. Classe ’98, è originario di Busto Garolfo, in quella grigia provincia milanese che fa da sfondo alle sue canzoni e in particolare al disco d’esordio Milano 7, uscito ormai quasi un anno fa per Virgin/La Tempesta.

Una penna elegante, capace di restituire fedelmente i pensieri e gli scenari che abitano la testa di un ragazzo che, nel suo essere comune, è fuori dal comune. Fuori dal comune perché evita la superficialità, ma non disdegna la semplicità. Fuori dal comune perché nei pezzi è il mood stesso che vuole trasmettere ad essere protagonista, non tanto uno specifico personaggio o argomento. Fuori dal comune perché dimostra che non occorre una vita da film per porsi le giuste domande ed avere qualcosa da raccontare.

Nicolaj Serjotti sta tornando e ce lo racconta bene con Toc 3x Freestyle, un singolo uscito di recente che anticipa l’arrivo di un nuovo disco “molto diretto, anche se pieno di stranezze”. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per saperne di più.

Ciao Nicolò, permettimi di aprire con una domanda di rito: come stai?
Non male? Credo.

A fine novembre il tuo primo disco, Milano 7, spegnerà la sua prima candelina. Che rapporto hai sviluppato con la tua opera prima in questi mesi che ci separano dalla sua uscita? Lo senti ancora tuo al 100%?

Lo riascolto sempre volentieri, ma sicuramente lo sento mio più come un ricordo che come un qualcosa di attuale. Senza Milano 7 non sarebbe successo quello che è successo dopo, e adesso abbiamo chiuso un progetto nuovo che per me rappresenta davvero un passo avanti. Musicalmente, a livello visivo ma anche proprio per quanto riguarda il mio modo di rapportarmi a quello che faccio.

E mentre Milano 7 sta per compiere un anno, torni a far parlare di te con un nuovo singolo, Toc 3x Freestyle. Nel pezzo dici “nelle tasche è da un paio di mesi che ho un disco già pronto”. Dobbiamo aspettarci che presto esca dalle tue tasche e veda la luce?

Assolutamente sì. Facciamo scadere il 2021 e poi lo facciamo uscire, stiamo lavorando agli ultimi dettagli ma è davvero tutto pronto.

Toc 3x Freestyle si distingue anche e soprattutto per le sue sonorità profondamente rap, con barre crude sputate su un beat che picchia come un martello. Questo cambio di sound è qualcosa che caratterizzerà tutto il disco o è riservato solo al singolo che lo introduce?
Diciamo che Toc x3 non anticipa niente, se non che ho deciso che volevo rappare di più. Quindi sì, sarà un disco più strettamente rap, ma declinato in varie sfumature e con tante sonorità. Senza mezzi termini, molto diretto anche se ricco di stranezze.

La copertina del singolo mostra il tuo volto riflesso nello specchio mentre maneggi un rasoio elettrico. Quest’immagine ha a che fare metaforicamente con la volontà di dare un taglio al passato e scrivere una nuova pagina del tuo racconto? O sto solo facendo correre troppo la fantasia?
Da ragazzini praticavamo spesso l’arte del taglio en plein air in qualunque posto. Una volta nella neve con 5 gradi, un’altra in centro città. Quindi un pomeriggio mi è tornato in mente, ho scritto a Christian e abbiamo scattato. In generale direi che più che dare un taglio al passato, stiamo rifinendo sempre di più il processo.

La produzione di Toc 3x Freestyle è di Fight Pausa, tuo ormai fedele compagno di viaggio dal 2018. Sarà tra i protagonisti anche del nuovo disco?
Più che protagonista. Ha curato la produzione di tutti i pezzi e abbiamo sviluppato insieme l’idea sonora del progetto, come direzione e come scelte in itinere.

Prendendo in prestito le parole di Caparezza, il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista. Sei d’accordo? Senti la pressione di doverti confermare o vivi questa sfida con serenità?
Penso che sia difficile se con il primo disco sei diventato famoso. Io sono ok, sto già pensando al terzo, me la vivo più come un processo di evoluzione artistica e per ora mi sento in miglioramento. Ne riparliamo quando avrò superato il mio prime, lì forse mi preoccuperà fare un disco.

