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Comunicato stampa Indie Pop

Il Mediterraneo interiore: “Mareamaro” è il nuovo LP dei Lunatropica

“Mareamaro” è il nuovo LP dei Lunatropica, uscito martedì 30 giugno 2026. In questo nuovo lavoro, Lunatropica costruiscono un paesaggio sonoro in cui luoghi, stagioni ed emozioni finiscono per confondersi. L’alt pop elettronico della band alterna slanci luminosi e momenti più sospesi, lasciando emergere una sensazione di costante movimento, come quando un ricordo continua a cambiare forma ogni volta che riaffiora. Tra atmosfere mediterranee, ritmi caldi e dettagli appena sfocati, il disco trova un equilibrio delicato tra energia e contemplazione, trasformando l’estate in uno spazio emotivo da attraversare più che in una semplice stagione.

Foto: Riccardo Piccirillo

Queste le parole con le quali il duo presenta l’album:
«”Mareamaro” è il secondo lavoro discografico dei Lunatropica, progetto del duo campano composto da Angela Cicchetti (voce) e Ivan Imperiali (chitarra) in uscita il 30 giugno (Costello’s / Artist First). Il disco segna il punto d’approdo di un percorso iniziato con l’esordio “Grattacieli di Basilico” (pubblicato con il precedente moniker Settembre).
L’estetica del gruppo è un tropicalismo cinematografico: una miscela di influenze mediterranee, saudade brasiliana ed elettronica psichedelica. “Mareamaro” è un concept album dove il mare non è uno sfondo da cartolina, ma una dimensione interiore. È il luogo del ricordo rarefatto in “Caldo”, la materializzazione di un destino ineffabile in “Vesuvio”, la ricerca di salvezza di “Deserto” o la fuga necessaria di “Bahia”. A volte, è solo il riflesso sbiadito di una vecchia fotografia, come in “Ferragosto 2023”.
Le melodie dei Lunatropica guardano alla tradizione italiana contaminandola con derive bossa nova e tropicali, dove le chitarre acustiche convivono sporcate dal suono dei synth analogici. Non mancano episodi di pura intensità ritmica: ne è un esempio “Venezuela”, singolo di lancio del disco, dove batterie elettroniche e chitarre distorte si lanciano in lunghe cavalcate strumentali.

Angela: “c’è un grosso legame ancestrale con il Venezuela nella nostra terra, forgiata da decenni di flussi migratori che hanno mescolato i nostri destini. Nei racconti di chi tornava era diventata una sorta di terra mitologica, luogo di immense ricchezze e di abbondanza. Mio nonno diceva sempre “quando vado al Venezuela…” per dire “quando io non ci sarò più”. Per lui il Venezuela era diventato l’aldilà! L’ho sempre trovata un’immagine bellissima.”

Ivan: “la canzone parte da quella frase per descrivere un viaggio metaforico in un aldilà magico fatto di angeli alati, cani ululanti e tappezzerie tropicali. In questo ci ha sicuramente influenzato l’amore per “Cent’anni di solitudine” di García Márquez.”


Il disco vive anche di incontri fondamentali: Max De Tomassi (voce storica di Stereonotte Brasil su Radio Uno Rai) firma il ritornello in portoghese della bossa onirica “Caldo”, mentre in “Peccatori a Palinuro” spicca il feat. di San Diego, artista romano-partenopeo che condivide con il duo le radici “fuori sede” a Teggiano.

A completare il quadro, il riarrangiamento di “Guarda Che Luna”: il classico di Fred Buscaglione viene spogliato e ricostruito, diventando il manifesto dell’estetica notturna e retrò dei Lunatropica.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Lunatropica è il progetto di Angela Cicchetti e Ivan Imperiali, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film.
Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale.
Dopo il debutto come Settembre con l’etichetta belga Dim Din Records e l’album “Grattacieli di Basilico”, i Lunatropica aprono un nuovo capitolo con “Mareamaro”, il loro secondo disco (Costello’s / Artist First).

