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Comunicato stampa Indie Rap

Golconda e le crepe del linguaggio: “Parole d’amorte” è il nuovo singolo

“Parole d’amorte” è il nuovo singolo di Golconda, uscito martedì 12 maggio 2026. Una traccia nella quale Golconda trasforma il sentimento in qualcosa di mobile, difficile da afferrare. Il brano avanza per frammenti e visioni leggere, lasciando emergere una malinconia urbana fatta di attese, distanze e pensieri che si deformano mentre cercano una forma. L’amore non viene raccontato: resta sospeso, incompleto, come certe frasi che continuano a risuonare anche dopo essere finite. Una scrittura sottile, che preferisce lasciare segni invece di offrire risposte.

Foto: Agnese Zingaretti

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«”Parole d’amorte” racconta la scelta delle parole per una lettera d’amore. Canta della scrittura d’amore e dell’amore per la scrittura. Il potere dell’amore è accostato al potere delle parole, in grado di toccare nel profondo chi scrive e chi legge, evocando il dolore e la bellezza di una storia d’amore.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Golconda è un cantautore-rapper fiorentino che vive a Roma e non fa niente per nascondere un certo fascino per Magritte. Nelle sue canzoni prova a parlare dell’amore, della morte e di altre sciocchezze, a volte rubando citazioni di Francesco Guccini, altre volte no. E quando non lo fa, è costretto a inventarsi un modo tutto suo di scrivere canzoni, frutto degli ascolti di una vita: da bambino i cantautori (in macchina), da adolescente i rapper (in cuffia). In ogni caso, l’attenzione alle parole è la sua piccola grande ossessione: non solo per cosa vorrebbero dire, ma per come risuonano e toccano chi le ascolta.

Debutta nel 2020 con il suo primo singolo, “Il mondo di Ambra”, per Piuma Dischi, a cui seguono altri singoli. Nel 2026 uscirà il suo primo EP, prodotto da Lorenzo Pellegrini (/handlogic) e pubblicato con Costello’s Agency. Ha vinto il premio nazionale “Dante Rock” di Arezzo Wave con il suo penultimo singolo “Caronte”, uscito in vinile insieme a canzoni di Elio, Modena City Ramblers, Paolo Benvegnù e Finaz della Bandabardò, coi quali ha condiviso il palco. Il suo ultimo singolo, “Eldorado”, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Billboard Italia e segnalato tra i singoli da non perdere per Sky TG24.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Pop Rap

Stanze che non accolgono: “Fingi di Amarmi” è il nuovo singolo di SONORUGGIERO

“Fingi di Amarmi” è il nuovo singolo di SONORUGGIERO, uscito venerdì 8 maggio 2026. ​Un copione imparato da piccoli che continua a inciampare nelle stesse battute. Il nuovo singolo di SONORUGGIERO resta lì, tra il bisogno di restare e l’impossibilità di sentirsi davvero dentro. Di notte tutto si avvicina, si scalda, sembra funzionare. Alla luce, invece, tornano le crepe: silenzi larghi, stanze che non accolgono. È un equilibrio instabile, dove desiderio e diffidenza si tengono per mano senza fidarsi mai davvero.