Quando non è indaffarato a fare musica, che musica ascolta Nicolaj Serjotti? Quali artisti lo ispirano e lo influenzano di più in questo periodo?

Tanti. Sintetizzo nei tre dischi che sto ascoltando di più ultimamente: 
Mount Eerie – No Flashlight
21 Savage, Metro Boomin – SAVAGE MODE II

Injury Reserve – By the Time I Get to Phoenix

Dopo due estati di sedie, distanziamenti e mascherine, la musica dal vivo come eravamo abituati a conoscerla sta finalmente ripartendo. Quanto ti manca il palco? Sei pronto a tornarci?

Vorrei riscoprirlo, perché alla fine il mio primo disco è uscito mentre eravamo in quarantena quindi non ho avuto troppe occasioni di suonarlo live. Però a settembre ho aperto il concerto di Generic Animal al Magnolia ed è stato pazzesco. Non vedo l’ora di riuscire a girare e soprattutto di portare questi nuovi pezzi dal vivo.

Di Pietro Possamai

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Internazionale

Intervista a Emma Nolde: approfondimento della sua nuova collaborazione artistica con Generic Animal

Alla vigilia del suo mini-tour in quattro date insieme all’amico Luca Galizia, in arte Generic Animal, abbiamo incontrato Emma Nolde e già vi anticipiamo che è stato super interessante. 

Emma nasce in quelli che Vasco Brondi definirebbe “anni ‘00” a San Miniato, un paese di poco meno di trentamila anime nella provincia di Pisa. Un’artista che mescola il rock, le tinte soul e una scrittura intima, il tutto condito da estrema eleganza e finezza derivanti dai suoi studi al Conservatorio. Il suo album d’esordio Toccaterra uscito a settembre dello scorso anno è piaciuto al pubblico ed ha strabiliato la critica. Pochi giorni fa è uscito il suo nuovo singolo in collaborazione con Generic Animal, dal titolo Un Mazzo di Chiavi, un Ombrello, Lì in Mezzo. I due hanno coronato la loro collaborazione artistica in quattro tappe: dal Bronson (Ravenna) al Locomotiv (Bologna) passando per l’Off (Modena) e il Circolo Kessel (RE). In queste due chiacchiere con Emma gli abbiamo chiesto del passato, del suo tour e del futuro, ma non siamo per gli spoiler.

Ciao! Innanzitutto, come nasce questo nuovo singolo? Ma soprattutto, come è scaturita la collaborazione con Generic Animal?

Ho iniziato a scrivere questo pezzo a casa al pianoforte, sapevo di cosa volessi parlare: avevo da poco perso un rapporto molto importante con un amico stretto, che però in qualche modo sapevo dovesse finire perché non era più sano. Sono una persona che perde sempre le cose, gli oggetti, chi mi sta vicino lo sa, e quindi volevo cercare di descrivere il posto dove si ritrovano accumulate tutte le cose che ho perso. 

Appena mi sono accorta che nel testo avevo iniziato a usare parole molto concrete e materiali mi è venuto in mente Luca (Generic Animal), che ha un modo di scrivere estremamente materiale. 

Usa parole di tutti i giorni inserite in contesti diversi. Già ci eravamo conosciuti, gli ho mandato il pezzo, gli è piaciuto e lo abbiamo finito insieme.

Da studente di marketing e comunicazione d’impresa salta subito agli occhi il titolo: Un Mazzo di Chiavi, un Ombrello, Lì in Mezzo. È un titolo “tecnicamente anticomunicativo”: Da dove arriva? E perché?

È un’idea di Generic Animal, si è ispirato ai titoloni lunghi dei pezzi post rock anni ‘90. Quando me lo ha proposto io invece mi sono immaginata un romanzo, il titolo di un libro di narrativa, e mi sembrava perfetto per una canzone che secondo me racconta una storia ben precisa, che si apre e si chiude. Una sorta non solo di capitolo, ma proprio di storia a parte, che sapevo di non voler inserire nel disco a cui sto lavorando.

Riguardo la scrittura del testo, ognuno ha scritto la sua strofa oppure oppure è stato una sorta di “mashup narrativo”? 

Ognuno ha scritto la sua strofa, il finale lo abbiamo scritto insieme mentre registravamo a Milano le voci di Generic Animal.