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Stefano Resta e l’elogio delle sfumature: “Nubi Corallo” è il nuovo singolo

“Nubi Corallo” è il nuovo singolo di Stefano Resta, uscito venerdì 26 giugno 2026. In “Nubi Corallo”, il cantautore pugliese costruisce un universo fatto di dettagli luminosi, immagini leggere e piccoli frammenti di bellezza quotidiana. Sotto questa superficie, però, scorrono domande irrisolte e fragilità che il brano non cerca di nascondere né di risolvere. La canzone accompagna piuttosto verso una forma di equilibrio più semplice e consapevole, dove l’incertezza smette di essere un ostacolo e diventa parte del paesaggio. Tra elettronica avvolgente e scrittura intimista, emerge un racconto delicato che invita a osservare le cose per quello che sono, trovando valore anche nelle loro imperfezioni.

Foto: Flavio Diaferia
Art direction: Facciocosepunto
Set direction: Mariapia Nocella

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«“Nubi Corallo” è il nuovo singolo di Stefano Resta, una canzone tra inquietudine e resistenza emotiva, dove il quotidiano si fa visione. Con richiami alla dark wave il brano costruisce un immaginario notturno e magnetico, sospeso tra malinconia elettronica e tensione urbana.
Nato in un periodo di instabilità, il brano racconta un dialogo sommerso tra due voci in cerca di equilibrio mentre tutto sembra crollare. Su un loop di batteria essenziale e incalzante, sul quale la voce si avventura cangiante e ipnotica, la produzione alterna atmosfere intime e tensioni più scure, sostenuta da un synth distorto che attraversa il brano come una corrente sotterranea. I ritornelli si aprono in melodie malinconiche e stranianti, che suggeriscono romanticismo alienato e paesaggi urbani notturni. Tra immagini evocative e identità che si sdoppiano, “un po’ Steve, un po’ Buscemi”, Stefano Resta firma una canzone notturna e cinematografica, dove convivono fragilità distorta, beat ipnotici e una scrittura visionaria e obliqua, capace di trasformare il caos emotivo in paesaggio sonoro. Anche la pioggia, alla fine, smette di fare paura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Stefano Resta sviluppa un pop d’autore diretto e stratificato, un flusso di coscienza capace di unire sensibilità malinconica, precisione e una “palette di umori” sempre in bilico tra intimità ed energia, in dialogo con la tradizione italiana e internazionale, con una voce intima e cangiante che si muove tra calore e increspature graffiate.

Stefano Resta è un artista pugliese, nato a Corato. Il suo percorso artistico nasce come batterista durante gli studi di medicina; ha studiato pianoforte e batteria nella provincia di Bari e ha iniziato a produrre piccole tracce di musica techno. A Roma nel 2017 inizia a pubblicare come Raesta. Nel 2019 inizia la collaborazione con Vincenzo Vescera con cui dopo il buon posizionamento al Premio Lunezia fonda i RaestaVinvè e pubblica un album “Biancalancia” e un EP “Resto a Sud”. Le collaborazioni in questi due lavori vedono tra gli altri la cantante francese Clio (“Rien ne va plus”) e il partenopeo Francesco di Bella (“Resto a Sud”). Nel 2023 esce il suo primo EP solista “Fuoco di Paglia”, registrato a Ferrara per Alka Record Label. In questi anni calca palchi internazionali (FIMU festival di Belfort come Raesta o Porto Rubino con i RaestaVinvè). A ottobre è prevista l’uscita del suo primo LP che esce indipendente ma con la collaborazione della milanese Costello’s Agency.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