Foto: Antonio Nelli

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la canzone:
«Il brano esplora l’intimità e la vulnerabilità dell’artista nel suo modo di vivere e affrontare l’amore, sviluppandosi in due momenti distinti ma profondamente connessi. Nella prima parte emerge un’introspezione sincera e personale, dove SONORUGGIERO racconta la difficoltà nel credere nei sentimenti, segnata dalle esperienze passate, in particolare dalla fine dell’amore tra i suoi genitori. Questa ferita sembra ripetersi nel presente, portandolo, ormai adulto, a confrontarsi con lo stesso dolore, come in una sorta di ironia del destino.
Nella seconda parte il racconto si sposta su una dimensione più intensa e viscerale, dominata dalla rabbia e dalla caduta emotiva. Tra silenzi pesanti e immagini forti, come quelle delle “pareti incendiate”, prende forma una casa piena di ricordi indelebili, simbolo di un legame difficile da lasciar andare. Qui emerge il bisogno di sfogarsi, di liberare tutto ciò che è rimasto represso e di affrontare apertamente l’altra persona.
Questa doppia anima si riflette anche nella produzione musicale dove l’inizio, caratterizzato da violini e sonorità eteree, accompagna la parte più fragile e riflessiva, per poi evolversi in un crescendo più energico e incalzante, arricchito da influenze elettroniche che amplificano la tensione emotiva e il bisogno di esprimere, quasi urlando, ciò che si ha dentro.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
SONORUGGIERO è un cantautore italiano classe 2001, originario della Puglia. Il suo progetto nasce dall’esigenza di trasformare esperienze personali e fragilità emotive in musica, attraverso una scrittura diretta e profondamente narrativa.Fin dagli inizi, il suo percorso artistico è strettamente legato alla collaborazione con David Ice, con cui sviluppa l’intera direzione sonora del progetto. Un rapporto creativo continuativo che ha dato forma a tutti i suoi brani pubblicati fino ad oggi, contribuendo a definire un’identità musicale coerente e riconoscibile, in equilibrio tra cantautorato contemporaneo e sonorità pop/elettroniche.
La scrittura di SONORUGGIERO si concentra su temi intimi come l’amore, le dinamiche familiari e il conflitto interiore, con una particolare attenzione alla dimensione emotiva e al racconto personale. Il suo sound alterna momenti più delicati e introspettivi a sezioni più intense e dinamiche, dove la componente elettronica diventa elemento espressivo centrale.
L’ultimo singolo, “Artificiale”, realizzato insieme a Mavie, rappresenta un’evoluzione del percorso artistico, approfondendo il contrasto tra autenticità e costruzione nei rapporti contemporanei. Il brano mette in luce la difficoltà di vivere emozioni reali in un contesto spesso filtrato e “artificiale”, mantenendo una struttura sonora in crescita che accompagna l’evoluzione emotiva del racconto.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Rap

Dentro “I colli di Ubeda” di Golconda: rime, deviazioni e libertà

“I colli di Ubeda” è il nuovo singolo di Golconda, uscito martedì 7 aprile 2026. Un brano obliquo e ipnotico, che gioca con il senso senza mai fissarlo, scegliendo di smarrirsi piuttosto che semplificarsi. Una scrittura che sfugge alle traiettorie lineari e trova proprio nell’errore, nella digressione e nell’assurdo la sua forza più distintiva. Un artista da seguire.

Foto: Agnese Zingaretti

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«“Andarsene per i colli di Ubeda” in spagnolo significa divagare, partire per la tangente, perdersi nel discorso. Prendendo il detto alla lettera, ho immaginato di perdermi tra colline invase da parole impazzite, venire trascinato da fiumi di discorsi a vanvera e giochi di parole fuori controllo.
È l’inizio dell’EP: lo spettacolo inquietante del senso che si perde e si ricombina in modi sorprendenti, lasciandomi in mezzo a “cavalieri in armatura dentro una spiaggia nudista”. Inutile cercare un senso, a Ubeda è stato fatto fuori: non resta che vivere l’avventura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Golconda è un cantautore-rapper fiorentino che vive a Roma e non fa niente per nascondere un certo fascino per Magritte. Nelle sue canzoni prova a parlare dell’amore, della morte e di altre sciocchezze, a volte rubando citazioni di Francesco Guccini, altre volte no. E quando non lo fa, è costretto a inventarsi un modo tutto suo di scrivere canzoni, frutto degli ascolti di una vita: da bambino i cantautori (in macchina), da adolescente i rapper (in cuffia). In ogni caso, l’attenzione alle parole è la sua piccola grande ossessione: non solo per cosa vorrebbero dire, ma per come risuonano e toccano chi le ascolta.