Passando al “mini tour” che inizierà il 4 novembre al Kessel di Cavriago, cosa dobbiamo aspettarci? Come dividerete il palco tu e Luca?

Aspettatevi caos (ride), suoneremo l’uno i pezzi dell’altro, ci scambieremo chitarre, ci alterneremo tutto ciò in tre metri di palco nei club, sarà divertente e vivo. 

Già nel 2019 eri nei CBCR di Rockit e il tuo album Toccaterra del 2020 è stato riconosciuto come uno dei miglior album italiani dell’anno appena concluso. Quando hai scoperto la tua passione per la musica? E che influenze musicali hai avuto?

In modo più serio l’ho scoperta a circa 15 anni, a quell’età ascoltavo  

Ed Sheeran e basta (ride), poi ho scoperto Damien Rice, Lauryn Hill, poi i Radiohead, James Blake, Bon Iver, Ben Howard.

Nel film Begin Again con Mark Ruffalo c’è una frase che dice: “Puoi capire tante cose da una persona dalle sue playlist.” Cosa c’è nelle playlist di Emma Nolde?

In questo momento soprattutto Phoebe Bridgers, Little Simz, Aquilo, Micheal Kiwanuka, Fleetwood Mac.

Quali sono i tuoi progetti futuri a livello musicale passato questo mini tour?

Finire di registrare il nuovo disco e poi farlo uscire con un immaginario forte e che lo rispetti e rispecchi.

Dove speri di vederti artisticamente a 25 anni? 

Spero di crescere artisticamente, di saper suonare meglio, di essere molto consapevole del mio suono ma di sperimentare sempre tanto. Spero che questa ricerca di parole e di suoni sinceri mi porti a costruire un pubblico che rimanga nel tempo.

Intervista di Davide Vagnarelli  

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Pop

Intervista ad Alessio Marucci: Mongolfiere è il nuovo brano

“MONGOLFIERE”, è il nuovo brano del cantautore Alessio Marucci, nato dalla preziosa collaborazione con Marco Canigiula (autore anche per Annalisa, Emma Muscat e tanti altri) e Francesco Sponta (autore anche per Annalisa, Arisa, Anna Tatangelo e tanti altri), e prodotto negli studi di Cantieri Sonori.

Il brano affronta il tema dalla nostalgia per qualcosa che era, ma che non è più. Percorre strade fatte di ricordi, affronta il dolore di un addio, ma spera in qualcosa di migliore che arriverà. Il punto di vista, infatti, è proprio quello di una persona immersa nel suo dolore per aver perso qualcosa che credeva importante, che intorno a sé trova solo ciò che resta, ovvero macerie; ma è serena, perché sa di aver fatto il possibile per salvare quel che poteva salvare. Il meccanismo delle mongolfiere, in un certo senso, è correlato al concetto di libertà: quando una relazione finisce, che sia un amore o un’amicizia, potrebbe essere vista come qualcosa che aiuta a ritrovarci, una sorta di liberazione da un peso che ci tratteneva a terra e che liberandocene rende più agevole il decollo della mongolfiera.

Alessio Marucci ha risposte alle nostre domande in questa intervista:

Ciao Alessio, benvenuto su Perindiepoi. Ci racconti qualcosa sul tuo progetto? “Ciao a tutti gli amici di Perindiepoi. Il mio progetto è nato diversi anni fa. La musica è sempre stata la bussola mentre tutto intorno a me cambiava. Durante un periodo un po’ particolare della mia vita avevo rischiato di perderla, per delle mie paranoie, finché non ho capito che nella vita avrei potuto fare tutto, diventare chiunque, ma lei doveva esserci sempre. Da lì nacque “Un miglio da te”, pubblicato nel 2018, che parlava proprio dell’importanza di ritrovare sé stessi. Quando il progetto è nato il periodo storico/musicale era totalmente diverso: il vero pop era ancora il genere dominante, il saper cantare, sebbene stesse cominciando a calare, era ancora un’arte apprezzata… a differenza di oggi. Ma sono molto orgoglioso di portare avanti ancora questo genere, nonostante sia passato di moda”.