La trasformazione come linguaggio: “Veleno e Sangue” è il nuovo EP di Luca Rizzo

“Veleno e Sangue” è il nuovo EP di Luca Rizzo, uscito venerdì 26 giugno 2026. In “Veleno e Sangue”, Luca Rizzo trasforma l’esperienza personale in un percorso aperto, dove emozioni, dubbi e cambiamenti trovano spazio senza la necessità di essere definiti fino in fondo. L’EP si muove tra tensione e introspezione, lasciando che siano le atmosfere e le sfumature sonore a guidare il racconto. Elettronica, melodie essenziali e continui mutamenti di prospettiva convivono in un equilibrio dinamico che mantiene viva la sensazione di ricerca. Più che offrire risposte, il lavoro invita a sostare nell’incertezza, restituendo un ascolto intimo, autentico e in costante trasformazione.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Questo disco nasce in un periodo cupo e trasformativo della mia vita, segnato da fragilità fisiche, nuove sfide personali e cambiamenti profondi. Il corpo che cambia, l’amore che finisce, relazioni che consumano, vecchie identità che crollano e nuove presenze capaci di rimettere tutto in discussione. Ogni brano è una fotografia emotiva di quel periodo: smarrimento, desiderio, rabbia, paura, bisogno di guarire e necessità di ritrovarsi. Le canzoni raccontano quel confine sottile tra sentirsi invincibili e ritrovarsi improvvisamente fragili, tra il caos interiore e la ricerca di una nuova stabilità. Tra sonorità elettroniche, tensione emotiva e immagini viscerali, il disco prova a trasformare ferite reali in movimento, fino a trovare una forma possibile di accettazione, verità e pace con sé stessi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

I MoMa e il fascino inquieto della deriva: “Mystery Train” è il nuovo singolo

“Mystery Train” è il nuovo singolo dei MoMa, uscito venerdì 19 giugno 2026. Con “Mystery Train”, MoMa trasformano il movimento in una condizione esistenziale. Il brano corre senza fermate apparenti, attraversando un paesaggio segnato da incertezza, automatismi e tensioni che sembrano ormai parte del quotidiano. Tra chitarre incisive e un’impronta brit rock ben definita, la band costruisce una riflessione lucida sul senso di smarrimento che attraversa il presente. Ne emerge una canzone energica e inquieta, capace di raccontare la sensazione di procedere insieme agli altri senza sapere davvero verso quale orizzonte si stia andando.

Foto: Anna Gribovich

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Dove stiamo andando? Il mondo come se fosse un treno, l’umanità in viaggio. Vorresti che ci fosse un pilota al comando, una direzione sensata, magari con qualche deviazione o interruzione imprevista, ma pur sempre un viaggio su cui porre fiducia. Invece i passeggeri di questo treno sono atterriti, attoniti, quasi in trance e viene il dubbio atroce che in cabina di guida non ci sia proprio nessuno e che il destino sia segnato. Non ci sono cattivi in “Mystery Train”, c’è solo un convoglio che miseramente sta andando a schiantarsi. L’inerzia e la rassegnazione suggeriscono però che in questo nulla di senso ci sia qualcosa da fare proprio perché nella cabina non ci sono piloti da sabotare e nel treno nemmeno veri antagonisti dai quali difendersi. Si tratta solo di tornare a guidare con un colpo di reni. Capitano, torni a bordo! Torniamo a bordo, confidando che l’umanità non sia semplicemente abbandonata a sé stessa, ma che in fondo, prima dell’ultima curva, prima dell’ultima galleria, si trovi un braccio teso, una mano aperta, un’ala spiegata che ci aiuti a spiccare il volo prima dello schianto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.
Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il futuro smette di essere un gioco: “Stomaco” è il nuovo singolo di Alberto Moscone

“Stomaco” è il nuovo singolo di Alberto Moscone, uscito venerdì 19 giugno 2026. In “Stomaco”, Alberto Moscone racconta quel momento sospeso in cui il futuro smette di essere un’ipotesi lontana e comincia a chiedere conto delle proprie scelte. Il brano esplora le inquietudini di una generazione cresciuta tra aspettative, paure e il desiderio di trattenere ancora qualcosa dell’età più spensierata. La scrittura procede per immagini immediate e quotidiane, capaci di trasformare ansie personali in emozioni condivise. Ne nasce una canzone intima e sincera, che osserva il passaggio all’età adulta senza nostalgia idealizzata, ma con tutta la sua inevitabile complessità.