Debutta nel 2020 con il suo primo singolo, “Il mondo di Ambra”, per Piuma Dischi, a cui seguono altri singoli. Nel 2026 uscirà il suo primo EP, prodotto da Lorenzo Pellegrini (/handlogic) e pubblicato con Costello’s Agency. Ha vinto il premio nazionale “Dante Rock” di Arezzo Wave con il suo penultimo singolo “Caronte”, uscito in vinile insieme a canzoni di Elio, Modena City Ramblers, Paolo Benvegnù e Finaz della Bandabardò, coi quali ha condiviso il palco. Il suo ultimo singolo, “Eldorado”, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Billboard Italia e segnalato tra i singoli da non perdere per Sky TG24.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Pop Rap

“Boe sulla Fune” è il nuovo EP di Leo Fulcro

Arriva il secondo episodio del racconto di Boe, il ragazzo sulla Terra. In “Boe sulla Fune” il protagonista – figura a metà strada tra l’immaginario di Roald Dahl e quello di Saint-Exupéry, ma cresciuto a Roma Est – decide di spostare lo sguardo e osservare un pianeta affaticato da una posizione precaria, instabile, sospesa.

Leo Fulcro immagina Boe mentre cammina nel vuoto, ispirandosi a Philippe Petit, l’artista che rese celebre il suo passaggio illegale su un cavo d’acciaio teso tra le Torri Gemelle. Da qui prende forma una traversata in aria sopra una città in continuo movimento: un gesto silenzioso, quasi intimo, che attraversa la distanza e restituisce la fragilità dell’equilibrio, della solitudine, dello stare lontani.

Musicalmente, l’EP intreccia rap old school e codici più attuali. Ritornelli dal passo leggero e ballabile dialogano con strofe più taglienti, mentre la scrittura resta lucida, obliqua, attenta al presente. “Boe sulla Fune” diventa così una prova di bilanciamento tra leggerezza e necessità, un racconto in bilico che tenta di restare in piedi sopra il frastuono del mondo.

Leo Fulcro nasce a Roma nel 2018 come progetto collettivo che connette fin da subito varie discipline artistiche: dalla street art alla poesia, dal teatro alla musica. Nel primo anno escono due mixtape in forma indipendente, a seguito dei quali vengono pubblicati degli opuscoli di poesie, realizzate delle opere di street art a Roma, Ravenna e Parigi e infine portato in scena il monologo originale “Scegli Me”. Dalla collaborazione tra Dost e Leo Fulcro nasce un’attenzione maggiore alla musica: escono tre singoli tra il 2019 e il 2020 per poi arrivare alla lavorazione di un progetto più corposo: Salmoni EP.
Dopo un anno di lavorazione, nel 2021 esce il suo primo album Il Mondo Che Cambia.
La costante ricerca artistica di Leo Fulcro prosegue con la pubblicazione degli EP “Boy On Earth” (2023), “Il cuore un po’ più grande” (2024) e “Boe sulla Fune” (2026).

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Pop Rap

Dentro il paradiso “artificiale” di SONORUGGIERO (feat. Mavie)

“Artificiale” è il nuovo singolo di SONORUGGIERO feat. Mavie, uscito venerdì 25 aprile 2025 (distribuzione ADA Music). ​Partendo dal simbolismo baudelairiano SONORUGGIERO realizza una traccia ricca di pathos e coinvolgimento emotivo con la sua ormai abituale capacità di mettersi a nudo, senza aver paura di raccontare i propri demoni. La collabo con Mavie è la ciliegina sulla torta che aggiunge verve al brano.