Mongolfiere è il tuo nuovo singolo: com’è nato questo brano? Di cosa parla?
“Mongolfiere è una canzone che racconta la nostalgia per una relazione che finisce. Come dico
sempre “le canzoni migliori nascono da un cuore infranto”, ma il mio messaggio questa volta è nel
titolo. Se uno ci pensa, le mongolfiere non hanno nulla a che fare con la nostalgia; ma perdere
qualcuno non deve per forza essere negativo. Talvolta, può rappresentare una liberazione da un
peso che ci teneva a terra: tolto il peso siamo più liberi di decollare. E questo è proprio il
meccanismo delle mongolfiere”.

Hai collaborato con molti autori per questo tuo ultimo lavoro. Come sono nate queste collaborazioni? Come è stato lavorare con autori che hanno scritto canzoni per big della musica italiana?
“Beh, sicuramente per me è un grosso orgoglio avere al mio fianco dei professionisti di questo
calibro. La collaborazione con Marco Canigiula e Francesco Sponta è nata nel 2017, più o meno,
quando ci siamo messi al lavoro per “Un miglio da te”. Io stavo uscendo da un periodo di pausa,
cercavo la mia strada ed ho trovato loro”.


Quali sono gli artisti che hanno maggiormente influenzato il tuo percorso artistico?
“Mah, io credo che ogni artista che seguo abbia qualcosa che ha influenzato il mio percorso. In
Italia penso alla tecnica vocale di Giorgia; alla agilità vocale e all’intonazione sempre perfetta,
nonché alla versatilità di Anna Tatangelo; ai testi e alla bellissima voce profonda di Tiziano Ferro…
se guardo al panorama internazionale, ovviamente, non posso non menzionare Christina Aguilera,
Demi Lovato, Bruno Mars… mi piace molto lasciarmi influenzare dalle sonorità RnB…”.

Domanda di rito: progetti futuri? Live? Magari un disco?
“Progetti futuri… tanti… ci sarà una versione acustica di Mongolfiere e le tracce per il disco ci sono.
Sarà pronto presto e ne sono davvero fiero perché, non solo è il mio disco di esordio come
cantante ed autore, ma anche come produttore. Meglio di così…”.

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Intervista Pop

I Lamette ci raccontano “mi piaci cosi” il nuovo brano con Tamì

E’ uscito il  22 ottobre, “mi piaci così” ( Aurora Dischi / ADA Music Italy / Warner Music Italy ), il nuovo singolo dei LAMETTE in collaborazione con Tamì.

Il brano che arriva dopo l’esperienza alle audition di xfactor 2021, parla di una relazione d’amore in cui è difficile comunicare.

Le sonorità del brano spaziano tra Indie Pop, Alt-Pop, Lo-fi e Urban mentre il mood del brano è principalmente cloudy. Il brano sarà accompagnato da un videoclip girato a Venezia ed è stato prodotto da Alessandro Landini e masterizzato da Marco Ravelli  (Pinguini tattici nucleari, Iside, Chiamamifaro, ecc).

I Lamette hanno risposto alle nostre domande in questa intervista:

Ciao ragazzi, raccontate agli amici di Perindiepoi chi sono i Lamette

“Ciao siamo Lamette, siamo due ragazzi di piacenza classe 98 .
Abbiamo cominciato a fare musica insieme fin dai primi anni di scuole superiori , dopo un periodo di ricerca e di affinamento del progetto abbiamo pubblicato il nostro primo singolo nel 2020 in piena pandemia
“.

Mi piaci così è il vostro nuovo brano, di cosa parla?

“Il brano parla di una relazione complicata, gira attorno al sapere accettare i difetti del proprio partner nel tentativo di mandare avanti la relazione”.

Come è nata la collaborazione con Tamì

“La collaborazione con Tamì è partita da una nostra demo che avevamo nel cassetto, una volta riascoltata abbiamo subito pensato che una voce femminile sarebbe stata perfetta su questo brano, abbiamo scelto di contattare Tamì perché vista la sua voce ed il suo stile ci sembrava la scelta più azzeccata”.

Avete partecipato alle audition di XFactor 2021, come è stata questa esperienza per voi?

“L’esperienza ad XFactor è stata senza dubbio formativa, specialmente dal punto di vista “live”, abbiamo sicuramente imparato a gestire meglio tutto l’approccio alla preparazione di un live set ed in generale l’approccio al palco”.