Foto: Renata La Serra

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«Qual è il momento in cui si diventa adulti? Passiamo la vita a litigare con la nostra età.
Ero un bambino molto goffo e continuo a sentirmi così. Dopo l’adolescenza passata a rincorrere l’età adulta sento che c’è una inversione di tendenza, ci si accorge di non essere ancora del tutto “grandi” e si cerca di trovare un equilibrio strano dove non vieni preso del tutto sul serio ma non ti è allo stesso tempo concesso di essere troppo “infantile”. Quando abbiamo scritto questo pezzo il sentimento era proprio questo, due esseri minuscoli e del tutto impotenti di fronte a quello che succede intorno a noi, ma carichi di aspettative, responsabilità e impegni che a volte vorremmo lasciare sul pavimento della cameretta per andare “fuori a giocare” senza fare i compiti.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Nato a Roma, cresciuto a Genova. Il progetto bedroom pop di Alberto Moscone nasce dall’unione della sua passione per le chitarre nastrose con il suo lavoro da montatore del suono nel cinema.
Si ritrasferisce a Roma per lavoro nel 2020 dove nascono diverse collaborazioni ed esplora sonorità nuove.
Nel 2023 pubblica il primo singolo con il suo progetto omonimo, nel 2024 il primo EP “Io perdo sempre” di cui viene pubblicata una versione fisica sotto forma di fumetto.

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Comunicato stampa Indie Rap

Il disagio come specchio: “C’era una volta un uomo” è il nuovo singolo di Golconda

“C’era una volta un uomo” è il nuovo singolo di Golconda, uscito martedì 16 giugno 2026. In “C’era una volta un uomo”, Golconda dà voce a ciò che spesso rimane nascosto sotto la superficie: fragilità, inquietudini e parti di noi che preferiremmo non guardare. Il brano si muove tra racconto e riflessione, trasformando una figura solitaria in uno specchio capace di restituire paure e contraddizioni universali. Tra spoken word, cantautorato e incursioni rap, la scrittura mantiene un tono diretto e tagliente, accompagnando l’ascoltatore in una zona grigia dove identità, disagio e desiderio di appartenenza finiscono per confondersi.

Foto: Agnese Zingaretti

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«”C’era una volta un uomo” è la storia di un emarginato: è il matto del villaggio, lo straniero, il senzatetto. La città lo teme perché le ricorda che in fondo tutti sono stranieri a sé stessi, esuli e derelitti. Temerlo e detestarlo sono modi di rimuovere la paura, proiettandola su di lui. Stavolta però è lui a prendere la parola. E finalmente si mostra per quello che è: un uomo.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Golconda è un cantautore-rapper fiorentino che vive a Roma e non fa niente per nascondere un certo fascino per Magritte. Nelle sue canzoni prova a parlare dell’amore, della morte e di altre sciocchezze, a volte rubando citazioni di Francesco Guccini, altre volte no. E quando non lo fa, è costretto a inventarsi un modo tutto suo di scrivere canzoni, frutto degli ascolti di una vita: da bambino i cantautori (in macchina), da adolescente i rapper (in cuffia). In ogni caso, l’attenzione alle parole è la sua piccola grande ossessione: non solo per cosa vorrebbero dire, ma per come risuonano e toccano chi le ascolta.

Debutta nel 2020 con il suo primo singolo, “Il mondo di Ambra”, per Piuma Dischi, a cui seguono altri singoli. Nel 2026 uscirà il suo primo EP, prodotto da Lorenzo Pellegrini (/handlogic) e pubblicato con Costello’s Agency. Ha vinto il premio nazionale “Dante Rock” di Arezzo Wave con il suo penultimo singolo “Caronte”, uscito in vinile insieme a canzoni di Elio, Modena City Ramblers, Paolo Benvegnù e Finaz della Bandabardò, coi quali ha condiviso il palco. Il suo ultimo singolo, “Eldorado”, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Billboard Italia e segnalato tra i singoli da non perdere per Sky TG24.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Luca Fol e il rumore del presente: “Nichilista” è il nuovo singolo