Foto: Antonio Nelli

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la canzone:
«Nel brano SONORUGGIERO spiega come non riesca più a sentire emozioni e vere connessioni, andando verso la perdizione totale. L’incontro con Mavie dà vita a uno scambio intenso, quasi terapeutico, dove le voci si intrecciano e si cercano.
Il titolo è un richiamo diretto a Baudelaire e al suo Paradiso Artificiale: la voglia di evasione, l’esaltazione dei sensi, la realtà che si deforma… ma anche la consapevolezza che certe fughe portano solo più lontano da sé stessi.
Il videoclip racconta visivamente questo smarrimento interiore. Tutto inizia con SONORUGGIERO solo nella sua stanza, mentre prende delle pillole per staccarsi dalla realtà e sprofondare in un sonno profondo. Da lì comincia il sogno: si ritrova catapultato in una villa maestosa, surreale, quasi sospesa nel tempo. Lì assume un’altra identità, il suo alter ego, apparentemente ricco e soddisfatto, ma in realtà sempre più disorientato.
Tra stanze infinite, specchi che non riflettono nulla e luci che accecano più che illuminare, appare Mavie: non come figura reale, ma come la sua coscienza, la voce che cerca di riportarlo a galla. È un confronto muto, ma carico di senso. Alla fine, SONORUGGIERO si risveglia nel suo letto. Il sogno si spezza, la villa svanisce, la coscienza tace. Rimane solo la delusione del ritorno alla realtà. E così, senza dire nulla, ritorna a dormire. Ritorna a perdersi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
SONORUGGIERO, all’anagrafe Vincenzo Ruggiero, nasce a Bari il 5 Marzo del 2001.
Fin da piccolo il suo legame con la musica è viscerale; inizia a scrivere all’età di quindici anni raccontando le sue verità più intime e cupe e parlando di temi familiari e sentimentali.
Negli ultimi due anni inizia ad avere le prime esperienze live e, dopo alcuni anni di scrittura e ricerca, pubblica il suo primo brano “MATTO DA LEGARE” nato dalla fusione con David Ice, producer della scena Rap e Urban Italiana, ottenendo l’ingresso in top 100 di EARONE della classifica radio.
Successivamente rilascia il brano “Cabriolet” – che vede sempre la direzione artistica di David Ice – grazie al quale riceve diversi apprezzamenti e consolida il suo status nella stampa di settore.
Nel 2024 presenta i suoi brani sul palco di Spaghetti Unplugged a Milano, dove conquista il consenso del pubblico e si aggiudica la prima posizione nella serata.
La scorsa estate pubblica il singolo “SOLO TONIGHT” (sempre con il fido David Ice) che è tuttora nella playlist “Tendenze R&B” di Apple Music.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop Rap

Con “fuckboy” Myricae mette le cose in chiaro

“fuckboy” è il nuovo singolo di Myricae, uscito venerdì 11 aprile 2025. Una voce che spacca e una penna carismatica al servizio di una sperimentazione musicale che guarda alla contemporaneità: questa è Myricae. Si apre un nuovo capitolo della sua estetica sonora in costante trasformazione e attendiamo i prossimi passi con devozione.

Photography: Erica Bellucci @fuqtheslice @visioni_parallele
Styling: Virginia Carillo @golden_virginia
MUA: Miriam Tigre @_miriamtigre_
Nails: Maria Luce Venturi @marialuceventuri

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”fuckboy” non è un’accusa, ma una satira cinica dell’ecosistema digitale e del fuckboy inteso non solo come individuo, ma anche come fenomeno sociale che può trascendere il genere. È una dissezione chirurgica dei pattern relazionali moderni che ne rivela i meccanismi più crudi. Il brano si muove su una dicotomia estrema: un beat martellante e viscerale che si dissolve in un ritornello etereo, dove synth sospesi accompagnano una dichiarazione brutale. Un cortocircuito sonoro ed emotivo che esalta il contrasto tra attrazione e repulsione, ironia e nausea, desiderio e rifiuto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Myricae è un’identità in transito, una voce che rifiuta di essere confinata da definizioni statiche, trasformandosi costantemente. Vive la musica come un processo catartico, un dialogo continuo con il suono che diventa mezzo di esplorazione di sé. Dopo una formazione classica e, in seguito, al conseguimento della laurea in songwriting, il suo percorso si allontana dalle convenzioni accademiche per abbracciare la sperimentazione, portandola a immergersi nelle strutture dell’elettronica.