Quali sono i prossimi passi dei Lamette?

Al momento abbiamo un bel po’ di brani da parte, non possiamo dire molto però ci aspettano dei mesi pieni di musica.

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Pop

Ciao Manu racconta Banksy

 “BANKSY” è il nuovo brano di CIAO MANU, disponibile dal 15 ottobre, in streaming e digitale per Amarena Records / Artist First .

l brano prova ad imprimere le sensazioni che le opere di Basksy suscitano nell’autore, emozioni che riconducono tutte ad un’età pre-adolescenziale. L’ innocenza astratta di “Elfi e di Maghi” accanto ad una pagina così cruda e reale della storia del nostro paese come “Di Pietro e Craxi”.

“Ciao Manu” è il progetto del cantautore Emmanuel Falato. Nel 1996, incontra la musica con un brano di Lucio Dalla ed uno degli Articolo 31. Due generi diversi ma che si fondono perfettamente nel suo stile. Dal 2002 al 2019 arrivano i primi brani, la prima band, i primi live. Dai centri sociali ai palazzetti, aprendo concerti ad artisti come: 99 Posse, Brusco, Colle Der Fomento, Kaos, Jack the Smoker (Machete), Jesto, Vacca, Two Fingerz, Turi, Villa Ada Posse, Assalti Frontali, Babaman, Kiave (Macro Beats), Ensi e Raige (One Mic). Nel 2020 nasce “Manu” il suo primo progetto solista di cui cura testi e musiche. I precedenti singoli vengono inseriti nella playlist editoriale di Spotify “Scuola Indie“.

Emmanuel ha risposto alle nostre domande in questa intervista:

Ciao Manu è il nome del tuo progetto musicale solista , come mai questa scelta?
“Ciao a tutti!! Beh in realtà io volevo scegliere “Manu Ciao”, ma non mi veniva accettato dalle piattaforme per pubblicare i brani, dicevano che somigliava troppo ad un nome già famoso XD.
Scherzi a parte, diciamo che queste sono le prime parole che mi vengono rivolte da tutte le persone che incontro, tipo: “Ciao Manu, tutto bene?”… Dato che il mio modo di scrivere è molto diretto e colloquiale (come quando si incontra un amico al bar) mi sentivo a mio agio con questo nome molto informale!”.

Ci racconti un po del tuo percorso musicale ?
“I primi ricordi musicali che ho, risalgono al ’96 (avevo 8 anni) ed usciva l’album “Così Com’e” degli Articolo 31. Contemporaneamente nell’autoradio della macchina dei miei genitori suonavano le musicassette di alcuni cantautori, tra cui ricordo Lucio Dalla. Credo che il mio stile musicale sia una sintesi di questi che sono i miei 2 generi preferiti (Rap e Cantautorato)… Infatti inizio a scrivere le prime rime già nel 2000 (avevo 12 anni e il rap in Italia sarebbe cominciato ad andare di moda soltanto 6 anni dopo). Poi a 18 anni ho cominciato a portare il progetto live in giro, aprendo tanti concerti di artisti che stimavo (e stimo tutt’ora) dai centri sociali ai palazzetti. Chiaramente lo stile è maturato e si è affinato con l’età, arrivando a quello che è oggi!”.


Nel tuo nuovo singolo prendi spunto dalle opere di Banksy, come è nata questa canzone?
“Diciamo che Banksy è un pò un simbolo della nostra generazione e mi sono permesso di utilizzatarlo come metafora per esprimere un sentimento di stupore per un apparizione improvvisa. Il filo conduttore del brano è questa forte sensazione di sorpresa che si può provare di fronte all’apparizione inaspettata di un opera d’arte in strada, appunto come quelle di Banksy. Parliamo di un’apparizione che in qualche modo cambia la tua vita (che sia una donna, la musica, o la stessa vita che con qualche segnale ti fa cambiare la percezione e la visone che hai di lei)“.


Quali sono le tue influenze musicali?
“Anche se ascolto tutti i generi e tutti gli artisti senza pregiudizi, come accennavo prima, i miei punti di riferimento vanno dal Conscious Rap Italiano fino al Cantautorato passato e presente (Rino Gaetano, Lucio Dalla, Pino Daniele, De Gregori…)“.