“Nichilista” è il nuovo singolo di Luca Fol, uscito martedì 16 giugno 2026. Il musicista romagnolo osserva le fragilità del presente con uno sguardo disincantato ma mai rassegnato. Il brano racconta quel sottile senso di smarrimento che accompagna le giornate più affollate di pensieri, quando il rumore del mondo si confonde con quello interiore. Tra synth luminosi e scrittura cantautorale, l’artista alterna leggerezza e profondità, trasformando inquietudini quotidiane e dubbi esistenziali in una riflessione dal tono diretto e sorprendentemente umano. Una canzone che trova nell’ironia un modo per attraversare il disagio senza lasciarsene sopraffare.

Foto: Natalia Nieves
Art director, styling, costume designer: Sonia Formica

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Nichilista” è il nuovo singolo di Luca Fol, un brano pop rock d’autore raffinato e travolgente che apre una riflessione lucida e provocatoria sull’essere umano contemporaneo.  Non c’è soltanto la critica alla società, ma un’indagine più intima: il sabotaggio interiore. I pensieri diventano i veri antagonisti, invisibili ma costanti, che agiscono come luminose stelle cadenti capaci di paralizzare e spegnere ogni slancio vitale.
Il termine “nichilista” è una provocazione. Non rappresenta un vuoto da subire, ma la scelta di svuotarsi dalle paure per cercare una forma di leggerezza più libera verso la “non sofferenza” che emerge soprattutto nei ritornelli, cantati con enfasi e sottile ironia. Il nichilismo si trasforma quindi in un gesto spirituale: una rinuncia ai pensieri sabotanti per ritrovare una forma di serenità più pura. 
L’arrangiamento accompagna questo contrasto con eleganti archi che creano una dimensione sospesa e vivaci chitarre elettriche che danno voce al conflitto tra controllo e caos. Prodotta da Antonio Patanè e Luca Fol, “Nichilista” è un invito a non soccombere, non tanto al mondo, ma a sé stessi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Fol è un cantautore e polistrumentista che unisce synth-pop, cantautorato e rock d’autore. La sua musica esplora temi come umanità, equilibrio sociale, spiritualità e introspezione, raccontati con una scrittura ironica, elegante e profondamente contemporanea.

Dopo due album in inglese pubblicati tra il 2016 e il 2018, dal 2020 scrive in italiano. Il suo primo album in italiano “Io sono meno inglese di thè” (2022), lo porta a X-Factor e ad Area Sanremo, segnando l’inizio di un percorso che lo vede coinvolto nel progetto di Giovanni Caccamo da cui è nato il volume “Il Manifesto del Cambiamento” edito da Treccani. Nel 2024 pubblica il secondo album “LUCA FOL”, seguito da un tour nei club, festival e teatri. Tra il 2024 e il 2025 riceve numerosi riconoscimenti è finalista al Premio De Andrè, Premio Lauzi, Premio Bertoli, Premio Pigro, Club Tenco. È vincitore del Meeting Music Contest (2024), del Premio InediTO (2025), dei Primigenia Music Awards (2025).
Il 16 giugno 2026 esce il singolo “Nichilista”, anticipazione del nuovo album in uscita nel 2027.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

Cinque brani, un solo paesaggio: “Vespri” è il nuovo EP dei BAUSAN

“Vespri” è il nuovo EP dei BAUSAN, uscito venerdì 12 giugno 2026. In “Vespri”, BAUSAN costruiscono un luogo emotivo prima ancora che un disco. I brani si rincorrono tra ricordi che cambiano forma, domande lasciate aperte e immagini che ritornano come punti di riferimento in un paesaggio in continuo movimento. L’alt-rock della band si muove con equilibrio tra slancio e contemplazione, alternando materia sonora e aperture atmosferiche senza mai perdere compattezza. Più che raccontare una storia, l’EP suggerisce uno stato d’animo persistente, sospeso tra ciò che è stato e ciò che sta ancora cercando di diventare.