Nel 2024 debutta con “FALENE”, un singolo che non si limita a introdurre il suo universo musicale, ma lo frantuma, lo dissolve e lo ricompone in un flusso continuo di elettronica oscura, pop e pulsazioni hyper. L’instabilità diventa il fulcro della sua estetica sonora – un equilibrio instabile che non cerca punti fissi, ma si nutre della trasformazione.

Con “fuckboy”, l’artista apre un nuovo capitolo della sua evoluzione: un brano immerso in ritmi vertiginosi e synth eterei, che amplifica la sua inclinazione all’iperbole e al paradosso, spingendo ancora oltre i confini della sua immaginazione sonora. Per Myricae, ogni brano è solo l’istantanea temporanea di qualcosa che sta già scivolando altrove.

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Fonte: Costello’s Agency

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Intervista Rap

Animali notturni contro la monotonia. L’intervista ai DFWU

“Dedicato alla Luna” è il nuovo EP manifesto dei DFWU, piena espressione della loro libertà creativa. In occasione dell’uscita di questo esordio abbiamo fatto qualche domanda alla band.

Artwork: Martina Platone

  • Il vostro EP “Dedicato alla Luna” sembra un canto rivolto verso una musa ispiratrice, capace di essere al contempo stimolo artistico e meta inarrivabile. Cosa vi ha portato a trovare nella luna e nell’atmosfera notturna l’ispirazione per questo progetto?
    “Dedicato alla Luna” è dedicato a una compagna di camminate, una presenza costante nel nostro progetto e in noi come persone. È la luce nel buio che illumina il percorso verso lo studio dopo essere usciti dal lavoro, insomma una linea guida che porta in posti migliori. Siamo tendenzialmente animali notturni, quindi la notte è il momento in cui riusciamo a lavorare meglio, quel periodo di tempo in cui tutto quello che viviamo nell’arco della giornata si quieta e finalmente riusciamo a dare spazio a noi stessi e alle nostre creazioni.
  • In “Cronico” avete collaborato con Moder, leggenda del rap underground romagnolo e italiano. Come è nata la collaborazione e quali sono state le sensazioni di confrontarsi artisticamente con lui?
    La collaborazione con Moder è nata quando ci ha invitato a suonare nel suo locale Cisim di Lido Adriano, ormai un’istituzione per quanto riguarda musica live e hip hop in generale all’interno del nostro territorio. Abbiamo chiesto se si potesse incastrare una data e così è stato. Siamo entrati subito in buon rapporto. Prima di sentirci, quando abbiamo messo giù “Cronico”, avevamo una strofa su cui fare un feat con qualcuno. Siccome, a nostro parere, è la traccia all’interno dell’EP che più richiama l’hip hop vero e proprio, abbiamo pensato che Moder sarebbe stato l’artista giusto per valorizzare la strofa, e infatti è andata proprio così. Una bomba, pathos, workflow fortissimo e rime taglienti nel suo stile. Non potevamo chiedere di meglio, sia umanamente che artisticamente.
  • Al di là degli incastri e dei tecnicismi, il vostro rap appare contaminato da una fortissima componente strumentale, dovuta ovviamente alla natura collettiva della vostra formazione. Quanto conta nella vostra ricerca artistica l’approccio “analogico” al suono?
    Siamo molto felici di questa domanda perché amiamo parlare della nostra strumentazione, specialmente dell’equipaggiamento vintage, che usiamo per rendere ogni brano unico. Come avete notato, i suoni analogici sono parte integrante di ogni nostra produzione perché partiamo sempre da lì, cercando il massimo confronto con lo strumento. La ricerca del suono più adatto è un’esperienza che pochi apprezzano al giorno d’oggi, con librerie di plug-in e VST che, con qualche click, suonano perfettamente. Capiamo che molti preferiscano il digitale perché è più economico e semplice, ma noi siamo tra quelli che amano ancora girare manopole, sentire ronzii e smontare e rimontare strumenti per farli funzionare. Tuttavia, usiamo anche il digitale per migliorare l’ analogico quando necessario. Il nostro obiettivo è mescolare sapientemente strumenti old school e tecnologie moderne, per creare un suono nuovo con una base tradizionale.