Progetti futuri ?
“Beh sicuramente scrivere, scrivere e scrivere, perché è la cosa che preferisco fare in assoluto… ma adesso che sta ripartendo la macchina dei concerti, sicuramente anche qualche live, perché il contatto con il pubblico oltre ad essere bellissimo, è anche un riscontro fondamentale! “.

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Internazionale

Colloquio di stati d’animo: l’esordio dei LAMECCA

Nella cultura British con l’espressione “Ginger” si fa riferimento ad un aspetto fisiognomico e culturale: Ginger sono le persone dai capelli rossi. La storia, purtroppo, ci ha da sempre raccontato come nel corso del tempo le chiome rosse furono sinonimo di corruzione morale, da associare a soggetti dotati di poteri magici e per questo considerate non umane, in quanto diverse. Secondo gli stereotipi, i Ginger sono i soggetti dal carattere impetuoso, ribelle e sfacciato, estranei a tutto ciò che può essere prevedibile, lontani dalle regole; un po’ come Rossella De Napoli. Una voce sofferta ed elegante, che in un agosto “senza estate/ né tepore” del 2019 abbraccia in una sala prove della provincia di Salerno, la musica di Alfonso Roscigno, Gianluca Timoteo, Alfonso Cheng Palumbo e Vincenzo Longobardi.

Nel luogo in cui tutto prende forma, grazie ad una jam session, nasce Ginger: singolo d’esordio dei LAMECCA, band dalle variegate sonorità post-punk, emo, post-rock e indie rock.

LAMECCA è infatti il luogo in cui si incontrano le intenzioni e le influenze musicali di Rossella, Alfonso P., Alfonso R. e Gianluca.

Nella primavera del 2021 Vincenzo si unisce al progetto per arricchire il sound con una seconda chitarra, un mattone in più per costruire sul palco un muro di suono autentico e passionale. I LAMECCA sono una band controcorrente, una di quelle band che si distingue nettamente dalla scena più indie italiana, dal forte impatto emozionale e senza regole, in cui l’attitudine punk si mescola alla vena più introspettiva del post rock e dell’emo.

Dalla prepotente ed emotiva voce della cantante dei LAMECCA si avverte la totale esigenza che ha Rossella di voler raccontare la sua stessa storia, rivolgendosi alla ragazzina dai capelli rossi di un tempo: “Ragazzina stai attenta/ all’asciutto/ stai lontana/ dalla rete/carne e basta/ sulla schiena/ la paura/ non guarisce/ la solitudine”. Ècome se fosse un instancabile colloquio di stati d’animo tra passato e presente, in cui la cantante ricorda all’impulsiva Ginger del passato gli innocenti tormenti e le vulnerabilità rinchiuse in uno scrigno di sentimenti, che necessita di essere svelato: “Ginger canta incantevole”.

Un flusso di coscienza irrequieto, scandito dalle pungenti e melodiche chitarre che costruiscono il telaio impeccabile pronto per la totale libertà espressiva della prorompente musica dei LAMECCA. È un brano costellato di collisioni emotive, in cui le affinità punk seguono le tracce più introspettive del post rock e dell’emo. Ginger è come un post-it che ci ricorda quanto possa essere importante avere il coraggio di mostrare le nostre fragilità.

Gli impellenti suoni fanno da riparo all’immaginario passionale e concettuale che la band vuole presentare. Per questo motive Ginger è stato scelto per introdurre lo spazio narrativo dei LAMECCA: non possiamo che aspettarci il meglio da loro, e non vediamo l’ora di scoprire cosa hanno in serbo per noi!

Di Carla Leto

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Comunicato stampa

Indiepanchine presenta: MATUCHENESAIDEISOGNI vol2

GIOVEDÌ 21 OTTOBRE 2021 in collaborazione con RADIO KAOS ITALY – SEI TUTTO L’INDIE DI CUI HO BISOGNO – SBROCCOGIOCATTOLI

Ci manca il 2016, ci mancano i live al circolo degli artisti e le serate poco sobrie a Via Libetta.

Dopo anni di allenamento sugli altopiani tibetani, abbiamo tirato fuori una serata dal gusto deciso, ideale per tutte le occasioni.