Foto: Daniele Zanotti

Queste le parole con le quali la band presenta l’EP:
«L’EP racconta in 5 tracce l’ultimo anno di lavoro della band.
Al suo interno raccoglie esperienze passate e condivise, legate da un sentimento comune di smarrimento esistenziale.
Il progetto accoglie sonorità differenti che richiamano l’anima grezza di un cantautorato etereo e distorto, rispecchiandosi allo stesso modo nei testi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Il sound dei BAUSAN è il risultato dell’incontro di quattro personalità diverse provenienti da background musicali differenti. La commistione di generi e di influenze dà vita a un sound ricco e malinconico, che unisce riff di chitarra ad atmosfere oniriche e sognanti. Testi di natura etereo-esistenziale si intrecciano a suoni distorti, mescolando una vena cantautorale a sonorità che spaziano dal grunge al post-rock.

BAUSAN è un progetto alternative rock che nasce tra Milano e Ferrara agli inizi del 2024. Il gruppo è composto da quattro elementi: Andrea Bianchi (voce e chitarra), Alessandro Corneo (chitarra), Giuseppe Mazza (batteria) e Amedeo Itria (basso). Un’amicizia di lunga data e un’intesa musicale macinata negli anni sono stati gli elementi fondanti che hanno portato alla nascita del progetto. Tra studi accademici e numerose performance live, l’alchimia è cresciuta in brevissimo tempo di pari passo all’esigenza artistica di esprimersi, sfociando in modo naturale nella creazione di nuovo materiale.
La band, dopo aver pubblicato il primo singolo “Se non hai niente” nel settembre 2024, è reduce da un 2025 con un’intensa attività live. Dai concerti in acustico nella provincia milanese, come il circolo Tambourine di Seregno (MB), fino ad arrivare a locali underground storici di Milano, come il Detune e il Legend Club. Nei primi mesi del 2025, in parallelo ai concerti live, è iniziata una fase di sessioni di registrazione presso il Duotone Studio di Daniele Zanotti, fonico e produttore della band. In seguito alla collaborazione con la realtà milanese Costello’s Agency, questa fase culminerà con l’uscita del primo EP della band, prevista per giugno 2026.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le crepe sotto la vernice: “Se Avessero” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Se Avessero” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 9 giugno 2026. Il nuovo brano si muove nervoso e compatto, attraversando le contraddizioni del presente senza cercare punti di approdo. Tra tensione ritmica e chitarre taglienti, prende forma un racconto che osserva una realtà sempre più affollata di opinioni, semplificazioni e identità urlate. La scrittura preferisce l’attrito alla risposta facile: accumula immagini, frammenti e cortocircuiti fino a restituire un senso diffuso di smarrimento collettivo. Ne emerge una fotografia lucida e inquieta, dove l’ironia convive con il disincanto e ogni certezza sembra destinata a sgretolarsi nel giro di pochi istanti.