  • Fra le vostre ispirazioni citate i Sangue Misto e Robert Glasper, in qualche modo icone dell’old school della cultura rap. Come riportate questi riferimenti così importanti all’interno della vostra scrittura?
    Questa risposta la divideremo in due parti, proprio perché con la domanda siete riusciti a racchiudere da una parte la scrittura testuale e dall’altra la scrittura musicale. Partiamo dai primi citati: di sicuro il riferimento e gli spunti presi dai Sangue Misto derivano soprattutto dal loro album iconico “SXM”, da canzoni come “Lo straniero”, “Cani sciolti” o “Clima di tensione”, brani in cui gli artisti hanno caratterizzato il loro dissenso, il loro “rigurgito sociale” e la resistenza a uno stato repressivo come quello dei fine anni ’90. Questo in particolare ci ricongiunge molto alle sensazioni e a quello che viviamo noi oggi, per questo in molti casi capita che nei testi Rampa riporti le stesse sensazioni. Arriviamo così a un altro riferimento importantissimo per noi, Robert Glasper. Con album come “Dinner Party” con Terrace Martin e Kamasi Washington, “Black Radio” o album in collaborazione come “Drones”, ha rivoluzionato e portato su un altro livello il nostro modo di suonare e approcciarci alla musica. La nostra ispirazione parte da lui perché ha ripreso quel concetto di jazz che Miles Davis proponeva all’interno dei suoi ultimi album, quel concetto da cui hanno iniziato negli anni ’80 i primi DJ hip hop a tagliare sample e fare i primi loop. Riportando in live quelle vibes ma con una nuova essenza: pasta vecchia, suono nuovo!
  • Avete descritto questo EP come “un manifesto di ribellione e autenticità musicale”. Il vedere la musica come strumento di ribellione non è un concetto nuovo, ma ad oggi da cosa vi sembra che serva liberarsi?
    Rispondiamo a questa domanda partendo dal nostro nome, D.F.W.U., che è già un urlo di per sé. È una manifestazione di ribellione contro la monotonia di una vita che prova a schiacciarti ogni giorno. È presente in ogni sfida, in ogni momento difficile, in ogni sistema corrotto e schifoso che vuole farti abbassare la testa o convincerti che la vita non può essere vissuta come la vuoi vivere tu. Don’t fuck with us è un promemoria per noi stessi e per gli altri che nulla può intaccare la nostra determinazione. È quell’esclamazione che dovresti avere ogni volta che ti rialzi. Per noi, Don’t fuck with us è una filosofia: avere dei diritti, impegnarsi per creare la vita che desideri e non accettare passivamente ciò che non vuoi. Quando ti arrendi e accetti le imposizioni, è lì che ti hanno fregato.

BIO
Don’t Fuck With Us è un’odissea sonora nata durante la quarantena, quando il trio Rampa, Mattia e Anton inizia a sperimentare con synth, loop e prime rime. Fondendo hip-hop, jazz e funk, ispirati da Sangue Misto e Robert Glasper, creano una sinfonia urbana. Sul palco, Daniel alla batteria e Lorenzo al basso amplificano l’esperienza, mentre Marco al piano aggiunge una nuova dimensione al sound.
DFWU incarna l’energia e la diversità della scena musicale romagnola.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Rap

DFWU + Moder e Ravenna spacca ancora

“Cronico” è il nuovo singolo dei DFWU, uscito il 22 ottobre 2024. Sentirsi inadeguati nei confronti della società, ma con la cognizione di potersi distinguere (“purtroppo vivo chiaramente in babbilonia da assiro”). Il solido groove dei DFWU unito alle barre di Moder dà vita un pezzo intenso e trascinante.