L’aspetto di un concertone, il sapore di una sana notte di clubbing romano. Si può assaporare liscia, fredda, con ghiaccio o con una scorza di arancia.

La musica è sempre più fluida e noi la mescoliamo per bene.

PRETTY SOLERO – EUROPEAN VAMPIRE – MANDARK DJ SET CLOSE LISTEN

LARGO VENUE
Via Biordo Michelotti, 2, 00176 Roma (RM) Apertura porte ore 20:00
Concerti dalle 21:00
••••••
Ticket 10€ in prevendita o alla porta (evento a posti limitati) link.dice.fm/my3zvY2oikb

Evento in piedi.

Per accedere all’evento è obbligatorio esibire il Green Pass, corredato da valido documento di identità,

o essere risultati negativi ad un tampone rapido/molecolare nelle 48 ore precedenti.

MANDARK – Mandark, classe 2002, è un giovane artista emergente del panorama Romano. Con 4 singoli e 2 video pubblicati da indipendente, si lancia su soundcloud cavalcando brezze e inesorabili confini. Il suo ibridare vari generi musicali come: Emo/Trap/indie lo rende un personaggio molto particolare, il suo essere androgeno ed i suoi capelli biondi lo hanno portato più volte ad essere scambiato per Billie Elish. Ha recentemente collaborato con Close Listen, noto producer Romano, con la traccia “Bomba”, per L’EP “Angeli”. Nell’ottobre del 2021 Valerio Lundini ha voluto una foto con lui al concerto dei Tiger Fregna.

EUROPEAN VAMPIRE – European Vampire è un progetto intimo e romantico e insieme paradigmatico e spietato, nato nel 2018 dall’amicizia tra Lorenzo Sutto e il producer Mark Ceiling. Si tratta di un percorso musicale sperimentale che il cantante aveva in mente da anni e che aveva sempre immaginato come un mondo ai limiti del cinematografico più che un prodotto musicale ben incasellato. European Vampire è un collage di realtà contemporanee ed è tutto tranne che lineare. Le tracce di EV seguono lo sviluppo di una personalità, quella di un romantico antagonista che assomiglia a qualcuno che abbiamo incontrato a una festa.

PRETTY SOLERO nome d’arte di Sean Loria (20 marzo 1993), è un rapper italiano, originario di Roma. È membro della crew 126, nonché Il Creatore del “movimento” Love Gang. Oltre a suo nome attuale, nato ispirandosi all’omonimo ghiacciolo Algida, negli

anni ha anche usato gli alias SeanyDelRey (omaggio a Lana Del Rey), Seany126 e Sean126. Oltre a diverse collaborazione con Ketama e con tutti i rapper della crew 126, Pretty Solero ha pubblicato come Piange, Solero Algida e Buste. il suo stile è decisamente particolare ed è subito riconoscibile grazie ad un timbro e ad un modo di cantare veramente personale. Dalle poche tracce finora rilasciate si intravede un gusto pop molto interessante non così comune all’interno della nuova scena rap/trap romana.Nel giugno del 2018 esce il suo primo disco “Romanzo rosa” nel quale possiamo trovare molte collaborazioni con artisti molto importanti della panorama romano e nazionale infatti nella tracklist infatti spuntano i nomi di Carl Brave, Ketama 126, Generic Animal, Franco 126, Populos e Ugo Borghetti. Nel 2019 esce la traccia Brooklyn per Universal Music, nel 2020 rilascia il suo secondo disco “Carabinieri” dove viene riconfermata la collaborazione con il produttore G Ferrari affiancato da Zafa.

CLOSE LISTEN, nome d’arte di Michele Lamonica, è un produttore italiano nato nel 1992 a Siena e cresciuto a Roma. Inizia a produrre a 18 anni, con un percorso di studi alla Saint Louis College of Music.Negli anni del liceo conosce Franco126, Ketama126, Tutti Fenomeni e nel 2017 inizia un lungo sodalizio coi Tauro Boys: Close Listen produce nei primi due mixtape del collettivo “TauroTape1” (2017), “TauroTape2” (2018) e il primo disco ufficiale “Alpha Centauri” (2019). Il 2021 è l’anno dell’esordio ufficiale di Close Listen, che a fine gennaio pubblica ANGELI (2021) edito da Sugar Music Publishing.