Foto: Irene Carli

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Nuvole che non so distinguere, bolle che scoppiano, scappano i pesci in fondo al mare, l’amore è un fiammifero. C’è un mondo che tuona e non riconosci il tuo ruolo, la direzione non ti è più chiara, la voce del navigatore diventa incomprensibile, le strade sono un gomitolo senza orizzonte.
Dove si trova la fantasia per creare un futuro? Ed è più bello se puoi non dormire, se non devi riposare per un domani di impegni dal dubbio senso. Quanto spazio ho? I miei sogni sono davvero miei? O sono frutto di un bisogno indotto? Allora i giorni persi siano croci sulle spalle e sanguisughe su quei volti che ci fottono il futuro. Potrei scappare… sì, fuggirò da questa nuova realtà caustica… getto nella valigia le mie convinzioni, i miei alti princìpi, ed esco.  Piove, corro, piove, corre, una pozza d’acqua, scivola, cade. La valigia si rompe, tutto ciò che era dentro adesso galleggia tra l’umido e il fango. Tutta questa purezza, così sporca, si rivela piena di contraddizioni. Ma le strade sono tutte chiare adesso, crescere diventa possibile, si può tracciare un solco, si può intuire un filo conduttore, quello che conta resterà, la pioggia non lo cancellerà.
Nell’album “Nuvole, Bolle e Pesci” i Cromosauri si ritrovano adulti. Ci sono le aspettative su se stessi, i compromessi, le strade inaspettate, le strade che invece sembrano a senso unico. Ciascuna vita è un gomitolo di scelte più o meno consapevoli, più o meno obbligate, e non è mai (o quasi) semplice tracciare il confine tra la voglia e la coscienza, tra la possibilità e l’obbligo, il torto e la ragione. Ci sono quelle zone grigie di se stessi con cui si fatica a pacificarsi. I Cromosauri una soluzione non l’hanno trovata ma metabolizzano le loro esperienza in queste canzoni tanto intime quanto universali. Nei testi, la band, sonda le diverse possibilità, i condizionali sono praticamente onnipresenti, ci sono le invettive contro le promesse mancate di una società e le relazioni che questa prevede, c’è l’eros che chiede il suo pedaggio e l’amore che squaglia gli organi, c’è il guardarsi allo specchio e accettare la forma e il contenuto.
“Se Avessero” è il brano più esplicitamente critico nei confronti di una società che, citando Tenco, parla sempre, pretende di farsi sentire e non ha niente da dire. In un mondo sempre più complesso ma sempre più semplicista e polarizzato, diventa fondamentale cercare “un’espressione che non sia o bianco o nero”. In un mondo che si sgretola sotto la minaccia del cambiamento climatico dove i ricchi si fanno la guerra per noia. I Cromosauri scelgono il sarcasmo e l’ironia, sottintendendo che sotto a questo tecno-macismo che mira alla guerra civile universale ci sia in realtà una grande paura della vita, abbracciata nella sua complessità. Questa ironia si riflette nelle loro scelte grafiche, che diventano collage kitsch e volutamente artefatti. Il video è un viaggio psichedelico e surreale, dove realtà incompatibili si incontrano in un’apocalisse in stop motion. Il collage viene scelto come mezzo per accelerare al massimo la simulazione della comunicazione online, fatta di pose, foodporn e contenuti generati dall’AI, per far traboccare il vaso oltrepassando il verosimile, diventando surreale e dichiaratamente post-prodotto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo torna nostro: “La canzone del giorno libero” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“La canzone del giorno libero” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito venerdì 29 maggio 2026. Con “La canzone del giorno libero”, il cantautore di base a Ferrara trasforma una pausa minima in qualcosa di essenziale. Il brano si muove tra giornate tutte uguali, abitudini automatiche e il desiderio improvviso di sparire dal ritmo imposto delle settimane. Basta poco: camminare senza fretta, perdere tempo, tornare per qualche ora a una versione più leggera di sé. Saponaro racconta tutto con un’ironia quieta e malinconica, facendo del tempo sottratto alla routine una piccola forma di disobbedienza quotidiana.

Foto: Giulia Saponaro

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Tornare stanchi dal proprio lavoro, sentire di aver scalato la montagna più alta del mondo e avvertire quella sensazione di essere completamente inadatti a questo mondo; questo mondo che ti sembra così ben cucito addosso a tutti gli altri, che insegue ogni minuto scivolando per le scale del denaro, sorseggiando lo stipendio come un Martini dry in un bar a Manhattan. Svegliarsi il giorno seguente, vedere la propria pelle mutare e assumere un colore del tutto nuovo. Nessun cartellino da timbrare, nessun impegno. Come nel cartone animato “Momo alla conquista del tempo” di Enzo d’Alò, il fumo dei sigari dei signori grigi scompare e ti senti vivo, ti senti chi sei e chi sei sempre stato, rivedi i tuoi amici nella tua stanza, c’è il sole e comincia la musica.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

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