Foto: DFWU

Queste le parole con le quali il trio presenta la canzone:
«”Cronico” affronta il conflitto interno di un individuo contro le aspettative e le ipocrisie della società moderna. Rampa in questo brano critica la superficialità e lotta per mantenere la propria autenticità. Riflette sulle sue debolezze e sulla ricerca di appartenenza, trovando conforto e speranza nella musica (“se penso a lei non stacco mai”). Accettando le complessità della vita, il protagonista evolve attraverso resilienza e auto-riflessione, cercando autenticità e pace interiore.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO

Don’t Fuck With Us è un’odissea sonora nata durante la quarantena, quando il trio Rampa, Mattia e Anton inizia a sperimentare con synth, loop e prime rime. Fondendo hip-hop, jazz e funk, ispirati da Sangue Misto e Robert Glasper, creano una sinfonia urbana. Sul palco, Daniel alla batteria e Lorenzo al basso amplificano l’esperienza, mentre Marco al piano aggiunge una nuova dimensione al sound.
DFWU incarna l’energia e la diversità della scena musicale romagnola.

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Fonte: Costello’s Agency

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Intervista Rap

Le 5 cose preferite di MIDEN

Abbiamo chiesto a Miden di raccontarsi attraverso le sue 5 cose preferite, dopo aver ascoltato la sua ultima uscita, ecco che cosa ci siamo detti!

POLITICALLY INCORRECT

Il concetto di “politically incorrect” (politicamente scorretto) è emerso come reazione a ciò che molti percepiscono come eccessi del “politically correct” (politicamente corretto) ed è stato abbracciato da coloro che ritenevano che il politically correct stesse soffocando la libertà di espressione e il dialogo onesto. Mi piace “abbracciare” la libertà di espressione, fare critica e satira, e dire quelle “verità scomode” che molti non vogliono affrontare. Essere scorretto, “scortese” musicalmente parlando mi da forza.

EMINEM

O meglio SLIM SHADY.

L’artista che mi ha influenzato maggiormente in ogni sfumatura. L’artista più controverso e influente del panorama rap.

La sua carriera, caratterizzata da successi enormi e altrettante polemiche, ha avuto un impatto significativo non solo sulla musica, ma anche sulla cultura popolare. Le sue canzoni affrontano una vasta gamma di temi, molti dei quali controversi. Tratta di argomenti come la povertà, la dipendenza, le difficoltà familiari e la violenza domestica, spesso attingendo dalle sue esperienze personali. Questo realismo brutale ha attirato critiche per la sua rappresentazione esplicita e spesso grafica, ma ha anche contribuito a creare una connessione profonda con il suo pubblico. Mi sono rivisto in lui dato che non ha paura di sfidare le norme sociali e parlare apertamente dei suoi demoni personali. È stato anche accusato di omofobia, misoginia, e promozione alla violenza. Ma nonostante ciò, Eminem ha sostenuto che le sue canzoni sono una forma di espressione artistica e non dovrebbero essere interpretate come incitazioni alla violenza. Album preferito “THE EMINEM SHOW” 

RABBIA POSITIVA

La rabbia è un’emozione umana naturale che, sebbene spesso vista in modo negativo, può avere aspetti positivi quando gestita e canalizzata correttamente. Quando pensiamo alla rabbia, la associamo a reazioni impulsive, conflitti e distruzione. Tuttavia, è possibile vedere la rabbia sotto una luce diversa, riconoscendone il potenziale per trasformare situazioni negative in opportunità di crescita e cambiamento. Voglio canalizzare la rabbia (dovuta a esperienze passate) e trasformarla in consapevolezza, autocontrollo, facendo “passare” una comunicazione sana, motivandomi a cambiare sempre in meglio.

GENTIL SESSO

Quando parliamo del “gentil sesso”, non ci riferiamo solo alla grazia e alla delicatezza che spesso si associano alle donne. Parliamo della loro forza interiore, della capacità di resistere e di combattere per i loro diritti, e dell’instancabile impegno nel sostenere le famiglie e le comunità. La gentilezza e la compassione sono tratti che, più che mai, hanno il potere di cambiare il mondo.

Le donne sono state e continuano a essere leader in ogni campo immaginabile. Pensiamo a figure come Marie Curie, la prima donna a vincere un Premio Nobel, o a Malala Yousafzai, che ha coraggiosamente lottato per il diritto all’istruzione. Queste donne non solo hanno lasciato un segno indelebile nella storia, ma hanno anche ispirato milioni di persone a perseguire i loro sogni nonostante le avversità.

Nel quotidiano, le donne affrontano sfide che spesso passano inosservate. Il doppio carico del lavoro e della cura della famiglia, le discriminazioni sul posto di lavoro e le barriere culturali sono solo alcuni degli ostacoli che superano con tenacia e resilienza. Eppure, nonostante tutto, continuano a dimostrare una straordinaria capacità di amare, di creare e di innovare. Se non si era capito, impazzisco per le donne.

ESSERE PROVOCATORIO

un concetto spesso frainteso e talvolta evitato per paura di suscitare reazioni negative. Tuttavia, essere provocatorio non significa necessariamente essere offensivo o irrispettoso. Al contrario, può essere uno strumento potente per stimolare il pensiero critico, promuovere il cambiamento e rompere gli schemi convenzionali.

Essere provocatorio significa sfidare lo status quo, mettere in discussione le idee preconcette e spingere le persone a riflettere su ciò che diamo per scontato. In un mondo in continua evoluzione, dove le abitudini e le tradizioni possono diventare ostacoli al progresso, la provocazione può servire da catalizzatore per il rinnovamento e l’innovazione.

“È RIVOLUZIONE FRA”

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Rap

Dinamite e tritolo nelle penne degli Smokin’ Velvet

Wo, mamma mia, ma che diamine di garra sale appena premi “play” sul secondo singolo degli Smokin ‘ Velvet, duo ibrido che rotola a passo di groove sulla strada che collega Toscana e Lombardia? Inutile fermarsi a prendere fiato, quando il brano che hai davanti sembra fatto apposto per levarti l’aria – sopratutto se sei tra gli “Scarseez” che i due prendono di mira con la precisione del cecchino. 

C’è proprio una tendenza, nella scrittura degli Smokin‘, a trasformare le parole in esplosioni dinamitarde, in piccole granate artigianali che i due lanciano dalla finestra su strade piene di zombie in giacca e cravatta, o in Vans e pullover, o insomma su “deficienti” deambulanti che popolano la noia degli uffici, delle discoteche, del mercato discografico, dei salotti più o meno bene: una rabbia irrefrenabile che sale dallo stomaco e, una volta che arriva al cervello, prende la forma di una smitragliata di lemmi e vocaboli utili a sottolineare, per l’ennesima volta, la validità del concetto che “la lingua taglia più che la spada”, senza ombra di dubbio.

Gli Smokin’ avevano già dato segno di una certa predisposizione alla dinamite: i due avevano esordito qualche mese, con un progetto interamente curato da loro in prima persona (dalle basi alla realizzazione delle grafiche, in quella modalità completamente “indipendente” tipica dell’hip hop) che in effetti aveva lasciato intendere gli intenti bellicosi; ma in “Scarseez”, beh, la rabbia diventa quasi catartica, sublimata da un approccio ironico che permette alla risata di seppellire tutto ciò che ci fa star male. 

Non c’è censura, non c’è limitazione e allo stesso tempo non c’è eccesso: ciò che in effetti non smette di colpirmi, arrivato al ventesimo ascolto del brano, è proprio l’eleganza e il gusto con il quale Emanuele e Alessio affossano le portaerei avversarie, in una guerra combattuta senza esclusione di colpi ma con la leggerezza della battaglia navale da tavolo; un gioco da ragazzi, insomma, per chi certe ferite se le porta dentro e pare averle rese crepe efficaci a far passare la luce. 

Sempre più curioso di seguire e scoprire ciò che sarà.